Utile "cassetta degli attrezzi" per affrontare un problema di cui tutte le associazioni parlano ma, spesso, senza dar seguito ad alcuna iniziativa concreta. Mancano le idee, mancano gli esempi, ma soprattutto manca, quella cultura necessaria a saper "governare" azioni, persone, idee che non ci appartengono e che fatichiamo a capire... salvo poi scoprire che, al netto di riti, rituali, gergo e impazienza... ciò che i giovani vogliono è la stessa cosa che desideravamo noi (no, non quella cosa lì), crescere con degli esempi, farsi strada nel mondo, essere riconosciuti, apprezzati, visti e accettati.
Questo piccolo vademecum aiuta gli educatori a navigare nel periglioso mare della giovinezza, delle aspettative e in quel non detto che permea il distacco generazionale. Non si tratta di governare ma soprattutto di ascoltare, indirizzare, far vedere senza farsi vedere. Ci si orienta così tra processi partecipativi, scelta di spazi, scelta di linguaggi, attivare la partecipazione tra cui: mangiare insieme, costruire la community, fare brainstorming, fare tabula rasa, costruire gli spazi, dare senso di appartenenza con riti di ingresso, andare in visita da altre realtà, fare questionari partecipativi costruiti dal basso.

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