mercoledì 5 ottobre 2016

Prima che la notte

Questo libro vuole ricordare Giuseppe Fava, il giornalista e l'uomo.
Colui che ha combattuto, attraverso le pagine del suo giornale "il Giornale del Sud" prima e "I Siciliani" poi, la Mafia siciliana.
Il libro, scritto a più mani, dai "carusi" che gli sono sopravvissuti e hanno portato avanti (a modo loro) la sua battaglia, è scritto veramente bene. Senza astio, senza rancore, ma con la certezza di aver fatto bene tutto, sino all'ultima azione.
 
 
"Con gli anni ho cominciato a pensare che avessero ragione loro, che bisogna essere parsimoniosi quando ci si guarda negli occhi perché le cose che corrono in quell'istante sono sempre parole serie, dettagli da non dimenticare, stipule di verità".

"Forse non ha paura perché la paura è sempre attesa di qualcosa, e lui corre davanti al proprio destino".
 
E' il testamento di Giuseppe Fava, ma è anche la speranza di poter cambiare...
"In poche righe tutto il concentrato di demagogia che coltiviamo: l'idea - stupida sempre, e specialmente in Sicilia - che la gente sia buona e i politici cattivi. L'ottusa speranza che il cambiamento venga solo dai giudici, in virtù di un presunto mandato del popolo".

"Alcuni uomini hanno più energia di altri, infinitamente di più, e indirizzano questa forza nella direzione che più amano, che sia l'arte, o il potere, o la politica, o il lavoro.
Opporre a questi uomini le leggi e un astratto giudizio morale è inutile, perché essi vedono tutto in funzione dei propri obbiettivi, e sono pronti a violare, aggirare o estendere le regole a proprio vantaggio".

HhhH