mercoledì 20 settembre 2017

Santuario Mariano di Guanzate

Già in epoca precristiana, questo luogo era dedicato al culto degli Dei. Nel VI-VII secolo venne edificata una chiesa dedicata a S. Lorenzo Martire. L'edificio attuale, ruota intorno all'affresco della Madonna del Latte, datata 1497. Nel 1661 la cappella venne rifatta e migliorata da Isidoro Bianchi e nel 1674 venne realizzato il lungo viale esterno che ospita la via Crucis. Il viale è composto da lungo manto erboso costeggiato da gelsi e ospitante 14 cappelle affrescate. Nel 1821 viene progettato l'ingresso ad esedra, con piloni su cui sono poste le statue in pietra dei profeti Isaia, Geremia, Ezechiele, Daniele ad opera dello scultore Antonio Gelpi... chiamate dagli abitanti del posto "i quattr'oman" (i quattro uomini).
Nel XVII secolo viene costruita l'attuale sacrestia ed il campanile, nel XVIII secolo la cappella viene appunto rifatta ed ampliata allo scopo di ottenere una seconda chiesa comunicante con la prima.
La Madonna del Latte o Madonna dei Nodi é nota in tutta Italia per gli ex voto tesi a favorire la nascita di un bimbo/a, visitandola si può recitare la preghiera che i coniugi dedicano alla Madonna per chiedere la grazia... Bellissimo il portale di ingresso in bronzo, opera dello scultore Mario Toffetti di Fornovo, realizzato nel 1997 a ricordare i 500 anni dell'affresco della Madonna.
il cuore di Gesù...
La cappella che ospita l'immagine sacra...

martedì 19 settembre 2017

il fu Mattia Pascal

Altro testo, letto tempo or sono, di cui oggi propongo scheda di lettura. Ho deciso di accompagnare la foto con i frutti dell'orto...
"Progettato nel 1903 e pubblicato l'anno successivo, il FMP parte da un'episodio umoristico; un uomo - tale Mattia Pascal - é creduto morto da parenti e amici, familiari e compaesani e sfrutta questo equivoco per cominciare una nuova vita sotto le mentite spoglie di Adriano Meis. Lo sgretolamento dell'identità individuale, centrale nella riflessione pirandelliana è dunque il tema che attraverso tutta la narrazione parte da un "romanzo di formazione" per rovesciarlo dall'interno.
Lo stesso Mattia che ci racconta in prima persona la sua paradossale vicenda, si proclama da subito un narratore alquanto inattendibile, dato che dice, che ci racconterà solo ciò che egli "reputa necessario".
La vicenda di Mattia, infatti, mette in discussione ogni possibile certezza: le due premesse al romanzo, di stampo filosofico, sostengono che il relativismo dell'epoca moderna ha lasciato l'uomo contemporaneo ormai privo di ogni caposaldo, e certo della sua nullità all'interno del cosmo.
Anche alcuni luoghi del romanzo "smontano", con le risorse dell'umorismo pirandelliano, le poche sicurezze rimaste al protagonista: il caos regna sovrano anche nel luogo del sapere e della conoscenza.
La storia è narrata in prima persona dal protagonista che si qualifica come "FU" in quanto figura che riesuma la propria vicenda di "morto in vita" privo di identità e ruolo sociale in seguito ad una circostanza fortuita ed imprevista.
Mattia, appunto a posteriori, ripercorre il proprio caso, assai più strano e diverso; "tanto diverso e strano che mi faccio a narrarlo".
E' bene separare da subito autore e narratore delle vicende... il Fu Mattia si rivela da subito poco incline a far seguire ai propri propositi o ai propri convincimenti fatti che siano con essi in rapporto di coerenza.
Pare di avere a che fare con un narratore privo di un punto di vista saldo, organico e onnicomprensivo. La voce narrante condivide i caratteri della provvisorietà, precarietà, instabilità, propri della realtà narrata. E' una storia di equivoci, simulazioni, falsità, menzogne".
 

