domenica 18 novembre 2012

Addio Patrick

E' il 1985, prima edizione di sport roccia, Bardonecchia.
Io sono lì, insieme a pochi amici e circondato da un mare di gente che, come me, vuole scoprire l'arrampicata sportiva. 
Nasce in quel periodo ALP, la rivista della Montagna, che si fa portavoce del cambiamento e contro i vecchi barbogi dell'andar per monti in un certo modo, ribalta tutto.
Per quello siamo lì, per conoscere, capire, imparare e riportare a casa questa esperienza.
E che esperienza! Ad un certo punto sulla parete, che pure ha visto esibizioni talentuose, sale un UFO!
Questo diranno i giornali di lui, il giorno dopo, quello che tutti gli spettatori lì riuniti diranno e penseranno quel giorno.
Non é umano, non é vero, é fantascienza. Sale sulla parete come se salisse le scale di casa (scusate l'infelice accostamento), danza ad una velocità e con una grazie che appaiono impossibili.
Al termine un lungo applauso determina la sua vittoria morale.
Lì ho conosciuto Patrick Edlinger, che insieme a Berault (l'altro Patrick francese conosciuto a Montecarlo) hanno fatto l'arrampicata francese e mondiale.
Ci lascia a 52 anni, per una caduta in casa. Vittima del destino. Ciao Patrick.

il leopardo - Jo Nesbø

 
"Le prime vittime sono due donne. Ritrovate con ventiquattro ferite identiche in bocca.
Morte soffocate nel loro sangue, dopo un agonia atroce. Omicidi studiati, efferati, che seguono un rituale. La polizia criminale di Oslo sa di avere un solo uomo che può risolvere il caso.
Harry Hole, alcolista, uomo rude e solitario, inviso a molti.
Ma Hole si è rintanato a Hong Kong, tra le fumerie d'oppio per lavare via i ricordi.
Sa fin troppo bene che, per risolvere l'ultimo caso, ha messo in pericolo di vita l'unica donna che ha mai davvero amato. E solo quando lo informano che il padre è moribondo in ospedale, Harry Hole decide di tornare a Oslo.
Tra le vittime non c'è in apparenza alcun legame, ma Hole subito ne trova uno. Tutte quante hanno trascorso una notte in un isolato rifugio di montagna.
E qualcuno, qualcuno capace di odio lucido e selvaggio, adesso sta braccando gli ospiti di quella notta, uno per uno". (tratto dal libro).
 

Ottavo episodio della saga di Harry Hole é anche il libro che gli ha dato maggior successo.
Un super romanzo di oltre 750 pagine, che ci porta in uno Oslo invernale, ove un serial killer uccide senza mai essere colto (anzi persino i suoi omicidi passano inosservati).
Solo Harry Hole, obbligato a tornare da Hong Kong, a causa della malattia del padre capisce subito il legame degli omicidi.
E solo lui saprà intrecciare una sequenza geniale ove chi appare non é tale. Grazie all'aiuto di un altro assassino - l'uomo di neve - capirà come ragiona chi uccide.
Dietro un grande odio si nasconde un grande amore. Cogliendo queste parole arriviamo al termine del libro con in mano il movente e l'omicida. Bellissimo.

Una promessa di felicità

Una fastidiosa tendinite al gluteo mi impedisce di correre.
Così, mentre attendo l'esito delle terapie, devo rallentare e dedicarmi alla più lieve e lenta camminata.
Questa mattina presto, c'era un grado sotto e ho fatto un giro nel bosco.
La corsa ti pone in uno stato mentale superlativo, vedi solo te stesso, mentre sfrecci verso una meta.
La camminata no, ti fa guardare intorno. Ti obbliga a sentire gli odori, i colori, i suoni, le variazioni rispetto al precedente paesaggio appena percorso. Ti riporta ad uno stato di insieme nell'ambiente che percorri.
E' così che nel silenzio del bosco ho colto il cinguettio di alcuni uccelli, e capito che erano richiami messi lì per ingannare i selvatici e indurli ad avvicinarsi a tiro del fucile.
I selvatici sentono i cinguettii e si avvicinano cogliendo una promessa di felicità. 
Ad attenderli i pallettoni del paziente cacciatore.

