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sabato 17 ottobre 2026

Magnifica Humanitas - il libro


Leggere un libro denota interesse per un argomento o per un autore. 
Rileggere un libro, denota qualcos'altro.
Noto da subito che è vero quel detto che recita "non si attraversa lo stesso fiume due volte, o è cambiata l'acqua o siamo cambiati noi".. questo è vero soprattutto qui dove, ogni singola riga impone riflessione.
La seconda lettura mi segna perché mi fa andare nel concreto, mi fa toccare con mano idee e pensieri che la prima volta avevo distrattamente colto e che per avidità e ingordigia avevo letto rapidamente.
Un libro capace di far pensare di fronte a temi enormi. Parole semplici che però fanno pensare. il raffronto tra Babele e Gerusalemme. Tra la realizzazione con una regia asettica e una con il cuore e il pensiero condiviso. 
Sapremo governare l'enorme cambiamento generato dalla IA? Papa Leone XIV ci prova.. a noi il compito di seguire le sue tracce.

 

venerdì 26 giugno 2026

Fermare il cantiere. Magnifica Humanitas

Magnifica Humanitas, ovvero un'enciclica sull'intelligenza artificiale letta dalla provincia

Confesso il pregiudizio, così almeno avrò il piacere di tradirlo. Quando ho saputo che il Papa aveva scritto un'enciclica sull'intelligenza artificiale, ho temuto il consueto: il documento un po' spaventato, di quelli che alternano l'entusiasmo del dépliant alla diffidenza del nonno davanti al telecomando. Mi ero già preparato l'aria comprensiva.

Mi sbagliavo, e lo dico con il sollievo di chi ama essere smentito. Magnifica Humanitas ha il buon gusto di non parlare di macchine. Parla di potere — che è tutt'altra faccenda, e assai più scomoda. La tesi, sfrondata dei velluti, è di un realismo quasi brutale: la tecnica non è neutra, perché assume il volto di chi la pensa, la finanzia, la regola e la usa; e quel volto, oggi, non è più quello degli Stati ma quello di una manciata di soggetti privati più ricchi di molti governi. Mentre tutti discutono se la macchina sia intelligente, qui si domanda — con garbo curiale ma senza giri — di chi sia. Domanda che, ammettiamolo, in provincia ci facciamo da sempre, ogni volta che una decisione presa altrove arriva già confezionata.

Il cuore del testo sono due immagini bibliche, e qui l'ho trovato perfino elegante. Da una parte Babele: la torre costruita per "farsi un nome", l'opera grandiosa e autosufficiente che, a forza di volere un'unica lingua, finisce per non capirsi più. Dall'altra Neemia, che ricostruisce le mura di Gerusalemme senza calare soluzioni dall'alto — convoca le famiglie, assegna a ciascuno il suo tratto di muro, ascolta le paure. Confesso che Neemia, funzionario di un re straniero che torna a casa a rimettere insieme i cocci, mi è parso un collega. Il messaggio è che la scelta vera non è fra dire sì o no alla tecnologia — falsa alternativa da convegno — ma fra due modi di stare insieme. È una mossa filosofica travestita da omelia, e funziona.

Poi, certo, c'è il punto in cui l'ho amata e non le ho creduto nello stesso istante. L'enciclica arriva a dire che i dati, gli algoritmi, le piattaforme andrebbero considerati beni a destinazione universale, come l'acqua e l'aria. Magnifico in linea di principio, e lo penso davvero. Solo che il dato non è la terra: non sta lì da prima di noi, lo produciamo mentre viviamo, e vale solo dentro una relazione. "Destinazione universale" rischia di restare una bellissima parola in cerca di un meccanismo. Ma forse è il bello del genere: l'enciclica è fatta per indicare il nord, non per disegnare la strada. La diagnosi è chirurgica; la terapia, diciamolo, è un gesto. «Fermare il cantiere dell'ennesima Babele» commuove e non obbliga nessuno — e va bene così, purché non si confonda la profezia con il regolamento attuativo.

Resta una crepa, ed è quella che mi tiene compagnia da qualche sera. Il documento traccia attorno all'umano una linea metafisica nettissima — la dignità come dono che precede ogni merito, lo splendore che nessuna macchina potrà mai sostituire — e risolve per decreto una domanda che a me pare tutt'altro che chiusa: dove finisce la persona e comincia l'artefatto. Trovo che la sua sicurezza, lì, corra un po' più veloce della domanda. E però — ecco la finezza — le sue conclusioni pratiche restano giuste comunque: l'essere umano al centro delle decisioni che lo riguardano, il rifiuto di ridurre chiunque a profilo. Si possono accogliere senza firmarne la metafisica. Capita, con i testi seri.

Chiudo dove dovrei: in dubbio. L'ho letto da qui, da una provincia che le rivoluzioni le vede arrivare sempre con un certo ritardo e una certa diffidenza — e che proprio per questo, a volte, le vede meglio. Mi resta l'impressione di un documento più riuscito nel descrivere il male che nel prescrivere il rimedio, e va benissimo: i medici onesti sono quelli che almeno la diagnosi non te la addolciscono. Sul resto, come sapete, non esistono fatti. Solo interpretazioni — e l'unico modo per scoprire chi sta interpretando chi è continuare a leggere.


martedì 7 aprile 2026

Erotica dei sentimenti


Erotica dei sentimenti di Chiara Gancitano si muove in uno spazio insidioso, quello in cui il rischio di cadere nella retorica sentimentale o, al contrario, nell’astrazione teorica è sempre dietro l’angolo, eppure riesce nella maggior parte dei casi a mantenere un equilibrio credibile tra riflessione filosofica, osservazione sociologica e analisi psicologica delle relazioni contemporanee, partendo da un’intuizione di fondo che attraversa tutto il libro, cioè che il desiderio sia stato progressivamente svuotato e trasformato in qualcosa di performativo, esibito e consumabile, più che vissuto, e che i sentimenti abbiano perso profondità nel momento in cui sono stati inglobati dentro logiche di mercato e dinamiche di validazione sociale, un’idea che non è nuova ma che qui viene rielaborata con un linguaggio accessibile e con una capacità narrativa che rende il testo fruibile anche fuori da un contesto accademico

Dal punto di vista psicologico il libro funziona soprattutto quando mette a fuoco la frattura tra desiderio autentico e desiderio costruito per essere riconosciuto dagli altri, mostrando come molte dinamiche relazionali contemporanee siano guidate più dal bisogno di conferma che da una reale apertura all’intimità, anche se talvolta questa analisi tende a semplificare e a generalizzare comportamenti che in realtà sono molto più differenziati e situati, e soprattutto quando lascia intravedere una certa idealizzazione dell’autenticità che rischia di diventare più una prescrizione implicita che una categoria analitica, come se esistesse una forma “giusta” di sentire che tutti dovrebbero recuperare, mentre sul piano sociologico il testo intercetta con maggiore precisione alcune tensioni tipiche del presente, come la mercificazione delle relazioni, l’estetizzazione del desiderio e la proliferazione delle possibilità che invece di ampliare la libertà producono spesso paralisi decisionale e insoddisfazione cronica, restituendo l’immagine di un contesto in cui l’eros è meno represso ma anche meno significativo, più accessibile ma meno denso

