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giovedì 18 febbraio 2021

The Founder


 Michael Keaton è l'interprete perfetto di un genio del male. Oddio, un male accettabile nella società dei consumi... figuriamoci in quella fucina di "wannabe" capitalisti che sono gli States... Dopo il superlativo "Birdman", ecco il nostro nel ruolo dell'imprenditore furfante e fedifrago... piazzista di frullatori senza successo, dopo aver visto il chiosco dei fratelli Mc Donald, capisce la potenzialità di un prodotto che doveva essere solo artigianale... ma, qualcuno ha mai letto le parole del filosofo Walter Benjamin: "l'opera d'arte dell'epoca della sua riproducibilità tecnica"? Ecco, questo fa Keaton (nel film il visionario Ray Kroc)... uno che passa sopra a tutto, persino alla moglie, persino ai soci d'affari, persino alla decenza... e vince, vince sempre... e dove sta il suo segreto? Per sua stessa ammissione, non l'intelligenza... no. La perseveranza!
In verità o conosciuto anche io personaggi così.. in scala minore ovvio...eppure si. Gente che a pesarla per capacità, intelligenza, visione... gli avresti dato Zero! E invece come la goccia sulla pietra, una cosa volevano e a forza di dai e dai la ottengono... Chapeau! 
Così è il nostro Ray... come quando soffia la moglie al povero Rollie Smith... che sa, fin dal principio di essere un perdente senza palle... Ed il film? Bello? Sicuramente molto più istruttivo di un documentario. E divertente, nel suo cinismo.
 

domenica 26 maggio 2019

Il miglior tempo


In queste pagine non ho la presunzione di provare a cambiare la vita degli altri, né di sostituirmi a medici, dietologi, fisioterapisti psicoterapeuti, insomma a coloro che hanno studiato e sono dotati dei requisiti per accompagnarci e sostenerci nella terza età.
Nel mio cassetto ho solo il diploma di quinta elementare, una vita trascorsa a lavorare come contadino, boscaiolo, camionista e per un quarto di secolo ruspista in una cava.
Ho però uno stile di vita e una filosofia di vita da raccontarvi, che mi permettono di avere corpo e cervello in sintonia e di cancellare dal mio vocabolario la parola "vecchio".
Io sono un adulto "senior", un termine inventato in Gran Bretagna che mi piace un sacco.
Si, morirò adulto senior.
E non pensate che, dopo aver letto queste pagine, siate pronti a partire con me per il Deserto o il Monte Bianco con le scarpette da ginnastica in valigia…
La soddisfazione più grande sarebbe riuscire, con la mia testimonianza, a trasmettervi gli stimoli (anche uno solo) che vi aiutino a ribellarvi al tempo che passa.
Marco Olmo è già entrato nell'Olimpo dello sport mondiale per aver vinto molte ultramaratone, le competizioni che superano i 100 chilometri di corsa - continuativa nei deserti o sui crinali delle montagne.
Ma ciò che lo fa brillare di una luce unica é che ha vinto l'Ultra Rail del Monte Bianco nel 2006 e nel 2007, quando aveva già compiuto 58 anni.
E ha continuato a farlo anche in seguito, collezionando successi in quella fase dell'esistenza in cui tutti rallentano, se non addirittura si ritirano.
E' questo il dettaglio che trasforma le sue imprese sportive in una testimonianza motivazionale per tutte le persone che affrontano la terza età.
Olmo è l'esempio eclatante che si può attraversare "di corsa" anche la terza stagione della propria vita.
Chi ci arriva in buona salute può tornare protagonista della propria esistenza individuando nuove tappe da conquistare… (tratto dal libro).

