sabato 23 agosto 2008

Geo Chavez


Quando ero un ragazzino, abitavo a Domodossola. Spesso insieme al mio amico Remo ci si recava ai musei (nella realtà il Museo, ma diviso in due diversi edifici, Palazzo di città e Palazzo Silva) e passare interi pomeriggi a girovagare quasi sempre soli (il custode si fidava di noi) soffermandoci a fantasticare di fronte a tante meraviglie. C’erano le carrozze del Sempione, gli animali imbalsamati, i feti conservati, le armi e le corazze … Ma in particolare una sala mi entusiasmava; quella dedicata a Geo Chavez, il trasvolatore delle Alpi.

“Geo Chavez è uno dei grandi miti del secolo scorso. Di origine peruviana, parigino di adozione, ricco, giovane e bello, fa della nascente aviazione la sua passione e la sua ragione di vita. Nel clima entusiasticamente positivo che circonda le imprese dei primi aviatori negli anni che precedono la prima guerra mondiale, il giovanissimo Geo Chavez si impone come uno dei grandi protagonisti della scena mondiale.
La sua fulminante carriera di aviatore si conclude il 23 settembre 1910, mentre sta per atterrare dopo aver portato a termine un'impresa "impossibile": la trasvolata delle Alpi da Briga a Domodossola.

Da sempre il più grande sogno dell'uomo è volare. Il più grande sogno di Geo Chavez era volare sopra le Alpi, in questo Chavez trovò il sostegno entusiasta di numerosi intellettuali milanesi, tra cui il giornalista Luigi Barzini e il fondatore del Tci Luigi Vittorio Bertarelli. Il 23 settembre 1910 il biplano Blério XI di Cahvez decollò da Briga, ai piedi delle Alpi francesi. Il giorno dopo era atteso a Domodossola per fare rifornimento, ma qualcosa andò storto: durante l'atterraggio l'aereo precipitò e Chavez si ruppe entrambe le gambe.

Una vita brevissima (23 anni) ma intensa, un sogno impossibile realizzato: guardare le cime dei monti da ancora più in alto, anziché dal basso

Egli infatti morì presso l’ospedale San Biagio di Domodossola, il 27 settembre del 1910 in seguito alle gravi ferite riportate in un incidente aereo, avvenuto quattro giorni prima, proprio in occasione del suo primato, la trasvolata delle Alpi, mentre era in fase di atterraggio nelle vicinanze di Domodossola. Geo Chavez aveva avuto il battesimo dell'aria il 7 febbraio 1910, il 13 febbraio ottenuto il brevetto di pilotaggio!
Il sorvolo delle Alpi, che allora appariva temerario, provocò stupore ed entusiasmo e la fine del coraggioso pilota suscitò un'ondata di commozione. Giovanni Pascoli gli dedicò un'ode come ad un nuovo eroe dell'aria. Nel settembre 1957 i resti mortali dell'aviatore furono rimpatriati dalla Francia, affinché fossero deposti in un mausoleo costruito appositamente per lui all'aeroporto militare di Las Palmas, nei pressi di Lima. Il principale aeroporto di Lima, inaugurato nel 1960, porta il suo nome: (EN) Aeropuerto Internacional Jorge Chávez di El Callao; a lui era intitolato il Boeing 747 I-DEMU utilizzato da Alitalia tra il 1971 ed il 1981”.
(Notizie tratte da Wikipedia).

Dopo essermi soffermato nella sala a Lui dedicata, amavo fantasticare di questo eroe che mi appartiene per aver affrontato vicino ai luoghi della mia infanzia, questa impresa impossibile per i tempi ed esserci riuscito a costo della vita.

Piccolo, Grande, Vivo