mercoledì 14 novembre 2012

Morire di spread

Appare evidente anche al più sbadato dei miei compatrioti che così non si va da nessuna parte.
La disumana tragedia creata dall'avidità delle banche ha imposto un prezzo che stiamo pagando tutti, in termini di servizi e tasse a scapito della qualità della vita.
Rimedi? Non ce ne sono.
Per una semplice ragione. Per porre rimedio al buco economico occorre trovare altri soldi, per farlo occorre togliere a tutti tutto.
Solo così é possibile far tornare i conti. Ma come tutti sanno, quando l'unica cosa che conta sono i bilanci, la vita per come la conosciamo vale zero.
Alcuni esempi: 
per compensare il mancato gettito derivante dall'assenza di lavoro si aumenta l'IVA (su chi la paga) generando ulteriori costi, ulteriore lavoro nero, ulteriori fallimenti. E' una spirale senza uscita.
per rendere più efficace la Pubblica Amministrazione, si bloccano gli stipendi, le promozioni ed i passaggi di livello per 4 anni senza possibilità di recupero. Risultato si rende meno, si é demotivati, TUTTI si arrangiano per tirare a campare.
Allora per rimediare all'ulteriore inefficienza si procede con i licenziamenti (perché così si chiamano e non spending review) cosa si ottiene? Tagli indiscriminati basati sul rapporto cittadini dipendenti, ulteriore demotivazione, disoccupati in strada da mantenere (senza averne i soldi).
Il lavoro é troppo caro per via del costo in tasse ed imposte? Si cambia il contratto riducendo tutti a schiavi.
Le pensioni non coprono tutti? Si allunga l'età pensionabile. Così meno posti di lavoro, dipendenti più vecchi e stanchi, giovani a spasso.
Quali alternative? Ripensare completamente la nostra vita, come singoli e come società.
Completamente! Oppure soccombere.

GIulio Regeni? Amen...