Visualizzazione post con etichetta Giustizia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Giustizia. Mostra tutti i post

mercoledì 24 febbraio 2021

Anatomia di un omicidio


Più che il film, ottimo, suggerisco di appassionarsi al dibattito processuale da un lato e alla dinamica, chiaramente ironica, sorniona, cinica per certi versi...
Furbo avvocato difende un militare colpevole di omicidio... raptus passionale oppure omicidio a sangue freddo? Ma poi, perché la moglie del militare, che ha subito violenza e che, dovrebbe essere la causa scatenante dell'evento, viene prima trascurata e poi si cerca di trasformarla in una poco di buono... e la sua violenza? E' evidente che siamo in un altro mondo... ove ad esempio non viene dato spazio alle persone di colore, alle donne non è permesso avere sentimenti... sono al massimo proprietà personali.
Poi ovviamente c'è l'umorismo, quello dispiegato a piene mani durante la vicenda processuale e quello che chiude con una battuta il film... Difeso il colpevole, dietro ad un "impeto irrefrenabile", al momento di incassare la parcella l'avvocato trova (spoiler) la casa del militare vuota e un biglietto... "preso da un impeto irrefrenabile me ne sono andato".... mica male!

martedì 4 febbraio 2020

Dei delitti e delle pene

La giustizia é il vincolo necessario a tenere insieme una società e tutte le pene che oltrepassano questo vincolo sono, per loro stessa natura ingiuste.
E' questo il principio semplice e rivoluzionario ad animare il più celebre trattato dell'Illuminismo italiano: pagine che tuonano contro le pena di morte, la tortura, l'oscurità delle leggi, la confusione tra reati e peccati.
Pubblicato per la prima volta nel 1764, nelle intenzioni di Beccaria questo scritto avrebbe dovuto dare inizio a una nuova era, sciogliendo una volta per sempre il diritto dalla violenza, la legge dall'arbitrio, la giustizia al privilegio.
A oltre duecentocinquant'anni dalla sua pubblicazione l'opera di Cesare Beccaria "Dei delitti e delle pene", continua a rappresentare una pietra miliare nella storia del pensiero filosofico e giuridico relativo al settore della giustizia penale. (tratto dal risvolto del libro)
 
Un libro che, nonostante il tempo trascorso, anzi - a maggior merito proprio per questo, continua a costituire un pilastro della conoscenza delle dinamiche che muovono le società e contenere massime di una attualità, in una materia incandescente, la giustizia, che tocca ognuno di noi, il nostro essere, le nostre società e che spesso tendiamo a dimenticare sino a quando non ci toccano o no ci troviamo di fronte ad un evidente ingiustizia. Parimenti, a dispetto del nostro definirci "civili" spesso i nostri sentimenti nei confronti dei "rei" o presunti tali, sono spesso mossi da idee e tensioni che di umano non hanno nulla… dimenticando così la lezione del Beccaria. Perché "le leggi sono le condizioni, colle quali uomini indipendenti ed isolati si unirono in società, stanchi di vivere in un continuo stato di guerra e di godere una libertà resa inutile dall'incertezza di conservarla. Essi ne sacrificano una parte per goderne il restante con sicurezza e, tranquillità. La somma di tutte queste porzioni di libertà sacrificate al bene di ciascheduno forma la sovranità di una nazione, ed il sovrano é il legittimo depositario ed amministratore di quelle". Immenso.