 

Certamente Marco Olmo è atleta dal curriculum eccezionale, e soprattutto raggiunto ad un'età che per altri è out, fine dei giochi.
Per questo, oltre a stupirci, non può che essere il candidato ideale quale testimonial della possibilità, ad ogni età, di tirar fuori il meglio di noi e dedicarci a ciò che ci piace, suscita curiosità e soprattutto ci fa stare bene.
Arrivo a questo testo, ovviamente incuriosito, dopo aver letto "il corridore" la storia di quest'uomo e le sue incredibili vittorie, del tempo (anagrafico) e dello spazio-tempo (con distanze percorse in tempi super).
Devo però dire che resto parzialmente deluso. Forse un'operazione commerciale… forse un testo dedicato ad una terza età priva di midollo osseo… resta il fatto che mi aspettavo di più e meglio. Si finisce nella realtà di avere tra le mani, un libro colmo di buoni consigli (di quelli dati dalla vicina di casa) che però non vanno oltre il "si potrebbe"... aggiungi poi, una (legittima) scrittura civettuola, da parte del buon Olmo, sempre a ricordare del suo passato da perdente, delle sue vittorie, del suo essere semplice ed umile (vero, questo non si discute)… che finisce per renderlo un pochino antipatico.
Credo che la scelta editoriale abbia giocato un brutto tiro ad Olmo, rendendolo noioso e petulante, peccato, tenuto conto dello spessore dell'atleta.
 
 

mercoledì 26 settembre 2018

Funghi

 
Se uno ha una passione, perché non coltivarla? E se si coltiva da sola e tu devi solo passare a raccoglierne i frutti? Ecco, i funghi appunto.. uno di quei casi in cui tu entri nel bosco e se hai fortuna, occhio, passione, pazienza, rispetto del luogo, voglia di andare lento lento… allora il divertimento è assicurato.. con qualsiasi tempo.






  




 
 

 

 

sabato 26 maggio 2018

La grande cecità

Viaggia su tre differenti coordinate il saggio di Amitav Ghosh. La Letteratura, la Storia, la Politica.
 
Nel capitolo sulla Letteratura, Ghosh pone l'accento sull'assenza di romanzi, scritti, racconti (che non siano saggi) ove il cambiamento climatico venga preso in considerazione. Cerca altresì di trovarne il motivo, partendo da molto lontano e trovandone alcuni bandoli della matassa.
L'intento del narrare non è riprodurre il mondo così com'é. Ciò che il narrare rende possibile è affrontare il mondo al congiuntivo, figurarselo come se fosse altro da quello che é facendo immaginare altre possibilità.
 
Nel capitolo sulla Storia, Ghosh ripercorre gli ultimi 1000 anni, dal punto di vista dell'India e dell'Asia in generale, sia per quanto riguarda la Rivoluzione Industriale che per le scelte fatte dal punto di vista della trasformazione da economie agricole a produttive. Il cambiamento climatico antropogenico è l'involontaria conseguenza dell'esistenza stessa degli esseri umani.
 
Nel capitolo sulla Politica, si concentra infine sul futuro e su quali sono le prospettive che ci si pongono di fronte.
 
L'interessante chiave di lettura ci porta così a fare alcune considerazioni:
1. Fatichiamo ad abbandonare l'attuale sistema produttivo, perché ad esso siamo riconoscenti: abbandonando il precedente mondo agricolo, ci siamo affrancati, abbiamo liberato risorse per acquistare libertà: libertà sociali, politiche, sessuali, economiche, di tempo libero, di salute. Che lo vogliamo o no, siamo debitori del capitalismo.
2. Nessuno vuole porre sul piatto della bilancia la regressione, la decrescita, la spartizione dei privilegi con i PVS; nessuno che non sappia a quale suicidio politico e sociale si andrebbe a prestare.

 
 
