martedì 22 agosto 2017

i Templari

"Quello dei Pauperes commilitones Christi templique Salomonis ("Poveri compagni d'armi di Cristo e del tempio di Salomone"), meglio noti come cavalieri templari o semplicemente templari, fu uno dei primi e più noti ordini religiosi cavallereschi cristiani medievali" (da Wikipedia).
Il 13 Ottobre 1307 le guardie del Re di Francia arrestarono i membri dell'Ordine dei Templari per sospetta eresia.
Sui monaci guerrieri, campioni di celebrate imprese militari di Terrasanta, pesavano le accuse di magia, cospirazione, depravazione dei consumi, sacrilegio.
Il processo si concluse con lo sterminio dei Templari e la soppressione dell'Ordine, ma non con la fine di un'idea vitale e indistruttibile, rimasta operante nelle correnti dell'ermetismo rinascimentale, nei movimenti massonici del '700, nei filoni romantici massonici della letteratura neogotica come anche nelle sette occultistiche e neonazista dei primi decenni del Ventesimo secolo.
Seguendo le tappe di questo appassionante percorso storico e della perdurante vitalità di quel mito nel pensiero occidentale, l'autore mostra, cos, come un caso di violenza giudiziaria medievale poté dar luogo a una tenace "fantasia nera" sui cavalieri templari (dal risvolto di copertina).
Eco diceva che questo era il libro più attendibile scritto sull'argomento e pare che lo utilizzò per scrivere "il pendolo di Foucault"... sicuramente interessante per gli sviluppi del pensiero e del mito dei Templari...
 
 

Novara

Invece di andare a Varese, sempre a tiro e cmq ultimamente sottotono, decidiamo di andare a Novara in un caldissimo sabato d'agosto...
 Bellissimo edificio liberty angolo di Largo Don Minzoni... Casa Fiorentini, costruita tra il 1907 ed il 1910 e progettata dall'Ing. Roberto Passeri, uno dei più begli esempi di Liberty in Novara.
 Due delle bellissime statue di Giuseppe Argenti presso la Barriera Albertina di via XX Settembre..
Un incredibile dinosauro porta nastro adesivo.... una cosa così in ufficio avrebbe fatto senz'altro un figurone... e reso ancora meno serio il mio operato....
Due cose, tra le altre, attirano la mia attenzione: "Gelato sospeso", paga un gelato per un bimbo e lascialo lì, in sospeso... al primo che entra...  Già! e se poi il bocia che entra mi sta sui maroni? E se il suo babbo mi sta sui maroni pure lui? Io il gelato, lo pago a chi dico io... però dai, è un idea carina, come il caffè pagato... delle carinerie che fanno sorridere e magari tirano su il morale a qualcuno...
La seconda cosa è il concetto della matematica in quel dei negozi di Novara... 20 euro sconto 40% totale 16 euro... mica male... E' vero che Einstein andava male in matematica, ma non è che dobbiamo approfittarne...
 Un attimo prima è a riposo... ed un attimo dopo...
 Eccolo in azione... bellissimo arcobaleno e refrigerio.... Fontana di Largo Costituente...
Largo Don Minzoni... Bella prospettiva... larghi viali... sullo sfondo edificio che richiama tanta architettura del ventennio...

lunedì 21 agosto 2017

Alpe Pratogrande

Se sei fermo da due mesi, da qualche parte occorre pur iniziare... con moderazione, lentamente, senza nulla pretendere... cosa? come? ma è ovvio! a funghi! E così, molto tranquillamente e spendendo tutta la mia attenzione al suolo, mi aggiro per il bosco.. un'oretta.. una passeggiata... anzi, vista la velocità... una lumacata... non senza godere dei bei paesaggi, dei manufatti umani, dei colori del bosco, e ovviamente dei bei funghi...
Fontana e abbeveratoio... praticamente in mezzo al nulla...
Baite crollate... chissà da quanto tempo...
L'Alpe Pratogrande... un piccolo spazio in mezzo al bosco... tra Italia e Svizzera...
E poi, all'improvviso lui! il re del bosco... è li, ti osserva, dice tra sé "mi vedrà oppure no?"... ti ho visto, ti ho visto... stai tranquillo....
Pornografia tra gli alberi....
Varzo, vista dall'alto... la diga...

Sette tesi sulla magia della radio

Forse proprio la caratteristica della radio, quella di raccontare e farsi raccontare, quella della sua invisibilità e presenza costante, quella della sua libertà totale, ne hanno fatto un mezzo sempre all'avanguardia rispetto ai suoi tempi... e anche la televisione, che per un breve periodo le ha sottratto visibilità, è stata ripresa e superata... Anche i nuovi media, la Rete, i social, non riescono a renderla obsoleta... anzi, le si stringono intorno in un connubio felice e quasi logico.
Per questo ed altri motivi, il libro di Cirri, conduttore di "Caterpillar" è un poco come un racconto fatto dalla finestra di casa, come qualcosa che già sentiamo nostro sin dalle prime righe...
Storia grande e storia piccola, grandi eventi e quotidianità, questa é la radio. E Cirri ce lo fa riscoprire, sin dalla sua "assenza" all'affondamento del Titanic, e poi verso di noi in una serie di tappe che ne dimostrano porosità, versatilità, multimedialità, poligamia, leggerezza, capacità di interferire...
Dagli esperimenti radiofonici 1906 con Fessenden nel ruolo del primo speaker radiofonico alle prime radiocronache sportive nel 1921, da Radio Libera nel Belice (1970) a Radio Popolare e l'Abbonaggio... da "Tutto il calcio minuto per minuto" a "Chiamate Roma 3131", dal 1975 con l'avvento delle radio libere ad "Alto Gradimento", dalla prima rapina in banca in diretta radio (1975 N.Y.).... ed infine allo svelamento della voce "Ti immaginavo diverso" dice l'ascoltatore al DJ quando lo incontra e riconosce (dalla voce)... e qui ad alcuni, crolla un mito... ma sempre di radio stiamo parlando... e per Cirri sempre radio sarà...

sabato 19 agosto 2017

GIulio Regeni? Amen...