domenica 17 settembre 2017

Pizzo del Ton

Ed eccoci qui. Tanto desiderata questa cima. Nell'elenco delle cime fissate per quest'anno... vista da tutte le angolazioni nelle precedenti salite in Valle Antrona (una delle più selvagge dell'Ossola) oggi finalmente si materializza. Non ci contavo più... almeno non ci contavo quando, lo scorso maggio mi feci male e dovetti mettere a latere tutte le buone intenzioni alpinistiche... tante giornate a rimuginare... ma oggi siamo qui. La prima parte della salita è una spacca gambe umida e scivolosa, gran pendenza tra bosco e ontani.. sentiero tra pietre viscide, piccoli ruscelli, saliscendi e pietraia finale... si sbocca al primo dosso e ci si para davanti un ambiente completamente diverso... i laghetti di Trivera, inferiore, superiore... uno più bello dell'altro...
Li superiamo e ci dirigiamo al Passo di Mottone... da qui comincia la vera avventura... cresta affilata da seguire cercando l'itinerario più consono sino alla cima...
 Salendo il panorama si arricchisce di cime, colori, immagini e nubi...
 i laghi in lontananza...
 seguiamo la cresta,,,
 ed ecco riapparire il tracciato seguito e i laghetti...
 ultimi metri, solo un poco di attenzione...
ed ecco la cima agognata... viviamo di piccoli momenti, che vorremmo prolungare all'infinito, per trasformarli in vita, renderli puro piacere, confonderli con la vita stessa... purtroppo non si può e la finzione presto cede il passo all'obbligo di rientrare nel quotidiano.. ma per pochi istanti... abbiamo toccato il cielo.

Tabacco di Spagna

Un'altra perla, intravista in giardino e subito immortalata... si tratta della "Tabacco di Spagna" o "Argynnis Paphia", di cui leggo "56-74 mm. Si trova nei boschi o vicino a essi tra giugno e settembre con un'unica generazione, e può essere molto comune fino a circa 1000 m. Visita spesso fiori di rovo (Rubus). Presente in gran parte d'Europa, tranne la Scandinavia. Il bruco si nutre soprattutto di Viola riviniana, ma nei primi mesi della sua vita, sverna nelle cavità della corteccia delle Querce (Quercus) e Pini (Pinus)".
 

sabato 16 settembre 2017

Anime nere - il libro

Dopo il film, o prima del film (ovvero la recensione arriva dopo, il libro lo avevo letto prima) ecco "Anime Nere" di Gioacchino Criaco, Rubettino Editore, 210 pagine fitte fitte... una storia coinvolgente che ben raffigura l'Italia di ieri e di oggi...
"Un noir mozzafiato, esploso dal ventre della Locride, gravido di segreti malcelati. Anime Nere, traccia la parabola esistenziale di tre giovani figli dell'Aspromonte che, bramosi di conquistare una vita diversa da quella ricevuta in dote, intraprendono un cammino fuori dalle regole.
Danno e subiscono violenza, in un crescendo febbrile che dilagherà sempre più lontano: dal Nord Italia all'Europa.
I personaggi, Luciano, Luigi e la voce narrante, percorrono sino in fondo il sentiero di sangue da loro stessi tracciato.
Sono contigui alla ndrangheta. E cattivi. Ma alla loro cattiveria hanno contribuito in tanti.
La distinzione fra il bene e il male è però netta, impietosa, anche se nella loro vita, oltre alla violenza e al dolore, c'é una realtà inaspettata, fatta di affetti, amore, arcaicità.
E c'é il mondo modernissimo di Milano, dei traffici, della corruzione. Sulla loro strada incontrano trafficanti di droga, terroristi arabi, imprenditori, politici, in una commistione che riflette il volto impresentabile della Nazione".
 
