mercoledì 26 giugno 2013

Festa alla SOS dei Laghi

 Ed eccoci qua, Domenica scorsa la tradizionale festa della SOS dei LAGHI tra i Comuni di Travedona (la nostra base operativa) e Ternate (dove, sotto il tendone si è pasteggiato, premiato, schiamazzato).
 Ecco il nostro mitico presidente ! Onnipresente, sempre di buon umore. Unico!
 La benedizione della nuova ambulanza.
E poi, via, tutti in corteo a sirene spietate. Verso il pranzo.

il Macaone


Trovato in un giardino e portato a casa per fotografarlo. Questo bellissimo esemplare di bruco di Macaone aspetta solo di trasformarsi in farfalla. Che colori !!!

Andrea Pazienza

Un altro libro di fumetti. Questa volta Andrea Pazienza.
Nato nel 1956 e morto nel 1988 in giovane età e per una probabile overdose.
Il libro riunisce diversi periodi e diverse tipologie di fumetto.
C'è il Pertini - particolarmente spassoso. In parte Sturmtruppen ed in parte fumetto minimale. Ma non ingenuo.
Ci sono le storie di Penthotal - vera sperimentazione. Disegni raffinati accompagnano tratti appena accennati.
Personalmente non mi piace molto. Anche se dopo aver letto Sergio Toppi, mi ero fatto il gusto con la raffinatezza del suo disegno. Tuttavia Paz, al di là del percorso spesso onirico e sconclusionato, raffigura un periodo storico della nostra Italia in forma grafica, molto più efficace di resoconti e filmati. Ciao Paz.


sabato 22 giugno 2013

L'arte di Sergio Toppi


Finalmente leggo il volume edito da "La Repubblica" che propone i più grandi fumettisti italiani e non solo: quello dedicato a Sergio Toppi. 
Tre racconti de "il collezionista" e alcuni del "Sharaz-de" che rifanno il verso alle Mille e una notte.
Il superamento della dimensione imposta dai canoni del fumetto, la profondità delle storie, il tempo che diviene mutevole in virtù della volontà del lettore. Racconti antichi che diventano novità. Tutto l'insieme fa del fumetto di Sergio Toppi vere e proprie opere d'arte. Leggere per credere.

venerdì 21 giugno 2013

L'uomo d'acciaio - il film

Ed eccoci qui a raccontare un filmone rumoroso e veloce, ma al tempo stesso con un impegnativo compito: essere il remake del remake del remake del personaggio dei fumetti più famoso al mondo, Superman.
Dove il film riesce e dove fallisce miseramente?
Riesce quando affronta il passato e la nascita del supereroe. I suoi dilemmi, la vicinanza del padre reale e di quello che si è preso cura di lui sulla Terra.
Piace insomma il Superman umano, la sua difficoltà a dominarsi ed a capire la sua strada.

Fallisce nonostante il gran dispendio di effetti speciali (e forse a causa di essi) quando con combattimenti e distruzioni che fatichiamo a comprendere, vuole giustificare ed esaltare l'eterna lotta tra il bene ed il male.
Ma la domanda qui sorge spontanea: il male da che parte sta? Il comandante Zod, un Carmelo Bene in abito scuro, non vuole far altro che salvare la sua razza, e quindi?


E che dire degli effetti speciali? Ben fatti certamente, ma nell'immaginifico Superman può fare qualsiasi cosa e quindi è difficile superare la fantasia. Forse qualche minuto di film in meno non avrebbe guastato.
P.S. ma non vi pare che Superman - Kar El non assomigli a Roberto Bolle ?

Spudorati - Mario Giordano

Il malcostume della politica descritta in forma numerica.
Questo, come altri libri dello stesso autore, raccoglie "Spudorati".
Non mi è piaciuto; e vi dirò il perché. Metà del volume è dedicato ai rimbrotti nei confronti di questo o quello, il resto ai numeri.
Numeri che, sia chiaro, fanno impressione. Ma non raccontano nulla di più di quello che ad ogni angolo di questa povera Italia avviene: evasione fiscale, lotta alla corruzione, lotta alla Mafia, ruberie di ogni tipo.
Lui lo premette: vi verrà il mal di pancia. Vero! Se poi evitava di fare commenti inutili magari il mal di pancia era meno intenso.

mercoledì 19 giugno 2013

Albiona in the rain

 Inizio una gita nonostante il maltempo e la minaccia di pioggia. Ecco un bellissimo maggiociondolo.

