martedì 4 novembre 2008

Kappler alla frontiera

Il mio paese di origine dista pochi kilometri dal confine svizzero.
Ha inoltre la particolarità che oltre la dogana italiana vi sono ancora alcune case in territorio italiano e dopo circa 2 km il confine svizzero vero e proprio; una sorta di terra di nessuno.
Kappler (lo ricorderete, un tipico personaggio del mio passato montano) svolgeva spesso piccoli lavori da muratore.
Gli capitò una volta di dover lavorare in una di queste abitazioni poste subito dopo il confine.
La prima mattina arriva in dogana e manco a dirlo viene perquisito; così al ritorno al pranzo e così la sera al rientro a casa.
Stessa storia il giorno dopo per 4 volte a fila.
Ogni volta alla domanda di dove fosse diretto, Lui indicava l'abitazione posta a circa dieci metri dal confine, ma l'impassibile milite eseguiva tutte le verifiche del caso.
Al terzo giorno, evidentemente spazientito, Kappler, pensò bene di prendere un sacchetto di plastica e farci dentro i suoi bisogni.
Giunto in dogana, il finanziere controlla l'auto e chiede: "che contiene il sacchetto?", risposta serafica: "una merda". Disappunto del finanziere: "faccia vedere"; aperto il sacchetto, il finanziere chiede spiegazioni e Kappler risponde: "sarò libero di portare in giro stronzi, visto che qui ce ne sono in abbondanza, no?" Arresto del Kappler. Fine della storia.

La città nella storia