A differenza del film, questo racconto si sofferma e da spazio al ruolo dello Stato, della Legge, delle Forze dell'Ordine, sui processi, sul rispetto della parola data da entrambe le parti della barricata... i carabinieri hanno un ruolo e si fanno rispettare...
Un altro lungo tratto del racconto è dedicato alla vita agreste (nel film solo accennata) ai rapimenti ed agli ostaggi trascinati in montagna, ai ricercati dalla legge, nascosti e protetti... all'infanzia dei protagonisti... Questa scelta, che il libro si può permettere, consente di dare maggiore spessore ai personaggi ed alle loro motivazioni, tracciandone un profilo psicologico.
 
"Chi sta dentro (in carcere) pensa di non essersi staccato dal mondo esterno, di sapere come vanno le cose e le persone fuori... esci e ti accorgi che tutto è andato veloce... il doppio, il triplo e tu devi correre per recuperare il tempo perduto"...

venerdì 15 settembre 2017

Mosca Scorpione

La Panorpa Communis o Mosca Scorpione, è un insetto primitivo, carnivoro, si nutre di insetti morti o addirittura saccheggia le scorte dei ragni... capitato per caso a tiro sul vetro dell'auto, forse per la sua proboscide a trombetta, ha attirato la mia attenzione e mi ha permesso di fotografarla... per chi volesse saperne di più, suggerisco questo link .

Left Behind

Ascolta Nicolas, nessuno ti ha ordinato (forse solo il tuo portafogli) di fare per forza, un film ogni quarto d'ora e tantomeno di farne di così loffi... e ancora, nessuno di mettere la tua faccia di cane bagnato e bastonato, sempre in mostra a rappresentare tristezza, disperazione, sgomento, incredulità, rabbia, paura, angoscia... ma anche felicità, falsità, buonumore, eccetera... sempre quella, sempre uguale... con l'unica variabile dei capelli (quelli si falsi, quelli si capaci di interpretare la parte, basta metterli su una testa qualsiasi)... che il pur simpatico (a me lo è davvero) Nicolas sia un grande attore, per amor del cielo, non si discute.. ma che si presti ad ogni operazione cinematografica possibile ed immaginabile, salvando trame improponibili e scene impresentabili... sta diventando veramente offensivo della morale pubblica... stiamo arrivando ai limiti di Morgan Freeman... un altro di quelli che, messa una parrucca in testa e cambiato l'abito sarebbe capace di interpretare Gesù di Nazareth da piccolo...
Ma bando alle ciance! Veniamo a questa perla cinematografica, degna dei creazionisti americani, della destra Trumpiana, e della Chiesa del Prepuzio dorato...
Anticipata da inequivocabili segni premonitori (una pazza che urla in aeroporto, alcune scene senza senso buttate lì per passare il tempo) i bambini e con loro numerose altre persone di spiccata fede cristiana (non è chiaro che fine facciano i fedeli di altre religioni) scompaiono nel nulla... di loro restano gli abiti e le mutande e calze usate... pessimo modo per sparire!
Chi resta, si interroga sul motivo della loro sparizione... chi ha crediti con loro si incazza di brutto, chi ha debiti gioisce, gli altri si guardano intorno sbigottiti...
Unica possibilità, un passo della Bibbia che così recita "gira de chi, volta de la, se non sei scomparso allora va a caga!"... insomma, da avere tanta paura... a chi resta la certezza di sette anni di tribolazioni (cioè un sacco di posto libero, oggetti incustoditi, auto, gioielli, gozzoviglie incredibili, mogli e morose inconsolabili...) cosa desiderare di più? Ed infatti, chi rimane, soffrendo terribilmente si mette a svaligiare tutti i centri commerciali ed a godersela di brutto... anche perché se sei condannato, che ti agiti a fare? Nicolas, pilota di aereo, dopo aver visto sparire il co-pilota, molla la hostess che voleva ciulare per tentare di tornare a casa... un volo terribile, un atterraggio durissimo (aiutato da terra dalla figlia, quella si, tosta e capace) e infine arrivato al suolo, si guarda intorno ed esclama: "il tupè! il mio tupè!"... Amen!

Santuario Mariano di Guanzate