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martedì 11 febbraio 2025

Smart City - Rivista

Da diversi anni si accenna al termine di Smart City, Un termine che è tutto un programma... un termine che dice tutto, suona bene, riempie la bocca di chi lo pronuncia, ma poi è tutto da riempire... anzi è in divenire.
Cominciamo con il termine city. La città declinata in inglese.. ma la città è poi realmente la city? forse non meglio parlare di Land? allora accontentiamoci di parlare di un aggregato di persone che vivono insieme e condividono uno spazio, dei servizi, una comunità forse... ed allora perché Smart? Perché la potenza dei servizi erogati porterà a semplificare la vita di tutti, risparmiare energia e tempo, garantirà maggiore sicurezza e permetterà di vivere meglio. 
Questo è SMART. Ma come si ottiene? Con strumenti che controllano il traffico, che monitorano l'acqua, la corrente, il gas, erogano servizi online, permettono video conferenze, migliorano i tempi della città, permettono alle persone di incontrarsi, comunicare, gestire, con meno fatica ed in modo ordinato.. controllano l'inquinamento, il caldo, il freddo, la luce... eccetera.. ne saremo all'altezza?

 

lunedì 13 luglio 2020

L'Architettura della città

Recupero questo libro, letto molti anni or sono, in una edizione Clup, ora introvabile… che ne ho fatto maledizione? Fa nulla, lo ritrovo in biblioteca e un piccolo racconto ne accompagna la foto di rito, con scheda di lettura.  Ho deciso peraltro di riportare i miei appunti di allora… quasi trent'anni or sono...
 
I caratteri principali dell'architettura sono la volontà di creare un ambiente più adatto alla vita e all'intenzionalità estetica.
Nel corso di questo studio Aldo Rossi si occupa di diversi metodi per affrontare il problema dello studio della città, privilegiando il metodo comparativo e sottolineando l'importanza del metodo storico.
Affronta poi il problema politico della città inteso come un problema di scelte per cui la città realizza se stessa attraverso una propria idea di città.
Vi sono due metodi fondamentali per l'elaborazione di una teoria urbana:
1) La città come prodotto di sistemi funzionali generatori della sua architettura e dello spazio urbano;
2) Città vista come una struttura spaziale;
L'architettura comunque non rappresenta che un aspetto di una realtà più complessa, la sua forma sembra riassumere il carattere totale dei fattori urbani compresa la loro origine.
E' giusto considerare il fatto urbano nella sua totalità, quindi il sistema stradale e la topografia urbana, sino alle cose che si possono apprendere passeggiando su e giù per una strada.
Vengono affrontati altri problemi
a) questioni tipologiche: già nei villaggi neolitici vi è la prima trasformazione del mondo alla necessità dell'uomo, si costituiscono le prime forme.
2) tipi di abitazione il tipo si costituisce secondo delle necessità e secondo delle aspirazioni di bellezza;
Il "tipo" è un oggetto secondo il quale ognuno può concepire delle opere che non si assomigliano tra loro.
L'elemento tipico o tipo è una costante, riscontrabile in tutti i fatti architettonici: quindi è anche un elemento culturale
Il "tipo" è l'idea stessa dell'architettura, ciò che ci sta più vicino alla sua essenza.
Secondo Aldo Rossi, spiegare i fatti urbani attraverso le loro funzioni è deviante perché nel tempo le funzioni cambiano.
Studiare il fatto urbano dal punto di vista storico piò essere utile nel momento in cui attribuiamo alle "permanenze" (segni fisici: quali strade, piano edifici) il significato di un passato che sperimentiamo ancora.
Quando si tende alla conservazione della forma urbana ne senso di imbalsamazione delle funzioni la permanenza diviene aberrante, patologica.
L'errore sta nel considerare il fatto urbano come qualcosa di definitivo nel tempo.
La città è formata da più momenti che non hanno un unico principio di spiegazione, non seguono un'unica legge formale, così Aldo Rossi spiega il  concetto di area-studio strettamente legato a quello di quartiere.
Essa dal punto di vista morfologico e strutturale ha una sua unità, come ha contenuti sociali e funzioni proprie.
La città comunque, è sempre stata caratterizzata dalla residenza, la casa rappresenta il modo di vivere di un popolo, manifestazione precisa di una cultura che si modifica molto lentamente.
Lo studio della residenza può essere un buon metodo per lo studio della città.
I monumenti, secondo Aldo Rossi, possiedono la capacità di accelerare il processo di urbanizzazione di una città ma non sempre sono dati fisici poiché possiamo studiarli anche sotto il profilo funzionale e posizionale.
La città può essere considerata come il "locus" della memoria collettiva dei popoli, il "locus" è principio caratteristico dei fatti urbani.
Infine la politica, secondo Aldo Rossi si presenta nel momento delle scelte; momento costitutivo delle città. La città sceglie la sua immagine sempre e solo attraverso le sue istituzioni politiche e la forma quindi, è segno di volontà.
 

