20 film visti tra cui due serie TV complete: ecco la graduatoria dei primi dieci assoluti.
1) Napoleone (Ridley Scott, 2023) Scott affronta il mito bonapartista con ambizione smisurata ma risultati alterni. Joaquin Phoenix offre un Napoleone intimista, quasi nevrotico, lontano dall'icona storica. Visivamente maestoso nelle battaglie (Austerlitz è cinema puro), ma la scrittura semplifica eccessivamente la complessità politica dell'epoca. Un kolossal che impressiona senza emozionare davvero.
2) Wolfman (Leigh Whannell, 2025) Whannell conferma il suo talento nel reinventare i mostri Universal. Dopo L'Uomo Invisibile, trasforma il licantropo in metafora della paternità tossica e della perdita di controllo. Body horror viscerale, atmosfere claustrofobiche, e Christopher Abbott straordinario nel trasformare l'orrore fisico in dramma psicologico. L'horror d'autore che funziona.
3) Fly Me to the Moon Commedia romantica ambientata nella corsa allo spazio con Scarlett Johansson e Channing Tatum. Piacevole intrattenimento retrò che gioca con le teorie complottiste sull'allunaggio. Leggero, elegante, anacronistico nel suo ottimismo - proprio ciò che serve in tempi cinici. Non pretende di essere altro che divertimento intelligente.
4) Angoscia Thriller psicologico che ha dato il nome a una forma di abuso: il "gaslighting". Ingrid Bergman, in una delle sue interpretazioni più intense (Oscar meritatissimo), è Paula, una donna sistematicamente manipolata dal marito (Charles Boyer, perfido) che cerca di farle credere di essere pazza per nascondere un oscuro segreto. Cukor dirige con maestria gotica vittoriana: le luci a gas che tremolano, gli spazi claustrofobici della casa londinese, l'isolamento progressivo della protagonista. È cinema che esplora l'abuso psicologico con una modernità impressionante. La Bergman passa dalla sicurezza alla fragilità totale, mostrando come la manipolazione sistematica possa sgretolare la realtà di una persona. Il giovane Joseph Cotten porta la luce della ragione nel finale. Un classico del noir psicologico che resta attualissimo nel suo ritratto della violenza emotiva.
5) The Colony (Tim Fehlbaum, 2021) Fantascienza climatica post-apocalittica che immagina la Terra inabitabile e colonie su altri pianeti. Ambizioso nel concept, limitato nel budget. Solleva domande interessanti su colonialismo, sopravvivenza e appartenenza, ma la narrazione non regge sempre il peso delle proprie premesse. Merita per il tentativo.
6) Slow Horses - Serie TV Gary Oldman è monumentale come Jackson Lamb in questa spy-story britannica che decostruisce il genere con cinismo e umorità nera. Dialoghi affilati, ritmo serrato, personaggi falliti e magnifici. È il John le Carré dell'era post-Brexit: disilluso, brillante, tremendamente umano. Una delle migliori serie in circolazione.
7) Prey (Dan Trachtenberg, 2022) Il miglior film di Predator dopo l'originale. Ambientato nel 1719 tra i Comanche, ribalta la formula: cacciatore contro cacciatrice Naru (Amber Midthunder, rivelazione). Essenziale, violento, rispettoso della cultura nativa. Dimostra che i franchise possono reinventarsi con intelligenza e coraggio.
8) Havoc (Gareth Evans, 2025) Evans torna all'action puro dopo The Raid. Tom Hardy in modalità John Wick nelle ambientazioni urbane caotiche che il regista padroneggia. Coreografie mozzafiato, violenza ballettica, trama minimale. Cinema fisico, senza compromessi, per chi ama il genere allo stato puro.
9) The Accountant 2 Il ritorno di Ben Affleck nei panni dell'autistico killer-contabile. Se mantiene la formula del primo (action + particolarità neuropsicologica del protagonista), è intrattenimento solido ma prevedibile. Affleck porta sempre dignità ai ruoli action, ma serve qualcosa di più per distinguersi nel panorama attuale.
10) Nosferatu (Robert Eggers, 2024) Eggers reinventa Murnau con la sua consueta ossessione per dettaglio storico e atmosfera. Bill Skarsgård scompare nel conte Orlok, Lily-Rose Depp offre una Ellen complessa e sensuale. È gotico viscerale, romanticismo oscuro portato alle estreme conseguenze. Il vampiro torna ad essere morte, desiderio, pestilenza. Capolavoro estetico che resuscita il vero orrore del mito.
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