domenica 14 settembre 2008

Viva la Grappa

In periodi come questi, ove la trasgressione ad ogni costo, ad ogni prezzo, con qualsiasi cosa é argomento costante dei quotidiani e della televisione, appare anacronistica la notizia - peraltro passata in sordina il 14 di agosto - che i parlamentari della Lega abbiano chiesto di rendere legale la produzione casalinga della grappa.
La "Graspa", quella clandestina, delle vallate di montagna e dei cascinali contadini, quella degli Alpini: finalmente sarà legalizzata.
Fine del proibizionismo, in un epoca in cui oramai non é vietato più nulla, salvo le cose più stupide (ricordate i superpoteri ed il divieto di sdraiarsi nei parchi pubblici a leggersi il giornale?) e fine della magia.
La grappa é l'acquavite ricavata dalle vinacce insieme con un'eventuale aliquota di depositi del vino. Le materie prime devono essere ottenute da uve prodotte e vinificate in Italia, distillate in impianti collocati nel territorio nazionale.
La grappa é la sola acquavite ad essere prodotta da una materia prima solida posta direttamente in alambicco. La produzione casalinga della grappa attualmente é vietata dalla Legge per ragioni igieniche e fiscali. Ricordo infinche che la produzione avviene a mezzo di alambicchi continui (senza interruzione nella lavorazione) e discontinui che si classificano in tre categorie: a fuoco diretto, a vapore, a bagnomaria.
Illusi dalla pubblicità che i superalcolici debbano essere stranieri, la più nostrana, genuina ed italianissima grappa non teme confronti per rincorrere i propri pensieri dopo un lauto pasto o di fronte al fuoco di un camino. Controindicazioni: non guidate dopo averne bevute troppe!!!

Referendum? no, grazie.