mercoledì 17 aprile 2013

La Pietra del Vecchio Pescatore


Ho letto questo libro più di vent'anni fa.
All’epoca dedicavo molto tempo alla lettura e sognavo di diventare una scrittrice.
Frequentavo la biblioteca comunale e ricordo ancora la serenità che vi regnava, l’odore dei libri misto a quello della moquette e il gusto che provavo nell’andarci per via della sensazione di libertà che mi davano tutti quei volumi. Erano come piccoli mondi in cui si poteva entrare semplicemente allungando una mano. Tutt’altro dalla vita reale, con la quale non ho mai avuto un buon rapporto.

Alcuni libri li sceglievo, per altri mi affidavo. Questo mi fu consigliato da Lorenza, la bibliotecaria. E’ strano, datato, probabilmente già vecchio all’epoca in cui venne scritto, ma merita un’occhiata, anche solo per apprezzarne le peripezie della traduzione.
Da un po’ mi ri-promettevo di ri-leggerlo ed eccolo qua, come saltato fuori dalla macchina del tempo.

Sarebbe bello se l’interprestito funzionasse anche per luoghi, emozioni, persone… ma quel che è andato è andato.

Arrivederci, Lorenza.


Questo post è un contributo di Ezia, ospite del mio Blog.

L'arte di collezionare mosche