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venerdì 28 gennaio 2022

Landscapers


Dopo aver letto i commenti entusiasti a questa breve (4 episodi) serie TV decido di seguirla... perché no? Humor nero e fantasia, legato ad un episodio di cronaca nera realmente accaduto anni or sono in UK, l'attore Christopher Edwards poi mi piace e quindi eccoci qua. 
Il primo episodio parte bene, non più giovane coppia inglese fuggita in Francia, dopo aver ucciso i genitori di lei, in difficoltà economica chiedono aiuto e si confidano con una parente rimasta in patria... si troveranno così la polizia inglese (una squadra di macchiette incredibile capace di rubare la scena agli attori principali) alle calcagna.
Sebbene la trama sia ben costruita e alterni momenti divertenti con spazi di evidente disperazione, i cali di tensione e di logica emergono quando viene lasciato spazio alle fantasie dei personaggi... la trasposizione del processo in stile western ad esempio non ha alcuna logica... mentre regge bene e fa ridere il collegamento con l'attore Gerard Depardieu oltre al rimando cinematografico legato ai cimeli hollywoodiani strapagati con i soldi dei defunti... forse l'eccessivo richiamo alla fantasia ha fatto pesare su una storia che poteva restare nei tre episodi senza trascinare il povero spettatore in paturnie un tantino fuori luogo (vedasi la sparatoria nel bosco).
Interessante e (per certi versi geniale) la costruzione delle scene che durante il processo vedono passare gli imputati e gli inquirenti da un set cinematografico all'altro con tanto di pareti di legno ricostruite! Ottima idea... il resto l'ho già raccontato. 

 

lunedì 17 maggio 2021

Black Mass


Tratto dalla vera storia del criminale Jimmy Bulger, cresciuto e ben voluto nel suo quartiere di South Boston è, pur con tutti i distinguo e limiti del caso, l'incolore vicenda di un delinquente e degli accordi che la polizia, il potere, il FBI sono disposti a fare per prendere altro, per afferrare un nemico definito peggiore scansando di lato uno che (appare) meno pericoloso..
Il risultato è una vita fatta di omicidi ed ogni genere di reato che però, passa inosservata o almeno viene accettata come danno collaterale in forza di un bene maggiore... ma si sa, la strada per l'inferno è lastricata di buone intenzioni... e la vicenda narrata da questo malinconico film ne è la prova evidente... forse dare il ruolo di Bulger a Johnny Deep è stato un azzardo... un eccesso che ha obbligato un bravo attore a fagocitare il personaggio mutandolo in altro... il trucco eccessivo poi non paga affatto... rendendo inverosimile il pazzo criminale che alberga in Bulger... in fondo, a guardarlo bene, il film racconta molto più nei silenzi di quel che vorrebbe rendere in azione... da vedere per l'atmosfera di un certo mondo...
 

venerdì 4 ottobre 2019

Le ultime 24 ore

Ancora una storia che mescola fantascienza (la morte e resurrezione, l'impianto di un timer che tiene in vita) con realtà - molto sentite negli States - azione, violenza, morte.
Di cosa stiamo parlando? Killer prezzolato muore mentre compie una missione… da che parte sta? I buoni o i cattivi? Sembra con i primi, no ci sbagliamo (e pure lui) sta con i cattivi…
Che lo riportano in vita! Solo per avere informazioni sull'azione e cercare di raggiungere l'obiettivo. Lui, avute le informazioni, non serve più… tra 24 ore, l'innovativo sistema che lo tiene in vita si spegnerà. A ricordarglielo (e a ricordarlo a noi) un timer sottopelle… che scandisce lo scorrere del tempo… e allora, come tutti gli esseri umani… quando sai che non hai più nulla da perdere cosa farai? Puoi fare molto male, oppure fare del bene e avere il perdono del prossimo. Ecco! Questo si, cerchiamo i cattivi e facciamogliela pagare… da qui in poi la storia si fa più concitata e meno incoerente.. con scene accattivanti… a condizione di accettare la follia dell'intera vicenda. Scopriamo così (vicenda tipicamente americana) che i contractor, questi ex militari pagati per fare il lavoro sporco di chiunque ne abbia bisogno, hanno parecchi peccatucci da nascondere e tutta l'intenzione di farlo.. al nostro quasi morto eroe riportare ordine. A noi quello di indovinare la trama, il finale e goderci sparatorie a gogo...


