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domenica 22 maggio 2022

Piccolo trattato di consolazione


 Essere un rabbino significa vivere con la morte: quella degli altri, ma anche la propria.
Significa però soprattutto trasmettere la morte come lezione di vita per tutti quelli che restano: "così mi trovo al fianco di donne e uomini che in momenti cruciali della loro vita hanno bisogno di narrazioni". 
Il tessuto di questo libro di consolazione intreccia strettamente tre fili: il racconto, l'esegesi e la confessione.
La narrazione di una vita interrotta, il modo di dare senso a una morte attraverso i testi della tradizione e l'evocazione di una ferita intima o la rammemorazione di un episodio autobiografico di cui ha risvegliato il ricordo seppellito da qualche parte.
I testi sacri aprono un varco tra i vivi e i morti... "il ruolo del narratore è quello di stare sulla soglia, per garantire che resti aperta".
E permettere così a ciascuno di fare la pace con i propri fantasmi.


Sarà che questo testo è capitato in un momento davvero brutto (la perdita improvvisa di un caro amico) ma mi ci sono affezionato. Mi ha dato molti spunti di riflessione e l'ho fatto mio.
Anche se la religione che lo guida è quella ebraica, ed anzi, forse proprio per quello, ne ho tratto giovamento. Ora si tratta di fare lezione delle belle e profonde frasi contenute... di combattere ad armi pari con la morte, e di vivere, vivere il più profondamente possibile.

domenica 24 maggio 2020

The Debt

Girovagando tra le varie proposte delle piattaforme digitali, mi imbatto in questo titolo, leggo la trama (che come al solito non dice nulla, mi piacerebbe sapere chi è quel mentecatto che le scrive, a meno che questo compito venga svolto da un risponditore automatico, da un computer privo di RAM o anche solo di fantasia) e decido di lasciarmi tentare. Bene, ne è valsa davvero la pena, regalandomi oltre un'ora è mezza di tensione, azione, rabbia e disperazione.
Un'ottima trama che regge, un doppio montaggio (la Berlino in mano ai sovietici, poco dopo la Guerra, l'Israele odierna, l'Ucraina del dopo muro), una storia feroce ma godibilissima.
Bravissimi gli attori, nel recitare (finalmente qualcuno che lo sa fare) cadenzato e senza un attimo di tregua il filo rosso che lega passato e presente.Si comincia nel passato, spie del Mossad alla ricerca di aguzzini nazisti, da rapire e portare in Israele... la missione riesce, ma solo parzialmente.. e allora occorre inventarsi qualcosa per non far venir meno l'onore dello Stato, e quello delle spie… ma certi debiti si pagano, certe bugie non durano in eterno…. e quando, come dal nulla, riappare il nazista fuggito alla cattura, occorre rimediare all'errore, cercare di non far cadere il castello di menzogne che ha costruito l'intera vita di persone e comunità.
Spettacolare descrizione dell'ambiente del Mossad, ricostruzione avvincente della Germania vinta e sotto il giogo sovietico, lettura delle tensioni e delle tentazioni che le spie devono subire, non in nome del profitto ma della dignità e giustizia di una nazione.

venerdì 28 dicembre 2018

Amos Oz

E venne il tempo di lasciarci anche per Amos Oz, poeta e scrittore scomodo. Fautore della soluzione dei "Due Stati", per risolvere il conflitto arabo - israeliano.
Di lui ho letto e recensito "Una pantera in cantina", "La vita fa rima con la morte", "Giuda". Tutti libri molto belli, molto personali, che giravano, si arrovellavano intorno al vero grosso problema di Israele, quello del suo popolo: essere migliori degli altri, di quelli che accusiamo. Trovare un posto nel Mondo per merito e non per discendenza (più o meno divina, più o meno eletta).
Spiace che ci lasci, in una Israele che, non lo ha ascoltato abbastanza, non l'ha voluto seguire e continua a non vedere la pace dove lui l'aveva indicata.
 
 

mercoledì 28 giugno 2017

Lily la tigre

Lily vive a Tel Aviv, trent'anni, centoventi kilogrammi, un'amore alle spalle, una vita davanti. Che fare? da dove partire? Nel frattempo divertendosi con l'autoerotismo, poi spassandosela con notti di follia sessuale a caccia di chiunque le dedichi un istante di tempo... ed infine invischiandosi nei pasticci di un amore passato (il primo), di due amiche, di una tigre ricevuta in dono...
E' tutto? Certo che no, mica è così complicato... oltre... tra passato e futuro, presente e storie varie, scopriamo una persona speciale, una ragazza super sotto tutti i punti di vista...
Lily, Ninush, Mikhaela, Taro, Amikam, Leon, Magometov... ognuno di loro ci descriverà desideri, speranze, sogni, aspirazioni, ricordi del mondo ebraico in terra di Israele... ognuno di loro alla ricerca della felicità o semplicemente del modo più utile per far scorrere il tempo.
Dai genitori di Lily, una "versione ebraica ed anzianotta di Ken e Barbie"... dalla scoperta dei denti già formati alla nascita, che la destinano a grandi orizzonti e si rivelano forieri di menzogna e false aspettative... in una Tel Aviv che, quando non si schiatta dal caldo, è invasa da "un'acqua tiepida, tardiva, come quell'invitato distratto giunto quando ormai la festa è finita".
Da Ninush, ed il suo segreto per sopravvivere, che sta "nel suo raro talento di vivere nel terreno infinito del presente... perché per lei il passato è una catena di sbiaditi ricordi in bianco e nero, mentre il futuro è privo di rilevanza".
E i rapporti con l'altro sesso? Quando non sono botte o sesso.. "tutti sanno che gli uomini restano bambini nell'animo e l'età non fa che perfezionare la loro indole testardamente puerile"... oppure nell'affermare che "il minerale più bello e più strabiliante di tutti è il corpo di un uomo" oppure nel dichiarare che "lo stomaco della passione non sarà mai sazio ma quanto precisa e tremenda diventa la fame quando compare l'oggetto del desiderio".... e che quando non riescono nei loro intenti amatori finiscono cosi: "siede nella posizione in cui da sempre siedono e per sempre siederanno nel corso della Storia gli uomini che non sanno che pesci pigliare: sul bordo del letto, curvi, ginocchia larghe, la testa tra le mani".
Come descrivere questo libro? Scritto senz'altro bene, dalla parte delle donne... forse troppo fantasioso nel finale... mi ha comunque divertito.