"Nei primi anni del XXI secolo Amitav Ghosh lavorava alla stesura de "IL PAESE DELLE MAREE", il romanzo che si svolge nelle Sundarban, l'immenso arcipelago di isole che si estende fra il mare e le pianure del Bengala.
Occupandosi della grande foresta di mangrovie che le ricopre, Ghosh scoprì che i mutamenti geologici che ciclicamente avvenivano - un argine poteva sparire nell'arco di una notte, trascinando con sé case e persone - stavano diventando qualcos'altro: un cambiamento irreversibile, il segno di un inarrestabile ritrarsi delle linee costiere e di una continua infiltrazione di acque saline su terre coltivate.
Che un'intera area sotto il livello del mare come le Sundarban possa essere letteralmente cancellata dalla faccia della Terra non è cosa da poco.
Mostra che l'impatto accelerato del surriscaldamento globale é giunto ormai a minacciare l'esistenza stessa di numerose zone costiere della terra.
La domanda, per Ghosh, nacque perciò spontanea.
Come reagisce la cultura e, in modo particolare, la letteratura dinanzi a questo stato di cose?
La risposta é contenuta in questo libro in cui l'autore della trilogia "IBIS" ritorna con efficacia alla scrittura saggistica.
La cultura è, per Ghosh, strettamente connessa con il mondo della produzione di merci.
Ne induce i desideri, producendo l'immaginario che l'accompagna.
Una veloce decapottabile - un prodotto per eccellenza dell'economia basata sui combustibili fossili - non ci attrae perché ne conosciamo minuziosamente la tecnologia, ma perché evoca l'immagine di una strada che guizza in un paesaggio incontaminato; pensiamo alla libertà e al vento nei capelli; a James Dean e Peter Fonda che sfrecciano verso l'orizzonte; a Jack Kerouac e Vladimir Nabokov.
Questa cultura, così intimamente legata alla storia del capitalismo, é stata capace di raccontare guerre e numerose crisi, ma rivela una singolare, irriducibile resistenza ad affrontare il cambiamento climatico.
Che cosa è in gioco in questa resistenza? Un fallimento immaginativo e culturale che sta al cuore della crisi climatica? Un occultamento della realtà nell'arte e nella letteratura contemporanee tale che questa nostra epoca, così fiera della propria consapevolezza, verrà definita l'epoca della Grande Cecità?".

martedì 3 ottobre 2017

Una storia commestibile dell'umanità

Un originale punto di vista per descrivere la storia dell'umanità... neanche poi tanto lontano da "La breve storia del progresso" di Ronald Wright... il cibo come benzina che muove il Mondo... ed in particolare come spiegazione alla nascita, prosperità e morte di civiltà del passato... ma anche come motivazione per la fine prossima ventura... ipotesi non più tanto incredibile, viste le veloci trasformazioni del nostro pianeta, causati dai cambiamenti climatici...
 
"Ci sono molti modi di considerare il passato: come un elenco di date importanti, una sfilata di re e regine, un susseguirsi di imperi che sorgono e tramontano, un resoconto del progresso politico, filosofico e tecnologico. Questo libro guarda alla storia in un modo ancora diverso: come a una serie di trasformazioni causate, permesse o influenzate dal cibo.  Lungo i secoli il cibo ha fatto ben di più che nutrire: è stato un catalizzatore della trasformazione sociale, dell'organizzazione della società, della competizione geopolitica, dello sviluppo industriale, del conflitto militare e dell'espansione economica. Dalla preistoria ai giorni nostri, le storie di queste trasformazioni formano un affresco che racchiude tutta la storia umana.  
Prima di tutto il cibo determinò la nascita di intere civiltà.  Dopo aver fornito le fondamenta alle civiltà, il cibo diventò uno strumento di organizzazione sociale, che contribuì a dar forma e struttura a nuove e complesse società.
Quando in varie parti del mondo, sorsero le civiltà, il cibo contribuì a collegarle tra loro. E mentre gli Stati Europei lottavano per costruire imperi globali, il cibo contribuì ad accelerare lo sviluppo con l'industrializzazione. Così come l'uso del cibo come arma bellica ed elemento determinante per vincere le guerre. Ed infine grazie alla Rivoluzione Verde ha permesso all'umanità di progredire (con grave danno ambientale) allo stato attuale".

