domenica 30 settembre 2012

Un Dio della guerra strabico



Finito di leggere ieri sera durante il Consiglio Comunale.
Ludlum, scrittore deceduto nel 2001 resta l'indiscusso creatore di romanzi di azione e spionaggio.
Al centro dell'azione il tentativo dell'Iran di impossessarsi di un virus terribile, in grado di trasformare gli uomini in zombie velocissimi e mortali.
L'azione vede impegnati i servizi segreti americani e l'ennesimo contro servizio (super super segreto), i cattivi iraniani, qualche buon iraniano che però rifiuta l'aiuto americano, la dottoressa esperta di virus ed infine i nostri due, forse tre eroi.
Tutto troppo veloce, più da film che da libro.
Come al solito tutto finisce bene, ma i nostri eroi ci fanno la figura dell'Ercolino sempre in piedi.


sabato 29 settembre 2012

L'eternauta - il libro


Chiamarlo fumetto é certamente riduttivo. A meno che non si esca dall'idea diffusa del significato stesso del termine fumetto. Tipo di media che rappresenta immagini e nuvole (spazi che riportano parole o pensieri) e che concretizza in suoni i rumori (il vento, il bacio, il pugno, il colpo di pistola, eccetera).
L'immagine riesce, accompagnata dalla rappresentazione del suono, con un semplice tratto di nero su bianco, a concretizzare un evento, un idea, un aspettativa.
Questo é senza alcun dubbio "L'Eternauta".
Un capolavoro targato 1959, scritto in Argentina da Héctor Oesterheld, e da molti riconosciuto come l'avvisaglia della dittatura argentina, dei desaparecidos e della fine che lo stesso Oesterheld farànel 1977 a causa delle sue idee.
Khruner, il vagabondo dell'infinito, appare una notte di fronte ad un uomo, nella sua casa, ed inizia un racconto terribile, di un invasione aliena e della fine della civiltà. 
Ma é un viaggio nel tempo e nello spazio, e come in un circuito senza fine, la storia si ripresenta daccapo come é stata narrata, ma questa volta nella realtà di fronte all'ascoltatore.
Un autentico capolavoro, da conoscere assolutamente.



La città e le stelle - il libro



Scritto nel 1948 da Arthur C. Clarke e successivamente rimaneggiata, si svolge in un futuro lontanissimo. Addirittura oltre l'immaginazione.
E' l'ennesima storia dell'ennesima città ideale. 
Attenzione, ennesima non vuole essere offensivo o riduttivo. 
E' la riprova che la ricerca di una vita ideale e utopistica (da Tommaso Campanella in poi) é in fondo la ricerca dell'ideale umano.
Ideale che si incarna nella città, come a evidenziare il legame oramai inscindibile tra uomo, civiltà e agglomerato urbano.
Nasce nella città la civiltà, nasce dalla vicinanza tra uomini la spinta che nel bene e nel male ci ha portati qui. 
Alvine, il personaggio principale, non riesce a vivere a suo agio nella città di Diaspar (città che ha il solo obbiettivo di proteggere l'umanità da un pericolo che forse non esiste nemmeno più). 
Da qui il suo desiderio (che é quello di tutti gli uomini) di uscire dalla sicurezza claustrofobica dell'agglomerato cittadino per scoprire l'universo, l'ignoto, il pericolo ma anche l'avventura, di tornare cioè ad essere uomo.
Un capolavoro.

giovedì 27 settembre 2012

il progresso? Avanza avanza...

