lunedì 21 giugno 2021
A mano armata
venerdì 7 maggio 2021
Senza rimorso
giovedì 6 maggio 2021
Una terra promessa
In questo libro attesissimo, Barack Obama racconta in prima persona la propria incredibile odissea, da giovane alla ricerca di un’identità a leader del mondo libero, e descrive con sorprendente ricchezza di particolari la propria educazione politica e i momenti più significativi del primo mandato della sua storica presidenza, un periodo di profonde trasformazioni e sconvolgimenti. Obama accompagna i lettori in un viaggio appassionante, dalle iniziali aspirazioni politiche fino alla decisiva vittoria nel caucus dell’Iowa – che ha dimostrato la forza dell’attivismo civile – e alla memorabile notte del 4 novembre 2008, quando è stato eletto 44° presidente degli Stati Uniti, diventando il primo afroamericano a ricoprire la più alta carica della nazione. Riflettendo sulla presidenza, Obama propone una acuta e inedita esplorazione delle grandi possibilità ma anche dei limiti del potere, e apre nuovi scorci sulle dinamiche del conflitto politico americano e della diplomazia internazionale. Ci conduce fin dentro lo Studio ovale e la Sala operativa della Casa Bianca, e poi a Mosca, Il Cairo, Pechino, e oltre. I lettori scopriranno ciò che Obama pensava mentre nominava i suoi ministri, fronteggiava la crisi finanziaria globale, si confrontava con Vladimir Putin, superava difficoltà all’apparenza insormontabili per ottenere l’approvazione della riforma sanitaria, si scontrava con i generali sulla strategia militare in Afghanistan, intraprendeva la riforma di Wall Street, rispondeva al disastro ambientale della piattaforma petrolifera Deepwater Horizon, e autorizzava l’operazione Neptune’s Spear, che ha portato alla morte di Osama bin Laden. Una terra promessa è un libro straordinariamente intimo e introspettivo. È il racconto della scommessa di un uomo con la Storia, della fede di un coordinatore di comunità messa alla prova della ribalta mondiale. L’autore si esprime con franchezza sulla difficoltà di far convivere il ruolo di candidato nero alla presidenza, il peso delle aspettative di un’intera generazione mobilitata da messaggi di «speranza e cambiamento», e la necessità di essere moralmente all’altezza delle decisioni cruciali da prendere. Descrive apertamente le forze che si sono opposte a lui negli Stati Uniti e nel mondo; spiega come la vita alla Casa Bianca abbia condizionato la moglie e le figlie; non esita a rivelare dubbi e delusioni. Eppure non smette mai di credere che, all’interno del grande e ininterrotto esperimento americano, il progresso è sempre possibile. Con grande efficacia ed eleganza di stile, questo libro sottolinea la strenua convinzione di Barack Obama che la democrazia non è un dono ricevuto dall’alto, ma si fonda sull’empatia e sulla comprensione reciproca, ed è un bene da costruire insieme, giorno dopo giorno.
Sono pagine fitte fitte, quelle proposte da questa autobiografia del 44° Presidente degli Stati Uniti, nonché primo di colore, nonché Premio Nobel per la Pace, nonché tante altre cose. Un momento storico quello vissuto dagli States, cosa che faceva ben sperare, sino a che non si è manifestato il ciclone Trump... con la sua vergognosa gestione, con la altrettanto e ancor peggio conclusione, degna di un regime fascistoide... a dimostrazione che il genere umano, per quanto possa andare avanti, appena si distrae, credendosi immune a certi eventi, ci ricasca dentro in pieno... Ma leggiamoci le bellissime pagine di questo lungo testo (a cui probabilmente ne seguirà un altro) e godiamoci da vicino la politica, i suoi retroscena... viviamo direttamente sul più alto scranno del potere mondiale tutti gli avvenimenti. Ottima lettura.
"La maggior parte di questi leader manteneva il potere attraverso una vecchia formula: limitata partecipazione ed espressione politica, intimidazione pervasiva e sorveglianza da parte della polizia o dei servizi di sicurezza, un sistema giudiziario malfunzionante e insufficiente tutela del giusto processo, elezioni truccate (o inesistenti), un esercito radicato nella vita civile, una pesante censura della stampa e una corruzione inarrestabile".
"Per almeno mezzo secolo la politica statunitense in Medio Oriente si era concentrata rigorosamente sul mantenere la stabilità, evitare interruzioni ai nostri rifornimenti di petrolio e impedire a potenze nemiche (i sovietici prima, gli iraniani poi) di estendere la loro influenza. Dopo l'11 settembre, aveva avuto la priorità la lotta al terrorismo. Nel perseguire ognuno di questi obiettivi avevamo fatto degli autocrati i nostri alleati. Erano prevedibili, dopotutto, e impegnati a tenere sotto controllo la situazione, Ospitavano le nostre basi militari e collaboravano con noi nella lotta al terrorismo. E, ovviamente facevano un sacco di affari con le nostre multinazionali".
