domenica 23 aprile 2017

ciao Sottiletta


E così, dopo Al Molinaro, alias Al Del Vecchio e Tom Bosley (il papà di Ricky) ci lascia anche Erin Moran, meglio nota come "Sottiletta" per la sua magrezza, la sorella minore di Ricky nella serie televisiva "Happy Days".
Per chi, come me, è vissuto di pomeriggi a guardare la serie, questa è una triste notizia.
Interprete anche in "Love Boat" (altra fortunata serie), "Beautiful" e "La signora in Giallo", aveva dipendenze con l'alcol... ciao Sottiletta...

venerdì 21 aprile 2017

Fatherland


Tratto dal romanzo "Fatherland" di Cristopher Menaul (1992), questo film si basa su una distorsione della realtà: e se Hitler avesse vinto la guerra? cosa sarebbe successo?
Siamo nel 1964, alla vigilia dell'incontro tra il Presidente degli Stati Uniti Kennedy ed un anziano Adolf Hitler... ma qualcosa scricchiola... uno ad uno, importanti dirigenti del partito nazista vengono uccisi. Sulla vicenda indaga Xavier March della polizia criminale, quasi subito ostacolato dalla Gestapo. Cosa si nasconde dietro questo mistero? Un terribile segreto: nascondere a tutti i costi la fine fatta fare a 6 milioni di ebrei. Tutti li immaginano trasferiti ad Est, ma la realtà è un'altra.
Mescolando realtà (la soluzione finale) e finzione (la guerra vinta dai nazisti), la narrazione appare credibile, anche se la vicenda risente di alcuni evidenti rallentamenti melensi che non rendono la terribile realtà in ogni aspetto. Prodotto per la televisione.


domenica 16 aprile 2017

Boshorn

E venne, per caso o forse no, il giorno del Boshorn... nel senso che dovevamo andare in tanti altri posti e questo non me lo immaginavo proprio... Doveva essere un 4000 sul Rosa, poteva essere il Leone, o forse una camminata in Valgrande, senza neve e vento... e invece, eccoci qui.
Venerdì di ferie, che precede la Pasqua, quindi qualche giorno per riposarsi. Siamo al parcheggio di Engeloch intorno alle 7,30 e via che si parte, attraversato il fiume indossiamo le ciaspole, che non molleremo sin quasi alla cima... e avanti... si sale...
il panorama si fa subito ampio e bellissimo. la neve è perfetta, il sole ci sorride... solo nel tratto finale troveremo un forte vento, che comunque non ci impedisce di progredire verso la meta...
 la neve è modellata dai venti, disegni e contorni bellissimi...
 ed ecco in lontananza la meta...
 sotto di noi il paesaggio alpino e il tracciato stradale del Sempione...
 ultimo tratto su roccia, bellissima, sicura, libera da neve e ghiaccio... una goduria...
Ed infine la vista che si apre sui circostanti monti a perdita d'occhio... che dire? stupendo... una delle migliori salite di tutti i tempi.

giovedì 13 aprile 2017

Sing

E' il film canterino dell'anno. Non potete perderlo assolutamente. E' bellissimo, divertente, strepitoso, ma soprattutto ha raggiunto una rappresentazione grafica incredibile.
Non perdetelo...
E' la storia di Buster Moon, elegantissimo koala, prestato proprietario d un teatro e talent scout... almeno a parole, perché poi la realtà e che tutto va per il peggio... sino a quando non decide di avviare una gara canora... peccato che il diavolo ci metta lo zampino, aggiungendo qualche zero al premio finale. E così assistiamo all'irresistibile serie di prove da parte di ogni genere di animale... sino alla selezione finale e la preparazione per lo spettacolo... ma, tutto va a rotoli.
Lo salverà un'elefantina timida timida e un gruppo di principianti... Fantastico.

Troubetzkoy - Una mostra

Per chi ama la scultura, per chi vuole conoscere il bel mondo che visse a cavallo tra '800 e '900, per chi vuole respirare l'internazionalità di un'epoca passata, per chi semplicemente si ciba d'arte... ecco per tutti loro, questo museo va conosciuto assolutamente... e questa mostra va vista con attenzione.
E' una permanente, quindi non c'è il rischio di perderla.. ma non rimandate una visita. Paolo Troubetzkoy, ha vissuto a Verbania oltre che in giro per il mondo e conobbe tra gli altri D'Annunzio e Bernard Shaw, di cui realizzò diversi ritratti. Dal periodo russo, al monumento a Garibaldi, sino alla ricostruzione del suo studio, vedere le sue opere presso il Palazzo Viani Dugnani è un'autentica ispirazione.

Nato a Intra nel 1866, secondogenito del principe russo Pietro e della cantante americana Ada Winans, nella villa di famiglia a Ghiffa conosce i pittori Cremona e Ronzani, impressionisti della pittura scapigliata lombarda. Da qui partono i suoi studi e le sue passioni, dopo aver frequentato un corso di scultura a Mosca, espone a Stoccolma dove conosce la moglie. Dall'incontro con Lev Tolstoj rimane affascinato sino a seguirne le scelte vegetariane che gli causeranno un'anemia mortale. Muore nel 1938.  



