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sabato 15 luglio 2023

I molti santi del New Jersey


 Prequel de "I Soprano" ci fa conoscere la famiglia di Tony... la narrazione in sé è interessante, la trama tiene (sino ad un certo punto)... le cose belle e brutte si ripresentano sempre uguali e, per chi ha visto la serie TV, le caratteristiche dei principali interpreti sono ottimamente rappresentate.
Come storia ovviamente non potrebbe reggere senza le doverose premesse e senza una sua logica di anticipare la narrazione della nota famiglia mafiosa... ma questo, quando ho deciso di guardarlo, l'avevo già messo in conto.

giovedì 13 aprile 2023

Night in Paradise

Se noir deve essere, e allora che lo sia. Se deve seminare morte, eccolo... violenza e sangue... pure... poi si ride (a denti stretti come molta cinematografia orientale, oramai ci ha abituati), si apprezzano personaggi dotati di estremo coraggio e senso dell'humor e meschini incapaci di vedere oltre il loro ombelico...
Storia in cui, la morte è a fianco di ogni personaggio... quasi estranea alle loro vicende, lasciando che ognuno esprima ciò che é o finisce per essere. Chi affronta il tutto da uomo e chi dimostrandosi per nulla all'altezza... certi faticano a morire... chissà poi perché, altri spariscono in un soffio... ma, come ci hanno insegnato i Lumière... il cinema è finzione!

sabato 17 dicembre 2022

Kate


Mettiamola così: per metà del film la storia regge ed è pure ben fatta. Ad un certo punto, complice uno svarione del regista, un ictus del produttore, un malore dell'attore principale, una diarrea degli altri attori e comparse... chi lo sa... forse una cattiva congiunzione cosmica... tutto vira in farsa, poi in commedia umoristica ed infine diventa teatro dell'assurdo con una trama talmente scontata che questo film poteva essere trasmesso anche per non udenti o vedenti... uguale, cambiava niente.
Un peccato, credetemi, perché le premesse per fare un buon film c'erano tutte. Il Giappone, la Yakuza, il killer spietato (donna), la vendetta, il doppio gioco, scontri mortali con ogni arma... ma poi, ad un certo punto, iniziano le comiche... al punto tale che per un istante ci si limita ad osservare il telecomando inebetiti pensando che per un mero errore ci sia stato un cambio di canale... bah. guardatelo lo stesso. ma quando la protagonista indossa gli occhiali da sole, andate a dormire.

sabato 3 dicembre 2022

il mio nome è Vendetta


Il filone del revenge movie oltre ad avere oramai una solida tradizione, ha un canone ben preciso da seguire... binari da cui è vietato deragliare se si vuole accontentare lo spettatore e non travisare le sue aspettative.
La famiglia felice, il ritorno del passato, la violenza, l'obbligo di fare i conti con il proprio passato, il percorso di redenzione, la comprensione dell'impossibilità (non sempre) che violenza trascina e richiama altra violenza, la necessità di difendere ciò che rimane (quando rimane) dei propri affetti... i colpi di scena, i ribaltamenti di scena, il riscatto finale (che può avvenire con il liberarsi del maleficio o con la morte di tutti).
Seguendo questo canovaccio, abbiamo già narrato anche questa vicenda. Un film italiano per niente banale, che ci regala momenti di tensione e colpi di scena credibili.
In alcuni momenti la storia diviene meno credibile, ma subito i dubbi vengono fugati da una nuova azione che ci riporta sul tracciato segnato. Qualche dubbio (morale) sul finale.

venerdì 14 ottobre 2022

Giri Haji

Alcune volte mi lascio trascinare dalle serie televisive... credetemi, per me è una grande fatica fare queste abbuffate... anche se, una volta che mi ci affeziono fatico a distaccarmene.
Anche in questo caso devo dire che ci sono sensazioni belle e altre che mi hanno lasciato così così...
Certamente positiva la trama: un adepto della Yakuza fugge a Londra dopo essere sfuggito ad un tentato omicidio e mette in pratica una feroce vendetta... spetterà a suo fratello, un poliziotto dal passato non proprio integerrimo, cercare di recuperarlo non mettendo in pericolo la sua famiglia...
Tra omicidi, rapimenti, tradimenti, legami che si creano e si distruggono... la famiglia, il rapporto con i propri cari, viene prima di tutto e rivede tutto in chiave Edipica... il che è una delle tante chiavi di lettura.... una storia che appassiona anche se a tratti rallenta o diventa ovvia... spero non ne nasca una seconda serie.
 