domenica 13 ottobre 2019

Brescia

Ed eccoci a Brescia. La "Leonessa", una città decisamente ricca, industriosa, con un centro storico curato, con strade e piazze pulite. Forse un tantino provinciale, così immersa tra Milano e Verona, me di vero c'é che qui il capoluogo lombardo cede il passo alla marinara Venezia.
 La visita di oggi si concentra sul castello dominante la città posto sul colle Cidneo, realizzato parte dai Visconti e parte dalla Serenissima. Ospita il Museo Luigi Marzoli, ricca collezione di armi bianche, da fuoco e armature di rara bellezza.













giovedì 4 luglio 2019

Sebastiano Ferrero - il rinascimento a Biella

Biella ha l'attrattività del deserto del Sahara… anzi no, quest'ultimo risulta più attraente… e non sia ben chiaro, perché non c'é niente da vedere… semplicemente perché gli abitanti sono in tutt'altre faccende affaccendati… con il risultato di trovarvi di Domenica con strade e piazze vuote, negozi e ristoranti chiusi, traffico zero.. mi avessero detto che si stava girando un film sulla peste ci avrei creduto.
Ciò nonostante, ogni tanto qualcosa di buono c'é. E' il caso di questa mostra "Il Rinascimento a Biella. Sebastiano Ferreo e i suoi figli. 1519-2019", strategicamente distribuita in più sedi, ove poter ammirare pitture, sculture, ed altri oggetti di bellissima fattura.
 
 "il mecenatismo nel territorio biellese: negli stessi decenni in cui Lorenzo il Magnifico rendeva Firenze la capitale del Rinascimento, mentre i Gonzaga e gli Este abbellivano Mantova e Ferrara con le opere da loro commissionate, anche in Piemonte Biella visse l'età dell'oro della storia dell'arte italiana, grazie alla famiglia Ferrero e in particolare a Sebastiano (1483-1519) a cui è dedicata la mostra. Oltre che nella sede di Palazzo Ferrero, residenza costruita tra il XV e XVI secoo nello storico borgo dello Piazzo, l'esposizione è allestita a Palazzo La Marmora, con un percorso con documenti, video e pannelli che narrano la vita di Sebastiano, e in quelli del chiostro di San Sebastiano, oggi Museo del Territorio Biellese, dove sono esposte, per la prima volta dopo secoli, tutte le opere d'arte di cui i Ferrero furono committenti.
 









mercoledì 6 febbraio 2019

Edoardo Coccini - La visione di un imprenditore


In ufficio mi capita tra le mani questo bellissimo volume, dedicato alla quarta generazione della famiglia Coccini, i pronipoti di Edoardo.
Foto stupende, resa grafica di pregio, copertina e pagine di indubbio valore.
Ma veniamo ai contenuti: Edoardo Coccini, persona intraprendente, capace di cogliere le occasioni, fiutare i cambiamenti e "cavalcare l'onda" .. ha fatto parte di quel mondo milanese, capace di trasformare, a partire dal dopoguerra, il volto di questa bellissima metropoli.
Edoardo Coccini nasce da una famiglia, che già nell'anteguerra, operava con spirito imprenditoriale nel settore tessile.
Con la fine della guerra e l'avvio della ricostruzione, Edoardo intuì che il settore tessile non avrebbe avuto vita facile, come i fatti poi hanno dimostrato, e quindi si avvicinò in maniera decisa al settore immobiliare, partecipando con altri operatori alla ricostruzione di Milano.
Mentre tra le due guerre l'attività edilizia era appannaggio delle imprese di costruzione, dopo la Seconda Guerra Mondiale, compare la figura del promotore immobiliare ambito nel quale Edoardo Coccini è senza dubbio rappresentativo.
Nei primi anni '80, Coccini intuisce la necessità, pur proseguendo nelle attività immobiliari, di differenziare l'attività del proprio Gruppo.
Nasce così il marchio Mini Hotel, una catena di Hotel di piccole dimensioni che non prevedevano l'attività di ristorazione, anello spesso debole di queste operazioni.
Questa scelta è la dimostrazione della capacità di sapersi adattare alle esigenze del mercato, prevenendone in tutto o in parte quelle famose curve sinusoidali che caratterizzano il mercato immobiliare.
La sua capacità di "speculare" (cioè guardare lontano e quindi anche prima degli altri) é un sesto senso che gli ha consentito di crescere nel tempo.

sabato 29 dicembre 2018

Roma 6 - Fori e tanto altro



 
E veniamo così all'ultimo post dedicato alla città eterna, alla bellissima e disperante Roma, una città che non puoi non guardare con passione, che si fa voler bene, nonostante tutto quanto remi contro… ove tempi e modi si dilatano, ove l'urgente non esiste… siamo nella città eterna! E quale maggior monito del trovarci di fronte ai Fori? A una enorme superficie ove le rovine (e che rovine!) la fanno da padrona? Dall'alto del balcone posto a lato dei musei capitolini assisto allo spettacolo. Roma è quella di 2000 anni or sono.. a perdita d'occhio…