sabato 12 settembre 2015

Malati di selfie

In origine erano le cartoline. Servivano a dimostrare la propria presenza in un luogo, per vacanza o per lavoro. Ovviamente i limiti erano molti... La foto rappresentava una parte della città che magari nemmeno avevamo visto, oppure una stagione diversa da quella in cui noi ci si passava e così via...
Diciamoci la verità! Un falso clamoroso. Si accettava l'idea che chi ci scriveva era realmente andato lì dove la foto rappresentava il luogo... e poi magari si scopriva che le cartoline erano state imbucate nella cassetta postale della stazione locale.
Poi seguirono le foto delle vacanze... intere serate a guardare i filmini e le diapositive. Qui ero lì, la ero qua, su ero giù... francamente quanti di voi non si sono rotti i maroni assistendo ad uno di questi eventi? Non vedo alzarsi mani..
Ed ecco che l'era digitale, oserei dire quella post-digitale, ci porta i selfie.
Io sono lì, ci sono in quel momento, e rappresento innanzitutto me stesso, poi il resto del Mondo.
I selfie riportano al centro la persona, dando al contesto, all'evento, la mera funzione di sfondo.. Anche l'azione, seppur importante, anche il personaggio famoso, immortalato diventa un secondo piano utile solo ad immortalare le nostre persone.
Fanno bene? Fanno male? Sono veramente il meglio?
Difficile giudicarli. Come tutte le cose che paiono essere nuove e si rivelano antiche quanto la vanità umana direi che "in medio stat virtus" e se lo dicevano i latini, che di selfie ci hanno riempito archi di trionfo e colonne...

Insospettabili sospetti