martedì 17 settembre 2019

True Detective - Stagione 1

Fantastica serie televisiva. La prima serie l'ho letteralmente divorata. Uomini rovinati da dubbi, alcool, violenza, difficoltà di ogni tipo… che tracciano una loro strada. Uomini che pagano per i loro errori ma si rimettono in piedi e raggiungono l'obiettivo. Contro tutto, anche contro se stessi.
Lo sfondo è una Louisiana sfatta, dall'uomo e dagli elementi naturali (siamo al dopo Katrina), ove il degrado della società è sotto gli occhi di tutti...
Due poliziotti sacrificano tutto ciò che hanno per sconfiggere una banda di satanici pedofili… una storia forte ma efficace con due protagonisti d'eccezione. Da vedere e rivedere.

Tratto dal sito: "Nel 2012 Rust Cohle e Marty Hart, due ex Detective della polizia di Stato della Louisiana, sono chiamati a rilasciare una deposizione su un vecchio caso del 1995, un omicidio di natura rituale che all'epoca fece molto scalpore. Mentre Rust e Marty, separatamente, raccontano la loro versione dei fatti, emergono dettagli che potrebbero essere collegato a un nuovo delitto che ha delle caratteristiche in comune con quello della prima vittima, Dora Lange".

mercoledì 7 agosto 2019

Faster

A me, personalmente, un film ove i personaggi vengono presentati, con tanto di didascalia, manco fosse fatto per diversamente abili, per pigri che non vogliono capire.. se poi ci aggiungi che l'autista si chiama Driver, l'assassino si chiama Killer, la pupa si chiama Pupa, lo sbirro si chiama Cop… manco il peggior lavoro del peggior Cropper… gli etichettatori di moderna invenzione in un mondo ove siamo soggiogati dalle macchine che, oltre a soffiarci il lavoro e la dignità, ci fanno lavorare per loro.
Ma veniamo al film. Attirato alla pellicola dalla presenza del possente Dwayne, accetto per un poco la storiella... delinquente tradito, fratello ucciso, desiderio di vendetta… spari, pugni, inseguimenti.. tutto bello, per l'amor del cielo.
Salvo poi chiedermi: "ma è tutto qui?"... "E' questo, cioè, quel che mi devo aspettare?" e che dire della trama, della morale, del penoso finale?...
Caro Dwayne, accetto tutto solo perché sono tuo fans… e anche perché non vorrei irritarti… non si sa mai.

sabato 27 luglio 2019

Un poliziotto da Happy Hour


Brendan Gleeson dimostra ancora una volta, con grande fisicità e senso dello humor tipicamente britannico, la sua capacità di riempire il vuoto cinematografico degli ultimi tempi.
Una storia, in sé già vista e rivista in mille salse, che però qui trova il suo interprete ideale.
Non è il solito bello e dannato. Gerry Boyle di bello non ha molto.
Non è un truce assassino o vendicatore. Si fa volentieri gli affari suoi, pensa alle prostitute, all'alcool, alla droga (moderatamente), ai suoi giri, ma quando una delle sue poche regole viene violata, non ce n'é per nessuno.
A fargli da spalla il nero Wendell Everett, agente dell'FBI in trasferta, persona seria, morigerata, che tenta di applicare un metodo che, in territorio irlandese, non paga per nulla…
Poliziotti corrotti, banditi cattivi, un retroterra parecchio malsano e discutibile.. tutto si metterà di traverso per impedire alla giustizia di fare il suo corso… senza ovviamente riuscirci. Al netto della vicenda un sacco di risate, personaggi bislacchi, eventi folli. Bravo Gleeson a ricavarsi un ruolo misto tra il comico e il western.. dopo alcuni film decisamente più duri.
 
 


venerdì 8 marzo 2019

Sleepless

E mettiamola così: a Vincent Downs (Vincenzo Sotto?) ci rapiscono il figlio per riavere la droga che lui ha rubato e che si è fatto rubare. Gente senza scrupoli, veri cattivoni, ricchi e apparentemente rispettabili, corrotti e corruttori, mariuoli di altissimo livello.
Ma pensate che a Vincenzo, questo faccia cambiare idea? Appena ci fregano il figlio lui scatena un finimondo per riaverlo… in un palazzo molto simile a quello de "L'inferno di cristallo" corre su e giù, ammazza e ferisce, spara e picchia, le prende (tante ma tante) e ne rende… alla fine, a sommarle tutte è morto lui e due controfigure… ma è il cinema bellezza! e quindi lui sempre lì… un misirizzi di altri tempi… cade, rotola, lo picchiano, lo sparano, lo arrotano, lo bruciano, lo accoltellano, lo legano, lo ripicchiano… macché! a rieccolo! Quasi come Silvio in politica.
Alla fine, morti tutti, può finalmente andare in PS a farsi dare una sistemata. E noi possiamo andare in bagno, che per vedere come va a finire l'abbiamo tenuta, dimenticandoci che SKY ha il tasto pausa e rischiando di macchiare il divano.