Scusate la crudezza delle immagini.
In Cina, per realizzare la strade, non si perde tempo.
Ti opponi ? E io ti passo sopra con il rullo compressore!
Un grande popolo! Un grande Stato!
Questo é il futuro. Questo é il progresso.
E chi li batte più questi qui? Amen.
http://www.infowars.com/man-crushed-by-road-flattening-truck-on-orders-of-chinese-officials/

Taranto? Eterno dilemma


Lavoro o salute? 
Posta così la domanda non si pone. Oppure si?
Se per lavorare occorre (giustamente) rispettare ogni genere di regola di sicurezza, ambientale, sindacale  eccetera eccetera, perché alcuni sono esclusi da queste regole nel nome del lavoro che manca?
Da anni, molti molti anni, é nota l'incidenza di morte sui cittadini di Taranto, il tutto a causa della maledetta/benedetta fabbrica.
Da anni, a quest'angolo della bellissima Puglia, si garantisce lavoro per migliaia di persone, benessere, sviluppo. Ma quale é il prezzo? 
Lo Stato per primo ha deciso che il lavoro veniva prima di tutto e chi é subentrato, magari con qualche miglioria (ma le intercettazioni e le indagini dicono altro) si é accodato al terribile andazzo.
Ora, il curatore pro-tempore deve combattere con la Magistratura, ritenuta senza cuore e senza cervello.
Ma le leggi esistono. A meno che, qualcuno molto onestamente dichiari che si, esistono, ma a Taranto non si possono e non si devono applicare. Perché il lavoro, il benessere, vengono prima di tutto.
E' terribile restare senza lavoro, ma é ancora peggio restare senza futuro, senza vita, con figli malati di leucemie mortali.
In questa vicenda non esistono mezze verità, non esistono mezzi rimedi.
O si accetta il lavoro a qualsiasi costo o si chiede la salute, non una mezza salute (non credo esista).
Oppure, ancora una volta, si nasconde la testa sotto la sabbia e si finge, in nome di cosa? Boh!

venerdì 21 settembre 2012

Le piazze del sapere - libro

Un libro fantastico. Da leggere assolutamente. Sia che si amino i libri, le biblioteche, le città, la civiltà o semplicemente la cultura in quanto tale.
Pieno di idee, veloce, completo, utile, mai banale.
Letto in tre giorni (nonostante i mille impegni) mi ha dato un sacco di spunti per la nostra biblioteca comunale ma anche fatto scoprire un sacco di cose. Grazie ad Antonella Agnoli cui ho mandato una mail di complimenti.
Gli ho dato un etichetta "politica" perché la cultura é innanzitutto fare politica.

Iron Man 2 - il film


Con chi fare i conti quando sei supereroe? Prima di tutto con te stesso.
Questo secondo episodio di Iron Man mi ha fatto pena.
Edipo si sbraccia alla grande per farsi notare quando il nostro multimiliardario travestito da uomo di latta deve fare i conti con suo padre.
L'amica nominata amministratore delegato dell'azienda lo mette sotto chiave, l'amico militare gli fotte l'armatura (come faccia a farla funzionare senza il plutonio é un mistero irrisolto), la nuova collaboratrice risulta maestra di Kung-Fu, abile hacker, ginnasta meglio della Comaneci, stratopona in abiti succinti (e poi? nient'altro?) e gli salva la vita ma non gli molla nulla.
Ivan Vanko e Justin Hammer i due super cattivi (pur con la presenza di un Mickey Rourke quasi in perfetta forma) finiscono per risultare un fastidio facilmente risolvibile, non appena risolta la diatriba con alcool ed Edipo appunto :) Se non riuscite a vederlo non fatevi sangue cattivo (magari al plutonio) questo secondo episodio fa schifo.

il profeta - il film



Malik El Djebena entra in carcere a 19 anni senza possedere nulla, nemmeno il saper leggere e scrivere. Quando ne esce 6 anni dopo possiede un impero.
Quello che accade in mezzo, scandito da saracinesche e chiavi che chiudono oltre a violenza e ferree regole non scritte, é la storia di crescita di quest'uomo.
Un film senza pregiudizi sulla crescita ed il diventare adulti in un mondo che ha regole ribaltate rispetto al sentire comune ed alla cosiddetta civiltà.
Un filma francese é sinonimo di scene crude, violenza raccontata e mostrata senza tanti fronzoli, ma anche di franchezza nel raccontare un mondo alla rovescia, dove per sopravvivere occorre rispettare codici e strette di mano.
Ritmo incalzante. Ben raccontato.

martedì 18 settembre 2012

Prometheus… di non farlo più!