"Lo Svalbard Global Seed Vault è la più grande banca dei semi al mondo, e a regime conterrà 2 miliardi di semi provenienti da tutte le banche nazionali, molte delle quali a rischio di distruzione a causa di guerre o catastrofi naturali.
Lo scopo del caveau è di fornire una polizza d'assicurazione contro minacce di ogni tipo. Si stima che, a causa dei cambiamenti climatici, la produzione agricola nei PVS possa crollare dal 10 al 40% con guerre per il cibo.
Quando la Terra, a causa dei cambiamenti climatici avrà terreni aridi e necessità di nuove semenze, entrerà in gioco lo SGSV.  La Food and Agricolture Organization degli Stati Uniti stima che nel XX secolo sia andato perduto il 75% delle varietà agricole e che altre varietà stiano scomparendo al ritmo di 1 al giorno.   Alcuni dei semi conservati possono durare sino a 20.000 anni una garanzia di sopravvivenza per il genere umano   Che lo si voglia o no il cibo continuerà a costituire un ingrediente vitale nel futuro dell'uomo".

NON C'E' FESTA CHE NON GIUNGA ALLA FINE... Proverbio Cinese.

Tra il gennaio 2007 e l'aprile 2008, dopo anni di stabilità i prezzi del grano raddoppiarono e quelli del riso triplicarono, quelli del mais aumentarono del 50% anche se non molti vogliono ammetterlo, queste oscillazioni sono alla base delle rivolte nei paesi nord-africani, crisi che ha portato l'agricoltura ad una nuova attenzione... un anticipazione del disastro futuro?
 

lunedì 2 ottobre 2017

Breve storia del progresso

Da un testo all'altro... se si parla di futuro, di popolazione, di passato e di progresso, di ambiente, di modernità e di speranze... non si può prescindere da questo interessante testo... capace di illustrare in modo chiaro e convincente, come l'uomo è riuscito a prosperare sino ad oggi e perché andrà a schiantarsi a tutta velocità contro un muro, con le stesse modalità con cui è cresciuto ed ha gabbato tutte le astuzie messe sulla sua strada da "Madre Natura"....
 
"Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo? Tentando di rispondere a queste domande, Ronald Wright analizza in questo libro, già di grande successo all'estero (e rimasto per settimane primo nelle classifiche nord americane), il concetto occidentale di progresso e, in una rapida quanto intensa carrellata, che parte da diecimila anni a, dimostra come la eccezionale crescita della popolazione umana del Ventesimo Secolo, unita ad un aumento dei consumi e ad alcune innovazioni tecnologiche, stiano ponendo una pericolosa ipoteca sulle sorti del Pianeta.
Siamo infatti giunti alla parte finale di un esperimento funesto, iniziato nel Neolitico.
E' ora più che mai necessario rivedere l'intero corso di questo processo a cui abbiamo preso parte ma che raramente abbiamo saputo davvero controllare e individuare i cicli ricorrenti di trionfi e catastrofi che l'hanno caratterizzato per scoprirne i pericoli interni.
Solo così sarà possibile, forse, cambiare strada ed evitare il collasso dell'umanità".
 
"La rovina della nostra specie è la speranza? Si, la speranza ci spinge a inventare nuovi rimedi a vecchi problemi, che a loro volta creano problemi sempre più pericolosi. La speranza ci fa eleggere il politico con la più grande promessa vuota; la speranza come la bramosia, alimenta la macchina del capitalismo".
 
"John Steinbeck una volta disse che il socialismo non aveva mai preso piede in America perché i poveri consideravano sé stessi non come proletari sfruttati ma come milionari temporaneamente in difficoltà. La cultura americana è ostile al concetto di limite".
 
"Il capitalismo ci attira in avanti come la lepre meccanica nella corsa dei levrieri, insistendo che l'economia è infinita e che pertanto la distribuzione non ha senso. Abbastanza levrieri catturano una lepre vera di tanto in tanto, così che gli altri continuano a correre fino allo sfinimento. Nel passato erano solo i poveri a perdere a questo gioco; oggi è l'intero pianeta".
 
"Le civiltà spesso crollano improvvisamente (effetto castello di carte) perché quando raggiungono la massima domanda sul loro ecosistema diventano estremamente vulnerabili alle fluttuazioni naturali. Il pericolo più immediato posto dal cambiamento climatico e l'instabilità meteorologica è la penuria di cibo".
 
