domenica 21 gennaio 2018

Correre è bello

Correre é veramente bello
Con stile lieve troviamo utili consigli per affrontare la corsa senza rischi e anzi i vantaggi di uno sport così popolare ma al tempo stesso poco conosciuto e affrontato spesso senza la dovuta serietà.
Da come correre a come prepararsi, dall'abbigliamento all'alimentazione, breve ma completo vademecum
Cosi su Anobii il 25/06/2012.
Oggi sarebbe opportuno aggiungere molto altro. Nel frattempo, correre è diventato qualcosa di diverso da bello e basta. E' diventato moda, stile di vita, passione di molti... Non senti più ridere quando passi correndo, o la solita stupida frase "vai che sei solo!" che risuonava al passaggio dei primi coraggiosi appassionati pionieri...
Oggi correre è diventato uno sport per tutti, che trascina intere famiglie sulle tante piste ciclabili - che fortunatamente stanno sorgendo ovunque - e nelle varie competizioni di ogni taglia e pezzatura... E meno male, dico io!
 
 "Una guida utile, pratica e di facile consultazione che risponde a tutti gli interrogativi possibili sulla corsa: quali sono i benefici che essa apporta alla salute, come deve essere condotto l'allenamento, qual è l'alimentazione più corretta, come deve correre chi pratica il calcio, la pallacanestro, il tennis o altri sport...
Scritto da un medico e allenatore di atletica, questo libro, corredato da grafici tabelle e chiari disegni esplicativi, può essere considerato a pieno titolo come "la bibbia del corridore".

sabato 20 gennaio 2018

L'ora più buia

Quando smonti un mito e cerchi di renderlo un mortale, puoi correre qualche rischio. Uno tra tutti, quello di renderlo troppo umano, quasi non credibile... L'azione diverrà così, quasi un dileggio, qualcosa di ingiusto... Appare allora necessaria, una giusta mediazione, o l'adeguata preparazione del terreno.. quello che, gli storici chiamano "attualizzazione" degli eventi.
Non fa eccezione il Winston Churchill di Gary Oldman, chiamati, il primo nel 1940 a fronteggiare i nazisti e il secondo nel 2017 a non smontare un mostro sacro...
Entrambi fanno bene. Il primo appunto, per chi conosce la Storia, non piegandosi agli eventi e riuscendo a sostenere una nazione (o meglio i suoi capi) disperata; il secondo, viceversa, dimostrando la capacità di umanizzare un personaggio che, nell'immaginario appunto, appariva intoccabile.
Ne emerge un bellissimo film, a tratti commovente, che parte lento - siamo lontani dal fronte e dalle azioni militari di Dunkirk - che tuttavia incombe - ci fa conoscere lo stato d'animo di un Nazione che vede crollare il fronte francese e che - come tutte le nazioni democratiche - non vuole la guerra, ma si rende conto che non vi si può sottrarre.
Gary Oldman sovrasta, con la sua stazza, i suoi borbottii, il suo bere smodato, i suoi dubbi e a tratti autentico panico, la scena... relegando a comprimari e nemici, poco o quasi nullo spazio.
D'altronde, non è solo quel che appare a dover preoccupare il nostro politico... i bollettini di guerra, l'umore generale, i soldati intrappolati, qualche nemico tra i suoi colleghi di partito, il Re che diffida...
Umanizzare un icona, dicevo all'inizio, può rivelare molte sorprese... Gary Oldman, il suo panciotto, il suo sigaro, il cappello... insomma è a dir poco fantastico nel regalarci questa interpretazione, ed a tratti commuove - quando ad esempio incontra i cittadini in metropolitana - o ci fa morir dal ridere, quando chiuso in bagno, gli dicono che deve rispondere ad un altro politico e lui dichiara "Sono sigillato in gabinetto! Penso di potermi occupare solo di una cacca per volta!"  Grande!

Nascita del Superuomo

La mia passione: La fantascienza è la mia passione. Sturgeon è il cantore della fantascienza. Un libro da leggere assolutamente. Poesia.
Di Theodore Sturgeon avevo già parlato, commentando "I figli di Medusa".
Così scrivevo su Anobii il 31/12/2009.
 