Lo avevo scritto nel marzo dello scorso anno... la vicenda Regeni è un piccolo fastidio in un ingranaggio troppo grande... e come tale è destinata, prima o poi, ad essere rimossa... il tutto sulla strada dei milioni, anzi miliardi di euro o dollari che gravitano intorno alla Libia... puntuale, poco più di un anno dopo, arriva la conferma: l'ambasciatore italiano tornerà al Cairo, in cambio di? nulla... Problemi più urgenti e questioni più scottanti della verità e della dignità di uno Stato, impongono di mantenere un profilo basso e la Realpolitik non consente perdite di tempo o di lacrime (se non quelle coccodrillesche) per una persona sola.
Così oggi, tutti sappiamo chi è stato e cosa è successo.
Rapito, torturato e ucciso dai servizi segreti egiziani, vicenda di cui tutti sapevano e per la quale nessuno pagherà.
Meno chiara e meno indagata, oltre che più pelosa, resta la posizione dell'università che lo ha mandato a morire e che subito dopo l'ha dimenticato...
Cosa ci insegna la vicenda Regeni? Che la determinazione, il coraggio, la passione di un bravo giovane purtroppo non sono sufficienti a superare certi ostacoli e che il mondo non ha tempo da perdere... business is business... Giulio Regeni? Amen.

venerdì 18 agosto 2017

Allegro ma non troppo...

Quando si parla di economia, vengono subito in mente sublimi tromboni, formule e concetti capaci di stordire intere platee... e invece no! Questo piccolo libretto nato come riflessione personale donata ad amici e che poi, con un incredibile passaparola si è mutato in pubblicazione ufficiale, è li a dimostrarci che si può fare economia e ridere come dei matti...
Carlo Cipolla, con il suo "Allegro ma non troppo" anno 1988 ci racconta due bellissime storie.
Uno è il Medioevo, visto tramite il pepe, il vino, la lana, quali elementi determinanti dello sviluppo economico dell'età di mezzo... l'altro è "Le leggi fondamentali della stupidità umana": leggi e corollario... da scompisciarsi... ed anzi da applicare giorno per giorno quando incontriamo il prossimo, essendo l'uomo animale sociale, sperimentandone l'efficacia.
Nella storia del Medioevo, con tono ilare, si ricostruisce la caduta dell'Impero Romano, le crociate, la supremazia europea e tanti tanti altri eventi storici che ci hanno portato alla odierna società...
 
"La vita è una cosa seria, molto spesso tragica, qualche volta comica. I Greci dell'età classica avvertivano profondamente e coltivavano il senso tragico della vita. I Romani, in genere più pratici, non ne facevano una tragedia ma consideravano la vita una cosa seria: di conseguenza tra le qualità umane apprezzavano in modo particolare la Gravitass e tenevano in poco conto la Levitas"...
 
Ma è con le leggi del secondo racconto... in forma di relazione scientifica che si comincia davvero a ridere.
Legge n. 1 - Sempre ed inevitabilmente ognuno di noi sottovaluta il numero di individui stupidi in circolazione.
Legge n. 2 - La probabilità che una certa persona sia stupida è indipendente da qualsiasi altra caratteristica della stessa persona.
Legge n. 3 - Una persona stupida è una persona che causa un danno ad un'altra persona o gruppo di persone senza nel contempo realizzare alcun vantaggio per sé o addirittura subendo una perdita.
Legge n. 4 - Le persone non stupide sottovalutavano sempre il potenziale nocivo delle persone stupide. In particolare i non stupidi dimenticano costantemente che in qualsiasi momento e luogo, ed in qualunque circostanza, trattare e/o associarsi con individui stupidi si dimostra infallibilmente un costosissimo errore.
Legge n. 5 - La persona stupida è il tipo di persona più pericoloso che esista.
E tutto questo dispiegarsi di leggi si conclude con "Con la stupidità e la buona digestione l'uomo può affrontare molte cose".

giovedì 17 agosto 2017

Monolith

Duel ci aveva già dato un assaggio, di cosa significhi avere a che fare con una mezzo meccanico  assassino... e che dire di Cristine, piuttosto che del più recente Fast & Furious 8 ove centinaia di macchine si muovono all'unisono distruggendo il centro di Manhattan?
Figuratevi quindi, se non eravamo già pronti ad assaporare "Monolith", il nome di una macchina blindatissima e anti tutto e tutti, che usata male, risponde peggio...
Perché nella realtà, la macchina il suo lavoro lo fa egregiamente... è la proprietaria che non ne combina una giusta... con il risultato che, ad un certo punto si ritrova chiusa fuori in mezzo al nulla...
Ma non voglio rovinarvi trama e finale... e quindi vi racconterò quasi tutto senza dirvi quasi nulla. Oppure no?
Sandra, famosa musicista che ha troncato la carriera, è a bordo di una super car Monolith, un mezzo incredibile... con lei il piccolo figlio di due anni... per una serie di errori commessi dalla poveretta, ad un certo punto eccola in mezzo ad un bellissimo deserto (onore al merito per fotografia e droni) chiusa fuori dall'auto, ma con dentro il figlio senza poter comunicare con nessuno e con un gran senso di corna che le girano per la testa.. perché tutto potete fare ad una madre, meno che toglierle figli e marito... Per il primo deve riuscire ad entrare in auto... e qui la storia si dipana con ottimi colpi di scena e una donna indomabile... per il secondo il film non dice nulla, ma si sa, tra moglie e marito non mettere ...
Anche se sin dall'inizio sappiamo cosa ci aspetta, alcune delle trovate: l'investimento del cervo, il coyote che la insegue, il lancio dell'auto nella scarpata, l'aeroporto abbandonato.. sono davvero interessanti e ci incollano alla poltrona... quindi non facciamoci prendere dallo scoramento... andiamo a vedere questo gioiello della tecnologia... cercando di non commettere gli stessi errori della brava Katrina Bodwen, nei panni della bella mamma che prima fa casini e poi deve con grande forza porre rimedio... Ottima la regia italiana di Silvestrini...