venerdì 23 aprile 2021
Soldado
martedì 2 febbraio 2021
Uomini senza legge
venerdì 3 luglio 2020
Zero Dark Thirty
martedì 3 marzo 2020
The Kingdom
Il film si apre con una evidente narrazione, necessaria a chiarire, se mai ce ne fosse bisogno, che gli americani stanno in Arabia Saudita per il petrolio. Che i Sauditi, satrapia con regole e leggi degne della peggior teocrazia, mal li sopportano. Che di conseguenza, ogni occasione è buona per fargli notare la cosa. Scoppia così una bomba e nel terribile attentato muoiono degli americani.sabato 11 gennaio 2020
The Report
mercoledì 13 giugno 2018
Patria
mercoledì 9 maggio 2018
12 Strong
mercoledì 1 novembre 2017
American Assassin
Lui non vuole, poi vuole, che ci appare una negra con i controcoglioni che è la sua capa dell'intelligence... lei capisce che lui ha un potenziale, che è tosto... e così lo convince e lo manda nei boschi da uno ex marine che lo deve preparare... (Michael Keaton... quello di Birdman, quello di The Founder, mica un picio qualsiasi).. che non l'ha ancora visto ma già pensa che sarà una potente rotura di maroni... Vabbè, questo Mitch arriva comunque e comincia l'allenamento (che è lo stesso di Hunger Games, pure quello della Strega e il Cacciatore, pure quello del Signore degli Anelli, peraltro molto simile al Lupo e i tre porcellini ed ogni altra puttanata che Hollywood ci ha rifilato negli ultimi 100 anni) e diventa "agente segreto"... nel frattempo cominciano i casini ingarbugliati... un furto di plutonio, qualcuno che vuol fare un'atomica - caspita che storia nuova, che geniale trovata! sono basito, sono senza parole, sono ammutolito da tanta genialità... è dai tempi del primo James Bond che i cattivi fanno le bombe! - si scende in campo (come diceva Silvio ai bei tempi) si va ad Istambul (rapida vista su Santa Sofia ed il ponte sui Dardanelli giusto per non confondersi con quello di N.Y.) e si segue il solito riccone che deve incontrare una spia nemica che ha il puttonio (un nuovo plutonio molto equivoco) ma le cose non vanno bene ed un collega di Mitch ci lascia le corna... Lui no, lui è figo, lui riesce a fare un sacco di cose... e gli affiancano una bella topona, che però è anche una spia di Israele... ora ci si sposta a Roma dove la bomba verrà assemblata... i mafiosi locali sembrano dei tamarri incredibili (e qui la mitologia hollywoodiana si spreca nel rappresentare gli italiani come dei messicani solo più alti) e dove sta il nascondiglio? Al Corviale, il quartiere più merdoso (dal punto di vista urbanistico, architettonico e ambientale) del pianeta... ma cazzarola! Ancora che non facevano un bell'inseguimento sul GRA...
Come si conclude questa boiata? solito finale all'ultimo secondo utile... una bomba atomica che viene fatta esplodere al largo di Roma contro la flotta statunitense... gran boato, grandi onde... poche radiazioni... i mafiosi, drogati e zingari di Ostia lido possono dormire sonni tranquilli... e la vendetta? Vabbè dai... non esageriamo... alla prossima puntata! Ovvio!
venerdì 8 settembre 2017
Livelli di guardia
sabato 19 agosto 2017
GIulio Regeni? Amen...
domenica 4 giugno 2017
War Machine
venerdì 10 marzo 2017
Manuale dell'apocalisse
Qualcuno mi vorrà spiegare perché, comunque, dovunque e ovunque, il sottotitolo di un libro, film o altra attività umana, debba riportare la frasetta "cinquanta di qualchecosa"...
Questo libro parte bene. Affronta in modo scientifico, facile e chiaro, molti argomenti attinenti una possibile fine del Mondo. Del nostro mondo ovviamente e nella maggior parte dei casi per colpa nostra: inquinamento, surriscaldamento, sfruttamento eccessivo delle risorse naturali, carestie, ecatombe ed estinzione di specie animali, scioglimento di ghiacci, piogge acide, eccetera...
Poi affronta possibili rischi derivanti dall'incapacità di gestire il futuro: piante geneticamente trasformate, robot e automi impazziti, malattie fuggite dal laboratorio, la genetica, la disgenetica, i cigni neri, i virus usati da militari e terroristi, e così di questo passo.
Scade infine quando entrano in gioco gli alieni, i meteoriti, la fine dell'universo, la fine del Sole, la fine del tempo, la fine di questo e quello.
Peccato. Un ottimo saggio rovinato dalla "cinquantite" quella malattia che porta un buon scrittore e divulgatore scientifico a prendersi talmente sul serio da poter pensare che il lettore si berrà qualsiasi cosa... Voto: 2/5.
domenica 19 febbraio 2017
il diritto di uccidere
venerdì 28 ottobre 2016
13 hours - the secret soldiers of Benghazi
sabato 26 marzo 2016
Quale verità per Giulio Regeni ?
domenica 30 agosto 2015
il Dittatore
lunedì 1 giugno 2015
Alla ricerca dell'ordine mondiale
Piccolo ma condensato testo utile per rendersi conto del funzionamento degli Stati, del Mondo, ed infine dei rapporti che hanno regolato, regolano e in futuro condizioneranno la nostra vita.



















