domenica 18 settembre 2016

Perché non ho finito di leggere "Giorni Selvaggi"

 
Se non finisci un libro devi sentirti in colpa? Se questo libro poi è un capolavoro, tanto da vincere un Pulitzer, la colpa deve aumentare? E come cavarsi d'impiccio da una storia del genere?
Ma andiamo per gradi. Mi definisco un gran lettore. Di quelli che vedono la vetrina della libreria e sbavano, manco per le costine alla brace. Poi devo entrare e se esco senza acquisti è perché ho qualche malattia oppure mi hanno colpito in testa.
Stessa reazione in biblioteca, ora poi che ho scoperto gli ordini inter prestito è un continuo... affiancati alle letture su Kindle, alle riviste, al quotidiano, agli inserti culturali, alle trasmissioni che parlano di libri, ai siti internet che parlano di letteratura, eccetera eccetera... non penso di sottrarmi alla mia mania/passione.
E allora che mi succede? Perché abbandono?
Intanto per l'argomento. Non mi interessa una cippa di questo simpatico ragazzo che sguazza in mare e si lancia in mezzo alle onde. Non mi interessa delle Hawaii e di chi ci abita, delle pippe mentali di un ragazzino che ci va ad abitare e di suo padre che lavora nel mondo del cinema... e dei suoi problemi a scuola e delle sue menate con gli amici... insomma, penso di poter dedicare meglio il mio tempo ad argomenti che mi piacciano di più. E a chi mi rimprovera di non uscire dal seminato, rispondo "è poco, troppo poco, il tempo che ci è dato. Troppe, veramente troppe le distrazioni che ci impediscono di leggere" e quindi va bene così, con buona pace per Finnegan e il suo premio Pulitzer.

Omicidio all'italiana