Il titolo potrebbe indurre in errore chi si aspetta una riflessione sulla sessualità in senso più concreto, perché l’erotica di cui parla Gancitano è soprattutto simbolica e relazionale, più vicina a una riflessione filosofica sul desiderio che a un’esplorazione della dimensione corporea, e questo scarto tra aspettativa e contenuto è uno degli elementi più ambigui del libro, anche se coerente con l’impianto generale, e in questo senso si potrebbe dire che si tratta di un’erotica senza corpo, o forse di un tentativo di restituire al corpo una profondità che non passa necessariamente dalla descrizione del sesso ma dalla qualità della relazione, il che è un’operazione interessante ma non del tutto risolta

Leggendo emerge anche un paradosso difficilmente ignorabile, cioè che viviamo in un’epoca in cui le opportunità di incontro, di espressione e di sperimentazione sono teoricamente amplissime, e tuttavia la complessità delle relazioni sembra aumentare invece di ridursi, come se l’abbondanza di possibilità producesse più ansia che libertà e più strategia che spontaneità, e viene quasi da pensare che, se l’evoluzione avesse avuto come obiettivo semplificare le dinamiche dell’accoppiamento umano, l’esito attuale rappresenti una deviazione piuttosto creativa ma poco efficiente

Nel complesso il libro non è particolarmente radicale né introduce categorie completamente nuove, ma funziona come uno specchio efficace delle contraddizioni contemporanee, capace di rendere visibili dinamiche spesso percepite ma non sempre nominate, e il suo valore principale sta proprio in questa capacità di chiarificazione più che di innovazione, lasciando il lettore con una sensazione ambivalente, da un lato quella di aver riconosciuto qualcosa di vero nella descrizione proposta e dall’altro quella di non aver trovato strumenti del tutto convincenti per uscire da ciò che viene descritto, ma forse è proprio questo il punto, perché più che offrire soluzioni il libro invita a riconsiderare il modo in cui costruiamo il desiderio e viviamo i sentimenti, suggerendo che non siano semplicemente dati naturali ma pratiche culturali e relazionali che richiedono attenzione, tempo e una certa disponibilità a sottrarsi alle logiche dominanti, il che oggi, più che difficile, appare quasi controintuitivo

domenica 11 gennaio 2026

Lavoro e povertà - quando la coperta è corta


Lavoro = non povertà? Non sempre è vero. 
Per molto tempo avere un lavoro è stato considerato sufficiente per evitare situazioni di indigenza, ma oggi i dati dicono che in Italia 1 persona occupata su 10 si trova a rischio povertà.
In occasione del primo maggio ci siamo chiesti quanto siano consapevoli di questa situazione.
E cosa andrebbe fatto per affrontarla.
Nasce il fenomeno del Lavoro Povero che oggi è sempre più diffuso - una indagine del 2023 rileva che esiste una elevata percentuale di lavoratori che, nonostante siano occupati, rischiano di cadere in povertà a causa di retribuzioni orarie troppo basse, o perché svolgono lavori precari o a tempo parziale. Working poor.
Un sussidio con una durata più lunga consente di non prendere il primo lavoro che capita e questo è un aspetto positivo sia dal punto di vista sociale sia per il funzionamento del mercato del lavoro.
Occupazioni precarie, malpagate e che quindi diventino si lavoratori e lavoratrici, ma che rimangono comunque poveri e povere.
Il rischio c'é senza dubbio. 
Si veda il lavoro fatto in Lombardia dal consorzio no-profit di agenzie per il lavoro Mestieri Lombardia.
Nel 2023 ha preso in carico 6.800 persone. I working poor in Italia sono il 10,2% e si identificano per avere un reddito disponibile inferiore al 60% di quello medio.
Il lavoro povero in Italia è un fenomeno multifattoriale e strutturale: fragilità occupazionale, disoccupazione e lavoro nero.
Nel nostro Paese c'é un problema di specializzazione produttiva che si concentra su filiere a basso valore aggiunto e una competizione fondata sull'abbassamento del costo del lavoro con fenomeni diffusi di illegalità, precarietà, scarsa innovazione.

5 proposte del gruppo di lavoro
1) Garantire salari minimi adeguati;
2) Aumentare il rispetto dei minimi salariali;
3) introdurre un trasferimento rivolto esclusivamente a chi percepisce redditi da lavoro (in-work benefit);
4) incentivare il rispetto delle norme da parte delle aziende e aumentare la consapevolezza di lavoratori e imprese;
5) promuovere una revisione dell'indicatore europeo di povertà lavorativa a livello E.U.
 

 

sabato 8 novembre 2025

Connessi a morte


In un mondo in cui la rete non è più solo contorno ma campo di battaglia, Michele Mezza ci conduce con "Connessi a morte" dentro la trasformazione radicale della guerra, dei media e della democrazia.
Con linguaggio agile ma rigoroso, l'autore rintraccia fatti geopolitici e riflessioni critiche; dalle esplosioni che cambiano una mappa militare al potere algoritmico che trasforma ogni connessione in un potenziale bersaglio.
La provocazione del titolo è il filo rosso del saggio: l'intimità digitale, la tracciabilità dei corpi, l'uso della tecnologia come arma - tutto smette di essere marginale.
La mobile war trasforma così il Web in un poligono di tiro permanente, dove ognuno può essere cecchino o vittima.
Mezza non si limita a descrivere: invita il lettore a sentirsi dentro il cambio di paradigma, a non ignorare la "negoziabilità sociale dell'algoritmo".
Pur trattandosi di un volume breve, il testo non sacrifica la profondità: l'autore riesce a portare il lettore dall'attacco terroristico alla manipolazione digitale di campagne elettorali, mostrando come la democrazia stessa sia in gioco.
Il contrappunto tra media tradizionali e nuove forme di potere digitale viene affrontato con efficacia e vivacità senza perdersi in tecnicismi sterili.
In definitiva "connessi a morte" è un saggio essenziale per chi vuole comprendere il presente senza illusioni: un invito a guardare oltre lo schermo e a domandarsi chi, oggi, comanda la comunicazione - e la vita - nell'epoca della cybersecurity.
Un libro che lascia il segno, tanto per professionisti quanto per lettori curiosi. 


Posizione 110 - Agnizione - Riconoscimento improvviso di un personaggio che determina un cambiamento nell'azione scenica o romanzesca. Riconoscimento dell'identità di qualcuno.

Posizione 129 - La connettività., quello spazio digitale in cui si ritrova la stragrande maggioranza di una popolazione, è oggi il punto di attacco che permette di pianificare una rivoluzione dall'alto, che autorizza un leader a creare il proprio popolo.

Posizione 358 - In questo gigantesco videogame selettivo sta mutando drasticamente la geometria dei poteri: la tecnocrazia prevale sulla democrazia, e nella tecnocrazia la datacrazia, ossia le élites che controllano la tracciabilità delle informazioni che rilasciamo, prevalgono in ogni percorso di decisioni private o deliberazioni pubbliche.