 










mercoledì 12 aprile 2017

Inseguendo Cacciato

Dare una descrizione di "Inseguendo cacciato" non è molto semplice: un libro che parla di guerra, che parla di una fuga (dalla realtà?), che parla di un viaggio molto improbabile, che tocca con mano i sentimenti più reconditi dei marines americani. Dei Vietcong non si parla mai, salvo chiamarli "Victr Charles" Charles il Vittorioso, Charlie, Dick, rendendoli ancora più indecifrabili...
E' il racconto di Paul Berlin, la sua storia e quella del plotone che lo accompagna... prima nelle trincee e poi all'inseguimento di Cacciato... di cui abbiamo qualche ricordo, qualche breve immagine e poi più nulla... Stink, Oscar, Harold, Eddie, Doc, Berlin, questo il gruppo a cui si affiancherà cammin facendo Sarkin Aung Wan una vietnamita che vuole fuggire dalla guerra e conoscere Parigi.
Tra passato, presente e futuro, sogni, desideri, delusioni e speranze, la storia si dipana... sino all'imprevedibile finale...
Pur non avendomi convinto, questo libro racchiude in poche righe il senso della guerra in Vietnam:
"Non conoscevano nemmeno le cose più semplici: un senso di vittoria, o di soddisfazione, o di necessario sacrificio. Non sapevano che cosa si prova a conquistare e tenerla, a fortificare un villaggio e poi alzare la bandiera e chiamarla vittoria. Nessun senso di ordine o di entusiasmo. Niente fronte, niente retrovie, niente trincee disposte in precise linee parallele. Nessun Patton che si avventava verso il Reno, nessuna testa di ponte da assaltare e conquistare e tenere fino alla fine della guerra. Non avevano obiettivi. Non avevano una causa. Non sapevano se fosse una guerra di ideologia o di economia o di egemonia o di puntiglio. In un dato giorno non sapevano in quale parte di Quang Ngai si trovavano, o come il fatto di trovarsi lì poteva avere influenza su risultati più ampi. Non conoscevano il nome della maggior parte dei villaggi. Non sapevano quali fossero i villaggi critici. Non conoscevano le strategie. Non conoscevano i termini della guerra, la sua architettura, le regole di fair play. Quando prendevano dei prigionieri, cosa rara, non sapevano quali domande fare, se rilasciare un sospetto o pestarlo. Non sapevano come sentirsi. Se sentirsi felici o tristi o sollevati quando vedevano un vietnamita morto; se essere contenti o in apprensione nei momenti tranquilli; se attaccare il nemico o evitarlo. Non sapevano cosa provare quando vedevano bruciare i villaggi. Vendetta? Perdita? Tranquillità d'animo o angoscia? Non lo sapevano Conoscevano i vecchi miti su Quang Ngai  storie che venivano passate dagli anziani alle reclute - ma non sapevano a quali storie credere. magia, mistero, spiriti e incenso, bisbigli nel buio, strane lingue e strani odori, incertezze mai articolate in storie di guerra, emozioni dissipate sull'ignoranza. Non distinguevano il bene dal male".

venerdì 7 aprile 2017

Alpe Vallescia

Dell'Alpe Vallescia non ho mai parlato, eppure c'ero già salito con papà, alcuni anni or sono. Posto riservato e defilato, rispetto alle più note località montane della zona (non che quelle siano così affollate beninteso)... Ci si deve andare apposta, e per molti non portano da nessuna parte (falso).
Fatto questo doveroso preambolo, veniamo al racconto: salito da miei per il compleanno di mamma, come al solito non resisto al richiamo delle cime. Salgo sino a Bugliaga, indosso gli scarponi, mi carico in spalla le racchette (che porterò ben chiuse per la maggior parte del tempo) e via si sale...
Nessuno da nessuna parte, dal fondovalle sale un vento caldo, mentre dai vicini 4.000 svizzeri arriva un vento freddo, mano a mano che il sole si alza, le temperature diventano più gradevoli, tanto che si sale senza guanti, senza giacca, senza cappello, insomma senza!
Passato l'ultimo alpeggio, il sentiero si inerpica verso sinistra, il confine svizzero, passando tra grosse pietraie, larici e rive con forti pendenze e sul fronte opposto il lato nord delle cime della Valdivedro...
La luce è strana, aria e nubi, sole e vento, profumi della prorompente primavera.
Dal fondovalle si percepiscono i rumori del traffico e della civiltà umana..
Incontro la prima neve, più un fastidio che un impegno. Troppo molle per gli scarponi, troppo poca per le racchette, con buche insidiose e larghi tratti aperti....
Un angolo libero ed una pietra piatta su cui sedersi ed ammirare il paesaggio.
Ora la neve la fa da padrona, marcia e ingombrante... qui le racchette aiutano..
si prosegue sino alla bocchetta... e qui inizia il tratto più ripido e faticoso... in alcuni tratti ha ceduto con micro valanghe, in altri tratti è ghiacciata.. solo un poco di attenzione e si supera..

Ed eccoci all'Alpe... giusto il tempo di guardarsi intorno e via, girati i tacchi si torna a casa... mi aspettano per pranzo...
La valletta percorsa all'andata... fantastico contrasto tra il bianco, il blu e la natura che si risveglia..
Da casa scatto una foto della bocchetta salita... bella davvero e da lontano pure impressionante...

ciao Sottiletta