Una sosta alla fontana, camuffata da elfo legnoso :)

 le nuvole si accumulano

 Finalmente Albiona, le baite in piedi e quelle cadute.
Piove, il Passo dell'Acqua Fredda si scorge in lontananza, troppa neve e troppe nuvole. Rinuncio anche questa volta.

La lucina



Dopo averlo terminato ho letto alcuni commenti su questo libro e li ho trovati di una profondità tale da gettare nuova luce sulla mia ignoranza.

Avevo pensato di non scrivere nulla. Tuttavia, poiché al cospetto di un’opera d’arte non può mancare qualcuno che ammetta di non comprenderla, eccomi qua.

Le poche certezze:

Parte come un inno alla vita, straripante e inarrestabile nella sua manifestazione naturale, ma non lo è. Le descrizioni della natura, frenetica e soffocante, suggeriscono che vita e morte sono indissolubili, con una netta predilezione per la seconda. Dal loro furioso alternarsi non uscirà un vincitore, tantomeno l’uomo (impossibile non cogliere il parallelo tra il marciume vegetale e il disfacimento della carne).

L’assenza di nomi e date conferisce alla vicenda un che di irreale, non collocabile nello spazio e nel tempo. Sebbene la narrazione sembri suggerire che il protagonista viva in quel luogo già da tempo, tanto da riconoscerne i minimi cambiamenti stagionali, col procedere della vicenda appare chiaro che si tratta di un solo arco temporale, un solo viaggio verso l’inverno.

Fin qui tutto bene.

I primi dubbi assalgono di fronte all’atteggiamento con cui il protagonista vive alcune situazioni spiazzanti - inspiegabili per i più - portandoci a sospettare che non si tratti di semplice accettazione, bensì di condivisione di una certa condizione.

I dubbi divengono certezze quando altri personaggi parlano a chiare lettere di vita e morte, facendo affermazioni inequivocabili sul conto proprio e altrui.

Tutte le (poche) certezze crollano nelle ultimissime pagine, con un cambio di io narrante così sottile da non essere subito riconoscibile, ed un finale che – fustigatemi – non ho capito.

Leggerò altri libri di Moresco, ma non ora.



Questo post è un contributo di Ezia, ospite del mio Blog.


martedì 18 giugno 2013

Diario di un killer sentimentale - Luis Sepulveda

Breve libretto (72 pagine). Rappresenta l'ultima settimana di lavoro di un killer professionista.
Alle prese con vicende quotidiane che appartengono ad ognuno di noi e al tempo stesso, a problematiche che di ordinario non hanno proprio nulla.
Divertente, ben scritto, di romantico o sentimentale ci ho trovato molto poco.
Va da sé che per un killer che si rispetti non c'è spazio per bazzecole come l'amore. O forse si?

Sacro Monte Calvario - Una gita

Avevo promesso a Bianca ed a me stesso di ripercorrere il tracciato che da Domodossola, porta al Monte Calvario. Percorso di fede, di natura, di storia. Fresco in un giorno di calura estiva!






lunedì 17 giugno 2013

Alpe Agro - Una gita

E il pomeriggio ? E chi si ferma. Il tempo migliora e quindi parto di gran carriera all'Alpe Agro, sopra Trasquera. In giro nessuno, anzi il nulla più assoluto. Aria frizzante. Acqua di fonte. E prima di cena rieccomi a casa.





Alpe Devero - Una gita

Al mattino una gita con Bianca per vedere da vicino il Lago Crampiolo, poco sopra l'Alpe Devero.
Il meteo non promette nulla di buono. Comunque mai arrendersi, eccoci in cammino.
 45 minuti di camminata. in un paesaggio bellissimo.
 Ecco il lago del Crampiolo, circondato dalla neve!
Ed infine, un dono di Bianca :)

