lunedì 1 agosto 2016

il giglio nero - the bad seed

 
Vi sono film che fanno pena (il Tarzan recentemente visto) e vi sono autentici piccoli capolavori. "The bad seed", film americano del 1956 è uno di questi. Disturbante quanto serve, teatrale nelle espressioni, concentrato su visi e parole, riesce a colpire lo stomaco più e meglio di un Dario Argento d'annata e senza mostrare alcun dettaglio sanguinolento o di vera violenza.
Forse anche per questo, lascia agli attori (a partire dalla piccola Rhoda) il compito di esprimere e far intendere cosa realmente bolle in pentola.
Tradotto da noi come "il giglio nero" ad intendere che per virare dal bianco (simbolo di purezza) al nero del crimine, poco occorre, al punto che ad un certo punto siamo a chiederci - e con noi la madre di questo autentico mostro - come sia possibile che quello che appare come un piccolo angelo, sia nella realtà un autentico demonio.
 
 
La trama: La piccola Rhoda è una bambina bella, intelligente e all'apparenza buona. All'apparenza, perché con il passare del tempo, la scopriamo essere responsabile di una serie di omicidi ai danni di innocenti. Ed il tutto per futili motivi (possedere una medaglia o altre piccole cose di valore, nascondere un segreto)... La madre, in origine non vuol credere a quanto accade, ma quando le è chiara la verità, tenta di farla finita senza riuscirci. Sarà un provvidenziale fulmine a cavarla d'impiccio.
 
Commento finale: Rientra senz'altro nel genere "bambini dannati" questo bellissimo film. E forse ne è il capostipite, visto l'anno di produzione. Per alcune scene infatti richiama "il villaggio dei dannati" del 1960 QUI  piuttosto che "il Presagio" del 1976 QUI. Certo resta disturbante per la madre e per noi, scoprire di aver cresciuto un mostro che ama con tutta se stessa e che non sa come affrontare.
La forza di questo film sta nel mettere in discussione l'idea della famiglia come luogo di formazione dei futuri americani, l'idea cioè che una buona educazione, un tetto e tanto affetto siano sufficienti a lenire ogni preoccupazione. Questo tarlo è talmente forte, da apparire oggi, a distanza di 60 anni ancora attuale... Senza alcun dubbio ottime le recitazioni.
 

i Templari