giovedì 4 settembre 2008

Gli immigrati votanti

Ci risiamo. Quando l'estate volge al termine, é tutto un affacendarsi per feste di partito (che se non fosse che si mangia bene, tipo quelle dell'ex Unità oggi Partito Democratico, non ci andrebbe una cippa di nessuno).
Ad ognuna di queste, i nostri indomiti politici, tutti impegnati tra un emergenza e l'altra (e la programmazione? Bella parola nè?? Molto inutile, mai usata) se ne escono con boutade inutili, perniciose e che non portano da nessuna parte.
Pare incredibile, ma l'impressione é che in Italia, quando si voglia dare il via a qualsiasi confronto, si debba per forza andare in televisione o in platea a dire castronerie, salvo poi dire che si é stati fraintesi.
Mi riferisco in questo caso (ma potrei fare un elenco chilometrico) alla proposta dell'on. Fini e dell'on. Veltroni di permettere agli immigrati di votare almeno alle amministrative.
Bene, bravi, sette più, salvo a distanza di 24 ore essere smentita dal comunicato che dice: "non é previsto nel programma di Governo"...
E quando mai quello che i Governi fanno da 50 anni a questa parte era inserito nel programma ?
E se anche non é inserito perché non affrontare la questione?
Diciamo la verità, navigare a vista lo sanno fare tutti, ma di dire cosa si andrà a fare in materia di energia, cultura, ambiente, salute nessuno: e non parlo delle pirlate tipo "il nucleare si, la polenta no" o "abbasso i finocchi, viva i carciofi" no, parlo di idee vere, su cui costruire consenso, dibattito, interesse.
Vabbé, stiamo a vedere in quanto tempo anche questa proposta finisce nel nulla.

Insospettabili sospetti