domenica 21 settembre 2014

Il vangelo a benzina - Marco Ciriello


E' un mondo deviato eppure totalmente nostro, quello narrato da Ciriello. Non si salva nessuno e nessuno si deve salvare perché la scala di valori utilizzata è alternativa a quella presunta "normale" e allora vai con i morti ammazzati, con i till'ammort... con le prostitute e i camorristi, il Comboniano che pure lui si fa ammazzare, il killer slavo che assomiglia al calciatore della Juve e tutti a giocare il proprio ruolo in questa caccia all'uomo che ha come vittima un attore del porno ribelle al sistema e che farà una brutta fine. Il passaggio dal dialetto all'italiano al misto è continuo e spiazzante quasi da "quer pasticciaccio brutto de via Merulana" di Gaddiana memoria. Nemmeno il Commissario Valenzi  - presunto eroe del romanzo - si avvicina alla decenza ed anzi nemmeno ci prova che, come dice lui, non ha nulla da rappresentare che "lo Stato ormai ha perso" e quindi perché far tante scene? Si legge d'un fiato.
La Tigre? quella finisce sotto la macchina e viene messa al rogo in un rito simil indiano, che O'Gorilla lo ha visto in un documentario sugli animali e quindi così si fa, ascoltando la canzone "Sandokan" sullo stereo e bevendo "Ferrari". 

Susa