 

domenica 30 gennaio 2022

The Irishman


Sulla mafia italiana in USA sono stati girati tantissimi film... un intero filone, alimentato dalle gesta di illustri italo-americani legati a questa o quella associazione criminale. E non vi è dubbio che molto spesso la realtà è stata in grado di superare la fantasia.
Da Al Capone al clan Gambino, molta acqua è passata sotto i ponti, molti morti, molta criminalità... al punto che la mafia italiana è entrata nell'immaginari collettivo degli USA al pari del mito western e di quello dei Padri Fondatori... si tratta di capire se sia un bene o un male... lo stesso Jimmy Hoffa (interpretato da un brillante Al Pacino) finisce per pagare le conseguenze delle liti tra famiglie mafiose a cui si era affiancato per conquistare il potere... Mentre la prima parte della storia è davvero brillante, la seconda parte (circa un'ora) appare annacquata dovendo giustificare la storia del perché Hoffa venne ucciso e scomparve. Ottima la colonna sonora, molti gli attori di primo piano, bella l'ambientazione e forti i caratteri dei protagonisti... tra cui il mitico Joe Pesci, vero boss mafioso.
Si basa molto sul non detto, sul capisci quello che ti sto dicendo senza dirtelo... arrivando quasi a dare un ritratto macchiettistico dei singoli personaggi e del mondo mafioso.

