domenica 27 gennaio 2013

"Dracula" di Matei Cazacu


Il libro di Matei Cazacu appartiene al genere di letture delle quali si osa parlar male solo se si ha il coraggio di passare per ignoranti.
Le carenze in materia di storia e geografia sono infatti da sempre patrimonio dei "somari" di scolastica memoria. Tuttavia mi espongo di buon grado a qualsivoglia critica affermando che la tentazione di abbandonare Dracula - La vera storia di Vald III l'Impalatore prima di arrivare a pagina 100 è forte.

L'autore - curriculum impressionante - ne sa davvero parecchio, ma purtroppo non accende nel lettore una scintilla di passione che vada oltre lo sfoggio di erudizione storica. E sì che l'argomento si presterebbe alla grande!
Intendiamoci: questo libro non poteva certo parlare di vampiri alla Twilight, ma santo cielo, perfino la vita di Rodolfo Valentino se ridotta a pura cronologia non riuscirebbe a tenervi svegli mezz'ora dopo cena. E nemmeno Matei Cazacu ci riesce.
Date, incisi, traduzioni multiple dello stesso termine si susseguono in modo così incalzante da risultare inutili e perfino irritanti. L'uso delle parentesi è smodato, il bisogno di circostanziare persone, luoghi e fatti con dettagli fuori dalla portata del lettore medio - per quanto armato di internet e desideroso di elevarsi - è devastante. 
Un esempio. Chi mai sentirebbe la necessità di questa parentesi: "... basandosi sulla testimonianza di fra' Giacomo (Jacob)..." ?! Matei Cazacu. E non una, cento volte.

Dopo un po' si spera di trovare salvezza nelle ultime due parti del libro che, stando all'introduzione, dovrebbero parlare di Dracula vampiro, personaggio letterario ed eroe del cinema.
Qui in effetti le cose vanno meglio, ma non aspettatevi chissà quali guizzi perché Cazacu una vera idea di ciò che vuol trasmettere al lettore sembra ahimè non averla. In compenso però è pronto a travolgervi ancora una volta con citazioni colte a go go.
A questo punto meglio un buon dizionario del cinema, senza contare che mi sembra eccessivo definire come fa Cazacu il Dracula di Francis Ford Coppola un "capolavoro assoluto", un "non plus ultra" del genere vampiresco. Film eccitante a livello visivo, squisitamente erotico (d'altronde con Gary Oldman non si scherza), ma in fin dei conti è un fumettone.

Concludendo: leggete questo libro solo se non siete ignoranti come me o se avete un esame sulla storia della Romania. Altrimenti guardatevi Bram Stoker's Dracula e continuate a sognare.

Questo articolo é un contributo di Ezia, ospite del mio Blog.

Referendum? no, grazie.