giovedì 2 gennaio 2014

Oblivion

Un bel film di fantascienza, che vuol farci riflettere sul tema dell'eterno e mai risolto confronto/scontro tra uomo e tecnologia.
Il primo elemento che balza all'occhio è che siamo di fronte ad una pianeta, ad una Terra completamente disabitata, in tutto il film incontriamo a stento una trentina di persone.
Ed è l'apocalisse, il come si stava meglio quando si stava peggio, il prima confrontato con l'oggi ad essere il filo conduttore dell'intera vicenda.

In fondo, Jack Archer cioè Tom Cruise, che cosa ci sta a fare sulla Terra? Si certo, deve badare alle megatrivelle che pompano acqua, deve tenere lontani degli invisibili ed inafferrabili alieni, ma poi?

Lui risponde come può a questa domanda: con una casetta sul lago, con i fiori nella lattina, raccogliendo libri e ascoltando musica.

Ed è la presenza dei libri in carta e dei dischi in vinile (i 33 giri della mia generazione) il monito ai nostri tempi: attenti, la memoria è fatta di oggetti fisici, non di bit e mp3, la tecnologia ci sta derubando, ci sta azzerando i ricordi e ci priva del passato in cambio di un futuro incerto.

In fondo non siamo tanto lontani da Jack, qui nel nostro mondo. Anche noi vediamo con favore una dormitina sulla riva del lago ascoltando i Procol Harum e i Led Zeppelin, qualche buona lettura (magari non tutti leggono Orazio, ma spero almeno non Moccia).

Un bel film, scene pulite, paesaggi mozzafiato, inseguimenti degni di un videogioco, ma in fondo cosa ne dobbiamo ricavare? Perché c'è sempre una morale!
Lottate per mantenere dentro di voi una traccia di umanità, la voglia di vivere ed amare, lo stupore per tutto ciò che vi sta intorno. Quasi come Papa Francesco :)

La città nella storia