giovedì 24 gennaio 2019

End of Justice - Nessuno è innocente

Denzel Washington, armato di capelli afro è il principale interprete di un bellissimo film, ove la vita dell'avvocato Roman J. Israel, incapace di gestire le proprie azioni, anche se ben capace di destreggiarsi tra cavilli e norme giuridiche, viene turbata da una serie di eventi.
Prima la morte del suo mentore, poi la possibilità di far arrestare un assassino ed intascare una ricompensa… tutto sembra cambiare nella vita di Roman… ma i cambiamenti a volte non sono proprio tutti graditi… e lui dovrà fare una scelta.
Ben costruito, intorno alla figura dell'uomo semplice, che deve fare una scelta più grande di lui, ci presenta un America, una Los Angeles, feroce, ingiusta, inquieta… ed ancora alle prese con l'ingiustizia sociale e le questioni razza…
Bravissimo Denzel, nel trasformarsi nel piccolo sassolino capace di bloccare l'ingranaggio… ma anche nel mite, onesto ed idealista cittadino che coglie l'opportunità, come un bimbo incapace di capire che ne pagherà le conseguenze…

sabato 19 agosto 2017

GIulio Regeni? Amen...

Lo avevo scritto nel marzo dello scorso anno... la vicenda Regeni è un piccolo fastidio in un ingranaggio troppo grande... e come tale è destinata, prima o poi, ad essere rimossa... il tutto sulla strada dei milioni, anzi miliardi di euro o dollari che gravitano intorno alla Libia... puntuale, poco più di un anno dopo, arriva la conferma: l'ambasciatore italiano tornerà al Cairo, in cambio di? nulla... Problemi più urgenti e questioni più scottanti della verità e della dignità di uno Stato, impongono di mantenere un profilo basso e la Realpolitik non consente perdite di tempo o di lacrime (se non quelle coccodrillesche) per una persona sola.
Così oggi, tutti sappiamo chi è stato e cosa è successo.
Rapito, torturato e ucciso dai servizi segreti egiziani, vicenda di cui tutti sapevano e per la quale nessuno pagherà.
Meno chiara e meno indagata, oltre che più pelosa, resta la posizione dell'università che lo ha mandato a morire e che subito dopo l'ha dimenticato...
Cosa ci insegna la vicenda Regeni? Che la determinazione, il coraggio, la passione di un bravo giovane purtroppo non sono sufficienti a superare certi ostacoli e che il mondo non ha tempo da perdere... business is business... Giulio Regeni? Amen.

sabato 17 giugno 2017

Sorvegliare e Punire

"Si imprigiona chi ruba, si imprigiona chi violenta, si imprigiona chi uccide Da dove viene questa strana pratica, e la singolare pretesa di rinchiudere per correggere, avanzata dai codici moderni? Forse una vecchia eredità delle segrete medievali? Una nuova tecnologia piuttosto: La messa a punto tra il XVI e XIX secolo di tutto un insieme di procedure per incasellare, controllare, misurare, addestrare gli individui, per renderli docili e utili nello stesso tempo. Sorveglianza, esercizio, manovre, annotazioni, file e posti, classificazioni, esami, registrazioni. Tutto un sistema per assoggettare i corpi, per dominare le molteplicità umane e manipolare le loro forze, si era sviluppato nel corso dei secoli classici negli ospedali, nell'esercito, nelle scuole, nei collegi, nelle fabbriche: la disciplina".
 Il XVIII secolo ha senza dubbio inventato le libertà, ma ha dato loro una base profonda e solida, la società disciplinare, da cui dipendiamo ancora oggi.
Il libro passa dalla descrizione di un supplizio (nel 1757) a quello di un impiego carcerario (nel 1825); in questo lasso di tempo cambia tutto. Si introducono i Codici, si riforma la Giustizia, scompaiono (quasi) i supplizi, la punizione si nasconde. Perché?
Se dovessi descriverla con parole semplici, userei la descrizione data da Sant'Agostino: "il male è una perdita di tempo".
Tradotto: in una società che diviene capitalista, in cui il tempo ha un costo, diviene meno oneroso incasellare la repressione penale in un meccanismo amministrativo ed in un atto procedurale. Non si vuole che i boia assomigli (o peggio superi) il criminale, trasformandolo in un martire.
La certezza di essere puniti e non la rappresentazione della punizione deve tener lontani dal delitto. Il castigo è passato da un'arte di sensazioni insopportabili a un'economia di diritti sospesi.
Il corpo diviene forza utile solo quando è assoggettato e produttivo.
E' così che con la nascita di una borghesia commerciale (che si sostituisce al Re) il legalismo dei diritti diviene illegalismo dei beni... dalla sovranità monarchica esagerata, ma spesso inerte e soggetta a tolleranze e desuetudine, si passa ad una pena mite ma certa.
Si illustra infine il sistema carcerario, la sua finalità (il Panopticon) ed i risultati che si vogliono ottenere. Libro da leggere assolutamente per capire la società odierna.
 