Pagina 1235 - contrariamente a quanto sostiene la visione ingenua, l'informazione non ha un legame essenziale con la verità e il suo ruolo nella storia non è quello di rappresentare una realtà preesistente. La sua caratteristica distintiva è la connessione più che la rappresentazione.
L'informazione é ciò che collega punti diversi in una rete. L'informazione non ci informa necessariamente sulle cose, organizza piuttosto le cose in una qualche conformazione.

Pagina 1392 - Ora la domanda che riprenderemo più avanti è: uno Stato può importare senso comune o, ancora peggio, principi etici e morali da un fornitore che ha allevato l'intelligenza che trasmette al suo cliente? E, se no, quali sono le procedure che possono assicurare un'autentica affinità del bot al contesto civile in cui è chiamato ad operare?
Abbiamo così individuato un tema fondante della politica, e dirimente per l'idea stessa di democrazia: natura e controllo dello Stato al tempo della riproducibilità del senso e dell'etica, avrebbe detto Walter Benjamin.
Proprio questa friabilità del nesso fra la struttura etica di una comunità organizzata e il senso comune che la unisce é la causa di quella crisi della democrazia rappresentativa che verifichiamo in Occidente.

Posizione 1396 - Proprio questa friabilità del nesso fra la struttura etica di una comunità organizzata e il senso comune che la unisce è la causa di quella crisi della democrazia rappresentativa che verifichiamo in Occidente.

Posizione 1850 - La domanda che ci siamo posti è: se al fondo di una menzogna umana c'é l'interesse di un individuo che tenta di divincolarsi da una stretta della realtà, al fondo della bugia di un algoritmo cosa c'é?

Posizione 2247 - Stefano Rodotà, l'insigne giurista, difensore della privacy, diceva che "non tutto ciò che è tecnicamente possibile è eticamente accettabile".







 

martedì 9 settembre 2025

Educazione, persona e welfare


Pagina 12 - Non ridurre il sostegno del Welfare a mero gesto meccanico.

Pagina 16 - Vita Umana: persona assunta come risorsa per interpretare le esigenze del rispetto per la dignità umana nello specifico contesto storico.

Pagina 25 - il lavoro con soggetti in situazioni di disagio risulta essere faticoso e impegnativo, sia concretamente che dal punto di vista emozionale, tanto da richiedere all'operatore di fronteggiare forti situazioni emotive che lo possono mettere in difficoltà mettendolo di fronte ai propri bisogni, le proprie reazioni emotive e le proprie incertezze.

Pagina 50 - Paidagogòs - dal greco antico. Pais = ragazzo; Agogòs = che guida.
Era lo schiavo che accompagnava i ragazzi a scuola al mattino.

Pagina 52 - occorre non solo riparare le ingiustizie ma evitare che queste accadano.

Pagina 75 - Welfare State - il Welfare State è intervenuto su queste regole: sostituendosi ai mali famigliari ha sostenuto i figli per rendere uguali le loro opportunità di vita quando i genitori non c'erano o erano inadeguati. Ha sostenuto gli anziani per renderli indipendenti dai figli.

Pagina 84 - Pedagogia. Essa non può certo fermarsi all'essere, ontologicamente fondato, perché questo sarebbe compito della filosofia ma è interessata soprattutto al dover essere.

Pagina 86 - La democrazia non deve ridursi a un insieme di regole procedurali volte a tutelare e a comparare gli interessi dei singoli, ma finirà per assumere i caratteri di progetto umanizzante affidato alla capacità dei soggetti in gioco.

Pagina 88 - Progettualità esistenziale generata da aspettative, aspirazioni, impegni, speranze, valori, ideali, orizzonti.

Pagina 91 - edificare forme di convivenza civile e politica dove non prevalga la logica della semplice composizione degli interessi, ma che siano ispirate a idealità condivise.

Pagina 96 - Si tratta, invece, del pluralismo delle culture, cioè degli universi simbolici che conferiscono significato alle scelte e ai piani di vita di coloro che li abitano.



 

martedì 3 giugno 2025

PEBA e quant'altro



 

La giusta commistione tra sociale e politica porta alla redazione di testi di riferimento in materia di attenzione nei confronti delle fragilità.
La conoscenza dei PEBA, Piani di Eliminazione delle Barriere Architettoniche e del disegno normativo lombardo, consente di ridisegnare il territorio, l'ambiente costruito e in definitiva di rendere più vivibili le nostre realtà abitative collettive... cosa quagliano con la SOS ? Poco, forse nulla... ma conoscere certe dinamiche permette di conferire con gli interlocutori politici dando loro filo da torcere.

domenica 27 aprile 2025

Senza eredi - libro


La nostra è la prima epoca senza eredi.
Non riconosciamo eredità da trasmettere.
Nessuno continuerà l'opera, nessuno salverà quel che poteva e doveva essere salvato.
Il tempo non è galantuomo ma smemorato: non renderà giustizia.
Viviamo tra contemporanei senza antenati né posteri, uniti solo dal vago domicilio della stessa epoca; non consorti, al più coinquilini occasionali.
E' l'epilogo coerente di una società senza padri divenuta società senza figli.
E ciò vale a partire dagli autori e dalle loro opere.
Per reagire a questa amnesia, cancellazione ed emorragia, Marcello Veneziani ha composto una raccolta di settanta miniature di saggi, succinte biografie, profili non convenzionali, in vari casi sconvenienti.
Da Pascal a Vico, da Leopardi a Manzoni, da Baudelaire a Proust e a Kafka, da Vattimo a Ratzinger, fino ai pensatori e agli scrittori più vicini a noi e viventi.
Prima di loro, a essere senza eredi sono i classici, i grandi del passato, cancellati o abbandonati, quando non maledetti.
Siamo scesi dalle spalle dei giganti senza eredi non è possibile nemmeno un pensiero nuovo, rivolto al futuro e all'essenziale, in grado di superare la nostra società dell'oblio che tende a perdere il senso critico, la cultura e l'umanità.
La vera sciagura del presente non é l'avanzata dell'intelligenza artificiale ma la ritirata della intelligenza umana.
Non resta che ribellarsi a questa china riscoprendo un diverso destino.

Posizione 11 - L'iperconnessione tecnologica e l'ipoconnessione umana sono un tratto saliente della condizione umana in cui la tecnologia fa compagnia a chi è solo e isola chi è in compagnia.

Posizione 414 - La solitudine è una sovranità senza regno. L'amicizia è un legame senza sovranità.

Posizione 429 - Ogni discepolo porta via qualcosa al suo maestro, spiega Oscar Wild nel "Ritratto di Dorian Gray", in cui teorizza: "influenzare un individuo significa dagli la propria anima... egli diventa un'eco della musica di qualcun altro, uno che recita una parte che non è stata scritta per lui".

Posizione 507 - L'amore non corrisposto è una morte in vita.