Varallo Pombia

 
Ci arrivo in uno dei miei moto giri brevi... basta scendere lungo il Ticino (bellissima pista ciclopedonale) e attraversare il ponte... pochi km e siamo a Varallo Pombia. Ed eccoci a costeggiare questa pieve... che peraltro non è nemmeno la principale chiesa del luogo.... poco sopra il sagrato, una collinetta facile facile... e da lassù una vista d'insieme unica. Bella davvero, dentro e fuori...

 Tratto dalla rete: "Situato nei pressi della parrocchiale, il Santuario Madonna del Rosario, restaurato nel XVIII secolo, presenta una facciata a capanna in cotto ancora incompleta. L’altare maggiore per molti secoli è stato oggetto di intensa religiosità da parte di numerosi devoti ed anche oggi il sentimento di venerazione è fortemente sentito, come l’altare posto nella navata settentrionale, dedicato a Santa Cristina. In particolar modo è oggetto di culto l’immagine, raffigurante la Madonna col Bambino in trono e quattro angeli ai lati, ritenuta miracolosa a cui la popolazione è sempre stata molto devota. Numerosi i restauri succeduti nel corso degli anni: nel 1830  ampliamento della sacrestia, trent’anni dopo vennero  aggiunte due navate ed è del 1863 l’ altare in marmo in onore di Santa Cristina. Tale altare è sovrastato dalla pala di Andrea Lanzani (1641-1712) raffigurante il Martirio della Santa. Il campanile è del XIII secolo. A lato dell’altare maggiore, due grandi dipinti del Novecento, eseguiti da un artista originario di Varallo Pombia, raffigurano il Miracolo della giovinetta che riacquistò l’udito e la parola davanti all’immagine mariana e la Madonna del Rosario con Santi e committenti in abiti rinascimentali, con i quindici tondi dei Misteri del Rosario. è un rifacimento secentesco della precedente chiesa romanica. Di pregio è la pala posta sopra l’altare di Santa Cristina che raffigura il Martirio della Santa"
Su Wikipedia, viene nominata Santuario della Madonna del Rosario di San Pietro (chiamata anche "Madonna della Cintura") "Il santuario è stato ricostruito nel XVIII secolo sulle rovine di una preesistente chiesa duecentesca intitolata a san Pietro. La facciata a capanna in cotto con lesene e timpani, risulta incompleta con nicchie per statue vuote. Risultano tre navate con cappelle laterali (tre per parte), abside quadrangolare con coro dietro all'altare maggiore e una copertura con volta a botte. Le volte della navata centrale e del presbiterio sono totalmente affrescate (affreschi ottocenteschi). A lato dell'altare maggiore, grande dipinto (datato 1938) eseguito da un artista originario di Varallo Pombia raffigurante l'episodio miracoloso della sacra immagine posta entro un'edicola che "si rende viva" agli occhi di una giovinetta sordomuta, che riacquistò l'udito e la parola davanti all'immagine mariana. Di particolare interesse la tela restaurata nel 2009 "Martirio di Santa Cristina" olio su tela cm 300 x 180 del 1693 posto nella cappella di S.Cristina - navata laterale sinistra del pittore Andrea Lanzani"... comunque la si voglia chiamare è da vedere... non fosse che per la collocazione spaziale, gli interni decorati, il silenzio del luogo... l'organo sopra l'ingresso... complice la calda estate, entrarci è un duplice refrigerio... per corpo ed anima...



martedì 15 agosto 2017

Piccolo, Grande, Vivo

Era il 1991 quando acquistai questo libro, allegato de "La Stampa", valori espressi ancora in Lire 29.900 (libro più disco)... un testo scientifico, divulgazione scientifica si cominciava a chiamarla... Sull'onda dei vari Quark, monopolio di Piero Angela e poi del figlio (anche se ora riappare il Piero, che non ho ben capito se è morto e lo hanno rianimato o semplicemente è morto e parla dall'aldilà... che allora dico, boia d'un cane! Ma la RAI, che tutti beneficiamo di amato canone ora divenuto - giustamente - obbligatorio tramite prelievo forzoso dalla bolletta Enel, è mai possibile che dobbiamo sorbirci questi contratti lavorativi dinastici, con persone che si, è vero, 50 anni or sono hanno fatto la storia della televisione e portato novità, ma che ora portano uno stantio incredibile e un cicin ma proprio solo un cicin, hanno rotto la minchia)... scusate la divagazione.. dicevo? Ah si dicevo, questo libretto... 192 pagine fitte fitte, ove dal piccolissimo dei quark all'estremamente grande delle galassie, la vita ci viene presentata in tutte le salse con cenni intelligenti, curiosi, simpatici, indiscreti, inconsueti, didattici ma anche saputi... insomma un bel testo.
Così dalla quarta di copertina "Il quark, la particella più piccola che finora sia stata scoperta, segna il confine delle nostre conoscenze nell'estremamente piccolo. L'Universo, con i suoi miliardi di galassie, è la frontiera dell'estremamente grande In mezzo ci siamo noi: l'uomo e dieci milioni di altre specie che hanno colonizzato il pianeta Terra, dai batteri alle piante, agli animali. Rispetto ai quark e all'universo, le forme viventi non sono né piccole né grandi, nella scala della natura occupano una posizione intermedia. Ma sono molto più complicate dell'atomo e delle galassie. Tanto che la scienza incomincia appena adesso a svelarne i segreti grazie ai rapidissimi progressi della genetica. Questo libro getta colpi di sonda nei regni dell'atomo, del cosmo, della vita. Semplici colpi di sonda. Ma sufficienti a farci sentire il brivido delle eterne domande sul significato della nostra esistenza".
Insomma, ce n'é a sufficienza per imparare un sacco di informazioni utili sulla nostra navicella spaziale, quel povero e bistrattato pianeta che è la nostra unica garanzia di vita e contro il quale stiamo tentando ogni possibile azione di distruzione... impararne il funzionamento e la fragilità è il primo passo per apprezzarne l'unicità e la bellezza... e magari per salvarlo.