sabato 14 aprile 2018

Codice 999

 
Ad Atlanta, il crimine è ovunque. Anche tra le stesse forze dell'ordine. E non è solo corruzione, è accordo con i peggiori delinquenti per recuperare informazioni segrete che coinvolgono la mafia russa e altro ancora.
Il gruppo di Michael è il meglio che c'é sul campo: poliziotti corrotti, ex militari, delinquenti... gente pronta a tutto e capace di tutto. Ma un bel gioco dura poco... costretti a tentare un colpo impossibile, devono escogitare un trucco: attivare un codice 999, quello usato per segnalare un poliziotto colpito a morte. Questa chiamata convoglierà tutte le pattuglie nella parte più lontana della città, lasciando campo libero per una super rapina. Le cose si complicano, si arriva al tutti contro tutti, i cattivi muoiono come mosche, e i rimorsi di coscienza pesano.
Simile ad un action-movie, questo film è molto di più: paura, violenza, affetto, amore, amicizia... ingordigia... ogni piccolo elemento si incastra al meglio servendoci sul piatto una bella storia che ti piglia dall'inizio alla fine con colpi di scena ben costruiti. Bravo il regista John Hillcoat.

venerdì 2 febbraio 2018

Tre manifesti a Ebbing Missouri

 
Commedia nera, anzi nerissima... o forse no. A Ebbing, nel Missouri, una ragazza è stata uccisa... sua madre non si da pace e accusa la polizia di incapacità. Per farlo, usa tre grossi manifesti all'ingresso della cittadina, facendo scoppiare un polverone... Nulla sarà più come prima, ma, e qui la domanda sorge spontanea... prima com'era? Prima semplicemente tutti facevano finta di nulla, tutti si erano rassegnati, tutti.. passato un primo istante, cercano di tornare alle proprie faccende...
E' la metafora della civiltà. Ove, si partecipa al dolore, ma poi ci si allontana dallo stesso, perché comunque la vita chiama...e sarà anche la peggiore delle vite possibili, ma è sempre meglio della morte, è meglio del lutto, è meglio del dolore altrui...
E, cosa assai più evidente, nessuno è colpevole, ma nessuno è innocente... perché questa è la vita, fatta di scelte, di errori, di decisioni da cui non si torna indietro e di cui ci si pente amaramente, di occasioni lasciate andare e poi perse...
Ogni personaggio ha il suo lato oscuro, ma altrettanto potente è il lato buono, che magari a fatica (perchè è faticoso esserlo) emerge.... con cambi di impostazione e capovolgimenti del fronte impensabili... E' così per Dixon, il poliziotto razzista, mammone, ubriacone e violento... che ad un certo punto, complice la lettera postuma del capo della polizia, che lo incita a cambiare, capisce che c'é un altro modo di essere utili al prossimo.... e c'é una madre che vuole risposte, ma che in fondo vuole soprattutto trovare un modo per far smettere alla sua coscienza di mordere....
Unico eroe, il capo della polizia Willoughby, che oltre a fare il possibile per risolvere il caso, cercare di placare le liti, e condividere il dolore altrui, di fronte alla malattia incurabile, decide di godersi un'ultima giornata con moglie e figlie e togliersi la vita....
 