Posizione 514 - Nella ricerca proustiana del tempo perduto, la morte di chi ti è caro o lo svanire del passato, tra i dolori che arreca, dona però un piacere: quel che resta nella memoria degli affetti é un ricordo selettivo, il meglio, ciò che davvero merita di essere salvato, la sintesi squisita di quel che fu.

Posizione 1602 - Kafka riconosceva la superiorità del male sul bene, anche sul piano della conoscenza: "il male conosce il bene, ma il bene non conosce il male". L'asimmetria malefica della vita. I due peccati capitali dell'uomo, per Kafka, sono l'impazienza e l'inerzia. Tutti gli altri discendono da questi; a causa dell'impazienza gli uomini furono cacciati dal paradiso, a causa dell'inerzia non possono tornarci.

Posizione 1786 - Giovanni Gentile. In "Genesi e struttura" si profila il suo pensiero comunitario: la comunità non accomuna solo i viventi, ma anche chi ci ha preceduto e chi ci seguirà. E' il filo della "tradizione". La filosofia ne é la sua coscienza: in fondo all'Io c'é un Noi; che è la comunità a cui egli appartiene, e che é la base della sua spirituale esistenza, e parla per sua bocca, sente col suo cuore, pensa col suo cervello. La comunità è presente come legge interna all'individuo.

Posizione 2562 - La poesia è una forma di preghiera; abita in un posto segreto dell'uomo e gli dona altri occhi, altre orecchie.

Posizione 2674 - Quando penso che non m'innamorerò, ormai, più / che non soffrirò, ormai, più per amore / mi sento un morto a cui batte il cuore.

Posizione 3457 - Oggi gli scenari sono globali e individuali, ma le classi sociali non servono più: sono fluttuanti, indefinibili, magmatiche. Si è proletari rispetto ai benestanti, però si diventa ceto medio rispetto ai migranti.

Posizione 4253 - A un narratore chiediamo di portarci via di qui, di farci vedere un'altra vita, o comunque con altri occhi sotto altra luce.
A un pensatore, invece, chiediamo di portarci nel cuore delle cose, di farci capire chi siamo e dove siamo, di darci le chiavi per entrare nell'essenziale o per ricercarlo, tra libertà e destino.

Gli eventi sono soltanto la schiuma delle cose. 

Eppure è una bestia cattiva, l'uomo, a volte brutale, vive tra rabbia e dolore, è mortale, e sfoga la sua mortalità infliggendola agli altri. Pensa di scaricare il male sul prossimo. E così lo moltiplica.





 

giovedì 24 ottobre 2024

Piattaforma Marketpass - Studio



Alcuni progetti che cercano di promuovere l'economia locale.
Quest'ultimo progetto è molto interessante perché una percentuale di tutte le transazioni effettuate dai cittadini e registrate dall'app verrà devoluta per la realizzazione di attività di tipo sociale, come progetti, assistenza alle fragilità o ricerca.

La piattaforma MarketPass genera degli outcome strategici:
  • professionalizzazione delle M-PMI;
  • sostegno all'economia dei territori;
  • effetto economico "generativo";
  • sviluppo di logiche di collaborazione tra imprese;
  • vantaggio economico per imprese e utenti;
  • sensibilizzazione dei consumatori;
Il modello è costruito sulla base di due logiche: la reciprocità e la convenienza.
Gli strumenti: la piattaforma digitale e la Cordis Community.
MarketPass: passe partout per il mercato.
Reciprocità: negli scambi regolati dalla reciprocità assumono più valore gli individui e le relazioni, piuttosto che le merci e il denaro.
Reciprocità forte: le persone che cooperano sono disposte a sostenere un costo pur di infliggere un malus a coloro che violano le norme benefiche per il gruppo di riferimento.
Reciprocità debole: esprime il comportamento che inizia non cooperando e poi coopera solo con chi coopera.
La reciprocità è uno dei fattori della Sharing Economy o Economia collaborativa.
La Sharing Economy permette agli individui di poter condividere i propri servizi e prodotti mettendoli a disposizione di chi maggiormente ne ha bisogno, in cambio di benefici monetari o non.
In questo modo l'attenzione passa dal "possesso" alla "condivisione".
Economia solidale: si fa riferimento a un modello di consumo che prende in considerazione anche la scelta politica di essere solidale con i produttori prevalendo sul profitto economico personale.
Carta Res: Carta per la Rete Italiana di Economia Solidale.
Sostenibilità: riguarda l'impegno a svolgere le attività economiche secondo modalità tali da consentire una riduzione dell'impronta ecologica.
Convenienza: si intende quella condizione per cui ognuna delle parti coinvolte nello scambio ritiene di ricevere più di quello che concede per averlo.
La convenienza prima che un principio economico è un imperativo biologico degli esseri viventi Si base su una percezione.
Piattaforme: Indaco, Garzone Store, Valore Romagna
Monete complementari; Brixton Pound, Sardex, Scec, Rec;
Economia Locale: vedi i progetti illustrati nel testo.

 

sabato 15 giugno 2024

Contro il no profit


Che cosa hanno in comune un'università non statale e un doposcuola in quartieri degradati?
Un centro fitness e un'organizzazione sportiva per disabili?
Un pub e una mensa per i poveri?
Una clinica religiosa e un'associazione di volontariato sanitario?
Per tutti è ovvio che siano organizzazioni preziose perché non distribuiscono utili, favoriscono la coesione sociale e rispondono ai bisogni dei più deboli.
Il loro contributo all'interesse generale, però, non è scontato.
Una teoria difettosa ha infatti unito in un insieme magmatico iniziative della massima utilità sociale, altre genericamente positive e altre che utilizzano a fini propri l'alone di benemerenza di cui questo insieme gode.
Giovanni Moro fornisce una prospettiva critica su questa realtà, sempre più importante ma conosciuta poco e male.

Estratti.
Pagina 10 - il problema è che nella categorizzazione del non profit una miriade di organizzazioni e iniziative vengono accorpate in un magma informe, tenuto insieme solo da una ragione fiscale, e nel quale attività della massima utilità sociale finiscono per essere messe insieme ad altre, ottime e piacevoli ma che con l'interesse generale c'entrano poco; e insieme ad altre ancora, che invece utilizzano (in diversi casi più precisamente sfruttano) l'alone di rispetto, simpatia e fiducia pubblica di cui questo magma gode, soprattutto per merito di chi lo fa credendoci.

Pagina 11 - per dirla con le parole di Ulrich Beck, i cittadini nell'era della seconda modernità "esercitano concretamente i loro diritti finora solo formali riempendoli della vita per la quale ritengono valga la pena di vivere.

Pagina 12 - Invece di un monitoraggio e di una valutazione del pubblico connessi alla effettiva attività svolta e ai reali benefici conseguiti dalla collettività e dalle persone in stato di bisogno, si sono attivati controlli burocratici e puramente formali, basati sulla tradizionale cultura del sospetto dello Stato verso i cittadini, salvo stracciarsi le vesti quando si scopriva che qualcuno si era appropriato di soldi non propri o che ne aveva fatto un uso abnorme.