Hermann Hesse

 "Hermann Hesse non ha davvero bisogno di presentazioni. Amatissimo dai giovani di tutto il mondo, altrettanto snobbato dalle Accademie, continua a essere oggetto di pubblicazioni. Della sua vita, in Italia, non si è quasi mai parlato. Sospendendo giudizi e mitizzazioni, amori e riserve, questa biografia coglie l'Hesse degli anni - molti - difficili e del successo, dell'infanzia ribelle e dell'impegno civile, dei viaggi in Oriente e della sterminata attività critico-letteraria. Leggendo questo libro capiterà di ripensare ad Hesse in una prospettiva nuova e probabilmente più corretta, arrivando quasi a privilegiare l'uomo rispetto allo scrittore". dalla recensione del testo.
Bernhard Zeller scrive queste oltre 200 pagine per ripercorrere la vita e le opere di Hesse, scrittore singolare tra Germania e Svizzera... Di lui mi ero già occupato qui e in merito alla speculazione edilizia che aveva riguardato Montagnola qui.
Di Hesse ho letto praticamente tutto, i romanzi, le poesie, questa biografia (ovvio), infatuazione giovanile quanto, per questioni di cuore, frequentavo il Ticino Svizzero e la Germania, e che me lo fece apprezzare... Quindi recensire un testo che recensisce può sembrare difficile, soprattutto per la mia posizione di parte... Hesse o lo ami o lo ignori.. odiarlo non riesci. Ricordo con piacere tutte le mie letture di quegli anni... sempre in viaggio, in treno, in auto, (l'aereo era ancora troppo caro)... Un autentico bellissimo rifugio.
 

lunedì 14 agosto 2017

Guardiani della galassia 2

 
Se, come afferma James Kakalios ne "La fisica dei supereroi", le regole fisiche sono in tutto e per tutto simili in tutto l'universo... e non vi è ragione di credere che non sia così... anche i sentimenti, a prescindere da chi li manifesti, sono in tutto e per tutto simili per ogni essere vivente nell'universo, non importa su quale pianeta, quale costellazione, a che velocità stia viaggiando...
Non fa quindi meraviglia e nemmeno eccezione, questo "Guardiani della Galassia 2"... (mi son perso il primo e magari capiterà di vederlo...) ove, al netto delle roboanti azioni, esplosioni, effetti speciali e giochi pirotecnici, in gioco ci sono sempre le stesse cose (quelle che muovevano l'animo degli antichi Greci e da loro ben descritti oltre 2500 anni or sono): l'amore/odio per il padre, la necessità di essere amati dal genitore, dalla sorella, dal fratello, il senso di appartenenza ad una comunità, la timidezza mascherata con l'arroganza, l'odio che copre la solitudine...
Ce lo aveva già magistralmente insegnato George Lucas con la saga di Guerre Stellari, in tutto e per tutto basata sulla famiglia, l'Edipo stellare, il lato oscuro contrapposto all'amore...
Ci riprova la Marvel e James Gunn con questo lunghissimo episodio (perché con la Marvel si sa che nulla resterà isolato... soprattutto se il primo episodio va a buon fine)... ove la sgangherata banda di guardiani deve approfondire amicizie ed inimicizie per potersi chiamare finalmente "squadra", "famiglia" o qualsiasi altro termine che, nell'immensa galassia, classifichi un gruppo di amici con un obbiettivo comune.
Anche se l'episodio è molto divertente, i personaggi ben rodati e in gran forma, qualche limite lo si legge in questa chiassosa vicenda: la lunghezza eccessiva, due ore e 17' sono francamente troppi, per raccontare una storia riassumibile in 1 ora e mezza.... la lotta contro il padre di Peter Quill, con un Kurt Russel in gran spolvero... troppo, troppo, decisamente eccessiva... qualche imprecisione e poca coerenza nel racconto (confesso che mancandomi il primo episodio, qualcosa mi sarà certamente sfuggito)... Viceversa abbiamo Bautista che, abbandonato il ruolo di lottatore di Wrestling, ha trovato  una sua nuova collocazione nel grande e grosso, pacioso e simpatico muscoloso compagno di Quill.
Il procione, scambiato per cagnolino e altri impossibili animali è davvero spassoso... alcune scene che lasciano l'amaro di una ironia sagace sono veramente all'altezza della migliore Marvel.
La presenza di un imbolsito Sylvester Stallone, aggiunge quel sapore retrò del già visto (Dredd vi dice niente ?) alla vicenda... insomma nel complesso un buon film per tutti...
P.S. come al solito non perdetevi piccoli episodi durante e dopo i titoli di coda... oltre all'ottima colonna sonora.


