mercoledì 9 aprile 2014

Tutto scorre

"Tutto scorre" nasce là dove "Vita e destino" si interrompe.
Sequestrato il testo e ogni appunto, allontanato da tutti - non potendolo uccidere - e perseguitato dal regime sovietico, ecco che Grossman riprende il filo dei suoi ragionamenti, colpendo il mostro sacro Lenin e i suoi successori sino a Stalin.
E' di uomini e donne che parla, è di sentimenti, è di verità e soprattutto di libertà.
Un viaggio dentro e fuori dai gulag. Un paragone tra chi soffre in prigionia e chi crede di stare bene in libertà, salvo scoprire che è un vivere fatto di paure, menzogne e delazione.
Sentimenti assoluti, sguardi nel profondo dell'animo umano.
Bellissime e che lasciano senza parole sono le pagine 175,176,177. Andate a leggerle: vi è il confronto tra cane e padrone e rivoluzionario che viene abbattuto dai propri simili.
Triste ma efficace, duro ma lampante. Una capacità di vedere l'uomo e le sue bestialità e al tempo stesso amarlo per quello che è; amarlo perché vi è sempre una speranza di riappropriarsi del proprio essere capace di bontà.

L'arte di collezionare mosche