sabato 1 gennaio 2022

Gomorra - Serie 5


E così siamo al capitolo finale (per fortuna). Nelle prime quattro stagioni ne abbiamo viste di tutti i colori, rasentando il ridicolo con una incredibile e improponibile trama che oramai stava in piedi solo perché il gergo intraducibile (lo dico con una punta di umorismo, intendiamoci) rendeva la stessa interpretabile a piacere..
Ma lasciamo il passato ai posteri, occupiamoci invece dell'attuale stagione, composta di dieci puntate... ove si vede che vi è stata una lavorazione, una larvata idea, un progetto che tocca molti fronti (senza risolverne alcuno) e che finisce esattamente come ci aspettavamo finisse.
Ma veniamo alla trama e poi cerchiamo di trarre qualche conclusione. Semmai...
Gennaro, che all'inizio vive da recluso in una buca, braccato dalle forze dell'ordine, si libera finalmente dei Levante... nel fare questo si avvale della nuova figura del viscido "O' Munaciello".. nel frattempo riappare Ciro (non è un caso che sia detto "L'immortale - Immurtal per gli amici), noi lo sapevamo già perché abbiamo visto lo Spin Off ma Gennaro detto Genny, che nel frattempo stava alla macchia lo scopre per caso... lo rincontra, lo abbraccia, gli giura eterno amore e poi lo fa chiudere in un ex prigione vaticinando per lui la prigionia perenne... il vitto e l'alloggio però non piacciono a Ciro che, in modo rocambolesco (novello Conte di Montecristo) riesce a fuggire e ricostruire un gruppo di fuoco (si rivede Sangue Blu, questa volta con un occhio solo)... presto la situazione degenera e l'Immortale ascende e trascende sino ad essere scambiato per Gesù Cristo redivivo in Terra... un Gesù dei cattivi ovviamente... ma di quelli perdenti, dei bassifondi, dei vicoli... quelli disposti a tutto pur di riprendersi un pezzo di topaia, perché poi è di questo che si tratta... un cesso di posto, in cui degrado pubblico e benessere esibito (privato) convivono senza fastidio reciproco dei relativi abitanti...
Occorre ora abbandonare per un'istante la trama per fare un piccolo excursus sociologico necessario ad afferrare la vicenda e dare un significato al finale.
Parafrasando Tolstoj, "tutte le famiglie felici si assomigliano", non tutti i cattivi si assomigliano... certo i mezzi sono gli stessi, ma il fine è diverso... prendiamo la guerra dei due clan... da una parte abbiamo il delinquente Gennaro Genny Savastano, Boss figlio di antica schiatta di altrettanti Boss, è il delinquente per antonomasia... al potere dello Stato lui antepone il potere, le regole e l'economia della Camorra, non vuole la rivoluzione, non vuole casino, rogne, è pronto ad accomodare tutto, fa affari con le persone oneste, si fa prestare soldi dagli operatori economici "sani" e glielo chiede pure per favore, promettendo benessere per tutti... non può proporre rivoluzioni, o miracoli... ma un contro-Stato...
Diversa è la figura di Ciro, qui esagerata sino a farne un Santo... lui è il fuorilegge della situazione. Non vuole convivere con lo Stato, lui raccoglie i poverazzi dei bassifondi proponendo loro libertà, benessere, riprendersi qualcosa che gli è stato sottratto (ma di cui nessuno è in grado di dire cosa sia)... il fuorilegge vive fuori dalle regole e questo per Gennaro basta e avanza per farne un nemico, un ostacolo... 
Il tentativo, neanche tanto larvato, di gettare in affetto omosessuale, il rapporto tra Genny e Ciro... oltre a non riuscire credibile, finisce per svilire l'intera storia... qui c'é un legame tra amici-nemici... che ne hanno passate tante insieme e contro e che faticano ad immaginare una vita senza il relativo avversario... si promettono ogni genere di bengodi, di paradiso in terra se insieme, ma non fanno nulla per realizzare questo legame.. anzi.. se non ci fosse di mezzo la criminalità, i morti ammazzati eccetera... si direbbero due bambini che non vogliono smettere di giocare...
Veniamo infine allo Stato, alle Forze dell'ordine, alla legalità... vista da entrambe le parti come un fastidio da sopportare.. un poco come la grandine per i contadini... sai che arriva, la temi, la odi. la sopporti e la maledici... finito.
Lo dimostrano certi dettagli, quando (spoiler) viene rapito il figlio del magistrato che sta cercando Gennaro... i cattivi si dicono tra loro... "lo sai che rischiamo trent'anni"... no ma fammi capire.. e quello che fai tutti i giorni cosa ti fa rischiare invece? Qualcosa non torna... o si? Traduco, se ci ammazziamo tra cattivi va bene, sono affari nostri... dar fastidio allo Stato no... quello va lasciato fuori dai giochi, sia perché innocuo, sia perché altro rispetto alla nostra realtà di banditi...
Concludo la trama... soliti tradimenti, soliti ammazzamenti, personaggi sbaditi... che girano intorno ai due protagonisti... lacrime nel finale di fronte al piccolo Pietro allontanato forzatamente dai genitori... sperando che il finale venga rispettato (spoiler) non potrei rivedere un Ciro resuscitato per la terza o quarta volta... davvero... no grazie. Si conclude la storia camorristica più famosa di tutti i tempi.

martedì 9 novembre 2021

Suburra - La serie - Stagione 1

Cosa può succedere in 21 giorni? A Roma tutto... da alleanze criminali fragili, tradimenti, omicidi, ricatti, possibilità di riscatto e ricadute... ognuno deve fare i conti con sé stesso, con il fascino del male, con la violenza... Suburra, la serie che edulcora il film che porta lo stesso nome, fa incontrare in una caotica Roma una serie di personaggi insoddisfatti e assetati di potere e riscatto... il demonio (Samurai) avrà vita facile a metterli contro e insieme... da vedere, senza crederci troppo.

