giovedì 17 marzo 2016

Victor - La storia segreta del Dottor Frankenstein


Tutto ebbe origine dal romanzo di Mary Shelley del 1819 "Frankenstein o il moderno Prometeo". Scritto con l'intenzione di impressionare il circolo di amici, che si riuniva periodicamente per commentare o leggere storie, o anche e soltanto per passare lietamente il proprio tempo, "Frankenstein" oltre a divenire un mito ed a definire tutto ciò che, a causa del disegno umano, si è tramutato nel tempo in disvalore, disumanità e addirittura agire contrario alle leggi naturali.
 
 
Pur avendo sentito parlare del romanzo, lo lessi solo in occasione di un esame universitario, "Igiene sociale" e il suo commento mi fruttò un buon voto. Forse anche per questo motivo, mi lasciò un buon ricordo e una curiosità sull'argomento. Cercare ovvero di capire quale fosse la causa scatenante il romanzo e le paure che rappresentava: il moderno Prometeo era evidentemente l'uomo inventore, accecato dal progresso e dalle macchine e desideroso di emulare Dio o la natura e ricreare la vita. L'antica paura della morte veniva così sconfitta.
 
Molte sono state la trasposizioni cinematografiche. Da quelle serissime del 1910 e del 1931 e tutte le varie edizioni (almeno 36) oltre alle parodie  il post (almeno 10 tra cui una che vede coinvolto il nostrano Fracchia) le citazioni e le serie televisive (12) e i musical (2 tra cui The Rocky horror Picture Show).
Tutto ha inizio con gli esperimenti di Galvani, che vede nell'uso dell'elettricità lo strumento per azionare organi morti o semplicemente staccati dal corpo e dal cervello, quasi a dimostrarne una vita propria. Da qui ad ideare un azione umana che permette la resurrezione il passo è breve, anche se foriero di retro pensieri religiosi, etici, politici, sociali... e letterari.

Arriviamo così al nostro "Victor". Oltre ad aver colto il lato gotico della storia ed aver reso giustizia al bistrattato Igor, che nella versione proposta è sì gobbo, ma viene quasi subito raddrizzato e reso un bel giovane, in cui alberga grande cultura medica e uguale grande riconoscenza per il suo mentore.
Victor viceversa è un folle, in cui alberga il senso di colpa per la morte del fratello, cui vorrebbe rendere la vita. Non si ferma di fronte a nulla e prima anima il corpo di un animale (o un insieme di animali) e poi da vita ad un uomo (o meglio un mostro, viste le dimensioni e l'immagine) in cui tuttavia non vi è traccia di umanità alcuna. Solo di fronte all'evidente fallimento Victor pare rinsavire e, con l'aiuto di Igor, uccide la sua creatura. La storia non finisce qui e forse questa deviazione dal romanzo non sarà accettata da tutti. A me è piaciuta. Ha colto nel segno e soprattutto ha dimostrato che Frankenstein e la sua creatura (senza nome ma che ha preso quella del suo inventore) sono diventate Mito e simbolo, al punto di finire molto popolarmente sulle t-shirt dei giovani di tutto il mondo, o divenire cartone animato: il post
Lascio a voi il giudizio su quest'ultima creazione cinematografica, che non sarà certo l'ultima. Ma che rivela ancora una volta il fascino della letteratura romanzata del secolo scorso.

Viaggio al termine della notte