domenica 13 agosto 2017

Indaffarati

Complice una carta "Gift" della Giunti, arrivatami per vie traverse, mi dirigo alla più vicina libreria spendibile e faccio una cosa che non mi capitava da tempo... compro dei libri...
Questo è uno dei due, l'altro (Sette tesi sulla magia della radio, scritto da Massimo Cirri) ve lo racconto un'altra volta.
"Nel mondo nuovo ognuno di noi è indaffarato: sia nell'ansioso tentativo di restare sempre connesso sia nel condividere, nello scambiarsi qualcosa. La cultura umanistica, ridotta a materia per specialisti e tradita da se stessa per aver giustificato la barbarie, interroga oggi la nostra concreta esistenza. La tradizione può tornare a parlare. Le sue parole, scritte sui muri della metropolitana e nello spazio immateriale della Rete, invocano di essere messe alla prova. Le nuove generazioni leggono poco, appaiono smemorate, fanno troppe cose simultaneamente e sono meno abili a manipolare la lingua, però chiedono alle idee di incarnarsi in pratiche di vita (altrimenti non vi si appassionano) e tentano di rideclinare il concetto di intelligenza (come coerenza tra ciò che uno dice e ciò che uno fa)  e quello di impegno (legandolo al quotidiano, non alla ideologia). E almeno nelle minoranze più attive l'etica vissuta prevale sul "culturalismo" e sul sapere libresco, l'umanità tangibile su un umanesimo disincantato, l'esempio concreto sulle idee astratte".
Cosa in fondo ci racconta questo piccolo libretto (tascabile e molto fluo) di Filippo La Porta?
Sicuramente che siamo di fronte ad un passaggio culturale forte. Tale per cui, occorre trovare nuovi riferimenti, perché ci vengono chiesti dai nuovi media e dalle nuove generazioni.... a partire dalla lettura... dall'aver rimosso i libri e la letteratura dal piedistallo che nel secolo scorso permetteva loro di dettare legge, o meglio dare lezioni di vita e in alcuni casi di sostituirsi al vissuto... (ma sarà poi realmente così?)... poi alle grandi ideologie... non si crede più ai grandi progetti ma alle cose concrete, non alle parole ma ai fatti... se l'autore ci ricorda (citando Diderot) che "le idee sono come le puttane, vanno con chiunque" è forse il caso di dire che Tucidide ricordava che "popolo è una parola priva di significato, cui attaccarci qualsiasi cosa" .
Ci si chiede allora, quali contenuti avrà la tradizione, la Paràdosis, il passaggio di testimone alle generazioni future... quali valori, quali idee... se nulla vale e tutto è messo in discussione... è evidente che solo un atteggiamento concreto, un reale collegamento tra parola e azione potrà essere presa sul serio... con i rischio degenerativo del leaderismo, dell'esagerazione, della velocità priva di profondità...
Altro tema, la scomparsa della cultura umanistica... ritenuta unione tra attitudine all'indagine (indagare le fonti, indagare i significati) e attitudine al dialogo (parola che sa contenere lo scontro, difesa del proprio punto di vista)... dimenticando che l'OTIUM è l'educazione umanistica ad un esistenza all'apparenza improduttiva... mentre ogni risultato implica un percorso.. uno studio, una fatica... 
E che dire della cultura pop, La Porta non la condanna, anzi, a condizione però che non si sostituisca al significato iniziale... che non ne snaturi il messaggio... anche perché come diceva Sturgeon "il 90 % di qualsiasi cosa è pattume".., e allora perché conservare una cultura così superata e così coesa con la barbarie? Forse perché non abbiamo alternative e forse anche perché é l'unica che garantisce il senso critico che consente di leggere i fatti e le notizie e discernere il falso dal vero.
Se é pur vero che siamo "condannati a comunicare, pena l'annullamento" (Byung-Chul Han) è anche vero che nessuna tecnologia potrà impedire agli esseri umani di invecchiare, innamorarsi, sperimentare un lutto, coltivare un'amicizia, battersi per una causa, morire... e che se ogni generazione oscilla tra percezione di decadenza e senso di fallimento... nulla ci distoglie dal dover guardare avanti... con o senza la Rete, ed in questo la cultura umanistica ha ancora qualche carta da giocare...

sabato 12 agosto 2017

Camminare...

Camminare vuol dire riassaporare il territorio... vuol dire andare meno lontano, metterci più tempo, respirare adagio, guardarsi intorno, scoprire cose nuove in posti vecchi...
Camminare... se ci sei costretto, dopo un poco ti accorgi che è il tuo naturale procedere... pensieri lenti... la corsa richiedere pensieri veloci e risposte rapide... la camminata chiede equilibrio, ragionamento, dialogo con sé stessi... forse non tutto il male vien per nuocere.
Costretto a rallentare dopo le ultime vicissitudini, riscopro un modus vivendi che avevo trascurato... ecco ad esempio uno scorcio del lago di Varese alle 7,30 del mattino.. sbucando fuori dal bosco,
Camminare è parlare mentre si procede, scoprire i colori e gli odori, vedere gli oggetti in terra e non scansarli per procedere più veloce...
Qualcuno obbietterà che questo è il ragionare della volpe e l'uva... replico dicendo che no; che a volte occorre riscoprire la lentezza per assaporare ciò che si ha a portata di mano ma si trascura indaffarati nel nulla quotidiano...

Moleskine

Già nel 2009 avevo dedicato un articolo alla mitica Moleskine... agenda che mi accompagna da moltissimi anni.. ieri, forse complice lo scampato pericolo (poi vi racconto) ho voluto farmi un regalo.
 
Così due passi in centro, entro da Feltrinelli e comincio a scegliere... voglio rompere dalla tradizione.. giallo, che vira al verde... acido... tutta da scrivere, da preparare... 240 fogli intonsi da preparare, sottolineare, dividere... insomma un gran lavoro, ma che da grandi soddisfazioni.... qualcosa di unico.
La divisione delle settimane, i compleanni, gli eventi civili e quelli religiosi, le fasi lunari, gli obbiettivi dell'anno, le scadenze periodiche... l'agenda.. elenchi lunghissimi di cose da fare e fatte, citazioni, ritagli, fotografie, biglietti di eventi... hai voglia quanta roba contiene un'agenda...
E' come se percorressi già l'anno che sta per arrivare, ogni giorno mi dice qualcosa, ogni ricorrenza, ogni mese, le date, le idee... ne assaporo l'essenza... controllo il tempo!

 
Lo scrivevo 8 anni or sono, malato o meticoloso? forse entrambi.