sabato 31 luglio 2021

Ghost Dog


Mescolando poesia, filosofia orientale, richiami e citazioni cinematografiche, incursioni nel noir, ripercorriamo la storia di questo killer seguace delle regole degli antichi Samurai.
Ogni passaggio della narrazione viene anticipato dalla lettura di un brano dell' Hagakure "Il codice segreto dei Samurai", per farci comprendere cosa passa per la testa di "Ghost dog", "Cane fantasma"... che poi tanto fantasma non è, visto che nel quartiere in cui vive (su un tetto tra guano e piccioni) lo conoscono tutti e tutti lo salutano rispettosamente.
Legato ad un anziano mafioso italo americano, facente capo ad una improbabile banda di anziani mafiosi dediti ai cartoni animati, al rap, con automobili talmente grandi che il portone del garage non li contiene (straripano) - con un loro codice meno filosofeggiante beninteso - commette omicidi su commissione solo per spirito di servizio e gratitudine al suo signore...
Quando però qualcosa va storto, dovrà fare delle scelte... ma nel rispetto della filosofia che segue ed accettandone le conseguenze.
A suo modo bello, originale, ieratico eppure comico, tragico eppure lineare... ad uno sguardo distratto forse banale... ma no, nulla di tutto ciò. 


 

venerdì 19 febbraio 2021

Fargo - Stagione 4


 Ed eccoci al quarto... Siamo negli anni '50... i neri sono poco sotto il subumano.. e anche per loro la strada del crimine è doppiamente in salita... cercano così di ritagliarsi uno spazio in un mondo già occupato da altri, in questo caso gli italiani... La Mafia qui è rappresentata da siciliani e sardi... una azienda a conduzione famigliare, al punto che per sugellare il patto vengono persino scambiati i figli.
Ma il cambio al vertice di una delle due famiglie stravolge tutto... e comincerà una guerra senza esclusione di colpi... nel mezzo come al solito una famiglia mista, totalmente ignara o quasi, di quel che accade intorno a loro... con il risultato che, se da un lato subiscono gli sballottamenti del mare in tempesta, saranno loro a trovare la soluzione alla vicenda... La morale? Anche nel crimine la famiglia non è più una garanzia... meglio l'azienda... contro cui la conduzione locale non può tenere testa... é il progresso mia cara!

lunedì 8 febbraio 2021

Vallanzasca - Gli angeli del male


Ovvero come rovinare un buon film. Trasformando cioè in simpaticone un pluriomicida che è senza dubbio un duro, uno tosto, un belloccio che sa divertirsi (un bauscia direbbero a Milano) che però sa uccidere senza scrupoli.
Merito sicuramente di Kim Rossi Stuart che si cala nel ruolo sino in fondo... al punto da renderlo il Vallanzasca ideale!
Il problema di questo film, che ha una sua trama che regge sempre, momenti di forte tensione e spazi di ironia (anche nera) è che è troppo piacione... troppo autocelebrante... trasforma polizia e carabinieri in babbei simil-messicani.. come Zorro ed il sergente Garcia...
E dire che parte bene, regge pure... gli amori di Vallanzasca, i complici di Vallanzasca, la vita di Vallanzasca, i nemici di Vallanzasca, il carcere (anzi le diverse carceri di Vallanzasca)... eccoci qua, se togliamo il Vallanzasca, finito tutto... tutti a dormire... al netto delle battute, una cosa insegna... a cosa era Milano a quei tempi... che, se paragonati ad oggi, fanno veramente tanta paura.

sabato 5 dicembre 2020

A ciascuno il suo


"Il romanzo dell'oscura, crudele Sicilia. 
Il dramma di un investigatore lucido che, quanto più indagava, tanto più nell'equivoco, nell'ambiguità, moralmente e sensualmente si sentiva coinvolto".

