venerdì 24 marzo 2017

Life

Si candida come uno dei migliori film dell'anno, questo LIFE. Sarà per le riprese (che ricordano il bellissimo Gravity), o forse per la trama (che viceversa fa pensare ad Arrival per la necessità di comunicare)...
Certo questo nuovo conturbante alieno ce ne farà vedere delle belle. E tutta la trama è un incrocio di necessità, di desideri, di paure, di incomprensioni, di eroismo e incoscienza.
Tutti elementi di cui ognuno di noi è fatto.
Ma veniamo alla trama: la stazione spaziale internazionale è pronta! Sta arrivando dallo spazio una navicella che trasporta i primi campioni di materiale organico da Marte. E quale migliore laboratorio e "barriera" per sperimentare che non questo luogo?
Ecco i nostri astronauti, scienziati fare la conoscenza (ma è il termine giusto?) con Calvin, così ribattezzato dopo un concorso mondiale dai bambini della Terra.
Il problema è che Calvin cresce, interagisce e disturbato si difende e uccide.
Ma come comunicare? "non ci odia" dice uno degli astronauti, "ma deve ucciderci per sopravvivere".
L'incomunicabilità di Arrival è qui ancora più evidente. Perché se nel primo il tentativo era premiato, in questo non c'è modo di capirsi, e allora si torna agli istinti primordiali: uccidere per non essere uccisi.
Ma è mai possibile, contro un essere capace di tutto? Per non rovinarvi il finale nulla aggiungo.
E' Alien scrivono tutti! Anzi un plagio di Alien. Diciamo allora che è Alien senza denti... e se di plagio si parla è veramente ben fatto.
 

Omicidio all'italiana