 

venerdì 11 agosto 2017

Eravamo dei grandissimi

Se confronto questo romanzo con quell'altro monumentale libro, dal titolo ""La Torre", sembra di essere in un'altra Germania, ove la delinquenza, il degrado, la disperazione e la rassegnazione vengono prima di tutto... e d'altro canto sono due diverse nazioni, quelle che ci passano sotto gli occhi... una della nomenklatura... scrittori, politici, scienziati... da questa parte viceversa, figli del popolo, disperati senza alcun controllo e senza una guida...
"Daniel, Mark, Paul e Rico sono cresciuti come pionieri nella Germania dell'Est. Sono gli ultimi anni prima della caduta del muro e sogni e illusioni sono amplificati dal mito dell'Ovest a portata di mano, tanto più dopo gli eventi dell'89.
Con la svolta - la riunificazione delle due Germanie . anche la loro vita cambia trasformandosi inn una folle corsa fatta di furti d'auto, alcool, paura e rabbia.
Clemens Meyer ci regala un romanzo sulla generazione a cavallo della caduta del Muro raccontata alla Trainspotting con la schiettezza di chi allora cercava di sopravvivere e di inventarsi un futuro nel selvaggio Est".
Questo il riassunto, dato dal libro, all'intero racconto. Peccato che, le oltre 600 pagine molto ben scritte, prevedano un continuo salto temporale da un periodo all'altro, che finiscono per creare una gran confusione (almeno a me) facendo perdere per strada la sorte di alcuni che, 100 pagine prima muoiono, con tanto di funerale, e poi riappaiono in altre vicende.
Insomma, si legge volentieri, apre uno scorcio sulla vita dei giovani all'Est, fa capire che tutto il mondo è paese... e soprattutto fa capire il fallimento del socialismo reale... si poteva scrivere meglio.

lunedì 7 agosto 2017

Autopsy

Tommy e Austin Tilden ne hanno viste di tutti i colori nel loro obitorio di famiglia... Così, quando la polizia gli rifila il cadavere di una ragazza apparentemente intonso, decidono di dedicarsi al caso con la consueta attenzione e curiosità.
Quello che scopriranno non sarà per nulla scontato ed avrà un prezzo terribile da pagare...
Ottima la regia, per questo horror che, mette a nudo (in tutti i sensi) un corpo umano, superando il limite del rigor mortis per terrorizzare lo spettatore ignaro..
Vediamo l'indagine farsi letteralmente strada nel corpo della poverina, scoprendo ogni singola parte, lingua tagliata, fiori negli intestini, un macabro rito, scritte tracciate all'interno del corpo... richiami alla Bibbia.. ma cosa realmente hanno di fronte i due medici?
Grande Brian Cox, attore scozzese che non delude mai... così come di Emile Hirsch, già apprezzato con "Into the Wild"... dura quindi la vita del coroner... costretto a fare a pezzi le persone (e noi apprenderemo un sacco di nozioni sul poco amato mestiere) e la ricerca della verità... cosa ha ridotto così questa donna? Cosa ha fatto in modo che il corpo integro fuori sia distrutto internamente e conservi terribili segreti del passato... Un ottimo horror. senza alcun dubbio.
Nota interessante: Ezia mi ha spiegato che Jane Doe (dal titolo originario Autopsy of Jane Doe), così come Joe Doe, è un modo per intendere tizio e tizia... cioè persona non nota.. Forte!

47 metri

Ah si, se mentre siete in acqua ed un animale grosso 4 volte voi, decide di mordervi il culo, forse è il caso di prendere qualche precauzione... questo devono aver pensato le due sorelle Lisa e Kate, che in Messico (prima parentesi... ma perché gli Yankee vanno in Messico... paese con il più alto tasso di omicidi al Mondo... a fare il bagno? Bah) e conosciuti due babbei locali, si fanno infinocchiare con una gita in mare per vedere gli squali... all'interno di una gabbia.
Ora, si bella lì. Però, non era meglio guardarli su Sky, sti cazzo di squali? Magari raccontati da quel prezzemolo di Morgan Freeman...? che neppure gli squali lo mordono, tanto è noioso...
E invece eccole, le due sorelle! Dentro nella gabbia! Che ovviamente si rompe, e le trascina a 47 metri di profondità. E nemmeno il cavo, portato giù a braccia da uno dei due babbei, le riporta in superficie, anzi si rompe cammin facendo e le riporta in basso con conseguenze disastrose...
Se in Paradise Beach l'elemento di riferimento era l'orologio e le maree, qui vi è di certo il manometro e la disponibilità di ossigeno a farla da padrona... la una, qui due ragazze intrappolate... mentre gli uomini fanno la figura dei babbei (in entrambe le visioni)... insomma, quello dello squalo (e nemmeno qui si negano, con apparizioni al cardiopalma) che incontra la bella straniera, è oramai un cliché consolidato e che da gran soddisfazione... e intrattiene per oltre un ora e mezza... bello. 

domenica 6 agosto 2017

il permesso

Quattro personaggi, quattro percorsi, alcuni destinati ad incrociarsi, altri a perdersi per sempre... forse anche solo per redimersi. E di remissione dal proprio essere, dal proprio destino, dalla propria coscienza... questo é il tracciato, la linea rossa da seguire, non il carcere... da cui tutti escono, non la società a cui devono pagare un debito... niente di tutto questo.
I conti si fanno prima di tutto con sé stessi, con la propria coscienza, con ciò che è rimasto fuori di galera.
L'inizio del film è quasi un palcoscenico teatrale, con i personaggi che si presentano, uscendo ognuno da una porta... Rossana, Luigi, Angelo e Donato... ognuno un motivo diverso per stare in carcere ed uno per uscirne... alla fine della storia, ognuno a suo modo avrà pagato il debito, con sé stesso o con chi gli sta incontro...
Claudio Amendola dirige e si dirige, in questo film ove gli esseri umani si presentano per quel che realmente sono, per quel che vogliono e per quello che infine possono dare nel momento del bisogno.