 
 

mercoledì 7 giugno 2017

Vendetta e Misericordia: due facce della stessa medaglia?

 
Dopo che la Cassazione si sarebbe pronunciata per consentire una morte "dignitosa" a Totò Riina, il capo dei capi di Cosa Nostra, in carcere, 86 anni, malato da tempo, si è scatenata un acceso dibattito sui principali mezzi di comunicazione e sui social in particolare.
Non voglio entrare nel merito della valutazione data dalla Cassazione e non voglio nemmeno perdere tempo a commentare la notizia... il mio intendimento è un altro e alla fine vi dirà di più di qualsiasi giudizio pro o contro.
Leggendo i commenti dei social, in particolare, si individuano immediatamente i due fronti maggioritari. Coloro che letteralmente inorriditi dalle malefatte del Riina, propendono per buttare via la chiave, o peggio di fare a lui, ciò che ha fatto alle sue numerose vittime (non ultimo lo scioglimento nell'acido di un povero ragazzino di 14 anni, reo di essere il figlio di un collaboratore di giustizia) li chiamerò I VENDICATIVI , e coloro che, insomma, bisogna dimostrare di essere superiori a lui, avere pietà, far vedere che lo Stato non è come la Mafia, questi ultimi sono I MISERICORDIOSI.
La cosa divertente (ma neanche poi tanto) è il vedere questi due schieramenti dirsele di santa ragione, con argomenti ineccepibili, senza che nessuno dei due voglia o possa cogliere il punto.
Esiste una legge (bella, brutta, fatta bene o male) che prevede una punizione (poca o tanta, proporzionata, sproporzionata) in base a quanto commesso (nel caso del Riina, credo 16 ergastoli o giù di lì)...
Domanda: perché se uno dichiara apertamente che vorrebbe morto e sepolto quest'uomo, viene tacciato di ferocia e se un altro invoca la misericordia divina, lo si rimprovera tuttalpiù di buonismo?
Io mi accontenterei della legge. sino all'ultima ora, sino all'ultimo minuto... compresi i tre giorni canonici e il seppellimento in carcere... per evitare i funerali modello Casamonica e i baciamano  dei mammasantissima a cui la televisione ci ha obbligati ad assistere recentemente... E' chiedere troppo?
 

mercoledì 21 agosto 2013

L'entrata in guerra - Italo Calvino

"Più s'inoltrava nella sua vecchiaia, più la sua polemica col mondo si concretava in quell'alzarsi presto, in quell'essere il primo in piedi in tutta la campagna, in quella perpetua accusa verso tutti: figli, amici, nemici, d'essere un branco d'inutili infingardi. E forse i soli momenti suoi felici erano questi dell'alba, quando passava col suo cane per le note strade, liberandosi i bronchi dal catarro che l'opprimeva la notte, e guardando pian piano dal grigio indistinto nascere i colori nei filari delle vigne, tra i rami degli olivi, e riconoscendo il fischio degli uccelli mattinieri uno per uno."