 
 
 
 

giovedì 14 settembre 2017

La prima sorsata di birra...

Altra recensione di un testo letto tempo fa e ripreso in mano di recente... "Il piacere della prima sorsata di birra, cercare more nei boschi alla fine dell'estate, conversare attorno ad un tavolo di cucina sgranando piselli, il profumo delle mele in cantina, la voce di chi si ama al telefono che dice di più di quanto dicono le parole, il rosso cupo di un bicchiere di Porto da centellinare, il lieve fruscio della dinamo contro la ruota durante una pedalata notturna...
Questi e altri istanti preziosi, colti nella loro immediatezza e assaporati in tranquillità, vanno a comporre l'incantevole volume di Philippe Delerm, una raccolta di brevi esti che afferrano al volo sensazioni squisite e fuggevoli.
Una prosa precisa e minuziosa, piccoli tocchi impressionistici, fresche pennellate di colore che ci tuffano in un mondo rurale, riportandoci a ritmi pacati e a ritualità del quotidiano ormai dimenticate.
Con atteggiamento contemplativo e un pizzico di nostalgia, l'autore si compiace nel fare silenzio attorno e dentro di sé per ascoltare gli echi che i piccoli piaceri della vita risvegliano nel suo animo.
E in tutte queste istantanee si cela l'illusione, momentanea, di poter fermare il tempo o, forse, deviarne il corso.
Difficile non ritrovarsi in queste emozioni superbamente evocate, minuscole gocce di felicità che tutti noi abbiamo gustato e che anche soltanto attraverso le pagine ci sommergono con il loro incanto".
 
Mentre alcune immagini descritte, sono tipiche dell'ambiente transalpino e francese (ma di per sé non è un male, imparando così usi e consuetudini a noi poco note), molte delle altre, rammentano piaceri semplici, provati almeno una volta nella vita, a cui abbiamo prima dato "un morso", assaporandole, riprendendole poi, come piaceri goduti e che ci ricordano bei momenti... perché infatti non aggiungere il primo bacio, la prima lettera d'amore, la prima gita in macchina con gli amici, la prima vacanza al mare, la prima sbronza, il primo ballo lento, il primo porcino raccolto nel bosco, la prima motocicletta.. la prima uscita notturna... e tante ce ne sarebbero... la verità, come ben descrive Delerm, sta nel saper gustare il momento e renderlo eterno, associandolo a sensazioni di piacere... perché la vita è questo... intensa soddisfazione concentrata in tanto tempo senza significato... eternità centellinate... e la capacità più grande sta nel crearsene di continuo, per riempire la nostra esistenza.

martedì 10 gennaio 2017

William Salice

Sembra quasi che, un segno del cielo abbia voluto ricordare a tutti noi piccoli e grandi golosi, la dipartita del buon William Salice.
Chi era costui? Ma l'inventore dell'ovetto Kinder.
Entrato nell'azienda Ferrero come rappresentante, nel tempo Salice diventò uno dei più stretti collaboratori di Ferrero, sino all'invenzione dell'ovetto più famoso al mondo.
E quale fu l'idea? Quella di trasformare le uova di Pasqua in quotidianità... come si suole dire "inventare l'acqua calda"...
Cinque generazioni sono cresciute con gli ovetti Kinder, uno strato di cioccolato che nasconde una capsula di plastica colorata (in origine solo gialla) che contiene a sua volta un piccolo gioco, spesso da montare (quindi gioco nel gioco)...
Nacquero così le serie degli Happypotami, i Coccobulli, gli Happydinos, le Tartallegre, i Coccodritti e così via... conosco adulti che hanno fatto e farebbero follie per collezionarli.
In rete, alcune collezioni superano i 3.000 euro di valore...
Dicevo all'inizio di questo post: un segno del cielo ce l'ha voluto ricordare... pochi giorni or sono, la spiaggia di Langegog in Germania è stata invasa da decine di migliaia di ovetti Kinder, persi da un cargo proveniente dalla Cina e scontratosi in mare aperto con il ciclone Axel...
 
