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domenica 5 aprile 2026

War Machine


C'è una domanda che ogni spettatore dovrebbe porsi prima di premere "Play" su War Machine: ho voglia di pensare stasera? Se la risposta è sì, cambia titolo. Se la risposta è no, benvenuto — sei nel posto giusto.

Il film del 2026, diretto da Patrick Hughes, racconta di un gruppo di reclute durante l'ultima, estenuante fase di addestramento per le operazioni speciali, che si imbattono in una misteriosa macchina da guerra pronta a eliminarli uno per uno. Wikipedia Fin qui, tutto normale. Poi arrivano gli alieni. Come sempre, senza preavviso e senza portare nemmeno una bottiglia di vino.

Il regista Hughes ha confessato che l'idea è nata da un incubo ricorrente, dopo aver visto, alle due di notte in una cittadina rurale australiana, una squadra di soldati delle SAS che correva per la strada principale. Movieplayer Chapeau: molti di noi alle due di notte vedono solo il frigorifero, lui ci ricava un film. La creatività è distribuita in modo profondamente ingiusto in questo mondo.

Un titolo, due film

Vale la pena precisarlo subito, perché la confusione è dietro l'angolo: questo War Machine non ha nulla a che vedere con l'omonimo film del 2017 con Brad Pitt, anch'esso su Netflix. Nessun legame tra le due opere. Movieplayer Si tratta di un semplice caso di omonimia — come due persone diverse che si chiamano entrambe Mario Rossi, con la differenza che uno era una satira politica sull'Afghanistan e l'altro è un robot alieno che insegue dei ranger nel deserto australiano. Difficile confonderli, a meno che non si guardi lo schermo con un occhio solo.

Alan Ritchson: muscoli con un'anima (a noleggio)

Il protagonista è Alan Ritchson, già Jack Reacher nella celebre serie Prime Video, attore ormai stabilmente inquadrato nel cinema muscolare e nei personaggi fisicamente dominanti. LocchiodelCineasta Qui interpreta il soldato noto solo come "81" — perché dare un nome ai personaggi, evidentemente, avrebbe richiesto un budget extra. Il film insiste su un contrasto preciso: il corpo al limite, la mente costretta a restare fredda. 81 non è presentato come un eroe invincibile, ma come uno che guida perché qualcuno deve farlo. FilmTV È una sfumatura sottile, ma apprezzabile in un genere che di solito preferisce i protagonisti indistruttibili come i Nokia 3310.

Il cast si completa con Dennis Quaid, veterano di Hollywood con decenni di carriera, Esai Morales, Jai Courtney, Stephan James, Keiynan Lonsdale e Daniel Webber. BadTaste I vertici militari, come da tradizione del genere, osservano, decidono e restano fisicamente distanti dal fango e dal sangue — una distanza che emerge dal contrasto tra chi combatte sul campo e chi mantiene la divisa pulita. FilmTV Alcune cose non cambiano mai, né nei film né nella vita reale.

La macchina: poche parole, molta determinazione

Il vero antagonista è la macchina aliena, e bisogna darle atto di una coerenza ammirevole: non parla, non negozia, non esita. Studia, calcola, elimina. Ogni decisione dei Ranger diventa una variabile che l'avversario rielabora in tempo reale. FilmTV In pratica, il sogno di ogni capo ufficio. La macchina è realizzata con grande cura nei dettagli, risultando credibile e minacciosa. Ravengami Peccato che, ad occhio critico, ricordi in maniera evidente i robot del b-movie Robot Riot del 2020, seppur arricchita da qualche dettaglio tecnologico più raffinato. LocchiodelCineasta Insomma: un robot di qualità superiore, ma con chiari antenati di bassa estrazione.

Cosa funziona — e perché funziona

Diciamolo senza ipocrisie: War Machine non possiede una sceneggiatura particolarmente interessante né originale, e non approfondisce quasi nulla di ciò che mette in campo. LocchiodelCineasta Eppure funziona. Come? Grazie al ritmo. Il montaggio efficace e la regia solida sono ciò che permette alla pellicola di non annoiare lo spettatore: sia nella prima parte, immersa in un immaginario prettamente militaresco, sia nella seconda, dove il film si trasforma in un action fantascientifico dal sapore bellico. LocchiodelCineasta

Il film sembra uscito direttamente dagli anni Ottanta gloriosi, ma con tutta la potenza visiva del 2026: fantascienza, azione e intrattenimento puro. IMDb Hughes, d'altronde, si è ispirato dichiaratamente al filone dei "soldati d'élite contro minacce ignote" inaugurato da Predator nel 1987, modernizzando il concetto con temi di ansia tecnologica e intelligenza artificiale senziente. Movieplayer Nostalgia calcolata, insomma — ma la nostalgia, quando è ben confezionata, vende ancora benissimo.