Due morti ammazzati, preannunciati da un biglietto di avvertimento. Ma chi dei due morti è il vero destinatario della minaccia e chi effetto collaterale. E poi quale è la colpa che li ha portati a morire entrambi il primo giorno di caccia.
Così muoiono due notabili e si aprono subito le voci, le dicerie, le cattiverie, i "te l'avevo detto"... quasi che morire sia una colpa a prescindere... sulla vicenda indaga suo malgrado il Professor Laurentana, in un incrociarsi di misteri, bisbigli, falsi o veri indizi... ma chi ha ucciso e chi voleva la morte? Più del finale, di per sé feroce, è il contesto, quel "a ciascuno il suo" che incute terrore, pericolo, insicurezza... per scoprire che le nefandezze peggiori prendono il via da bisogni e cupidigia che parte da lontano.

venerdì 4 dicembre 2020

Bronx

Ancora il rapporto tra padre e figlio. Ancora una volta la presenza del terzo incomodo... quello che dovrà far crescere alla svelta il piccolo Calogero.... Nato e cresciuto nel violento quartiere di New York, Calogero fatica a capire cosa sia il bene ed il male... sino a quando, testimone di un omicidio, si accorge che i grandi, al netto delle grandi parole, devono fare i conti tra coscienza e sopravvivenza... il padre, che lo vuole onesto, dimostra che pur con tutta la buona volontà è costretto a mandar giù bocconi amari e tentando però di tenersi alla larga dal pericolo, continua come un mantra a dire a Calogero "quando sarai grande capirai"... e Calogero, infatti, finisce per capire eccome... entrando nella banda di Sonny, il boss del quartiere... ora Calogero ha due genitori.. due padri che a vicenda, pur detestandosi, insegnano il viatico al piccolo... tra amori, delitti, pestaggi, incomprensioni... la dura lezione di vita arriva al dunque, quando Sonny salva la vita a Calogero... ma poi a sua volta paga per le sue malefatte... forse un poco melenso, ma molto reale, per la descrizione di un mondo che, in parte non esiste più. 

Gangs of London - 1° Stagione

Se spostiamo le dinamiche mafiose e le mettiamo in azione in un contesto particolare, Londra! Cosa ne ricaviamo? Un pasticcio! 
A metà tra un dramma Amletico, ed una soap opera, assistiamo ad una morte inspiegabile nel primo episodio ed alla ricerca della verità nei restanti 9... ma è una ricerca che, passato i primi tre episodi... diventa sempre meno credibile, così come lo diviene la trama, le azioni di violenza, le dinamiche all'interno delle famiglie e tra i gruppi.
Il morto, un potente boss che governa con una pax romana tutti gli interessi criminali di Londra, il figlio del morto, uno spostato violento, suo fratello un tossico gay con molte cose da nascondere, la madre una vera criminale... e intorno, tanto per cambiare, nessuno è ciò che dice di essere.... carino, si .. ma francamente ridatemi Gomorra 1 (e solo quello però).

lunedì 30 novembre 2020

Il giorno della civetta


 Il Giorno della Civetta è uno dei romanzi più famosi di Leonardo Sciascia, scritto nel 1961, il libro è una denuncia contro lo strapotere della mafia in Sicilia, terra natale del grande scrittore.
La storia si svolge nel 1960.
In un paesino vicino a Siracusa il presidente di una piccola cooperativa edilizia viene trovato assassinato a una fermata dell'autobus.
Mistero sul movente e sui mandanti dell'omicidio.
Le indagini del Capitano dei carabinieri Bellodi non sono facili perché nessuno è disposto a parlare.
Con il passare del tempo, restano coinvolti nel caso anche personaggi importanti.
Ad un certo punto viene uccisa l'unica persona che aveva riconosciuto l'omicida mentre si allontanava dal luogo del delitto.
Il Capitano non si da per vinto e, grazie alle indicazioni della vedova dell'ultima vittima, risale al pregiudicato che ha assassinato il dirigente edile.
In seguito, dagli interrogatori, si arriva ai nomi dei due mandanti dell'omicidio.
Ma da questo momento la vicenda prende una piega ancora più drammatica.
Arrivano le soffiate, ci sono i tradimenti: difficile capire da che parte sia la verità.
Bellodi, che ha intuito come stanno i fatti, non avrà vita facile.
Con quest''opera Sciascia scatta una fotografia sorprendente della società dell'epoca in un intreccio di lotte e di giochi di potere clandestini. (tratto dal libro).

