sabato 9 gennaio 2016

Creed

Quando arrivi all'ultima inquadratura (con Balboa insieme al giovane Creed che dalla cima della "scala Rocky", cioè la scalinata del Philadelphia Museum of Art, location della celebre sequenza del film "Rocky" composta da 68 gradini con una statua in bronzo ai suoi piedi che immortala il celebre pugile) tutti abbiamo capito che il passaggio di consegne è oramai completato.
Si chiude un ciclo (forse, nel cinema il condizionale è d'obbligo) e se ne apre un altro.
Ottimo film, ben interpretato, pur facendo l'occhiolino al passato, costruisce una trama e una tensione capace di ridare lustro ai film I, II, IV della serie (trascurerei il III e i successivi)..
La storia del giovane Creed piace, la sua voglia di arrivare, la sua forza, la sua rabbia.
E Rocky? Lui fa quello che ha sempre fatto, anzi amplifica la sua forza: Lui fa Rocky, gigioneggia, si prende in giro e al tempo stesso prende il posto degli amici del passato, in questo ruolo di zio, padre mancato, allenatore, amico, debitore verso il vecchio Creed.
Il film finisce per prenderti, per commuoverti, per emozionarti, per donarti oltre due ore di sana passione. Visto in inglese, con uno slang incomprensibile.

Omicidio all'italiana