"Se esiste un'età dell'oro della fantascienza - ed esiste - il libro che state per leggere è un gioiello a ventiquattro carati, catapultatosi col teletrasporto da un altro tempo direttamente fra le vostre mani.
Questo teletrasporto si chiama letteratura e Theodore Sturgeon, l'autore del libro in questione. è un uomo che meriterebbe di essere fatto oggetto di un culto a parte, una religione Jedi tutta dedita a venerare il genio di chi è riuscito a scrivere un capolavoro capace di farci pensare e/o divertire con una maestria ineguagliabile.
Questo Jedi letterario, all'inizio, non si chiamava così, ma Edward Hamilton Waldo, un nome per un neonato incarnatosi a Staten Island, New York, alla fine della Prima Guerra Mondiale.
Il piccolo Sturgeon se ne andò presto di casa, facendo di tutto trapezista, marinaio, chitarrista, rappresentante, direttore d'albergo, babysitter per cani.
Nel 1937 si affacciò sulla scena letteraria pubblicando un racconto in rivista.
Due anni dopo, scocca l'amore per la fantascienza,, Sturgeon si impone come uno dei maestri del racconto di SF e si aggiudica il prestigioso International Fantasy Award con More Than Human, cioè questo libro, pubblicato nel 1953.
L'altro grande premio che gli viene conferito è lo Hugo per il racconto "Slow Sculpture" nel 1970.
A Sturgeon la letteratura va stretta e la fiction Tv gli offre ospitalità: leggendari alcuni suoi soggetti per la prima serie di Star Trek.
Muore in Oregon nel 1985.
More Than Human  uno di quei romanzi che lasciano il segno, come certe azioni di una partita a pallone da bambini: un'esperienza che si vive nell'entusiasmo di un'incontro e che poi, a distanza di anni, riemerge in forma di ricordo altrettanto incantatorio.
Siamo abituati a romanzi in cui domina un protagonista, o al più, una serie di protagonisti distinti.
Ma il Superuomo di Sturgeon è qualcosa di estremamente diverso: è un protagonista i cui arti sono costituiti da protagonisti...uno stadio evolutivo dell'uomo, un essere multiplo pervaso da un'unica coscienza.
Dall'introduzione di Giuseppe Genna.

Io non compro

Liberare il tempo:  consapevolmente, non per indigenza) ci fa stare meglio, perché libera tempo da dedicare ad altro. L'uso dei momenti pubblici e gratuiti ci appaga tanto quanto un film in prima visione strapagato.
Che dire? Spendiamo consapevolmente e non in modo compulsivo: non droghiamoci di acquisti...
Così scrivevo su Anobii il 18/01/2011

 "A Judith Levine, l'idea viene durante il periodo delle vacanze natalizie.
Ha prosciugato la VISA e sta inaugurando una nuova carta di credito con gli ultimi acquisti, arranca per strada appesantita dai sacchetti dello shopping.
E' a quel punto che annuncia silenziosamente la sua obiezione di coscienza: IO NON COMPRO! Judith e il suo compagno Paul trascorreranno un anno senza acquistare null'altro che cibo e medicinali.
Niente libri, dvd, cinema, niente nuove tecnologie, niente viaggi.
"Lavora e spendi": questo è il circolo vizioso in cui l'autrice ci vede intrappolati.
Invece di ricercare una nuova qualità della vita, si preferisce inseguire un modello di benessere che fa apparire necessarie una quantità di cose che non lo sono.
Perché compriamo? E soprattutto: cosa compriamo? L'esperienza di Judith Levine ci offre delle risposte che suonano come altrettante accuse e sfide al consumismo, o forse di più , alla Cultura Occidentale.
Non potrebbe essere altrimenti nell'epoca in cui lo shopping è esplicitamente collegato ai destini delle nazioni e rappresenta una parte consistente del loro Prodotto Interno Lordo.
Se il mercato è ciò che rende liberi, allora la scelta del consumatore è democrazia.
Un assunto che Paul e Judith non condividono e cercano di confutare.
Ne è testimonianza questo diario appassionato, sofferto, ironico e a tratti, polemico.
Non usciranno vincitori da questa esperienza ma certamente consumatori più consapevoli, il che, di questi tempi, non è poco".