Pagina 13 - Chi fa ricerca sa che gli oggetti della osservazione scientifica sono di due tipi. Si possono rendere queste diverse situazioni, facendo ricorso al linguaggio comune, in termini di enigmi e puzzle.
Gli enigmi sono quelli che caratterizzano situazioni in cui non tutto è noto o visibile, per cui il lavoro del ricercatore é volto a scoprire fatti, fenomeni o processi che fino a quel momento non erano stati individuati e che sono necessari per interpretare o spiegare la realtà.
I puzzle, invece, denotano situazioni in cui tutto è già noto e ciò che è necessario è assemblare o fondere le informazioni esistenti in modo tale da spiegare di più e meglio fatti e circostanze.
Sulla base di questa distinzione, si può dire che l'oggetto del libro è tutto meno che un enigma.

Pagina 14 - Framing - Frame comunicativo. Con questo termine inglese gli studiosi di comunicazione si riferiscono a un processo di influenza selettiva sulla percezione dei significati che i soggetti .. attribuiscono ai messaggi mediali. Il framing, cioè, garantisce l'accesso ad alcuni significati , allontanandone altri, comunque plausibili.
La funzione del framing, in altre parole, è quella di definire la realtà come campo di significati che ha una forte incidenza anche sulla operatività. Valga per tutti l'esempio della immigrazione, da anni comunicata in Italia in un frame connesso alla legalità, alla sicurezza e alla difesa di noi aborigeni contro il pericolo esterno, da cui discendono politiche pubbliche di tipo securitario.

Pagina 57 - Come ben sanno le organizzazioni di volontariato, non c'é niente di peggio di un volontario che - in forza di una specie di complesso di superiorità morale - pensa di stare facendo un favore alla organizzazione e pretende di fare a modo suo le cose che ritiene più meritevoli anziché quelle che servono e nella maniera in cui vanno fatte.

Pagina 73 - Anche sul piano dei controlli, non solo in linea di fatto ma anche in linea di principio, ciò che è previsto sono controlli sui bilanci, non sul tipo di attività, o sulla sua effettiva utilità sociale e, soprattutto, sulla sua efficacia.

Pagina 73 - Questa idea che qualcuno sia "di utilità sociale" di diritto e non che si riconosca la utilità sociale, a parità di condizioni, come un dato di fatto é fuori di ogni logica, tranne, forse, quella impazzita dell'amministrazione italiana.

Pagina 86 - il secondo strumento è quello denominato "Più dai, meno versi". Si tratta della legge 80 del 2005 che prevede che le donazioni in denaro o in natura erogate da persone fisiche o giuridiche in favore di onlus siano deducibili dal reddito complessivo del soggetto erogatore nel limite del 10% del reddito dichiarato e comunque nella misura massima di 70.000 euro l'anno.

Pagina 107 - Personalmente, sia come leader di una organizzazione civica che come studioso e insegnante, ho sempre sostenuto la necessità che le organizzazioni di cittadini assumano una logica di impresa e siano gestite con professionalità e non facciano solo testimonianza.

Pagina 108 - Fare il loro tirocinio nominalmente in un'associazione di volontariato o in una cooperativa sociale convenzionate con gli enti pubblici per gestire servizi di welfare, ma di fatto sono selezionati dagli uffici comunali o dalle ASL, per loro lavorano e a loro rispondono.
Questa concezione singolare della sussidiarietà, che Gian Paolo Barbetta ha chiamato "sussidiarietà strumentale", individua in alcuni tipi di organizzazioni non profit non il soggetto più adatto, per le sue caratteristiche e competenze, a gestire un certo servizio, ma solo una opportunità per garantire gli stessi servizi a costi minori, oppure per aggirare il blocco delle assunzioni imposto dalle varie spending review.

Pagina 161 - Una invenzione molto discutibile sul piano concettuale ha generato un mostro senza più controllo, ha ridotto i cittadini a clienti di altri cittadini, ha dato un valore assoluto ad attività di modesta importanza, ha utilizzato l'impegno, la responsabilità e la generosità di milioni di persone per giustificare la esistenza di forme di imprenditorialità che in molti casi sono davvero "sociali", ma in molti di più, temo, sono tutt'altro che l'annuncio di un nuovo mondo.
E, non da ultimo, ha introdotto, almeno nel nostro paese e in Europa, un modello di welfare concorrente con quello esistente, che nessuno ha scelto di adottare e che lì dove è nato ed è praticato ha dato risultati niente affatto incoraggianti.















 

 

domenica 9 giugno 2024

il volontariato del nuovo millennio


Questo testo riprende le tesi di Luciano Tavazza, per il tramite dell'Associazione che porta il suo nome e prosegue negli studi da lui avviati.

Metodo Tavazza - o dei 4 Pilastri.

1° Pilastro - La capacità costante di scrutare l'orizzonte, di coltivare pensieri a lunga gittata e disegnare la mappa del cammini. Il pilastro della visione.

2° Pilastro - Coltivare una buona memoria. Una memoria da portare all'essenziale, per non appesantire e schiacciare il passo, sempre critica e naturalmente in grado di stimolare pensieri e impegni positivi. Il pilastro della memoria.

3° Pilastro - E' la capacità di tradurre la visione, le idee di fondo e i valori regolativi in progettualità, dal pensare al fare, in agire fecondo. Il pilastro della progettualità.

4° Pilastro - L'impegno quotidiano che prende dentro e coinvolge a livello sia personale che comunitario. Il Pilatro della responsabilità.

I tranelli

1° Tranello - L'autoreferenzialità. Reazione del tutto difensiva, umanamente del tutto comprensibile ma che toglie linfa vitale che nutre il proprio impegno nel pensarsi e nell'essere soggetto di cambiamento in relazione con le dinamiche sociali.

2° Tranello - La Dissolvenza. Impegno che si richiude nella logica dominante dell'utilitarismo.

Rimedi

1° Rimedio - La rigenerazione. Rigenerazione di relazioni umane, sociali, politiche, economiche, progettuali e partecipative.

2° Rimedio - il Territorio. Nel territorio il volontario vive e promuove il cambiamento. Globalizzazione Ecosostenibile.

5 dicembre Giornate Mondiale del Volontariato.

Come garantire il difficile equilibrio tra l'anima ideale e l'anima efficientista.
L'attuale normativa mette la promozione della cultura della solidarietà a carico delle Amministrazioni pubbliche. Il Volontariato, raggruppato all'interno di un sistema o mercantile o istituzionale.
Prevale la formazione strumentale a discapito del saper essere e saper vedere e leggere le cause che generano il bisogno.