Chissà se a qualcuno, raccogliendo quegli ovetti, è venuto in mente il loro inventore? Certamente molti di noi hanno provato un moto di invidia nel vedere tutto quel ben di Dio, disperso sulla spiaggia... mancava solo il cioccolato!

venerdì 30 settembre 2016

Torino - Salone del Gusto - Seconda parte

Arnie costruite nel tempo passato da diverse civiltà e da diverse culture. A ricordarci che non esiste solo il miele, ma anche le api, senza le quali il Mondo avrebbe le ore contate e noi con lui...
 
 
 Un frutteto in pieno centro...
 E mele di ogni forma e colore... peccato non sentirne il profumo in questo post...

Ogni piazza è invasa da gazebo e strutture... profumi, colori, sapori, tradizioni, cibi e bevande... bellissimo...
 Per non parlare poi degli ambulanti con ogni genere di cibo da strada... provare per credere...

Buon Appetito!


giovedì 29 settembre 2016

Torino - Salone del Gusto - prima parte

 
 
Eccoci a Torino. Oggi tra le altre cose, invasa dalle bancarelle e stand del "Salone del Gusto". Oltre ai bellissimi monumenti daremo un occhiata e magari un assaggio ... intanto ecco La Mole...
Zona università. Monumento.
Bolle di sapone in aria. Talmente grosse da starci dentro seduti!
Arte del passato...
e Arte del presente...


giovedì 14 aprile 2016

il mito della dieta

 

Saranno veramente i microbi, i nostri salvatori? Dopo tante teorie, metodi ed idee su cosa e come mangiare e come fare a mantenere o ritrovare la linea, scopriamo che è il contenuto della nostra pancia che fa la differenza.
Tim Spencer ha una sua teoria, mangiare il più vario possibile e il meno modificato/lavorato e il gioco è fatto. Accettare lo sporco, tenere alla larga antibiotici e collutori, dieta mediterranea e attività fisica e poi ... vino, cioccolato amaro, frutta e verdura, frullati e spremute, meno timori nei confronti della frutta a guscio (che anzi fa bene) e delle allergie.
Tutto qui? Si e non è nemmeno difficile come sembra. Lunga vita ai nostri microbi.

mercoledì 21 ottobre 2015

Presi in giro ...

 Suonatore...
 Pesce grosso...
 Basta la musica e un po' di sole per fare gruppo..
 Piccantissimi..
 Fermate l'architetto..
Buon appetito!

sabato 17 ottobre 2015

Expò ... e tre!

Per la terza volta visito l'Expo, evento che si sta rivelando una delle migliori occasioni degli ultimi anni per un Italia in cerca di visibilità e ripresa. Ottima la gestione, ottimo il cibo, ordinate le code...
Non pare nemmeno di essere vicino a Milano, in Italia... Non ci stanca mai di girare per padiglioni.
O meglio dopo 7 ore in giro qualche cedimento c'è.



domenica 23 agosto 2015

Expo anch'io... no tu no!

Eccomi al secondo ingresso in Expo. Questa volta serale... si preannuncia un terribile temporale, che si scatenerà poco dopo l'ingresso. Vuoi vedere che le vele sono lì anche per l'acqua?
Avendo sperimentato il "dietro le  quinte", con il sabato di soccorso sanitario, questa volta mi sembra di tornare in un luogo noto. Tanto noto che durante la gita serale ritroverò gente conosciuta la volta scorsa e amici in turno sanitario...

I padiglioni (case, edifici, chiamateli come vi pare) sono delle vere opere di architettura. Ci sono tre modi di vedere il tutto: Generale, architettonico, alimentare. Il primo e il secondo sono vinti alla grande. Il terzo va capito, ma se non si pretende troppo e si ha pazienza per accedere e guardare, ne vale la pena.

Slovacchia.
Russia. Molto imperiale, oltre 25 anni dalla caduta del muro, ma qui non se ne sono accorti...
 


Carrellata di insieme.
Palazzo Italia.
L'albero della vita. Spettacolo in corso.
Quanta gente...
Vista dall'alto del padiglione U.S.A. Alla prossima volta...