venerdì 19 gennaio 2018

Commando Himmler

Varsavia chi?  Dovrebbe avere come sfondo la terribile battaglia degli insorti di Varsavia, questo episodio della saga di Hassel. Nella realtà, intervallare episodi di guerra a tratti ben scritto con la storia vera dell'evento non riesce. Non solo; si finisce per perdere il filo del discorso e gli eventi narrati potrebbero essersi svolti ovunque, anche a Napoli.
Così scrivevo in Anobii nel 2012.

"La guerra dura ormai da cinque anni e Hitler ha bisogno di tutti gli uomini che è possibile trovare: per questo fa setacciare i campi di concentramento e arruolare i criminali comuni nei battaglioni di disciplina.
Ed è appunto nel campo disciplinare di Sennelager che ritroviamo i nostri vecchi amici di "Maledetti da Dio", "Gestapo" e "Battaglione d'assalto": Fratellino, Porta, il Vecchio, Greg Martin e gli altri.
Loro sono veterani e devono accogliere e addestrare i relitti umani che sono stati arruolati a forza nei campi.
Dopo un rapido addestramento il battaglione viene trasferito sul fronte russo e infine partecipa alla battaglia di Varsavia.
Sono attori così di quella immane tragedia che fu il martirio della nazione polacca, mentre l'esercito russo assisteva immobile, senza intervenire, alla disperata lotta polacca contro i nazisti.
"Per il bene della razza tedesca e per la sua espansione, é necessario aspirare a un'Europa completamente deserta, e ciò significa l'annientamento di tutte le altre nazioni". Discorso di Himmler ai Generali delle SS. 12 dicembre 1943".

Intrighi d'Italia


E' piena di misteri, la storia di ogni Nazione. L'Italia non fa eccezione... E se nel recente passato, possiamo prendere a scusante il blocco anticomunista e la Guerra Fredda, diventa difficile capire quanto accaduto negli anni in cui, la nostra realizzazione, quale Stato unitario, ebbe origine.
Ecco quindi un utile libro, a ricordarci quella che, per molti fu e resta, un periodo glorioso... ma, alla lettura dei risvolti, non appare più tale... A volte, sarebbe meglio vivere di miti.
 


 
"Nel 1912 Giovanni Giolitti raccomandava molta prudenza nell'aprire gli archivi del nostro Risorgimento, perché non è bene sfatare leggende che sono belle.
Comprensibile, forse, in un Paese ancora giovane e fragile.
Purtroppo, per molti aspetti, il suo monito è stato preso alla lettera per un secolo intero e l'effetto si è esteso ben oltre i confini del racconto (epico) dell'Unità d'Italia.
Così, pur con qualche virtuosa eccezione, la storiografia ufficiale e, per ricaduta, la divulgazione scolastica, hanno spesso preferito accontentarsi di una versione edulcorata dei fatti, che nulla spiega di cosa sia poi diventato il nostro Paese.
Eppure la dittatura dei poteri forti, il ricorso all'assassinio politico, gli usi impropri e deviati dei servizi segreti, la trattativa con la criminalità organizzata e altri vizi italici contemporanei hanno radici e precedenti proprio in quel pezzo del nostro passato.
Proseguendo il lavoro iniziato con 1861, Giovanni Fasanella e Antonella Grippo hanno ricostruito e riscritto alcuni fra i più interessanti misteri d'Italia, lungo un arco di sessant'anni dai giorni dell'Unità, attingendo a documenti inediti, atti giudiziari mai consultati dagli storici e preziosi (nonché poco utilizzati) archivi stranieri.
Dalla "morte per salasso" di Cavour, alle trame oscure dietro il regicidio di Umberto I, dall'avventura coloniale in Libia, voluta dai poteri economici, fino alla strage del Teatro Diana a Milano, la storia d'Italia rivive in un succedersi di eventi drammatici che hanno proiettato le loro ombre inquietanti fino a oggi.
In un Paese come il nostro, affetto da sistematica amnesia sulla propria Storia, questo libro contribuisce a demolire quella "cultura dell'indicibilità" che rende opaco il potere e accettabili le menzogne di Stato, alimenta le aree grigie in cui trovano copertura relazioni pericolose e contagia tutti noi con un'idea dagli effetti funesti: non può esistere una verità storica condivisa".
 