 

martedì 4 giugno 2024

8 secondi


Prima che abbiate finito di leggere questo testo vi sarete distratti almeno un paio di volte.
Probabilmente avrete già dimenticato il titolo del libro che avete tra le mani o il nome della sua autrice.
Forse avrete interrotto la lettura per rispondere a un vostro amico o controllare l'apprezzamento social di un vostro post o di una vostra foto.
In ogni caso, è pressoché certo che in questo momento abbiate in mano uno smartphone e che il vostro sguardo si stia già allontanando da queste righe.
Benvenuti nell'era della distrazione infinita.
Ma come è possibile che la nostra attenzione sia diventata inferiore a quella di un pesce rosso?
Ed è vero che i like di Facebook stimolano le stesse aree attivate dall'assunzione di stupefacenti?
In che modo la presenza di uno smartphone nelle vicinanze incide sulle nostre capacità cognitive?
I social stanno modificando la struttura del nostro cervello?
Lisa Iotti ci guida nel mondo dell'iperconnessione.
Il suo è un viaggio, intimo e sconvolgente, nel lato oscuro della rivoluzione digitale, attraverso le ossessioni, i pericoli e le paure che caratterizzano il nostro contemporaneo dai laboratori in cui si svolgono ricerche sul comportamento delle nostre reti neurali durante l'utilizzo di App alle stanze in cui vengono studiate le possibili trasformazioni posturali dovute all'uso degli smartphone; dai centri per curare le dipendenze psicologiche da cellulare ai ritiri in cui disintossicarsi dal telefono grazie alla meditazione; dagli incontri con alcuni dei più importanti studiosi della mente a quelli con i pentiti della Silicon Valley, diventati oggi profeti della disconnessione da social e device.
Tra reportage e narrazione personale, 8 secondi è un'opera che nasce dalla necessità di trovare risposte alle nostre inquietudini e che finisce per aprirci nuove domande e nuovi scenari.

Pagina 18 - La prima cosa vera è che è il contatto con gli altri, soprattutto con le persone che non conosciamo, presuppone sempre fatica; significa un'immersione in un mare aperto da cui non sappiamo mai come torneremo.
Conoscere vuol dire far entrare qualcuno nella nostra linea di confine, inventare strategie di comunicazione, di attrazione, seduzione, repulsione: esporsi, mettere in moto aspettative, difese, possibili fraintendimenti, rifiuti.

Pagina 19 - Da quando la tecnologia ci ha dato la straordinaria opportunità di liberarcene, il disagio, la fatica, lo sforzo sono tutte esperienze che non siamo più disposti a tollerare: l'elusione di intimità con gli altri e con noi stessi, insieme a tutto il carico di contraddizioni, disordine e mistero - altrimenti detto "vita" - è il prezzo da pagare per questa opportunità.

Pagina 31 - A ripensarci, era tutto lì: in quella superficie liscia e levigata dal touchscreen, nessuna increspatura, nulla che facesse resistenza, la metafora della contemporaneità.

Pagina 33 - Quando mi capita di sentire il cellulare vibrare in tasca anche se non c'é nessuna chiamata o messaggio in arrivo? E' una forma di allucinazione, che riguarda nove persone su dieci e che ha persino in nome scientifico: Sindrome della vibrazione fantasma.

Pagina 35 - Truismo - barbarismo dall'inglese True (vero).  
I cellulari sono come il doudou, il pupazzo della nanna. Che cos'é un doudou per i bambini? mi ha spiegato qualche giorno fa al telefono il dottor Laurent Karila, un orsetto, un peluche, un pezzo di tela da toccare, da accarezzare. E' qualcosa che li calma, li tranquillizza, che li fa dormire più sereni. Gli smartphone per noi sono la stessa cosa.

Pagina 36 - "E' angosciato, sta male, è come la sindrome abbandonica dei bambini quando perdono il loro peluche o non vedono più la mamma; solo che a noi succede coi cellulari. Si chiama nomofobia, una crasi da "no mobile" e "Phobia", la paura di restare senza telefono.

Pagina 37 - Vero è che ciascuno di noi ha una quantità massima di infelicità o di disagio che può sopportare, raggiunta la quale è come se l'anima aspettasse solo un segno, una smagliatura nella superficie del destino per infilarsi e fare leva. Alle volte basta una leggera inclinazione del piano, anche pochi gradi, perché un'energia compressa prenda forza e rotoli giù fino a schiantarsi, o a trovare una via d'uscita e salvarsi, se è fortunata.

Pagina 45 - Non voglio fare la retorica della fatica - ma l'energia impiegata per ottenere un risultato è sempre stata nella cultura novecentesca una componente fondamentale del risultato stesso.

Pagina 46 - Intrattenersi con i propri pensieri è un'arte complessa. Intanto perché presuppone avere dei pensieri, e poi sapere cosa farne. Un'agonia.

Pagina 47 - MI tornano in mente tutte le volte che mi sono sforzata di concentrarmi su qualcosa di concreto per allontanare un pensiero - o il ricordo di un qualcuno - che sapevo farmi male; ripenso alla fatica fatta per cercare di dirottare la mia attenzione e il mio dolore verso qualcosa di salutare.

Pagina 48 - Tutto questo ignorare e decidere ha un costo cognitivo. Dover affrontare così tante decisioni banali nella vita quotidiana ha creato un affaticamento neuronale che non lascia energia per le decisioni importanti.

Pagina 50 - L'incertezza è uno dei più potenti afrodisiaci in circolazione; più che dall'atto siamo attratti dalla potenzialità.

Pagina 51 - Ci siamo convinti di sapere molto più di quello che sappiamo, di avere ragione. E credere di avere ragione è di solito la via più breve per avere torto. Si chiama effetto Dunning - Kruger.

Pagina 157 - In rete noi non vediamo la foresta, nemmeno gli alberi o i rami, ma solo le foglie, le venature, il picciolo, dettagli di un insieme che ignoriamo. Abbiamo scambiato la sensazione di sapere con il sapere.

Pagina 196 - Epilogo. Sicuro se c'é qualcosa di fragile o di sghembo o di rotto dentro di noi, un algoritmo lo scoverà e lo trasformerà in un lauto dividendo per gli azionisti della società. O per qualche scopo preciso.

Pagina 198 - Essere capaci di accogliere le nostre abrasioni, i nostri spigoli, fare spazio alla noia e al dolore, senza depistarli, ricucendo e rattoppando buchi che si ristrappano alla prima occasione. La tristezza, la solitudine, il senso di inadeguatezza torneranno sempre, come le onde del mare, non ci possiamo fare niente; possiamo però riconoscerle per quello che sono, onde appunto, e coltivare la gratitudine e la compassione, essere pronti a riconoscere cosa ci fa stare bene e cercare di distenderlo il più possibile, farlo durare, come la nota di un diapason su cui accordare ogni gesto del nostro quotidiano.

Pagina 199 - Dagli amori malati si esce quando si diventa grandi. Quando ci si stanca di non avere il controllo della nostra vita. Quando torniamo ad abitarci e a volerci bene. O semplicemente quando non è più divertente.