venerdì 4 agosto 2017

I predoni

E così Steven C. Miller dirige sta roba qua. Quel giorno, era seduto sulla tazza e non riusciva a fare il dovuto, così finite le letture da bidet, decise, carta e penna alla mano, di scrivere la sceneggiatura di "I Predoni"... forse all'inizio non aveva un titolo, ma aveva bene in mente la trama. Una serie di rapine (originale) toccano gli interessi di Jeffery Hubert, un duro, mica uno qualsiasi... (non a caso interpretato da Bruce Willis, ancora toccato dalle onde radio dei cellulari Vodafone, che lo hanno rincoglionito mica male)... questi rapinatori sono tostissimi... usano registratori vocali, maschere teschio fichissime, armi super, e soprattutto sanno cosa vogliono.
Polizia ed FBI brancolano parzialmente nel buio, ma soprattutto si fanno le scarpe uno con l'altro... in tutta questa fanno la loro porca figura Dave Bautista (eccicredo... miii quanto é grosso), Christopher Meloni (elegantisssssimo) e Adrian Grenier, bello e dannato poliziotto corrotto e desideroso di redimersi...
Ci potrebbe anche stare, se non fosse che questo non é un film... é uno spezzatino... una serie di micro episodi vicini vicini, con salti di campo manco fosse la cavallina... e dialoghi da lobotomizzati...
Ho una mia teoria, Miller scrive la trama, di tanto in tanto gli scappa, povero.. d'altronde è in bagno per quello, lo sforzo lo assorbe interamente... qualcosa lo distrae, e allora riparte da zero... finiti i bisogni e finito il film cerca in tutti i modi di trovare una quadra, un'attore qui, una bomba là, un'inseguimento, due parolacce, la moglie malata e il poliziotto pentito.... ah che figata! Ecco fatto il film... vuoi che qualcuno si accorga che l'ho fatto sul cesso sto film?
Si, ce ne siamo accorti. Quindi non farlo più! grazie.

giovedì 3 agosto 2017

The Accountant

Christian Wolff é autistico, ma questo suo "presunto" limite, che gli limita la vita sociale, gli consente d'altro canto di esprimere capacità matematiche incredibili. Al punto che tiene la contabilità di numerosi gruppi malavitosi... ed anche questo ha un prezzo... una vita solitaria, una propensione alla violenza (ma a fin di bene, ci fa intendere il film), passione e precisione... un'alchimia che viene scossa e messa alla prova quando, dopo aver scoperto un ammanco in una azienda "normale", viene fatto oggetto di un tentativo di eliminazione e con lui Dana, la contabile che lo affianca...
Per una volta, Christian dovrà fare i conti con qualcun altro ed agire non come lupo solitario.
Comincia così una caccia all'uomo, dove tutti (FBI compresa) sono alla caccia dell'altro... ma chi vuole la sua morte? E chi lo protegge?
Film d'azione, a tratti confuso, mescola genialità e muscoli, spari e combattimenti, delinquenza di basso ed alto lignaggio... da vedere.

martedì 1 agosto 2017

La lettura 296

E siamo al n. 296 de "La lettura", ne parlavo già qui in occasione della descrizione di una domenica qualsiasi... L'inserto domenicale del Corriere della Sera, che è possibile avere già dal sabato al costo di 50 centesimi... è oramai appuntamento fisso, insieme all'inserto "Robinson" della Repubblica, acquistabile insieme a L'Espresso per 2,50 euro...
Se penso che lo acquisto dal primo numero, 296 settimane or sono (pari a quasi 6 anni) direi che oramai è diventato compagno fisso delle mie domeniche, insieme al caffè e due passi, magari sul Ticino o al bordo di uno dei bellissimi laghi della nostra provincia...
Brutta la fine che fanno questi inserti... prima veloce lettura, seconda lettura degli articoli che mi incuriosiscono, strappo delle pagine che non mi interessano, cannibalizzazione di quelle che voglio conservare.... insomma la morte certa!
 
Prendiamo in esame questo numero... cosa realmente conserverò?
 
Hip Hop nella musica, Fantasy nell'arte contemporanea, la fine del ceto medio, la classifica degli sportivi più pagati al mondo, il nuovo libro di Salman Rushdie, dove va il teatro, un bellissimo articolo sull'invidia... la classifica dei libri più venduti questa settimana, il fumetto... e poi musica... un altro bellissimo articolo su un grande regista italiano: Mario Bava... horror a livello mondiale...

Ma un articolo ha attirato la mia attenzione:

Pericle e Gramsci lottano uniti. Agli antipodi del populismo. di Mauro Bonazzi
Interessante richiamo ad una frase che ho letto altrove: "il populismo è semplice, la democrazia complicata".... Si parla della "trappola di Tucidide" lo scontro tra due superpotenze, ma il vero tema di fondo è un altro, il collasso di una comunità; è successo ad Atene, e non solo là. Può sempre succedere, perché gli uomini sono sempr
e gli stessi. Apparentemente animati dalle migliori intenzioni, dominati in realtà da forze oscure di cui spesso non sono consapevoli: paura, ricerca del proprio interesse, desiderio di affermazione di se stessi. Fino a che le cose vanno bene, a società riesce a contenere le passioni potenzialmente rovinose. Ma è una situazione precaria, che rischia sempre di saltare, quando nuovi elementi modificano gli equilibri esistenti. E' instabile il mondo degli uomini... da qui alla corruzione del linguaggio il passaggio è breve...
il comportamento di Pericle, la sua calma, il suo discorrere vengono narrati da Tucidide,  che così scrive: "Chi inveiva infuriato riscuoteva sempre successo, chi cercava di prevenire era considerato pauroso e disgregatore del suo gruppo..." , di certo si sa che cosa accade quando lo spazio per le parole si è definitivamente chiuso. Nel mondo delle opinioni i cui volenti o nolenti ci troviamo, i confronto è obbligato: dopo non resta che lo scontro.

Una volta Antonio Gramsci fu accusato di scrivere testi complicati, difficili e dunque inutili. La sua replica non sarebbe dispiaciuta a Pericle: era vero, rispose e avrebbe continuato a farlo, perché credeva onesto trattare i lavoratori come uomini a cui si parla apertamente, crudamente, delle cose che li riguardano. Purtroppo gli operai e i contadini sono stati considerati a lungo come dei bambini che hanno bisogno di essere guidati dal pugno di ferro del padrone, dalla parola roboante e melliflua dei demagoghi... volete che chi é stato fino a ieri uno schiavo diventi un uomo? Incominciate a trattarlo sempre come un uomo e il più grande passo in avanti sarà già fatto.
 
