domenica 3 aprile 2016

un Partito Democraticamente decente

La sommatoria di anni alle mie spalle hanno sciolto come neve al sole le mie giovanili granitiche certezze. Ho smesso di credere a Babbo Natale, poi a Gesù Bambino, poi a Dio in Terra, figuriamoci se oggi credo ad un partito onesto.
Per questo, trovo che la mutazione in corso nel Partito Democratico vada riconosciuta come un passaggio positivo, quanto meno rilevatore di una diversa coscienza del porsi di fronte al popolo votante.
Abituati da oltre vent'anni a partiti o movimenti o altri contenitori, che facevano della legalità, del diversismo (non sessuale beninteso) del giacobinismo, la propria bandiera e sperimentato quanto di falso vi fosse in tutto ciò, trovarmi di fronte ad un partito che, colto con le mani nella marmellata non accusa più i giudici di far politica (vedi Silvio) ma candidamente dice che chi sbaglia paga (o meglio chi è sorpreso a sbagliare paga) ha dell'incredibile.
Se penso alle giravolte di certi partiti che dovevano cambiare il Mondo (leggi Lega, Forza Italia, Italia dei Valori, lo stesso PD prima PCI e poi DS oppure oggi il M5S) preferisco di gran lunga chi ammette le proprie debolezze e al tempo stesso se la sbriga mandando a casa il singolo che sbaglia più degli altri...
Devo scandalizzarmi come fa Brunetta (con che faccia di culo poi me lo si spieghi, visto che il suo capo è finito in una galera per anziani a causa delle sue malefatte) di fronte all'accaduto? No, qui si scopre l'acqua calda: l'esistenza delle Lobby, di chi paga volentieri la campagna elettorale per ottenere favori e udite udite, i giornali di destra (ma anche quelli di sinistra quando non governava) si scandalizzano! Urlano alla vergogna! Ma se lo sanno tutti e tutti ne fanno uso!
Perché piuttosto in vent'anni di Berlusconismo non si è pensato di rendere trasparente la pratica del lobbismo? Forse per troppa vergogna di certi donanti? E basta ipocrisia!
Viceversa farete vincere per l'ennesima volta il giacobino di turno (M5S) che tra vent'anni si scoprirà essere uguale a tutti gli altri... vi ricordate la famosa frase "uno vale uno"? Dove è andata a finire?
Quindi con l'andar degli anni mi accontento della decenza, non vado oltre, non voglio iperbole, supereroi (che anche quelli al cinema dopo poco rompono la ciolla) o super onesti, mi basta un buon padre di famiglia come recitava il diritto romano e l'attuale Codice Civile... anche perché teniamo famiglia...

L'uomo romano