Il verdetto

War Machine è un film che non chiede nulla al proprio spettatore, se non la disponibilità a sedersi e farsi sparare addosso adrenalina per 106 minuti. Offre una buona dose di azione adrenalinica, un protagonista che incarna l'archetipo dell'eroe americano, e un elemento fantascientifico che, pur semplice, riesce a intrattenere — senza cadere in buchi di trama evidenti. LocchiodelCineasta Non è cinema d'autore, non aspira a esserlo, e sarebbe disonesto giudicarlo con quel metro.

La pellicola sta registrando visualizzazioni da record sulla piattaforma Movieplayer — il che, nel 2026, dice qualcosa sul tipo di intrattenimento che il pubblico cerca dopo una settimana di lavoro. Non sempre vogliamo Bergman. A volte vogliamo un ranger muscoloso che mena un robot alieno in mezzo al deserto australiano. E va bene così.

★★★☆☆Divertimento onesto, ambizioni modeste, nessuna promessa infranta.



 

lunedì 2 febbraio 2026

No time to die


come uccidere una leggenda (letteralmente)

Dopo venticinque film e sessant'anni di martini shakerati, donne conquistate e villain sconfitti, la saga di James Bond ha finalmente fatto qualcosa che nemmeno Blofeld era riuscito a fare: ha ammazzato 007. E non in senso metaforico, eh. Proprio morto. Kaputt. Defunto. Il franchise ha deciso che Daniel Craig meritava un'uscita di scena memorabile e, beh, bisogna ammettere che i matti fanno sempre le cose alla grande.

La trama (senza troppi spoiler, ma insomma...)

Bond si è ritirato in Giamaica a godersi la pensione - cosa che dura esattamente il tempo di un mojito, perché un agente della CIA (il sempre simpatico Jeffrey Wright) viene a bussare alla porta. C'è un nuovo cattivo, Safin (Rami Malek), che ha rubato un'arma biologica programmabile più pericolosa di un gruppo WhatsApp di complottisti. E naturalmente c'è Madeleine (Léa Seydoux), l'amore della vita di Bond, che nasconde più segreti di un hard disk di un politico.

Il buono, il brutto e il morto

Daniel Craig chiude la sua era bondiana con una performance che oscilla tra lo stoicismo britannico e l'espressività di un uomo che sa di dover ancora girare altre sei ore di inseguimenti. Ma funziona. Il suo Bond è stanco, incazzato, emotivamente disponibile (che shock!), e persino capace di fare il padre - ruolo per cui è preparato quanto un pescatore per scalare l'Everest.

Le scene d'azione sono spettacolari: Cuba regala una sequenza degna dei migliori 007, con Ana de Armas che ruba la scena in quindici minuti facendo più danni di un elefante in una cristalleria. Peccato sparisca subito dopo, probabilmente perché il film durava già quasi tre ore e qualcuno doveva pur essere sacrificato.

Rami Malek interpreta il villain con l'intensità di chi ha studiato recitazione al metodo Hannibal Lecter, ma la maschera sul viso gli dà l'aspetto di uno che ha esagerato con i peeling. Il suo piano malvagio è complesso quanto un manuale IKEA in giapponese, ma in sostanza vuole sterminare milioni di persone perché... ha avuto un'infanzia difficile. Originale come un reboot di Spider-Man.

E poi Bond muore. Davvero.

Sì, avete letto bene. Dopo sessant'anni di proiettili schivati, esplosioni sopravvissute e cadute da altezze impossibili, 007 tira le cuoia. Muore in un'esplosione di missili mentre salva il mondo dall'arma biologica. Niente fuga last-minute, niente falsa morte, niente "ah ma era tutto un piano". Proprio morto.

È una scelta coraggiosa o masochista? Probabilmente entrambe. Ma bisogna riconoscere che i matti fanno sempre le cose alla grande, e chiudere una saga facendo letteralmente esplodere il protagonista è certamente... grande. Craig ha ottenuto quello che voleva: un'uscita definitiva, irreversibile, emotivamente devastante.

