venerdì 23 dicembre 2016

Io sono vivo, voi siete morti

Risale al 1993, la biografia di Emmanuel Carrére, dedicata al genio visionario Philip Kindred Dick.
Passata inosservata, forse per la gran mole di testi a lui dedicati, forse per la (allora) poca notorietà dello scrittore, forse anche (dice qualcuno) per la pessima traduzione della prima pubblicazione.
Riappare quest'anno, per Adelphi e ottiene, grazie anche al successo di "Limonov" la dovuta attenzione.
Come affronta Dick, il complesso e problematico Dick, il nostro buon Emmanuel?
Trasformando la biografia in romanzo, la dura e complessa vita di PKD in lieve racconto, anticipando i contenuti dei suoi romanzi, per scrivere il romanzo della sua vita.
Ne emerge un libro ben scritto, piacevole e scorrevole, ricco di nozioni e che sa cogliere le problematiche che assillano il nostro.
Spesso realtà e finzione si confondono, ancora più spesso si confondono i punti di vista, senza eccezione alcuna, finendo per confondere (ma in modo eccelso) vita, romanzo, biografia, racconto, pensiero, idee, sogni, aspirazioni, fallimenti... mettendo il tutto a raffronto con i personaggi dei romanzi di PKD.
 
Dall'autore di "Ma gli androidi sognano pecore elettriche", che poi ha originato il testo di "Blade Runner".... non potevamo aspettarci un'altra vita... assolutamente no.
Si legge d'un fiato ed è una vera miniera d'oro per gli amanti del genere e per conoscere lo stile di vita di una generazione (quella degli anni 60 e 70).
 

Insospettabili sospetti