giovedì 18 gennaio 2018

Horror

Per me, il cinema è in gran parte horror... insieme alla fantascienza ed ai western, all'avventura, un poco di sentimento (non troppo, sennò piango) ed ai cartoons... Ma prima di tutto è l'horror.
Come ho spesso scritto in questo blog, cinema è sospensione della realtà. E quale migliore sospensione della stessa, se non rappresentando l'horror, o la fantascienza (magari virata in horror) che di fatto, rappresenta il nostro "lato oscuro", il demonio che alberga in ognuno di noi?
Bellissimo questo testo. Sicuramente lo è stato per me e, può esserlo per chi vuole farsi una cultura al riguardo.
 

 
"Fin dalla sua nascita i cinema, fondato sul procedimento della riproduzione e di cose in movimento e quindi sulla duplicazione dei fenomeni visibili, é l'arte che mostra di avere più di tutte una familiarità congenita con quelle dimensioni del doppio e del perturbante le quali, studiate all'inizio del Novecento da Freud e da Otto Rank insieme alla nozione di occulto, del genere horror costituiscono la primaria ispirazione.
Anticipate dalla Ottocentesca narrativa gotica e rilanciate poi in chiave di angoscia esistenziale dal movimento dell'espressionismo, queste dimensioni possono manifestarsi al meglio proprio nel cinema, il quale le urla con una efficacia senza pari tanto da guadagnarsi subito la promozione da semplice spettacolo ad Arte.
Il riconoscimento avviene grazie a due opere del grande cinema espressionista tedesco degli anni Venti, il gabinetto del Dottor Caligari di Robert Wiene e Nosferatu di Friedrich Wilhelm Murnau, entrambe riconducibili al genere horror e che, anzi, di quest'ultimo possono essere considerate i prototipi destinati a essere riproposti e variati in mille modi.
A confermare la predisposizione tecnico - formale del cinema per le storie dell'orrore va ricordato un altro titolo di poco successivo, ma questa volta proveniente dalla Francia, anch'esso gusto horror e addirittura orgoglioso di tale provenienza dal momento che si ispira ai racconti di Poe.
Si tratta di quel La caduta della casa Usher , girato da Jean Epstein nel 1928, un film risolto mediante procedimenti formali che costituiscono l'essenza stessa del linguaggio filmico, quali sovraimpressioni, movimenti rallentati, angolazioni inedite e rapidi, brevi carrelli che creano una realtà allucinatoria e fortemente onirica.
Insieme ad altri due film degli anni Venti, il carretto fantasmaPagine dal libro di Satana , autorizzano a concludere che il cinema nasce con un destino horror che gli proviene dall'essere figlio spirituale di una coppia di genitori non certo tranquilla quali l'espressionismo visivo sul piano artistico e la dimensione del perturbante proveniente dall'inconscio su quello culturale.
E' in America negli anni Trenta con Dracula, Frankenstein, la Mummia o negli anni Quaranta con il Bacio della Pantera e Ho camminato con uno zombie che l'horror diviene genere di largo consumo.
Negli anni '50 l'horror diviene veicolo di liberazione sessuale con sesso e sangue, soprattutto dall'Inghilterra.
Negli anni Settanta fanno la loro apparizione L'Esorcista, Psyco, e sotto l'influenza del Vietnam, ecco la notte dei morti viventi , Non aprite quella porta e in Italia con Profondo Rosso e Suspiria.
Arriva lo splatter, mentre dall'Oriente ecco The Ring o in Occidente La casa dei 1000 corpi, Van Helsing Underworld...  Dalla sua nascita l'horror non smette di evocare il lato oscuro di noi stessi e richiama il teatro di Seneca e la sua tragedia degli orrori".


Correre è bello