Il finale ti lascia lì, davanti allo schermo, con la scritta "James Bond will return" che appare mentre tu pensi: "Sì, ma come? Lo clonano? È un multiverso? Arriva Bond zombie?"

Verdetto finale

"No Time to Die" è un film ambizioso, emotivo, a tratti troppo lungo (168 minuti sembrano un'eternità quando sai come va a finire), ma indubbiamente memorabile. Cary Joji Fukunaga dirige con stile, la fotografia è magnifica, la colonna sonora di Hans Zimmer fa il suo lavoro.

È il miglior film di Bond? No. È il più coraggioso? Probabilmente sì. È strano vedere 007 morire? Stranissimo. Ma almeno se ne va in grande stile, fedele al motto che i matti fanno sempre le cose alla grande.

Voto: 7.5/10

Tre martini shakerati su quattro. Uno in meno perché Bond non si meritava di morire, si meritava di ritirarsi a fare il sommelier in Giamaica.

Consigliato a: Fan della saga pronti a dire addio a Craig, amanti delle spy-story epiche, e chiunque voglia vedere come si ammazza un'icona cinematografica con classe.

Sconsigliato a: Chi pensa che Bond sia immortale, chi odia i finali tristi, e Pierce Brosnan (che probabilmente ha urlato "IO SONO VIVO!" guardando i titoli di coda).


 

lunedì 12 gennaio 2026

The Fall Guy


 

The Fall Guy: L'Autofagia Hollywoodiana come Strategia di Sopravvivenza

C'è qualcosa di profondamente sintomatico nel vedere Hollywood che, nell'era dello streaming e della crisi identitaria del cinema blockbuster, decide di fare un film su se stessa. The Fall Guy di David Leitch non è semplicemente un action-comedy nostalgico basato su una serie TV degli anni '80 – è un oggetto culturale che merita un'analisi più spessa di quanto la sua apparente leggerezza suggerirebbe.

Il Meta-Cinema come Rifugio

Leitch, ex stuntman diventato regista, confeziona quello che potremmo definire un "cinema del dietro le quinte" che si muove su un crinale pericoloso: celebrare l'artigianalità hollywoodiana (gli stuntman, le maestranze) mentre simultaneamente produce un prodotto che è esso stesso parte del sistema industriale che pretende di smitizzare. È come guardare un documentario sulla produzione della salsiccia mentre si mangia un hot dog da stadio.

La scelta di Ryan Gosling – icona del cinema d'autore che flirta con il mainstream – è tutt'altro che casuale. Il suo Colt Seavers è l'ennesima variazione del personaggio-che-sa-di-essere-in-un-film, portando avanti quella linea di autoironia post-moderna che da The Nice Guys in poi sembra essere diventata il suo territorio di comfort. Emily Blunt fa quello che può con un personaggio-funzione, la regista emergente che deve bilanciare visione artistica e pressioni produttive – un meta-commento talmente evidente da risultare quasi imbarazzante.

La Nostalgia come Commodity

Ma ecco il punto sociologicamente interessante: The Fall Guy vende nostalgia per un'epoca (gli anni '80) a un pubblico che in gran parte non l'ha vissuta, attraverso una proprietà intellettuale (la serie TV) che pochissimi oggi ricordano. È nostalgia sintetica, prefabbricata, una simulazione di secondo grado. Baudrillard avrebbe fatto i salti di gioia.

Il film glorifica il lavoro fisico, concreto, rischioso dello stuntman in un'era in cui la CGI sta rendendo quella figura sempre più marginale. C'è una disperazione quasi patetica in questa celebrazione – è come fare un film sugli ultimi artigiani che producono pellicola proprio mentre tutti passano al digitale.

L'Ironia come Scudo Deflettivo

La struttura è quella della commedia action autoriflessiva: inseguimenti, esplosioni, una trama gialla risibile che serve solo come pretesto. Tutto condito con strizzate d'occhio continue allo spettatore. "Lo sappiamo che è ridicolo," sembra dire il film, "ma se lo diciamo noi per primi, non potete criticarci." È la strategia difensiva del bullo che ride di se stesso prima che lo facciano gli altri.

