martedì 11 giugno 2013

La crisi della Modiano

Parte da lontano la storia della Modiano.
Fondata a Trieste nel 1868 da Saul David Modiano, originario di Salonicco, ha saputo nel tempo rinnovarsi e seguire il mercato e soprattutto farsi apprezzare dai tanti amanti del gioco delle carte.
Gioco interclassista e che ha accompagnato e scandito i momenti di svago di ognuno di noi.
Anche oggi, al tempo dei videogiochi e delle slot, le carte continuano ad essere sinonimo di passione, relax, tempo passato con gli amici al bar o sotto una pergola d'estate o al calduccio durante i mesi invernali.
E' purtroppo di questi mesi, la notizia che, la concorrenza cinese, la crisi dei brand (liquori come Stock) e la minore voglia di spendere, ha portato alla cassa integrazione i 70 operai della storica azienda di Trieste.

Si pensi che, mentre in casa un mazzo di carte può durare un decennio, un locale pubblico (bar, Acli, Arci, circolo anziani o altro) ne consuma uno al mese. Anche se ora le carte sono rivestite in PVC, la passione fa mordicchiare, torcere e soffrire le carte stesse, quasi come immagine dell'animo del singolo giocatore.
Se é vero che chi ama le carte é portato a socializzare, allora forse, manchiamo di voglia di stare insieme, e questo si occorre riaffermare. 
Anche per ricominciare a usare, comprare e giocare a carte. Gioco antico ma sempre bello.
A proposito, mia figlia Bianca (10 anni) mi batte a ruba mazzetto! 

Referendum? no, grazie.