martedì 2 dicembre 2008

L'inutile P.I.L.

Chi l'ha detto che il P.I.L. misuri realmente il benessere di una Nazione?
E se fosse tutto da rivedere? E se l'attuale crisi ci permettesse di liberarci di questi inutili, iniqui, arretrati indicatori?
Un economia che pone a rischio il nostro pianeta é un assurdo.
La scelta di sostenere il consumo a tutti i costi da parte degli Stati per far fronte all'attuale crisi é realmente utile? O viceversa é il metadone di un sistema drogato, oramai arrivato agli sgoccioli? Perché devo cambiare il televisore, l'auto o il frigorifero ogni 3 anni se non ne ho bisogno, se non per evitare di restare a casa in cassa integrazione? E quindi non avere i soldi per comprare le cose che produco e che non mi servono ???
La recessione che ci aspetta, che durerà ben più del 2009 può essere l'occasione per ripensare interamente il sistema produttivo. Fingere che nulla é avvenuto, che nulla avverrà, che il conto ecologico, economico, bancario, assicurativo, alimentare, lo pagherà qualcun altro è da folli, miopi e senza progettualità per il futuro.
Un esempio per tutti: se invece di fare straordinari (più PIL e più merce in circolazione) mi dedico al volontariato per i più bisognosi, tengo pulito il suolo pubblico, sorveglio il quartiere o il bosco non ottengo forse una migliore qualità della vita e della società in cui vivo? Eppure il PIL tace, anzi, mi dice che sono ad un livello più basso del Burundi...
Assurdo. Ripensiamo il sistema economico, ripensiamoci....

La città nella storia