Le scene d'azione sono tecnicamente competenti – Leitch viene dallo stunt work, dopotutto – ma mancano di quella urgenza viscerale che caratterizzava, per dire, Mad Max: Fury Road. Sono set pieces ben coreografati ma emotivamente inerti, come guardare un campionario di tecniche invece che un'esperienza cinematografica.

Il Vuoto al Centro

Quello che manca a The Fall Guy è un autentico punto di vista. Vuole essere contemporaneamente una satira di Hollywood e una lettera d'amore al cinema, una riflessione sulla mascolinità fragile e un action spensierato, un romanticismo sincero e una parodia delle convenzioni romantiche. Il risultato è un prodotto che non riesce a essere veramente nulla di tutto questo, dissolvendosi in una serie di momenti gradevoli ma effimeri.

Dal punto di vista sociologico, rappresenta perfettamente il cinema hollywoodiano contemporaneo: consapevole delle proprie contraddizioni ma incapace (o non disposto) a risolverle, rifugiato nell'ironia come strategia di neutralizzazione della critica, nostalgico di un passato mitico mentre produce un presente sempre più omologato.

Verdetto

The Fall Guy è cinema comfort food per un'industria (e un pubblico) che ha paura di impegnarsi emotivamente. È competente, occasionalmente divertente, completamente dimenticabile. Un film che parla di fare film per non dover veramente dire nulla.

Voto: 6/10 – Tecnicamente solido, intellettualmente inerte. Come una pubblicità di due ore per un prodotto che non esiste più.

domenica 26 gennaio 2025

Ghosted


Ghosted" (2023) è il classico film che ti fa rivalutare le tue scelte... tipo perché hai deciso di guardarlo. Immagina una commedia romantica che tenta disperatamente di travestirsi da action movie, ma inciampa nei suoi stessi cliché. Chris Evans interpreta il "bravo ragazzo" di turno, talmente appiccicoso che pure una mosca sulla carta moschicida sembra più discreta. Ana de Armas, invece, è la spia tosta e misteriosa, ma più che misteriosa, sembra chiedersi perché abbia accettato questa sceneggiatura.

La trama? Lui si innamora follemente di lei dopo un appuntamento (classico, no?), ma lei sparisce. Ovviamente, cosa fai in questi casi? La insegui in un altro continente e scopri che è un’agente segreto! Da lì in poi, ci sono inseguimenti, battute che vorrebbero essere divertenti, e azione che sembra girata in modalità risparmio energetico.

Prendiamo una scena simbolica: Cole (Evans), l’uomo medio con la tenacia di un ex fidanzato che non sa accettare un ghosting, si ritrova in mezzo a una sparatoria su un autobus in corsa. Mentre Ana de Armas affronta i cattivi con mosse da manuale delle "spie cool", lui si nasconde dietro un sedile, urlando come se avesse visto una blatta in cucina. E quando finalmente prova a partecipare all’azione, brandendo un'arma improvvisata – uno zainetto! – riesce solo a peggiorare la situazione, tipo inciampare e quasi farsi prendere in ostaggio.
Il tutto condito da battute che dovrebbero essere ironiche ma finiscono per sembrare scritte da qualcuno che ha visto troppi video su YouTube e ha detto: "Lo posso fare anch’io".

Il vero fantasma qui? La chimica tra i protagonisti. Ah, e il buon senso. Se cercavi un mix tra Mr. & Mrs. Smith e una rom-comedy, beh... continua a cercare.

Scritto con un piccolo aiuto di Chat-GPT




 

sabato 2 dicembre 2023

Army of thieves


 Avevo iniziato a guardare "Army of the death" e devo confessare che mi aveva annoiato, finendo per abbandonarlo. Poi casualmente, nell'elenco Netflix mi trovo questo "Army of thieves" incentrato sulla storia d'amore e sulla crescita quale ladro scassinatore professionale del timido e apparentemente impacciato Sebastian Schlencht - Wohnert... me lo guardo e devo dirvi che è davvero carino.
La storia vede coinvolto il nostro in una sorta di gara per aprire le tre leggendarie casseforti legate al mito di Wagner, insieme ad una discutibile e precaria squadra di rapinatori ed inseguiti dal poliziotto Delacroix che nutre per loro un odio personale.
Inseguendo le tre casseforti si entra in un racconto nel racconto, in una trama nella trama ed in un preambolo di quello che sarà "Army of the death"... contando di tornarci sopra appena possibile sotto una luce nuova.

giovedì 23 novembre 2023

The Killer


Di questo thriller si apprezza certamente l'intelligente mix tra azione e noiose pause. Tutti credono che l'assassino abbia una vita movimentata... certo si, ma dimentica i tempi in cui deve (se vuole sopravvivere all'evento) prepararsi, studiare ogni possibile rischio e risolverlo..
Tutto bene, fino a che non commette un errore e il suo datore di lavoro pensa di risolvere facendolo eliminare... peccato che a pagarne le conseguenze sia la sua donna... seguirà la vendetta e non rispetterà più alcuna regola... un ottimo film che tiene incollati alla poltrona.