il libro é formato da tre racconti:
Gli avanguardisti  a Montone
il viaggio come avanguardista a Montone diviene occasione di ripensamento sull'insensatezza della guerra.
L'entrata in Guerra
Si attendeva l'entrata in guerra, ma cosa cambia per un giovane nel periodo fascista? Pensieri, paure e spensieratezza si mescolano. L'arrivo degli sfollati diviene motivo di crescita.
Le notti dell'UNPA
Un obbligo, quello di sorvegliare la scuola durante l'oscuramento, diviene motivo per divertirsi e uscire dai binari della quotidianità. Ma ben presto ci si accorge che la trasgressione non è come la si era immaginata.
Pur permeati da un evidente neorealismo, i racconti cercano di riscoprire i percorsi di una coscienza morale perduta negli anni del Fascismo o meglio di ritrovarne tracce in un periodo visto negativamente ma, per ovvie ragioni anagrafiche, vissuto in prima persona nella adolescenza della propria vita.


sabato 15 giugno 2013

I capi - Mario Vargas Llosa

Altro libercolo della Domenica.
Benché di piccole dimensioni e numero ridotto di pagine, non lascia nulla all'improvvisazione.
Non sono amante delle storie brevi, ma devo ammettere che quelle contenute in questo libro sono molto interessanti.
I capi: per diventare grandi occorre passare da alcune prove fondamentali. Sfidare il mondo degli adulti è una necessità, per riconoscere se stessi e le proprie capacità. E se si perde? Meglio. Si impara.
La sfida: tutti dobbiamo morire. Allora é meglio farlo con dignità e senza sottrarci. Anche se ad assistere al duello c'è uno spettatore particolare.
il fratello minore: e se tutto fosse dovuto ad una bugia? se la vita e la morte nascessero dalla finzione? Inutile prendersela, meglio maledire il fato e accettare quanto avviene.
Domenica: fino a che punto ci si può spingere per amore? Altro racconto di iniziazione e di crescita. Una sfida di nuoto diventa momento di crescita e di riscatto.
Un visitatore: tradire un altro uomo può essere semplice e dare piacere, ma se poi tutto ci casca addosso? Il passaggio dal trionfo alla sconfitta può essere più doloroso della morte stessa.
il Nonno: Un teschio, una candela, un fuoco fatuo. Chi è il bambino, chi l'adulto? Questo breve racconto non da risposta ma fa pensare.

martedì 15 gennaio 2013

E adesso tutti in galera!

E' a dir poco allucinante quanto emerge dalle indagini, che hanno portato all'arresto di 26 persone (tra cancellieri e avvocati) presso il Tribunale di Napoli.
Documenti che cambiavano di posizione, forma, colore e sostanza per consentire a mariuoli con i soldi di farla franca di fronte alla legge.
Unico commento: tutti in galera e buttare via la chiave.

lunedì 15 ottobre 2012

Gettare l'offa

L'uso della bustarella, dell'oliare il meccanismo per ottenere favori, del corrompere, si perde nella notte dei tempi.

Enea, l'eroe troiano, grazie ad un offa (focaccia) con miele e sonnifero, ingannò Cerbero, il cane a tre teste che sorvegliava l'accesso agli inferi, riuscendo a passare.

Oggi ad ogni piè sospinto le offe si moltiplicano. Per ottenere il più piccolo favore, per aprire un attività, per un concorso pubblico, per infinocchiare il mercato (di cui tutti ci riempiamo la bocca ma che poi dileggiamo in questo modo).

Appare evidente che di Offa in Offa, se l'appetito vien mangiando, oramai non basta più la misera focaccia di Enea. Siamo alle somme spropositate (colpa dell'Euro?) come i 100.000 € di tangente presi da un funzionario per addomesticare gli appalti dei servizi scolastici a Milano la scorsa settimana.

sabato 16 aprile 2011

Thyssen - Finalmente giustizia

Finalmente una sentenza "seria" in Italia.
Abituati alle dabbenaggini del nostro Presidente del Consiglio ed alle sentenze addomesticate per salvare le sue amiche (cui lui vuole solo fare del bene) ah ah ah !
Ora finalmente le "procure comuniste" come le chiama il predetto Silvio hanno spedito in galera i disgraziati che mandarono a morire i 7 operai del turno di notte in acciaieria.
C'è giustizia in Italia. Grazie.

Agamben - il libro