venerdì 4 agosto 2017

I predoni

E così Steven C. Miller dirige sta roba qua. Quel giorno, era seduto sulla tazza e non riusciva a fare il dovuto, così finite le letture da bidet, decise, carta e penna alla mano, di scrivere la sceneggiatura di "I Predoni"... forse all'inizio non aveva un titolo, ma aveva bene in mente la trama. Una serie di rapine (originale) toccano gli interessi di Jeffery Hubert, un duro, mica uno qualsiasi... (non a caso interpretato da Bruce Willis, ancora toccato dalle onde radio dei cellulari Vodafone, che lo hanno rincoglionito mica male)... questi rapinatori sono tostissimi... usano registratori vocali, maschere teschio fichissime, armi super, e soprattutto sanno cosa vogliono.
Polizia ed FBI brancolano parzialmente nel buio, ma soprattutto si fanno le scarpe uno con l'altro... in tutta questa fanno la loro porca figura Dave Bautista (eccicredo... miii quanto é grosso), Christopher Meloni (elegantisssssimo) e Adrian Grenier, bello e dannato poliziotto corrotto e desideroso di redimersi...
Ci potrebbe anche stare, se non fosse che questo non é un film... é uno spezzatino... una serie di micro episodi vicini vicini, con salti di campo manco fosse la cavallina... e dialoghi da lobotomizzati...
Ho una mia teoria, Miller scrive la trama, di tanto in tanto gli scappa, povero.. d'altronde è in bagno per quello, lo sforzo lo assorbe interamente... qualcosa lo distrae, e allora riparte da zero... finiti i bisogni e finito il film cerca in tutti i modi di trovare una quadra, un'attore qui, una bomba là, un'inseguimento, due parolacce, la moglie malata e il poliziotto pentito.... ah che figata! Ecco fatto il film... vuoi che qualcuno si accorga che l'ho fatto sul cesso sto film?
Si, ce ne siamo accorti. Quindi non farlo più! grazie.

giovedì 3 agosto 2017

The Accountant

Christian Wolff é autistico, ma questo suo "presunto" limite, che gli limita la vita sociale, gli consente d'altro canto di esprimere capacità matematiche incredibili. Al punto che tiene la contabilità di numerosi gruppi malavitosi... ed anche questo ha un prezzo... una vita solitaria, una propensione alla violenza (ma a fin di bene, ci fa intendere il film), passione e precisione... un'alchimia che viene scossa e messa alla prova quando, dopo aver scoperto un ammanco in una azienda "normale", viene fatto oggetto di un tentativo di eliminazione e con lui Dana, la contabile che lo affianca...
Per una volta, Christian dovrà fare i conti con qualcun altro ed agire non come lupo solitario.
Comincia così una caccia all'uomo, dove tutti (FBI compresa) sono alla caccia dell'altro... ma chi vuole la sua morte? E chi lo protegge?
Film d'azione, a tratti confuso, mescola genialità e muscoli, spari e combattimenti, delinquenza di basso ed alto lignaggio... da vedere.

sabato 22 luglio 2017

Crazy Dirty Cops

Da qualche tempo in qua, sta passando (e non so francamente cosa pensare al riguardo) l'idea che i cops, i flic, gli sbirri, debbano non solo essere brutti e cattivi, ma anche corrotti.
Qualche dettaglio l'avevo gustato in Acab, dove gli italianissimi celerini di Roma, sono costretti loro malgrado a fare i conti con il degrado assoluto e tornare ai valori di base per sopravvivere, con ampio spazio di manovra per le loro anime e per i distinguo che gli girano intorno... ma non finisce qui, altri film recenti hanno fatto passare il concetto che sbirro corrotto è bello, o quanto meno è divertente, affascinante e acchiappa un casino... lontani per intenderci i bei tempi dell'Ispettore Callaghan.
Ciò detto, veniamo al film. "Crazy Dirty Cops" è senza alcun dubbio un film scorretto. Contro tutto e contro tutti (non a caso il sotto titolo è un "war on everyone", a sottolineare una guerra contro i buoni sentimenti, contro le razze, la morale, l'aspetto fisico e così via.
La trama scivola spesso (e volentieri) nel non senso, nel tragicomico, nel folle... come, quando i due poliziotti si lanciano all'inseguimento dell'autista di una rapina, pensandolo in possesso di un milione di dollari e sbarcano in Islanda.... demenziale!
Come altro descrivere la pistolettata finale, degna de "Le iene" riesce a non essere violento pur mostrandone in gran quantità... insomma, un film divertente, supportato da un'inedita colonna sonora, con un modus di dialoghi a cui molti film recenti ci hanno abituati (Tarantino docet) giusto a dimostrare che anche i delinquenti di qualcosa devono pur parlare... scene folli... come quando i due delinquenti si massaggiano i piedi davanti alla Tv... da vedere certo, mettendo in conto che non ci sono più gli sbirri di una volta... oppure semplicemente che non sono mai esistiti... e nel caso specifico, si divertono a fare il loro mestiere nel segno della scorrettezza più totale. 