 

sabato 1 luglio 2023

Tyler Rake 2


Secondo episodio legato a questo mercenario capace di tutto... nel caso specifico, risorgere dopo essere stato colpito più volte (vedi il primo) e passato mesi in riabilitazione... io, per fare un esempio, sono volato in bici sul marciapiede, ho picchiato una spalla e sono mesi che tribolo... lui ha preso tante di quelle botte che oramai somiglia ad un sacco di patate... eppure, eccolo ancora lì.
In questo movimentato secondo episodio, lo vediamo alle prese con la liberazione della famiglia di un mafioso georgiano, in qualche modo suo parente... con il risultato di trascinarsi contro una faida di proporzioni inaudite... riuscirà il nostro eroe a salvare il salvabile? Non volendo rovinarvi il finale... vi dico solo che farà tanta fatica... per renderci però avvincente il racconto.

venerdì 9 giugno 2023

Message from the King

Un prodotto ben confezionato. Sino alla fine il mistero rimane tale... chi è il sig. King, l'uomo di cui persino il dentista, vera anima cattiva del gruppo di criminali, lo teme?
Arriva dal Sud Africa questo uomo che non teme nulla, che affronta la scoperta della morte della sorella senza quasi battere ciglio, ma che immediatamente cerca (e trova) i colpevoli, anche se non riesce nell'intento finale. Bello? Decisamente si. Colori che virano al rosso, azioni violente ma che rimandano a cult anni '70, fragilità e drammaticità in una California che non regala nulla a nessuno, ma che anzi si rivela una vera trappola per chi vive ancora del sogno americano.
La vendetta come rimedio alla morte, la forza per rispondere ai forti. Rimarrete incollati alla trama dall'inizio alla fine.


 
 

venerdì 26 maggio 2023

AKA

Ogni Stato ha il suo supereroe che si schiera contro il potere, un fuoriuscito che, ad un certo punto della sua carriera, si accorge che il sistema è marcio e lui deve guardare il suo cuore, la sua coscienza e porre rimedio.
Non fa eccezione la Francia, con questo film, devo dire, non male, con una trama scontata, ma capace di accattivarsi le simpatie per gli amanti del genere. Visto in lingua originale, mi riallaccia alla cultura d'oltralpe ed agli amici francesi. Fa da contorno una certa lezione morale sui legami con le colonie ed un certo imperialismo mai venuto meno...
 

mercoledì 10 maggio 2023

How I became a Gangster


Ogni nazione ha il suo eroe. Negativo o positivo... ma sempre un eroe. Uno che riesce ad incarnare lo spirito del luogo, quello che fa di pochi e validi valori la sua peculiarità... la differenza rispetto alla miseria umana. Poche regole, buone o cattive che siano, ma tali da renderlo riconoscibile e rispettabile in una società oramai incapace di dettare regole ma capacissima di vederle se se ne presenta l'occasione.
E così il nostro eroe, percorre sino in fondo la sua strada, per legittima scelta, e non perché costretto (e questo è il primo punto a suo favore)... e poi fa in modo che al termine di ogni scontro, si riconosca il rispetto per l'avversario (se questo l'ha meritato)... questa sua azione gli consentirà la salita nella scala gerarchica dei cattivi (forse più semplice di quella dei buoni)... insomma, una storia con una sua morale ed un esito nient'affatto scontato... che sia la Polonia (come nel nostro film) o un qualsiasi altro posto, essere cazzuti paga. Essere cazzuti con regole certe in un mondo senza regole... rende bene.
La trama è piacevole, le azioni forti, si ride e ci si affeziona al nostro. E anche il finale ha un senso ed una logica che non fa una grinza.

