lunedì 10 giugno 2013

007 La morte può attendere

007 cavalca le onde sulla tavola. Arriva sulla spiaggia. Una spiaggia nordcoreana. Lo si distingue dal fatto che non ci sono bagnanti, ma anzi cavalli di frisia e filo spinato, bunker e soldati che bighellonano lato mare.

La fame, il freddo, il duro regime comunista rincoglioniscono i due militi che non si accorgono dello sbarco di Bond e di due fresconi armati.
Dirottano un elicottero e Bond si sostituisce ad un mappassone che trasporta diamanti.
Dimentico di internet e delle spie ecco il nostro alle prese con il solito militare comunista con passioni capitaliste. Scoppia un parapiglia e Bond finisce in un oscura prigione. Ne uscirà oltre un anno dopo. (Almeno i capelli lunghi vorrebbero farci credere tale permanenza, a meno che abbia incontrato Cesare Ragazzi, anche lui recluso per vendita di false creme miracolose).
Scambiato con un pelato con diamanti incorporati in viso (Zao) deve vedersela con i suoi che lo credono un traditore, un delatore, un peperone... si insomma quelle cose lì da agenti segreti.

Lui fugge dalla nuova prigione. E che caspita! uno non sta in galera in Corea per poi ritornarci in Occidente...

Cuba: una summa di luoghi comuni offende lo spettatore. Scolaresche vestite di rosso, gente che balla ma non lavora, signorine allegre ai lati delle strade, auto d'epoca, edifici cadenti, caldo opprimente.



Ecco la Berry che esce dal mare, lì l'acqua é alta circa 10 centimetri, quello che emerge è il corpo della Berry, alto 80 centimetri. Potenza di Photoshop. Questo non gli impedisce di essere notata da Bond che con una chiacchiera condita di doppi sensi degni di un camionista impegnato sulla Triburtina la ospita per la notte.

Entrambi penetrano nella clinica sull'isola, forse grazie ad una sorveglianza che manco la Menotti & Bassani. Ucciso il chirurgo senza scrupoli fuggono senza aver catturato Zao.
A Londra intanto... un nuovo miliardario si fa strada a suon di diamanti tarocchi e tecnologia, ottenendo anche il titolo di baronetto (per quel che vale, l'hanno dato anche ai Beatles).


Ecco affrontato il miliardario in singola tenzone (appare in un cameo la cantante Madonna, che non canta ma agita la spadina anche lei, manco fosse la fata madrina) e il Bond lo sconfigge, non prima di aver sfasciato ogni cosa degna di esserlo.

Ci si sposta in Islanda, in un albergo di ghiaccio (e l'agibilità?) dove il freddo vale solo per gli altri.
Bond in grisaglia di cotone si aggira tra gli iceberg, si immerge nelle acque freddine e ne esce completamente asciutto e stirato e sconfigge ogni possibile avversario.

Ma non il riccastro che intende usare una super arma con raggio solare per scatenare una guerra tra le due Coree. Quasi ci riesce, ma lo scontro finale vede trionfare il bene e risucchiare nel motore dell'aereo il cattivone. Amen.

GIulio Regeni? Amen...