Lago D'Avino una gita

In origine volevamo andare al Monte Teggiolo, quindi, lasciata l'auto a Fondocampo si sale sino all'Alpe Valle e a Stalletto. Una cappa nera non promette nulla di buono.
Decidiamo di deviare verso il Lago D'Avino, nonostante la stagione, la neve è ancora tanta. Ci dirigiamo verso la val Drozina e raggiungiamo il Passo del Crosso (2401 m).
I pianori del Lago D'Avino, colmi di neve ci appaiono in tutta la loro bellezza. Nuvoloni neri all'orizzonte ci invitano a ritrovare la strada di casa.
Ecco il lago, ancora ghiacciato. In lontananza rumore di sassi che cadono e fiumi d'acqua.
Nell'ultimo tratto del percorso avvistiamo un Gipeto - maestoso! - camosci, capre, pecore. Umani zero.

domenica 16 giugno 2013

Ingo Schulze - Zeus e altre semplici storie

Una serie di racconti sul quotidiano di gente semplice alle prese con l'epocale passaggio dal regime comunista alla democrazia.
Dove stia questo passaggio, io negli scritti di Ingo non l'ho colto. 
Mi sono parsi più che altro canovacci per prove teatrali ove non vi è inizio né fine. Spiace, perché si coglie una certa tensione nel tentare di spiegare nella quotidianità le tensioni e le difficoltà che ognuno deve affrontare.
Zeus: una gita in Italia si trasforma in momento di libertà, anche verbale, per chi fino a ieri non poteva nemmeno pensare.
Soldi nuovi: affari, nuovi ritmi, la scoperta della sessualità e della libertà grazie al lavoro.
Panico: Ancora i soldi, che mancano, che ci obbligano a fare scelte e rinunce.
Uccelli migratori: la ricerca di un Tasso investito da un auto si trasforma in un logorroico viaggio peraltro inutile. O forse no?
Sorrisi: La riscoperta del padre dopo 24 anni. Ci si prepara all'evento, ma la riscoperta dell'altro è in fondo la riscoperta di se stessi.
Specchi: Una coppia si confronta su un episodio accaduto in un locale. Grandi liti e poi? 

sabato 15 giugno 2013

I capi - Mario Vargas Llosa

Altro libercolo della Domenica.
Benché di piccole dimensioni e numero ridotto di pagine, non lascia nulla all'improvvisazione.
Non sono amante delle storie brevi, ma devo ammettere che quelle contenute in questo libro sono molto interessanti.
I capi: per diventare grandi occorre passare da alcune prove fondamentali. Sfidare il mondo degli adulti è una necessità, per riconoscere se stessi e le proprie capacità. E se si perde? Meglio. Si impara.
La sfida: tutti dobbiamo morire. Allora é meglio farlo con dignità e senza sottrarci. Anche se ad assistere al duello c'è uno spettatore particolare.
il fratello minore: e se tutto fosse dovuto ad una bugia? se la vita e la morte nascessero dalla finzione? Inutile prendersela, meglio maledire il fato e accettare quanto avviene.
Domenica: fino a che punto ci si può spingere per amore? Altro racconto di iniziazione e di crescita. Una sfida di nuoto diventa momento di crescita e di riscatto.
Un visitatore: tradire un altro uomo può essere semplice e dare piacere, ma se poi tutto ci casca addosso? Il passaggio dal trionfo alla sconfitta può essere più doloroso della morte stessa.
il Nonno: Un teschio, una candela, un fuoco fatuo. Chi è il bambino, chi l'adulto? Questo breve racconto non da risposta ma fa pensare.

giovedì 13 giugno 2013

Jordi Anfruns, sociologo sessuale


Si legge d'un fiato, questo libretto della Domenica, che ha accompagnato un edizione di qualche mese or sono legata a "il Sole 24 Ore".
Due brevi storie per un totale di 75 pagine, al cui centro troviamo l'investigatore Pepe Carvalho e la solare Barcellona. Anche se la città sa trasformarsi in luogo di omicidi, tradimenti, odio e imbrogli di ogni tipo.
Anche se scontati nella trama e nel finale (ma con un minimo di suspense) arriviamo al termine del libro certi di aver passato un paio d'ore gradevoli e serbando un piacevole ricordo di questo (dell'innumerevole schiera)  detective, dal grande appetito alla Nero Wolfe, sarcasmo per tutti e grande intuito.

E qui comando io, e questa è casa mia...