martedì 11 aprile 2023

Re dell'ombra


 Per fortuna non sono solo i film stranieri, ambientati in Italia, ad essere pieni zeppi di luoghi comuni e fatto pure malissimo... per fortuna.. oppure no, fatto sta che questo "Re dell'ombra" vince a mani basse sul peggior luogo comune nel vivere in Francia... marocchini e africani in genere sono delinquenti, i pochi onesti sono dei paria malvisti, il quartiere è in tutto e per tutto Casba... il povero ragazzino perde la vista per il malocchio e attraverso questa strada la ritrova... il fratellastro cattivo non si pente ma poi nel morire viene perdonato... la droga, lo spaccio, il racket, il pizzo... tutti vestiti con tute da ginnastica in materiali improponibili (minchia chissà che puzza)... vale la pena vedere questo film? Temo di no. A meno che si voglia fingere che la banlieue sia un fiore in attesa di sbocciare non appena gli è data l'occasione. 

sabato 18 marzo 2023

Luther - Verso l'abisso


Direttamente dalla famosa serie televisiva britannica, ecco un interessante film, che ovviamente piacerà ancora di più a chi conosce il personaggio.
Lo dimostra il fatto che alcuni elementi sfuggono ai non addetti ai lavori... e la regia su questi aspetti ci marcia mica male. 
Detto questo, il film corre spedito, pur con qualche difettuccio ove, come amo dire, la sospensione della realtà deve essere accettata. Poche storie. 
Luther, poliziotto per nulla ortodosso, viene arrestato a seguito di un complotto ordito da un ricco e pericoloso serial killer che lo vuole fuori dalle scatole... ed eccolo, deciso più che mai a trovare una soluzione, evade e... il resto è un susseguirsi di colpi di scena... sino all'epilogo. Piacevole e a tratti impressionante.

 

lunedì 6 febbraio 2023

Hell Dogs


Hell Dogs, nella casa di bambù. Film davvero particolare, ove la mafia (la Yakuza in questo caso) viene narrata dal di dentro e da lontano... ove manie, follie, quotidianità, orrore, morte, ma anche ricerca del bello, la fanno da padrone.
Se, per un verso, la trama può avere un senso, l'orditura si perde in filamenti che portano di qua e di là il povero spettatore, che assiste a lotte per il potere, narrate come una questione di condominio ed al tempo stesso, con tratti da tragedia greca.. Boss venerati ed annoiati, che trattano di affari come un qualsiasi CEO aziendale... vendicatori con motivi nobili e tragici, che però rimandano il raggiungimento della loro azione per godere il più possibile del potere raggiunto o raggiungibile...
Ne emerge un racconto folle a suo modo, ma originale nella stesura.. che non annoia mai perché non lascia intravedere una trama logica ed un altrettanto scontato finale. Sarà realmente così? La vendetta sarà raggiunta? Oppure, semplicemente la casualità darà fine alla sofferenza, all'amicizia, all'amore (in tutte le sue forme), alla morte procurata. Singolare, violento, ma per certi versi lontano dai canoni orientali a cui ci ha abituato un certo filone narrativo.

sabato 17 dicembre 2022

Kate


Mettiamola così: per metà del film la storia regge ed è pure ben fatta. Ad un certo punto, complice uno svarione del regista, un ictus del produttore, un malore dell'attore principale, una diarrea degli altri attori e comparse... chi lo sa... forse una cattiva congiunzione cosmica... tutto vira in farsa, poi in commedia umoristica ed infine diventa teatro dell'assurdo con una trama talmente scontata che questo film poteva essere trasmesso anche per non udenti o vedenti... uguale, cambiava niente.
Un peccato, credetemi, perché le premesse per fare un buon film c'erano tutte. Il Giappone, la Yakuza, il killer spietato (donna), la vendetta, il doppio gioco, scontri mortali con ogni arma... ma poi, ad un certo punto, iniziano le comiche... al punto tale che per un istante ci si limita ad osservare il telecomando inebetiti pensando che per un mero errore ci sia stato un cambio di canale... bah. guardatelo lo stesso. ma quando la protagonista indossa gli occhiali da sole, andate a dormire.