 

giovedì 2 maggio 2024

Capitalismo Woke


Dietro l'attivismo delle multinazionali in favore dell'interesse collettivo si cela spesso un modo per macinare profitti. Ma forse il pericolo più grande, nell'epoca del "capitalismo consapevole" è un altro.
Carl Rhody studioso australiano ha scritto al riguardo un libro.
Le grandi aziende che sposano cause politiche di appannaggio tradizionalmente progressista, battaglie sui diritti civili, attenzione alla sostenibilità ambientale, inclusività di genere e antirazzista, sono le paladine di una tendenza certamente non nuova, ma che negli ultimi anni é andata dilagando a macchia d'olio.
E' il cosiddetto Capitalismo Woke, cioè consapevole.
Da sempre interessato ai rapporti che intercorrono fra politica e democrazia Rhodes ha ricostruito la storia di un fenomeno nato alla fine del XX secolo ed esploso nell'ultimo ventennio, investigando sulle buone intenzioni e tastando il polso su quelle meno nobili, dalla Responsabilità sociale di impresa degli anni cinquanta al neoliberismo dei seguaci di Milton Friedman, dalla deregulation reaganiana degli anni '80 all'attuale ipocrisia delle corporations che impugnano cause di rilevanza sociale in un modo che non può non destare sospetti.
Appropriazione è una parola chiave in questa storia.
Negli anni '60 del Novecento il termine Woke, (consapevole) designava infatti un'attitudine della comunità afroamericana, un modo per esortare ad una vigile consapevolezza senza abbassare la guardia di fronte a soprusi ed angherie.
Ma il capitalismo è per sua natura rapace, pronto a metabolizzare tutto ciò che reputa potenzialmente dannoso per sé a cominciare dalla lingua parlata per coloro che percepisce come il nemico.
Ecco allora che il capitalismo Woke è l'ennesimo tentativo dei mega ricchi di infilarsi surrettiziamente in agende politiche per influenzarne l'esito.

Letti qua a là

Pagina 7 - Ma le strategie aziendali woke non sono solo ipocrite, né sono soltanto diversivi, e neppure realizzano solo la saturazione dell'immaginario sociale; sono la neutralizzazione delle potenzialità politiche implicite nelle contraddizioni sociali e lavorano per la produzione del nuovo uomo a una dimensione, per una nuova integrale mercificazione dell'umano.

Pagina 23 - La democrazia richiede l'istituzionalizzazione dell'antagonismo politico e della competizione politica, così che nessuna singola autorità detenga il potere in perpetuo.
La principale ambiguità della democrazia sta proprio nel fatto che è praticata da una comunità coesa di cittadini al tempo stesso caratterizzati da posizioni politiche antagoniste. 

Pagina 25 - Tuttavia ad essere maggiormente rivelatrici sono forse le cause sociali che le grandi aziende hanno evitato di sostenere come la disuguaglianza di reddito e di ricchezza, il movimento operaio e l'evasione fiscale praticata dalle imprese.

Pagina 47 - Proprio da questo passaggio King trasse l'idea straordinaria che qualcuno possa essere inconsapevole degli importanti cambiamenti sociali e politici che lo circondano, perdendo quindi il proprio senso di identità.

Pagina 113 - Se un'azienda possiede uno scopo sociale, i suoi dipendenti, nel tentativo di dare un senso alla loro esistenza, vorranno allineare la propria sensazione di uno scopo con quello dell'azienda. Pertanto, il risultato sarà che essi lavoreranno di più e saranno maggiormente innovativi, e "questo a sua volta, porta a un aumento dei ricavi e, in ultima analisi, a una maggiore redditività: la base per la creazione di valore per gli azionisti". In altre parole, agire in modo woke è un modo per ottenere maggiore produttività dalle persone senza pagarle di più".

Pagina 158 - Nella peggiore, indica la convinzione che i leader delle grandi aziende abbiano il diritto di rappresentare la gente che non li ha scelti come rappresentanti politici. Questa autoproclamazione politica è un aspetto centrale del capitalismo woke ed è assolutamente antidemocratica. In pratica, ci+ significa che l'equa distribuzione della prosperità economica tra i lavoratori è stata lasciata fuori dal tavolo della democrazia.










 

Ariaferma


Che cosa è un carcere, se non un luogo in cui, chi è dentro è dentro e chi è fuori e fuori. E che dentro la distinzione non la fanno le sbarre ma la morale, la coscienza, i valori. Luogo ove devi continuamente riaffermare il tuo ruolo (guardia o ladro) e dove questa distinzione fatica a tenere alla pur minima modifica che viene introdotta dal mutare delle cose.
Così, quando un carcere improvvisamente si svuota e attende solo di essere chiuso, le regole finiscono per allentarsi, ci sono momenti di convivialità, ci si rende conto che sotto la dura scorza della vita ci sono esseri umani che devono accettare il destino (che è poi quello finale del dover un giorno lasciare questa terra).
Triste e profondo. 

 

martedì 27 febbraio 2024

La società generosa


Sia il mercato sia lo Stato hanno fallito nella loro essenziale missione.
Gli Stati moderni sono diventati predatori, proteggendo la proprietà piuttosto che promuovendo l'uguaglianza.
Il mercato si è arreso a un ethos prossimo a quello che il filosofo francese Michel Foucault definirebbe barbarico.
Cambiamenti marginali in politica non saranno sufficienti a porre rimedio all'attuale crisi di fiducia.
Ciò che è necessario è un "cambio radicale dei paradigmi" un mutamento nei modelli mentali prevalenti e nei comportamenti sociali che da essi derivano.
Il fenomeno della generosità, analizzato prendendo le mosse dalle forme esplicite del dono e in maniera comparativa con il fenomeno dello scambio economico, rivela lati inaspettati, che costringono a un riesame dei valori che fanno da baricentro alla società.
La generosità, ben lungi dall'essere un fatto soggettivo e limitato alla sfera delle interazioni private, estende la sua sfera d'azione a tutto il tessuto sociale e si pone come forza gravitazionale e innesco di forme di riconoscimento e di riconoscenza, indispensabili affinché la società possa avere luogo.
Molto prima delle leggi, che regolano i rapporti tra i cittadini, e molto più estesamente dei rapporti economici che muovono le relazioni tra soggetti dotati di interesse, la generosità si trova alla base dello "stare insieme" dei soggetti civili, siano essi persone o istituzioni.
La generosità, è perciò, fenomeno originario che non ha bisogno di altro per essere giustificato, se non di essere ricondotto all'idea che per suo tramite si viene a costituire il riconoscimento dell'altro e si viene a formare il nucleo essenziale del vivere comune.

Contributi
Pagina 22 - il denaro svolge il compito di associare un valore a un rapporto tra oggetti, come il linguaggio svolge quello di abbinare i suoni a un senso.

Pagina 23 - la base della conoscenza umana sta nella capacità di unire l'eterogeneo.

Pagina 45 - le sei perfezioni: la moralità, la pazienza, lo sforzo entusiastico, la concentrazione, la saggezza, la generosità.

Pagina 86 - Questo è maggiormente valido oggi, dove sembra che lo Stato veda nella solidarietà del welfare comunitario e privato non tanto una ricchezza civile e umana, quanto prevalentemente la forma più comoda e sostitutiva dei propri doveri redistributivi.