Trattati come cretinetti. Privi di qualsiasi possibilità di parlare. Ingessati dallo "Statuto".
Scolaretti della prima ora, i parlamentari del M5S scoprono di essere anche loro "umani".
E come è giusto che sia, si ribellano contro il padre, in un confronto da tragedia greca, accusandolo di aver commesso errori che hanno portato alla recente legnata elettorale.
Non l'avessero mai fatto! Ferito, appunto come un padre quando i figli gli danno del rincoglionito, lui ha attaccato, minacciato, dichiarato di volersene andare (congelando simbolo e nome beninteso) per cercare di dimostrare che governa ancora. Come andrà a finire?
Torno ai precedenti post scritti in questo piccolo spazio ed invito a rileggerli. 
Guardarsi l'ombelico é un bel mestiere, il rischio che uno si accorga che intorno ad esso vi è la pancia, con annessi e connessi. 

mercoledì 12 giugno 2013

Jean Echenoz - Correre



Emil Zàtopeck raccontato non come eroe (e che eroe sportivo fu negli anni 40 e 50 del secolo scorso) ma come un essere che fece della leggerezza, nella quotidianità e nella corsa, un modello di vita.
Leggere questo romanzo per credere. Bellissimo il passaggio di quando Emil visita lo zoo e vedendo le scimmie ne nasce questo spunto "Ma le scimmie sembrano cattive, inacidite, amare, perennemente scocciate di aver mancato giusto per un pelo l'umanità. E' un pensiero che le assilla, è indubbio, un chiodo fisso,. Hanno una gran voglia di fartela pagare."
Per questo e molti altri motivi consiglio la lettura di questo breve ma brillante libro.

martedì 11 giugno 2013

Niceville



Se divorate d’un fiato periodi lunghi e articolati, se amate sguazzare nella punteggiatura come fosse una jacuzzi, se bramate descrizioni dei personaggi che non lasciano nulla all’immaginazione, questo libro fa per voi.

Giunti a metà vi renderete però conto che Carsten Stroud sta imbandendo un pranzo troppo ricco per poterlo finire in una sola volta, e vi assalirà il (fondato) sospetto che Niceville sia il primo, fottutissimo capitolo dell’ennesima trilogia.

Premesso che il concetto di “storia a episodi” non dovrebbe esistere né al cinema né tantomeno in letteratura (ma questa è solo la mia opinione), non sopporto l’idea che il mesciato Carsten se ne stia a bordo piscina davanti al pc con tanto di cocktail a partorire il secondo capitolo mentre noi ci chiediamo che minchia abbiamo letto a fare oltre 400 pagine per sentirci dire che “il male è in attesa di scatenarsi su Niceville”, o qualcosa del genere…

… problemi di connessione? Mah.



Questo post è un contributo di Ezia, ospite del mio Blog.

La crisi della Modiano

Parte da lontano la storia della Modiano.
Fondata a Trieste nel 1868 da Saul David Modiano, originario di Salonicco, ha saputo nel tempo rinnovarsi e seguire il mercato e soprattutto farsi apprezzare dai tanti amanti del gioco delle carte.
Gioco interclassista e che ha accompagnato e scandito i momenti di svago di ognuno di noi.
Anche oggi, al tempo dei videogiochi e delle slot, le carte continuano ad essere sinonimo di passione, relax, tempo passato con gli amici al bar o sotto una pergola d'estate o al calduccio durante i mesi invernali.
E' purtroppo di questi mesi, la notizia che, la concorrenza cinese, la crisi dei brand (liquori come Stock) e la minore voglia di spendere, ha portato alla cassa integrazione i 70 operai della storica azienda di Trieste.

Si pensi che, mentre in casa un mazzo di carte può durare un decennio, un locale pubblico (bar, Acli, Arci, circolo anziani o altro) ne consuma uno al mese. Anche se ora le carte sono rivestite in PVC, la passione fa mordicchiare, torcere e soffrire le carte stesse, quasi come immagine dell'animo del singolo giocatore.
Se é vero che chi ama le carte é portato a socializzare, allora forse, manchiamo di voglia di stare insieme, e questo si occorre riaffermare. 
Anche per ricominciare a usare, comprare e giocare a carte. Gioco antico ma sempre bello.
A proposito, mia figlia Bianca (10 anni) mi batte a ruba mazzetto! 