Lock & Stock - pazzi scatenati


Sulla falsariga di "Snatch - lo strappo", altro film demenziale ed irriverente ove, un gruppo di quasi-adulti, cerca di fare i soldi mettendosi nei guai... ne seguono episodi al limite della follia, ove il denaro passa di mano in mano per poi tornare (quasi) al punto di origine.
Ci si diverte grazie ad uno humor nero made in UK. Ogni personaggio riesce a regalarci una sua particolarità rendendo la commedia degna di questo nome. Da vedere. 

giovedì 8 dicembre 2022

Snatch - Lo strappo


Non è mai facile intrecciare storie senza rendere un vero protagonista. E non è altrettanto facile interromperne la vita (ad uno o più) riuscendo poi a non far venir meno la tensione e l'interesse dello spettatore.
Qui l'operazione non solo riesce ma ci trascina in una girandola di azione, gag, incontri che pare non finire mai... il tutto senza perdere la trama, divertendosi maledettamente, anche quando ad essere messa in mostra è la violenza e la morte...
Frutto della vicenda è un enorme diamante su cui tutti vogliono mettere le mani... ma dove non arriva la cupidigia, giunge il caso... senza aver trascurato ogni genere di azione, incontro, scontro, variazione sul tema. Ci si diverte terribilmente, si ride anche quando non c'é nulla da ridere, sia per le azioni surreali, sia per la particolarità di ognuno dei personaggi... i loro difetti, la loro insofferenza o troppo rispetto delle regole e di una certa "deontologia" criminale... un mondo, si criminale, ma che insegna molto sulla natura degli uomini. Da vedere e rivedere..

 

sabato 3 dicembre 2022

il mio nome è Vendetta


Il filone del revenge movie oltre ad avere oramai una solida tradizione, ha un canone ben preciso da seguire... binari da cui è vietato deragliare se si vuole accontentare lo spettatore e non travisare le sue aspettative.
La famiglia felice, il ritorno del passato, la violenza, l'obbligo di fare i conti con il proprio passato, il percorso di redenzione, la comprensione dell'impossibilità (non sempre) che violenza trascina e richiama altra violenza, la necessità di difendere ciò che rimane (quando rimane) dei propri affetti... i colpi di scena, i ribaltamenti di scena, il riscatto finale (che può avvenire con il liberarsi del maleficio o con la morte di tutti).
Seguendo questo canovaccio, abbiamo già narrato anche questa vicenda. Un film italiano per niente banale, che ci regala momenti di tensione e colpi di scena credibili.
In alcuni momenti la storia diviene meno credibile, ma subito i dubbi vengono fugati da una nuova azione che ci riporta sul tracciato segnato. Qualche dubbio (morale) sul finale.

sabato 22 ottobre 2022

The Pusher


Se vuoi uscire dal giro ma sei davvero bravo non è detto che la cosa sia così semplice.
Lo scopre a sue spese XXX un pusher davvero capace, che con un basso profilo e regole sempre rispettate si è costruito una rispettabile carriera nel mondo del crimine.
Il risultato sarà ovviamente un grosso grosso problema... tra amici, nemici, spie e folli, XXX dovrà rivedere tutte le sue convinzioni ed agire improvvisando... cosa per cui non è affatto capace.
Divertente e ben costruito, merita la visione.

 

sabato 3 settembre 2022

Uncharted

Tratto dall'omonima serie di videogiochi, vede i nostri tre protagonisti inseguire il tesoro di Magellano ed in questo ostacolati dal cattivo (e che cattivo, il grande Antonio Banderas) di turno e dai suoi accoliti.   Un divertente film ove l'azione non manca e nemmeno i colpi di scena all'Indiana Jones... 

Tom Holland riesce a farci divertire tra intrighi, vecchie mappe, velieri e tesori incredibili... Bello.

 

domenica 24 luglio 2022

The Gray Man


Siamo forse all'alter ego di Matt Dillon e dal suo Bourne? Questo scoppiettante primo episodio - forse anche troppo lungo - vedrà un seguito?
Perché a dirla tutta, mi sono divertito... la tensione non cala mai, i combattimenti sono all'ordine del giorno, la trama ovviamente va accantonata... vanno presi i popcorn e vai di finzione... però il divertimento è assicurato...
Il nostro Gray Man si mette di traverso contro la CIA guidata da un cattivone corrotto... dietro di lui un ulteriore pazzo criminale capace di tutto pur di riuscire nell'azione ed essere ripreso nella mischia... Si passa da un paese all'altro, si arriva a Praga - oramai sede di molti film d'azione - e non ci si ferma mai... ad un certo punto si finisce per credere che il nostro super agente sia pure immortale... ma no... anche lui subisce l'usura del tempo. Da vedere.