mercoledì 29 ottobre 2008

Quelli che: "minchia minchia, lo faccio perché io sono più bravo degli altri"

Si preannunciano con sbuffi pure loro. Osservano gli altri dall'alto in basso, quali compagni sgraditi della coda allo sportello. Stesso sguardo viene riservato al dipendente che li ascolta dall'altra parte dello sportello visto come un ostacolo ottuso ai loro desiderata.
Sanno sempre qualcosa che voi non sapete (o almeno credono di saperlo o vi danno ad intendere in tal senso).
Appena gli fate notare, che nel loro ragionamento, qualcosa non quadra si contorcono doloranti, manco una tarantola li avesse morsi. Vi snocciolano esempi di altri sportelli pubblici ove loro (LORO badate bene) hanno avuto ragione, il Comune si é rivelato gestito da capre e via di questo passo.
Iniuria non fit volenti dicevano i latini (non si commette colpa contro chi acconsente).
Ditegli di si, lodi sperticate nei loro confronti, fate andare la testa avanti e indietro manco colti da ictus, tenete la bocca aperta in segno di ammirazione, chiamate a raccolta i colleghi ad alta voce: "venite a sentire, che bravo!!".
Poi al termine della esposizione (se ne siete in grado, ma di solito si, perché é il vostro mestiere) smerdateli irrimediabilmente snocciolando dati, cifre, norme e articoli che confutano la loro tesi.
Infine, dite loro che ovviamente terrete conto del loro punto di vista. Se sono abbastanza furbi non li vedrete più. Sennò ci si rivede al prossimo round.

GIulio Regeni? Amen...