Appena cominci a leggere "Il Giorno della Civetta" ti accorgi di avere tra le mani un piccolo capolavoro. Un libretto di 143 pagine che sanno scavare... e scava e scava, tirano fuori l'animo umano tanto, quanto e forse meglio di quanto racconti in un tomo da 700  pagine uno scrittore russo ottocentesco... perché vi piaccia o no, l'uomo è uomo ovunque e le dinamiche che lo accompagnano: potere, gelosia, odio, paura, ferocia... sono uguali ovunque, cambiagli qualche decorazione, ma la sinfonia non cambia... Siamo nella Sicilia, negli anni 60 del secolo scorso e la Mafia appare ancora come qualcosa di sfumato... eppure ben radicata e presente a tutti i livelli, da quello politico a quello di controllo locale di ogni piccolo dettaglio... 
E le dinamiche che muovono le persone sono sempre uguali... sentite ad esempio cosa scrive Sciascia della paura (pagina 37) "La paura gli stava dentro come un cane arrabbiato: guaiva, ansava, sbavava, improvvisamente urlava nel suo sonno; e mordeva, dentro mordeva, nel fegato, nel cuore....."

O ancora (siamo a pagina 80) quando inizia la lotta (tutta psicologica) tra il Capitano e il reo, " IL Marchica non ci capiva più niente, il capitano lo guardava indovinando il travaglio della sua mente: su e giù come un cane sotto il solleone, la mente; una raggera di possibilità, di incertezze, di presentimenti che si apriva ad ogni punto su cui, con animale sensibilità si fermava".

O quando il Reo, deve fare i conti con la sua vita e quello che lo aspetta... (pagina 88) "Forse il resto della sua vita avrebbe passato in carcere: ma a parte il fatto che c'era ormai l'abitudine, che il carcere era per lui un po' come la casa cui si torna volentieri dalla fatica di un viaggio, forse che la vita non era un carcere? Una continua tribolazione era la vita: i soldi che ti mancano, le carte della zecchinetta che ti chiamano, l'occhio del maresciallo che ti segue, i buoni consigli della gente; e il lavoro, la dannazione di una giornata di lavoro, il lavoro che ti fa peggio di un asino..."

Si entra poi nella psicologia, quando Sciascia fa descrivere al Capitano la coscienza dei siciliani (pagina 108) "E ciò discendeva dal fatto, pensava il Capitano, che la famiglia è l'unico istituto veramente vivo nella coscienza del siciliano: ma vivo più come drammatico nodo contrattuale, giuridico, che come aggregato naturale e sentimentale. La famiglia è lo Stato del siciliano. Lo Stato, quello che per noi è lo Stato, è fuori: entità di fatto, realizzata dalla forza; e impone le tasse, il servizio militare, la guerra, il carabiniere... Dentro quell'istituto che é la famiglia, il siciliano valica il confine della propria naturale e tragica solitudine e si adatta, in una sofistica contrattualità di rapporti, alla convivenza".

Ed infine, il pezzo forte, quello più noto del testo e diventato patrimonio comune di tutte le storie di mafia... (siamo a pagina 115) parla Don Mariano, il capomafia... "Io, ho una certa pratica  del mondo; e quella che diciamo l'umanità, e ci riempiamo la bocca a dire umanità, bella parola piena di vento, la divido in cinque categorie... gli uomini, i mezz'uomini, gli ominicchi, i pigliainculo e i quaquaraquà...
Pochissimi gli uomini, i mezz'uomini pochi, che mi contenterei l'umanità si fermasse ai mezz'uomini... e invece no, scende ancora più giù, gli ominicchi: che sono come i bambini che si credono grandi, scimmie che fanno le stesse mosse dei grandi... E ancora più giù: i pigliainculo che vanno diventando un esercito... e infine i quaquaraquà: che dovrebbero vivere come le anatre nelle pozzanghere, ché la loro vita non ha più senso e più espressione di quella delle anatre"....