L'importante é crederci


A seguito della feroce sconfitta alle recenti elezioni comunali, dove il M5S è sprofondato in termini numerici, ha visto solo un ballottaggio, sul filo del seconda cifra percentuale dopo la virgola (Ragusa) ed ha conquistato Pomezia e Assemini, il loro mentore ha dichiarato "il cammino del M5S nelle istituzioni é lento ma inesorabile". 
Con questa velocità auguro a lui altri 100 - 150 anni di vita per raggiungere l'obiettivo :)

lunedì 10 giugno 2013

The Aviator & The Hoax


Che legame c'è tra i film "The Aviator" e "The Hoax"?

Nel primo, il miliardario Howard Hughes (ottimamente interpretato da Leonardo Di Caprio) affianca ad un evidente pazzia un altrettanto folle passione per il volo, per gli aerei e per i record da battere.
Nel secondo, lo scrittore Clifford Irving (anche qui magica interpretazione di Richard Gere) alla ricerca del libro di successo, si inventa un contatto con Hughes e scrive la sua biografia.
Perché parlarne insieme quindi?
Nel primo assistiamo alla vita folle ma determinata di un uomo che scriverà la Storia degli States. Nel secondo l'ostinato tentativo di piegare la realtà alle bugie fa apparire in ogni momento del racconto lo spirito dell'eccentrico miliardario, forse meglio che nel primo film.
La capacità di mentire é tale che Huges dovrà uscire allo scoperto con una storica telefonata alla televisione.
Guardateli in sequenza. Vi sembrerà di non aver mai interrotto la narrazione.

007 La morte può attendere

007 cavalca le onde sulla tavola. Arriva sulla spiaggia. Una spiaggia nordcoreana. Lo si distingue dal fatto che non ci sono bagnanti, ma anzi cavalli di frisia e filo spinato, bunker e soldati che bighellonano lato mare.

La fame, il freddo, il duro regime comunista rincoglioniscono i due militi che non si accorgono dello sbarco di Bond e di due fresconi armati.
Dirottano un elicottero e Bond si sostituisce ad un mappassone che trasporta diamanti.
Dimentico di internet e delle spie ecco il nostro alle prese con il solito militare comunista con passioni capitaliste. Scoppia un parapiglia e Bond finisce in un oscura prigione. Ne uscirà oltre un anno dopo. (Almeno i capelli lunghi vorrebbero farci credere tale permanenza, a meno che abbia incontrato Cesare Ragazzi, anche lui recluso per vendita di false creme miracolose).
Scambiato con un pelato con diamanti incorporati in viso (Zao) deve vedersela con i suoi che lo credono un traditore, un delatore, un peperone... si insomma quelle cose lì da agenti segreti.

Lui fugge dalla nuova prigione. E che caspita! uno non sta in galera in Corea per poi ritornarci in Occidente...

Cuba: una summa di luoghi comuni offende lo spettatore. Scolaresche vestite di rosso, gente che balla ma non lavora, signorine allegre ai lati delle strade, auto d'epoca, edifici cadenti, caldo opprimente.



Ecco la Berry che esce dal mare, lì l'acqua é alta circa 10 centimetri, quello che emerge è il corpo della Berry, alto 80 centimetri. Potenza di Photoshop. Questo non gli impedisce di essere notata da Bond che con una chiacchiera condita di doppi sensi degni di un camionista impegnato sulla Triburtina la ospita per la notte.

Entrambi penetrano nella clinica sull'isola, forse grazie ad una sorveglianza che manco la Menotti & Bassani. Ucciso il chirurgo senza scrupoli fuggono senza aver catturato Zao.
A Londra intanto... un nuovo miliardario si fa strada a suon di diamanti tarocchi e tecnologia, ottenendo anche il titolo di baronetto (per quel che vale, l'hanno dato anche ai Beatles).


Ecco affrontato il miliardario in singola tenzone (appare in un cameo la cantante Madonna, che non canta ma agita la spadina anche lei, manco fosse la fata madrina) e il Bond lo sconfigge, non prima di aver sfasciato ogni cosa degna di esserlo.

Ci si sposta in Islanda, in un albergo di ghiaccio (e l'agibilità?) dove il freddo vale solo per gli altri.
Bond in grisaglia di cotone si aggira tra gli iceberg, si immerge nelle acque freddine e ne esce completamente asciutto e stirato e sconfigge ogni possibile avversario.

Ma non il riccastro che intende usare una super arma con raggio solare per scatenare una guerra tra le due Coree. Quasi ci riesce, ma lo scontro finale vede trionfare il bene e risucchiare nel motore dell'aereo il cattivone. Amen.

Monolith