venerdì 5 maggio 2017

Formazza, Antogorio, Divedro

 
Numero monografico di Meridiani Montagne, dedicato al triangolo di cime che in cima alla Valdossola si congiunge con il confine svizzero. Terra di dighe per la produzione di energia elettrica, di grandi e bellissime cime, di silenzi e solitudine. Terra di passaggio e di confine, terra infine di grandi elementi ambientali: ghiacciai, forre, laghi, punte estreme, rocce.... Insomma, non manca davvero nulla per meritarsi un numero dedicato... ed infatti eccolo qui, con il numero 78, uscito nel Gennaio del 2016, lo rileggo con calma in questi giorni a completamento di quello dedicato alla Valgrande del mese scorso.
Oramai, questi testi si articolano tutti allo stesso modo, benché quanto viene rappresentato cambi nella sostanza: una parte dedicata alle pareti rocciose, una ai ghiacci, una storica, una gastronomica, una agli uomini ed ai popoli, una al passato ed una al futuro... e poi l'ambiente che la fa da padrona, le salite con gli sci ai piedi, quelle con le ciaspole, quelle con gli scarponi, quelle con le scarpette, quelle nei torrenti... e poi i pericoli rappresentati da un errato sviluppo e le paure di non riuscire a cogliere lo sviluppo e vedere il declino dello spopolamento...
Tanti sono gli elementi che formano una rivista di questo tipo... alcuni ricorrenti, altri peculiari di una zona specifica... questa volta il comune denominatore è senza dubbio il Parco Naturale.
Quello dell'Alpe Veglia, quello del Devero, quello Svizzero dell'alta valle di Binn... che poi vanno a formare un'unica grande riserva naturale ove trovare ciò che ognuno desidera: buon cibo, grandi spazi in solitudine, ottima roccia per arrampicare, cime pochissimo frequentate e altre molto affollate, terme per rilassarsi, cultura, religione, sport...
 
 
Quando si parla di Alta Ossola, occorre sempre tener presente che oltre alla natura, anche l'uomo ha modellato il paesaggio: con le dighe, con la pastorizia, con la caccia, con il taglio dei boschi, con le cave a servizio delle città e dei monumenti, con le guide alpine e il passaggio di personaggi famosi... per non parlare poi delle presenze storiche che dalla preistoria hanno popolato questi luoghi, sino all'architettura del Portaluppi (con le sue bellissime centrali idroelettriche). E' il Toce (o la Toce per gli ossolani) che detta le regole. Con le sue "buzze" del passato (alluvioni e straripamenti) poi con il tempo sempre più controllate... con la sua forza modellatrice, con l'energia elettrica, con la pesca, con il trasporto fluviale.
Si pensi alle gole di Uriezzo, alla Cascata del Toce.
Tanti i centri abitati da visitare: Crdo, Baceno, Premia, Formazza, Crevoladossola, Varzo, Trasquera, Montecrestese. Terre di confine, di traffico ma anche di guerre (anche di religione, non a caso sono presenti Sacri Monti e chiese ovunque)... e poi la cultura Walser, ancora presente nelle scritte e nel dialetto (il Pumatterthitsch), nelle costruzioni alpine e nella gestione dei boschi.
Si parla del Parco, certamente, ma anche del progetto Ve.De.For. fortunatamente abortito.
Si parla del Monte Leone e della storia alpinistica delle Lepontine, della contesa con la Svizzera per l'Alpe Cravariola... luoghi sconosciuti ai più...
Troviamo poi le molte falesie: Balmalonesca piuttosto che la Punta della Rossa, la Falesia di Ponte Campo, le Pareti di Agaro, Balmafregia e altre ancora...
Si rammenta il tracciato dello Sbrinz (il formaggio) che ogni anno porta alcuni someggiatori, insieme ai loro animali a percorrere i 150 kilometri che da Lucerna portano a Domodossola, a ricordare l'antico sodalizio nato tra il Ducato di Milano (nel tardo medioevo) e i popolo Walser, nel commercio di prodotti di vario tipo... Infine come non ricordare Geo Chavez, il trasvolatore delle Alpi e la biblioteca Grossi a Domodossola... si conclude con un'articolo speciale dedicata ai formaggi ossolani...

 

Morgan