venerdì 3 luglio 2020

La promessa dell'assassino

Un noir cattivo, scritto bene, recitato bene. Viggo Mortensen nel ruolo dell'autista, spalla, cattivo tuttofare… con una doppia anima. Vincent Cassel in quello del figlio viziato, debosciato, debole e feroce…Nel mezzo una vicenda terribile, ma anche molto reale. Una donna muore (e quando non succede), drogata, senza nome, senza documenti, lascia una bambina… ci sarà chi saprà prendersi cura di lei… ma prima occorre ricostruire i motivi, i legami, le cause… e come afferma qualcuno "quando si parla di morti, si finisce obbligatoriamente per parlare di vivi"... quel che succede sarà logica conseguenza. Morte, violenza, trame… in una Londra che ospita mafiosi russi, killer ceceni, sfruttamento, droga, potere. Ma anche tradizioni, storie di esuli che, caduto il muro, possono rifarsi una vita ed un impero altrove. La promessa dell'assassino è un film "quasi" lineare… sappiamo quasi subito dove si andrà a finire… ma non sappiamo, e lo scopriremo con un ottimo colpo di scena.. che non tutto quel che appare è vero. Qualcuno potrà accusare David Cronenberg di aver calcato la mano sugli stereotipi che accompagnano i russi… ma, per chi si è fatto intere stagioni de "I Soprano", la generalizzazione del criminale è un dato di fatto… come vedere un film messicano senza un delinquente tatuato o con foulard al seguito… Superata questa dovuta precisazione, godiamoci il film, azione garantita.
 

domenica 24 maggio 2020

La paranza dei bambini

Spero davvero che l'età dei bambini che frequentano la malavita napoletana sia più alta di quella degli interpreti del film. Lo dico da ignorante della materia, perché il contrario sarebbe davvero mostruoso.
In una società ove, i genitori sono assenti, le figure di riferimento sono delinquenti incalliti, lo Stato o non c'é o é fonte di punizioni (peraltro non capite, subite come ingiuste), è quasi naturale crescere con altri valori: il soldo facile, il rispetto, la violenza come unico dialogo, l'appartenenza al clan… il reato finisce per non essere riconosciuto come tale, ma piuttosto come regola, come messaggio per gli altri.
Di violenza in violenza, lo scadimento dei valori è evidente, l'odio chiama odio, la vendetta chiama vendetta, la morte altrettanto.
E quando si giunge alla fine, quando l'unica alternativa pare essere la fuga, un posto nuovo dove illudersi di scappare, ecco che la legge del clan, il richiamo della famiglia si fa sentire… e si resta legati a vicoli sporchi e malfamati, a pochi piccoli spazi che ti illudono di essere padrone e re.
Ottima storia, non sempre tutto è comprensibile (ma questo non è un documentario), ma alla fine, un'idea ce la siamo fatta, eccome.

domenica 19 aprile 2020

L'immortale

Se hai guardato tutta (ma tutta) la serie di Gomorra. Se non hai perso una sola smorfia dei cattivi di Napoli, non puoi perderti questo singolo episodio che, riprendendo il titolo dal soprannome del personaggio principale della saga mafiosa mescola sacro e profano, cerca di tirare fuori qualcosa di originale ma... alla fine combina solo un gran casino.
Che la serie fosse oramai sbandata, avesse perso non solo il fascino delle prime due stagioni, ma addirittura un minimo di senso logico, l'avevamo capito da tempo.
Marco D'Amore le prova tutte: con gli occhiali, senza occhiali, con gli occhiali e la sigaretta, senza occhiali e la sigaretta, con gli occhiali e la pistola, senza occhiali e senza pistola, Ciro di Marzio ci racconta la sua storia, quella che gli ha poi appiccicato il soprannome.. dal terremoto degli anni '80 che lo rendono orfano, ai vicoli di Napoli che lo rendono uomo… un violento e tenero assassino… difficile da far albergare nello stesso personaggio… ma veniamo alla trama, che riparte esattamente dal momento in cui viene lasciato morente nella baia di Napoli, salvato fortunosamente viene spedito in incognito a Riga, per una nuova missione… gestire il traffico di droga, tra russi e lituani oltre a vecchi amici/nemici… qui il nostro assume lo sguardo catatonico: occhiali, senza occhiali, sigaretta, senza sigaretta… di fronte ad ogni evento non parla (nemmeno in napoletano stretto stretto) nulla!
Ciro/Marco fa le facce alla Scamarcio, peccato che, mentre Scamarcio si gioca un fascino maschio (anche se a tratti pare una mucca), Ciro non ha nulla da rappresentare…
La storia si dipana con colpi di scena mosci, scontati, anzi talmente improbabili che ci viene da piangere… il repertorio è quello classico della serie Tv, solo condensata in un'ora è mezza… il che non restituisce alcuna novità, alcuna freschezza all'idea.. se queste sono le premesse… Dio ci scampi dalla nuova serie.

