mercoledì 21 agosto 2013

L'entrata in guerra - Italo Calvino

"Più s'inoltrava nella sua vecchiaia, più la sua polemica col mondo si concretava in quell'alzarsi presto, in quell'essere il primo in piedi in tutta la campagna, in quella perpetua accusa verso tutti: figli, amici, nemici, d'essere un branco d'inutili infingardi. E forse i soli momenti suoi felici erano questi dell'alba, quando passava col suo cane per le note strade, liberandosi i bronchi dal catarro che l'opprimeva la notte, e guardando pian piano dal grigio indistinto nascere i colori nei filari delle vigne, tra i rami degli olivi, e riconoscendo il fischio degli uccelli mattinieri uno per uno."

il libro é formato da tre racconti:
Gli avanguardisti  a Montone
il viaggio come avanguardista a Montone diviene occasione di ripensamento sull'insensatezza della guerra.
L'entrata in Guerra
Si attendeva l'entrata in guerra, ma cosa cambia per un giovane nel periodo fascista? Pensieri, paure e spensieratezza si mescolano. L'arrivo degli sfollati diviene motivo di crescita.
Le notti dell'UNPA
Un obbligo, quello di sorvegliare la scuola durante l'oscuramento, diviene motivo per divertirsi e uscire dai binari della quotidianità. Ma ben presto ci si accorge che la trasgressione non è come la si era immaginata.
Pur permeati da un evidente neorealismo, i racconti cercano di riscoprire i percorsi di una coscienza morale perduta negli anni del Fascismo o meglio di ritrovarne tracce in un periodo visto negativamente ma, per ovvie ragioni anagrafiche, vissuto in prima persona nella adolescenza della propria vita.


Referendum? no, grazie.