Pagina 163 - il coefficiente di Gini. http://www.lisdatacenter.org rappresenta la misura di quanto la distribuzione di reddito sia disugualmente distribuita all'interno di una popolazione.

Pagina 194 - In quanto tale, è da rigettare anche la tesi che vorrebbe la filantropia serva dello status quo e tampone delle falle di un sistema sociale insufficiente. Chiamata in causa solo quando c'é da porre rimedio alla sofferenza sociale, valutata solo quando elargisce aiuti ai bisognosi, sollecitata solo quando i soldi mancano, apprezzata quando il numero di poveri e di emarginati cresce oltre il limite del sopportabile, viene spesso confusa con la beneficenza. Non può essere considerata né come  il rescue team da far entrare in campo quando la puzza dell'iniquità arriva alle narici delle classi benestanti, né come il portafoglio di riserva di un welfare statale in apnea, né come l'impulso bizzarro di psicologie altruistiche.

Pagina 209 - La venture philanthropy non è altro che la versione filantropica del venture capital. Anziché agire sulla promozione dell'innovazione sociale attraverso la gratuità, essa interviene economicamente nelle imprese sociali attraverso prestiti di denaro o attraverso la loro capitalizzazione.

Pagina 217 - Esiste un racconto africano che dice: tre fratelli si trovano lontano dal padre ma a ciascuno di loro il padre ha regalato un oggetto magico. A uno ha dato uno specchio con cui può vedere le cose che accadono lontano. al secondo ha regalato dei sandali che, se calzati permettono di fare molte miglia con un solo passo. Al terzo ha regalato un sacchettino di erbe magiche che guariscono dalle malattie. Ora, il padre si ammala gravemente ed è sul punto di morire. Quale dei tre fratelli lontani sarà in grado di aiutarlo? la risposta è; nessuno di loro, preso singolarmente. Perché solo l'unione dei tre oggetti magici è in grado di soccorrere il padre.

Pagina 219 - In realtà. quello che è sotto gli occhi di tutti è che i più ricchi del pianeta sono diventati tali proprio grazie all'esistenza dei più poveri, che funzionano da bacino di fornitura di mano d'opera a basso costo per un'economia di massa privilegiata.

Pagina 234 - Adam Snith; "Per quanto egoista si possa presumere l'uomo, ci sono chiaramente dei principi nella sua natura che lo coinvolgono nella fortuna degli altri e gli rendono necessaria la loro felicità, sebbene egli da essa non ricavi nulla tranne il piacere di osservarla".













 

sabato 13 gennaio 2024

Ricky Gervais - Show


Ho iniziato l'anno guardando tutti e tre gli show proposti da Netflix: Humanity, Armageddon, Supernature, non necessariamente in questa sequenza.
Si ride e parecchio. La comicità è cattiva... lo si capisce che lui, Gervais, lo fa apposta... vuole colpire duro, vuole far riflettere sul significato della parola e sul concetto di woke, vuole toccare nervi scoperti del perbenismo di questa o altre società... il compito del giullare, da sempre è quello di far ridere si, prendendo però in giro quelle che sono abitudini o riti consolidati, mettendone a nudo l'aspetto ridicolo e spesso, l'inutilità... Ricky Gervais ci regala risate feroci... sarebbe ancora meglio poterlo apprezzare conoscendo appieno la sua lingua e il contesto in cui coglie l'oggetto delle sue battute.
 

venerdì 17 novembre 2023

La scomparsa dei riti


L'odierna ossessione per un'autenticità fondata sul narcisismo dell'io, la costante ricerca del nuovo e dell'inedito, la bulimia consumistica dell'usa e getta che pervade ogni ambito determinano nei rapporti e nelle pratiche che caratterizzano la società contemporanea, una sempre più evidente e sintomatica scomparsa delle forme rituali.
Tuttavia, la struttura inimitabile e ripetitiva, così come la teatralità dei gesti e l'attenzione riservata alla bella apparenza, conferiscono ai riti un potere simbolico profondamente unificante.
Il silenzio, il raccoglimento, il senso di sacralità necessari allo svolgimento del rito fondano un legame tra il sé e l'esterno, tra il sé e l'altro, i riti oggettivano il mondo, strutturano un rapporto con il mondo, creando una comunità anche senza comunicazione, propria della società rituale.
Han, contrappone la comunicazione senza comunità, quel "baccano" in cui una società sempre più atomizzante, il soggetto si esprime e si produce ritrovandosi a girare a vuoto su sé stesso, privo di un mondo di reali interazioni.
Per infrangere questo corto circuito, e all'interno di una più ampia critica delle patologie del contemporaneo, Byung-Chul Han propone un recupero del simbolismo dei riti come pratica potenzialmente in grado di liberare la società dal senso di una vera connessione con l'altro e rincantando il mondo.

Libretto da centellinare. Contiene passaggi che aiutano a capire la società odierna e il suo evidente declino, cosa abbiamo perso e cosa ancora possiamo recuperare. 

I riti sono azioni simboliche. Tramandano e rappresentano quei valori e quegli ordinamenti che sorreggono una comunità.
Creano una comunità senza comunicazione, mentre oggi domina una comunicazione senza comunità.
A costituire i riti è la percezione simbolica. Il simbolo (dal greco Symbolon) indica originariamente il segno di riconoscimento tra ospiti (tessera hospitalis). L'ospite spezza a metà una tavoletta d'argilla e ne dà un pezzo all'altra persona in segno di ospitalità. In tal modo il simbolo serve per il riconoscimento.

Le cose sono il punto fermo, stabilizzante della vita. I riti hanno la medesima funzione: stabilizzano la vita per mezzo della propria medesimezza (Selbigkeit), della loro ripetizione (Wiederholung).
La ripetizione come riconoscimento é quindi una forma compattante; il passato e il futuro vengono compattati in un presente vivo.

Nell'era postindustriale il baccano delle macchine cede il passo al baccano della comunicazione. Più informazioni, più comunicazione promettono più produzione, così la coazione a produrre si esprime come coazione a comunicare.

La cerimonia protegge come una casa: rende il sentimento abitabile, Un esempio é il lutto. La cerimonia funebre si stende come una vernice protettiva sulla pelle e isola dalle tremende bruciature del lutto dinanzi alla morte di una persona amata.

La religione cristiana é spiccatamente narrativa. Festività come la Pasqua, la Pentecoste e il Natale sono vertici narrativi all'interno di un racconto più ampio che offre senso e orientamento.

La poesia è l'insurrezione del linguaggio contro le sue stesse leggi.

Lo spirito arguto non è un'affermazione che si lascia ridurre a un significato univoco. E' un lusso quindi lussa, devia, recede dall'affare della produzione di senso.

Bisogna prendere le distanze dall'idea comune che il potere sia sottomissione, qualcosa di negativo o crudele. Il potere non è solo repressivo, ma anche seduttivo, erotico.
E' la reciprocità a caratterizzare il gioco col potere. Così Foucault interpreta il potere da una prospettiva di economia del piacere. "Il potere non è il male. il potere significa giochi strategici. Sappiamo bene che il potere non è il male".


 

Agamben - il libro