venerdì 19 febbraio 2016

Son of a gun

JE finisce in galera e da povero pivello deve legarsi al più forte per sopravvivere: Brendan, un rispettato delinquente. In cambio dovrà aiutarlo ad evadere e gli si affiancherà nel suo percorso criminale, con l'intento di rapinare una miniera d'oro.
Girato in Australia, riesce ad intrattenere con un format quasi scontato ma che ha ancora qualcosa da raccontare.
Rapine, inseguimenti, boss e belle pupe, truffe, doppio e triplo gioco. L'amore di una bella e triste ragazza. La speranza di una vita normale (un ritaglio di giornale con moglie, auto, casa e due figli biondi).
Son of a Gun potrebbe riassumersi così se non fosse che, qualche tentativo di apparire interessante lo mette in campo.
Dalle aspirazioni dei cattivi, dal fatto che pur sparando tanto, i banditi ammazzano solo altri cattivi (una versione edulcorata della violenza al fine di non rendere invisi gli stessi al pubblico), alla speranza di una vita "normale" come viene captata dalle riviste... Insomma ci si diverte se non si esagera a cercar di capire. Al tempo stesso si capisce che anche i cattivi piangono, hanno un loro codice (almeno alcuni) e devono tirare a campare.
Un poco sminchio Brenton Thwaites (attore già conosciuto in Maleficent) nel ruolo di JR, mentre sempre piacevole il buon Ewan McGregor nel ruolo di Brendan... Anche se come Obi-Wan Kenobi e la sua spada laser era tutta un'altra musica...

Omicidio all'italiana