martedì 20 gennaio 2026

The Housemaid


Ah, eccoci di nuovo. Un'altra casa enorme, un'altra famiglia ricca e disfunzionale, un'altra domestica che entra in un mondo che non le appartiene. Se avete visto Parasite, The Handmaiden o praticamente qualsiasi thriller psicologico coreano dell'ultimo decennio, sapete già dove stiamo andando. Ma hey, almeno questa volta abbiamo Sydney Sweeney che cerca di sembrare invisibile in una magione dove probabilmente il bagno degli ospiti è più grande del mio appartamento.

La Trama (Senza Spoiler, Promesso)

Millie (Sydney Sweeney) è una giovane donna che ha bisogno di soldi – e quando dico "bisogno" intendo quel tipo di bisogno cinematografico che ti fa accettare un lavoro in una casa dove le bandiere rosse sono così grandi che potrebbero organizzarci una parata sovietica. Viene assunta dai coniugi Winchester (sì, proprio come il fucile, sottile) per fare da governante e badare alla loro figlioletta in una villa che sembra uscita da un catalogo "Come Spendere Troppi Soldi".

Naturalmente, la signora della casa è fredda quanto il marmo delle sue scale a chiocciola, il marito è ambiguo in quel modo che urla "problemi in arrivo", e la tensione sessuale nell'aria è più densa della polvere che Millie dovrebbe teoricamente spolverare (ma che stranamente non si vede mai, perché nelle case dei ricchi cinematografici la polvere è troppo di classe bassa per esistere).

I Cliché, Benedetti Siano

Il film segue fedelmente il manuale del thriller domestico:

  • ✓ Primi piani inquietanti attraverso porte socchiuse
  • ✓ La telecamera che indugia su oggetti apparentemente innocui che SICURAMENTE non saranno importanti dopo
  • ✓ Conversazioni sussurrate che si interrompono quando entra il personaggio sbagliato
  • ✓ Almeno tre scene di "qualcuno sta guardando dalle finestre al buio"
  • ✓ Una bambina che dice cose vagamente disturbanti con voce da cherubino

C'è un momento in cui Millie trova una stanza chiusa a chiave e io ho letteralmente detto ad alta voce "Non aprirla". Indovinate? L'ha aperta. Certo che l'ha aperta. È nel contratto degli attori, evidentemente.

Le Performance

Sydney Sweeney fa del suo meglio con un personaggio scritto come "giovane donna vulnerabile ma anche determinata. Ci sono momenti in cui i suoi occhi comunicano più del dialogo, il che è positivo perché alcune battute sembrano scritte da ChatGPT in una giornata no.

Gli attori che interpretano i Winchester (non farò nomi per evitare spoiler su chi fa cosa) masticano lo scenario con quella particolare intensità che dice "sono ricco, sono malvagio, e probabilmente ho un segreto oscuro nel seminterrato". Uno di loro è così ovviamente sinistro che mi sorprende che Millie non sia scappata durante il colloquio di lavoro.

Il Lato Positivo

Detto questo, The Housemaid ha i suoi momenti. La cinematografia è splendida – quella villa è fotografata con una cura quasi pornografica, ogni angolo perfettamente illuminato per massimizzare il disagio. La colonna sonora sa quando tacere, il che nel genere thriller è già mezzo miracolo.

E ci sono un paio di colpi di scena nel terzo atto che, se non proprio rivoluzionari, almeno hanno il merito di non essere completamente telefonati. Uno in particolare mi ha fatto alzare un sopracciglio, il che per gli standard del 2025 è praticamente un'ovazione.

Verdetto

The Housemaid è come quel piatto al ristorante che ordini sapendo esattamente che sapore avrà, ma lo ordini comunque perché, dannazione, a volte hai voglia proprio di quello. È competente, occasionalmente teso, ben girato, e ti intratterrà per le sue due ore abbondanti senza mai veramente sorprenderti.

Se vi piacciono i thriller domestici, probabilmente vi piacerà. Se ne avete già visti troppi, be', questo non vi convertirà. È il comfort food del cinema – non cambierà la vostra vita, ma per una sera può tenervi compagnia.

Voto finale: 3/5 spolverini

Consigliato se: amate le case che sembrano musei, i segreti familiari più prevedibili di un orologio svizzero, e Sydney Sweeney che cerca di sembrare invisibile mentre è letteralmente Sydney Sweeney.


 

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