venerdì 11 aprile 2014

I santi pericolosi

Sarà mai possibile che, un associazione a delinquere di ex preti, esegua omicidi a far purgare colpe che la Chiesa non vede?
E cosa ne può Antonino Buonamore, Ispettore di Polizia terribilmente sfigato, di fronte ad un dilemma difficilissimo a venirne a capo e che in fondo pare non interessi a nessuno?
Parte da questi due punti il romanzo di Stefano Brusadelli, "I santi pericolosi". Da una Roma straniata, continuamente colpita dalla pioggia, da personaggi disperati, da delinquenti e faccendieri di ogni risma.
E non è facile venire a capo della vicenda. Anzi. Buonamore arriverà tardi, a tempo scaduto, quasi ad evidenziare l'incapacità della giustizia umana a fronteggiare un'idea di giustizia divina distribuita a piene mani da qualcuno che non può più stare a guardare.
"La dolcezza del cielo fa dimenticare la ferocia del mondo" è questo il monito che conclude il romanzo e fa riapparire il sole su una Roma rassegnata a tutto.

Che ci faccio qui?