domenica 25 giugno 2017

ACAB

ACAB: All cops are bastard. Questa la sigla che ritroviamo sul collo di uno dei coatti che si aggirano per le periferie romane, disperato fondale ove i nostri celerini dispensano bastonate a destra e manca, forse per rendere meno dura la loro vita di sottopagati servi dello Stato
Abituati ai poliziotti delle innumerevoli serie televisive, quello che ci appare non sarà di facile digestione... divisi tra chi li odia, perché troppo crudeli (magistrati, cittadini, delinquenti) e chi li odia perché li ritiene incapaci e non in grado di fare la differenza (cittadini, gruppi estremisti, loro stessi)... si vedono costretti a fare prima di tutto i conti con sé stessi e, non riuscendoci, portare non a casa il lavoro ma la casa al lavoro... picchiando chi ricorda loro gli errori commessi, i soprusi subiti... facendo della violenza l'unica moneta che tutti intuiscono e in fondo tutti rispettano.
In una società sempre meno comprensibile, dove non si sa più chi è colpevole, e dove gli innocenti sono introvabili, dovranno sopravvivere, tenendo presente una sola regola: si sopravvive tutti insieme e senza lasciare indietro nessuno.
Ottima storia italiana, regia all'altezza della situazione.

venerdì 17 marzo 2017

Imperium

E fu così che Daniel Radcliffe, il notissimo maghetto di Harry Potter, si trasforma nel nazista americano, per finta ovviamente, da infiltrato... per far conoscere l'altra faccia del buonismo USA.
Se non fosse doppiato da schifo (sembrano le voci del sette nani, perdio!) e la trama facesse acqua da tutte le parti, potrebbe anche essere credibile.
Ma, quando in un film, per tappare un buco ci metti del silenzio e dell'inazione, senza alcuna tensione, rischi veramente di far addormentare il mondo.
Aggiungi poi, l'ennesimo elenco di stereotipi degni della filmografia americana: nazista cattivo, brutto, sporco ed ignorante. Leader nazista pulito, intelligente (ascolta Brahms) e riservato (forse un poco omo)... aggiungi la solita sfilata di neonazi, tra due file di molesti neri, barboni, femministe ed effeminati... la solita sceneggiata dei nazi di fronte ad una coppia nero/bianca... ed hai fatto il film.
E dire che Daniel ce la mette tutta per calarsi nel ruolo, ma evidentemente non basta a riempire le falle di una regia che non sa andare oltre il racconto.

domenica 26 febbraio 2017

Alta Criminalità

Correvano gli anni Cinquanta. E, in America, il giallo, la fantascienza, il western, l'horror e tutti i grandi filoni della narrativa popolare raggiungevano l'apogeo.
Era la grande stagione dei tascabili pulp.
Quelli delle copertine piene di biondone urlanti, con la schiena contro il muro e gli occhi sgranati rivolti verso il tentacolo di un alieno o il revolver di un gangster.
Roba che arrivava anche in Italia, dove piaceva parecchio.
Ma solo a patto che fosse di importazione.
I lettori non erano pronti ad accettare una produzione autoctona. Chi in Italia voleva scrivere storie di bulli e pupe aveva bisogno di uno pseudonimo inglese, e di un editore complice del gioco.
Altrimenti, poteva cercarsi lavoro nel mondo del cinema. O in quello del fumetto.
In Italia il fumetto popolare è, per vocazione "fumetto di genere".
Ancora oggi  le serie con il primato di vendite sono Tex, Dylan Dog, e Diabolik.
Un western, un horror e un nero.
Attenzione però: nero non è sinonimo di noir.
E' qualcosa di diverso, nato e cresciuto in Italia.
Nel 1962 le sorelle Angela e Luciana Giussani, creatrici di Diabolik hanno lanciato una bomba nell'immaginario collettivo e nella morale pubblica.
Poi sono arrivati i "buoni", quelli dalla parte della legge.
Negli ultimi dieci anni, il pulp all'italiana è diventato grande, i maestri della scuola dei duri sono usciti allo scoperto, forti e spavaldi senza paura di ambientare storie nere e criminali fra le vie di Milano o Bologna. Senza bisogno di fare gli Americani. (tratto dal libro).
 