Partiamo dalla trama.
Vergognosamente simile ai capitoli precedenti.
Il meccanismo “arrivo di equipaggio inconsapevole vittima di piano segreto con brutta sorpresa di alieno aggressivo” poteva funzionare una volta, due al massimo, ma poi basta. Ormai tutti sappiamo che se ti propongono di ibernarti per andare sul pianeta Salcazzo a fare staminchia, pagassero anche un sacco di soldi, senti puzza di alien lontano un miglio e cordialmente rifiuti.    

Passiamo ai personaggi.
Definirli "già visti" è poco. Il finanziatore dagli scopi misteriosi, l’aridaie-equipaggio inconsapevole, l’androide che la sa lunga ma si riscatta nel finale, più i vari caratteristi (il comandante un po’ tonto, le vittime predestinate, i buoni che si acciaccano ma non ci lasciano mai la pelle, etc.).

Gli interpreti.
La coppia Rapace/Shaw - Marshall Green/Holloway: purtroppo irrimediabilmente antipatici fin dalle prime battute. Fuori parte, fuori tempo massimo.
Charlize Theron/Meredith Vickers: un’inutile macchietta, tutina compresa.
Michael Fassbender/David: credibile come androide (ma Bishop era un'altra cosa), molto meno come il sex-symbol di cui tutti parlano.
Guy Pearce/Weyland: attore intrigante sotto un makeup ridicolo… ma non si poteva davvero fare di meglio per truccarlo da quasi-centenario?    
Non classificati tutti gli altri.

Un doppiaggio a tratti discutibile (vedi sotto) fa il resto.

La scena più emozionante? Il cozzo delle due astronavi.
La più inspiegabile? L’auto-intervento chirurgico della Dottoressa Shaw… come mai la capsula ha i comandi anche all’interno? Forse per consentire a Vickers di scamparla in ogni frangente? Ma la voce automatica non dice che è progettata solo per pazienti maschi?... boh
La più inutile (e deprimente)? Lo scambio di battute pre-coito tra il comandate e Vickers. Eppure Charlize Theron avrà letto il copione prima di accettare... ri-boh
Ma il vero mistero del film è: perché il magnate Weyland parla con un vago (neanche poi tanto) accento dell’Italia meridionale?! (vedi sopra)

Se Scott voleva farci riflettere su quanto potrebbe essere bizzarra l’origine dell’umanità c’è in parte riuscito, ma in tal caso alcuni passaggi non andavano buttati lì alla chi capisce capisce.
Se voleva dimostrarci il suo pessimismo cosmico non doveva concludere con i due superstiti che – tenaci come pochi! – partono alla ricerca del pianeta di residenza degli Ingegneri… pensa che accoglienza, visto quante ne hanno beccate in campo quasi neutro!
Se voleva farci rimpiangere i salti sulle poltrone dei capitoli precedenti (i primi due in particolare), be’... missione compiuta!

Solo nel finale, quando alien salta fuori dal torace del malcapitato Ingegnere, ci si illude che il film prenda la piega giusta.
Peccato che i titoli di coda siano dietro l'angolo.

Questo post é un contributo di Ezia, ospite del mio Blog.

domenica 9 settembre 2012

San Clemente












San Clemente a circa 15 km da casa e a oltre 500 metri s.l.m. ben si presta per una gita pomeridiana in bicicletta. Una salita in mezzo ai boschi porta alla antica chiesetta. Salendo oltre 200 persone in gita percorrono la strada in senso contrario. io con fuori la lingua non demordo :) Dall'alto un bellissimo panorama. 

Lily la tigre