Insomma, in un'epoca di molta, troppa, demagogia, di mille voci che si levano a strapazzare chiunque, spesso senza titolo, ma solo perché armate di megafono virtuale, perché non tornare ai fondamentali, al galateo istituzionale... che dica la verità ed i fatti e non le conclusioni sragionate... lo hanno fatto i giornali in passato, prima che perdessero la ragione, lo fa la rete oggi... siamo ancora in tempo?

domenica 30 luglio 2017

L'architettura di sopravvivenza

Di primo acchito, questo libro pare scritto per un villaggio africano... penuria di mezzi, risorse limitate, pochi o nulli materiali e conoscenze per costruire la propria abitazione...
E invece no, il pensiero va oltre, l'idea è che anche noi dobbiamo essere messi nelle condizioni di poter fare autocostruzione (e questo non è un pensiero recente, penso solo alle lezioni di Scudo al Politecnico, nel lontano 1987) perché a breve, le nostre ricche società si troveranno in penuria di risorse, di mezzi, di possibilità di crescere...
Ma da dove parte tutto il ragionamento di Friedman?
1. innanzitutto da un'architettura decisa dall'abitante. L'architetto viene spodestato, a lui è delegata al massimo la funzione di fare chiarezza, scrivere manuali a fumetti (lui lo ha fatto), rendere autonomi i cittadini affinché non vi sia più un tramite tra il cittadino e la funzione abitativa.
2. accettando il fatto che, la povertà è un destino ineluttabile. Questa parte del testo, in evidente chiave anticapitalista, descrive l'incremento del benessere solo a favore di qualcuno mentre una gran massa (non solo nei Paesi del Terzo Mondo) vive sotto la soglia di povertà e che l'incremento del benessere non è percorribile, per la penuria di risorse, di acqua, di mezzi...
3. dando atto che l'architettura di sopravvivenza intende conservare le risorse esistenti, con una tecnica alla portata di tutti, rudimentale e che necessita di pochi esecutori... una rivoluzione dell'organizzazione sociale, quale unico antidoto alla povertà...
 
L'assunto di base è così espresso:
- un'accumulazione di cose è un'accumulazione di diritti.
- Gli sconvolgimenti le rivoluzioni, ecc. si producono quando si prende coscienza che le scorte sono esauribili.
- l'indipendenza politica è legata alla non dipendenza economica.
 
Quindi l'architettura di sopravvivenza può funzionare perché è allo stesso tempo, una tecnica, una filosofia e forse uno stile, la cui principale qualità è di essere popolare perché non è altro che la creazione dell'uomo qualunque per il quale rappresenta lo strumento stesso della propria sopravvivenza.
 
ottimamente illustrato, con disegni intuibili e volutamente "infantili", si prestano a favore di popoli analfabeti, (e credetemi non è esclusa la nostra società) e in luoghi ove l'accesso alla cultura ha un costo sempre maggiore...
 
Una società ricca crede nella inesauribilità delle scorte necessarie alla sopravvivenza e spesso attribuisce la povertà dei poveri alla pigrizia o all'incompetenza. Così i ricchi tranquillizzano la propria coscienza con la convinzione che i siano risorse sufficienti per tutti, che i poveri siano solo in ritardo e che recupereranno più tardi...
 
Al tempo stesso, dalla parte del costruire, entra in azione quella che Friedman definisce la "macchina diabolica"... L'abitante è raramente in grado di esprimere i propri desideri: li conosce bene, ma non è capace di spiegarli e ancor meno di comunicare all'architetto il grado di importanza che attribuisce alle cose che desidera... così finisce per delegare a quest'ultimo il compito di progettare per lui... con il risultato che questi progetta per una figura ideale, che non corrisponde alla realtà.
 
Ecco sorgere il "bidonvillage", cosa diversa dalla bidonville e dal villaggio rurale, ma che li integra entrambi... luoghi in cui si può vivere bene a condizione che, si prenda atto che il giudizio estetico è il risultato di una manipolazione e che le promesse raccontate dai media e poi tradite, non devono far crescere la disperazione ma lo spirito di riscatto e di interesse per un'altra crescita, un'altra vita... che faccia della solidarietà, del rivedere il perimetro di pubblico e privato, della creatività, la vera risorsa del futuro.
 
Credo opportuno, dopo essermi espresso favorevolmente per questo testo, fare almeno un appunto: questo testo non tiene in alcun conto il villaggio, il piccolo borgo lontano dalla città... vero è che la città oramai ha superato la soglia dell'inglobare oltre il 50% degli abitanti umani... tuttavia la campagna, le piccole entità rurali non sono da sottovalutare e parlarne non sarebbe un male..

giovedì 27 luglio 2017

2:22 il destino è già scritto

Mettiamola così: un buon regista sta al film come un buon capitano sta ad una nave. Se manca la regia, se è confusa, se quel giorno ha fumato crack si finisce sugli scogli come Schettino.
Ecco, 2:22 è l'inchino della nave al Giglio, con tanto di affondamento e fuga dell'equipaggio.
Senza idee, parte bene... con il controllore di volo Dylan a suo agio e il muoversi degli aerei al suo comando, con il ripetersi della sua vita, per niente noiosa, con qualcosa che però manca e si materializza in una donna, scampata al "quasi" incidente aereo causato da Dylan e per questo sospeso dall'incarico.
Parte bene dicevo, ma poi tutto si incasina, si schianta, si aggroviglia, diventa incomprensibile, stanca, confonde... la ricerca della verità appare scontata ed al tempo stesso lasca... peccato.
Prima la stella che esplode, poi le visioni della stazione trent'anni prima, poi il ritrovamento di lettere in soffitta, poi l'attrazione inspiegabile tra i due, poi il terzo incomodo, poi gli eventi inspiegabili ma tutti spiegabilissimi... boh!
Si salva solo l'amore tra i due e il Popone nella culla!!!

i Templari