 

Una bellissima raccolta di fumetti ad alto contenuto criminale.
Vediamo scorrere davanti a noi, brevi e meno brevi storie, narrate e disegnate da: Sandrone Dazieri, Maurizio Rosenzweig, Dieco Cajelli, Marco Guerrieri, Andrea G. Pinketts, Matteo Cremona, Roberto Recchioni, Leomacs, Eraldo Baldini, Mario Mondo, Wu Ming 2, Onofrio Catacchio, Massimo Carlotto, Luca Crovi, Andrea Mutti, Carlo Lucarelli e Claudio Villa.
La penisola italica è percorsa in lungo e in largo per narrare episodi di piccola o grande (Alta comunque) criminalità. Personaggi feroci, mondi terribili, storie forti, in alcuni casi tinte horror, il tutto per raccontarci un Italia sconosciuta o nota solo agli addetti di "nera" o ai distratti lettori di giornali (e chi li legge più).
"Pinocchio" di Dazieri e Rosenzweig è disegnata magnificamente ed ha un finale horror.
"Milano Criminale" di Cajelli e Guerrieri, ricorda moltissimo i film anni '70, allora di serie B, oggi rivalutati da Tarantino... Milano violenta, Napoli violenta, lo Stato non risponde il cittadino si vendica e così via.... una rapina finita malissimo, un sacco di morti, un mistero irrisolto... il tutto tra le vie milanesi con una ricostruzione grafica di auto, insegne ed edifici da vero storico contemporaneo.
"Il punto di vista del Licantropo" di Pinketts e Cremona. L'uomo lupo è sospettato di tre omicidi. Nella realtà, non è il lupo che uccide, ma l'uomo.
"Battaglia"  di Recchioni e Leomacs, vede un vampiro irrompere in una feroce campagna elettorale in un paesino siciliano, diviso tra democristiani e comunisti... tutti con il grilletto facile. Ma basterà per fermare il mostro che c'è in noi? Questo episodio mi ricorda un bellissimo libro di mafia, ove il cattivo dice a chi lo accusa: "Voi mi avete generato. Con le vostre piccole e grandi porcherie. Di me avevate bisogno, ed io sono arrivato. Quindi non accusatemi delle vostre colpe". Chi ha cercato il vampiro si pentirà amaramente...
" Nella nebbia" ove una leggenda si materializza... o meglio si smaterializza nella nebbia che tutto opprime e a volte uccide...
"La ballata del Corazza". Wu Ming 2 e Onofrio Catacchio ci raccontano la storia di una porcilaia che, cresce, cresce, cresce incessantemente inglobando tutto. E i porci diventano interpreti insieme agli umani di una vicenda che ha del folle... la vicenda ci riguarda tutti.
"Arrivederci amore, ciao". Massimo Carlotto, Luca Crovi e Andrea Mutti, firmano quella che a mio giudizio è la storia più bella di questa raccolta. Un uomo senza scrupoli, una storia che si dipana nel tempo e in molti luoghi. Una vendetta a lungo attesa e che si materializza quando meno te l'aspetti. Ben disegnata, quasi un film.
ed infine "il delitto di Natale". Carlo Lucarelli e Claudio Villa firmano una storia senza dialoghi, senza cioè le classiche nuvole. Quasi un fumetto muto. Le didascalie si susseguono, simili a pensieri. E la storia in effetti, riesce a far pensare...
 
 
 

sabato 14 gennaio 2017

The Trust - I corrotti

Nicolas Cage ed Elijah Wood, con una comparsata di Jerry Levis (nel ruolo del padre di Nicolas) presentano un bel film ove, tutto dovrebbe andare per il verso giusto, ma nulla va come deve.
Questa la trama: due poliziotti corrotti, incappano in una cassaforte piena e decidono di svuotarla. Hanno pensato a tutto... sino a quando non la aprono.
Cage è bravissimo nel ruolo del duro, deciso e senza mezzi termini. Rapina, uccide, organizza, costruisce, coinvolge. E' un vero leader.
Elijah, gioca bene il ruolo da comprimario, alquanto scazzato e tirato per la giacchetta... genio della rapina e socio affidabile.
Ma non tutto quadra, non tutto va come deve andare... e quando le cose diventano più grandi di noi, occorre prendere una decisione. Nulla andrà bene. A nessuno. Nel mezzo, non mancano le battute e le azioni capaci di suscitare ilarità, anche per la capacità di Cage nel prendersi in giro e smontare anche gli eventi peggiori.
Cage che, con i baffi è impagabile.