giovedì 9 maggio 2019

Gomorra 4

 
E' così che dopo la prima, la seconda e la terza serie ben volentieri assisto alla 4° (e non ultima, ne è in preparazione una 5°) serie.
Lo faccio anche e soprattutto perché voglio vedere, dove la trama va a parare, dove le beghe dell'ultimo dei Savastano, dei Levante, di Patrizia, di Sangue Blu, dei Capaccio, si spingono.
Una cosa va detta, rispetto alla 3° serie, la storia appare più lineare, anche se molto del pathos dei primi episodi, della spontaneità, della crudezza che rendeva feroci eppure veri uomini e donne che non sapevano di esserlo, si è persa, dissolta.
Siamo oramai di fronte ad attori e storie consumate e noi non siamo più verginelle, quindi per stupirci occorre ben altro.
Così troviamo ridicolo il percorso del buon Genny, che da capo incontrastato della mafia napoletana vuole passare la mano e diventare un rispettabile imprenditore. Intorno a lui il solito traffico di droga, controllo del territorio, monnezza ovunque, inquinamento e tangenti, corruzione e omicidi… e via discorrendo.

La morale delle 12 puntate sarà così la seguente:
Gennaro Savastano: prova a diventare un pulito imprenditore e fallisce.
Patrizia: prova a diventare il nuovo boss di Secondigliano e fallisce.
Nicola: prova a scoprire chi vuole fare le scarpe a Patrizia e fallisce.
I Capaccio: provano a far fuori Patrizia e falliscono.
I Levante: provano a far fuori Patrizia e falliscono.
Valerio: prova a scoprire chi sta dietro ai Capaccio e fallisce, peggio viene scambiato per infame.
I Levante, sempre loro: provano a far fuori Sangue Blu e falliscono.
Sangue Blu, per ricambiare il favore: prova a far fuori il patriarca dei Levante e fallisce.
La Giustizia: prova a prendere Gennaro Savastano e fallisce.
Michelangelo: prova a salvare Patrizia dai Levante e dalla Giustizia e fallisce.
Sempre lui, prova a salvarsi dai suoi parenti e fallisce.
Minchia che serie! Un fallimento!

martedì 12 marzo 2019

Malavita Cose Nostre

Una famiglia di mafiosi, seppure pentiti, non dovrebbe trovare posto nella cinematografia. E nemmeno la violenza che ruota intorno a loro, ai pentiti, ai loro inseguitori ed ai poliziotti che stanno in mezzo.
Detto questo, accettiamo e prendiamo per buono questo film, certamente comico, in molte sue parti, a tratti triste (ma ci vuole) certo capace di farci riflettere sul ruolo del cattivo che, divenuto buono, scopre cosa vuol dire avere paura, avere rimorsi e rendersi conto che la vecchiaia è una brutta bestia.
Diretto da Luc Besson, ambientato in una Francia rurale, ove i residenti fanno la figura dei minchioni... un poco come quando i film sono ambientati in Italia e tutti (ma tutti) gli oriundi, girano con coppola e lupara, con nomi improbabili.
Robert De Niro, Michelle Pfeiffer e Tommy Lee Jones, ce la mettono davvero tutta per farci ridere ed interessare alla trama e, va detto, spesso ci riescono.
Poche storie, la classe (degli attori) non è acqua… e così, senza troppo clamore e passando da una risata ad un poco di apprensione ci godiamo la nostra ora e mezza di sano divertimento… (sano… insomma).