venerdì 16 novembre 2012

La coperta dell'invisibilità

Si discute, a torto o ragione, dei tagli al personale della Pubblica Amministrazione.
Tirato in ballo, facendo parlare il cervello e non la pancia, provo a dare il mio punto di vista.
Per anni, molti anni, la Pubblica Amministrazione, é stata una delle modalità cui lo Stato e la Politica attingevano per garantire posti di lavoro a costo collettivo ricavandone, da un lato vantaggi per le aree depresse, dall'altro legami clientelari.
A tale stato di cose si é cercato di porre rimedio nel tempo, senza evidentemente riuscirci.
Si consideri altre sì, che in un sistema bloccato come é stato il nostro nel periodo post - bellico e ancora negli ultimi vent'anni, con la contrapposizione Destra - Sinistra, ogni parte politica sbraitava contro, ma usava sempre tale meccanismo.
Non era un segreto che a chiedere al potente di turno, un posticino alle Poste, in Ferrovia, in Comune, all'ASL, al Ministero, in Provincia, in Regione, nella Partecipata, Acquedotto, Enel, SIP, eccetera si rimediava.
E non era un mistero che, una volta dentro, valeva la regola che si diventava intoccabili, non si avanzava per merito, non si usciva per demerito. 
Una sorta di limbo, una coperta dell'invisibilità striminzita, sbrindellata, senza alcun rammendo o con rammendi talmente evidenti che sembravano loro l'assurdo e non la coperta stessa.
Oggi, in tempo di crisi, la coperta scompare, anzi appare in tutta la sua cruda realtà.
E ovviamente nessuno si prende la briga di attribuirsi la paternità di quel che sino a ieri era normalità.
A farne le spese i dipendenti pubblici, che si, forse, e comunque non tutti, sino a ieri hanno usufruito di un limbo, in cui chi meritava doveva soffrire in un corpo in piena atonia ma che oggi rischiano di restare in mezzo alla strada.
E ancora, lasciare a casa é un rimedio? Non sarebbe opportuno, prima di un taglio di stile sovietico dire dove si vuole andare a parare? quali obiettivi, quale Pubblica Amministrazione per i prossimi vent'anni?
Se a fare le scelte attuali é lo stesso che ha fruito dei benefici di una P.A. asservita il risultato non potrà che essere uno scempio.
Attendiamo fiduciosi proposte serie, pronti a fare i necessari sacrifici nell'interesse di tutti.
Lo dico dopo venti e oltre anni di onorato servizio, senza un giorno di malattia, lavorando anche durante l'infortunio, portandomi il lavoro a casa e tornando in ufficio nel fine settimana, alzandomi quando entra un cittadino con un sorriso e un buongiorno.
Perché la Pubblica Amministrazione Italiana può e deve dimostrare che vale tanto. Più di quel che si crede.

mercoledì 14 novembre 2012

Morire di spread

Appare evidente anche al più sbadato dei miei compatrioti che così non si va da nessuna parte.
La disumana tragedia creata dall'avidità delle banche ha imposto un prezzo che stiamo pagando tutti, in termini di servizi e tasse a scapito della qualità della vita.
Rimedi? Non ce ne sono.
Per una semplice ragione. Per porre rimedio al buco economico occorre trovare altri soldi, per farlo occorre togliere a tutti tutto.
Solo così é possibile far tornare i conti. Ma come tutti sanno, quando l'unica cosa che conta sono i bilanci, la vita per come la conosciamo vale zero.
Alcuni esempi: 
per compensare il mancato gettito derivante dall'assenza di lavoro si aumenta l'IVA (su chi la paga) generando ulteriori costi, ulteriore lavoro nero, ulteriori fallimenti. E' una spirale senza uscita.
per rendere più efficace la Pubblica Amministrazione, si bloccano gli stipendi, le promozioni ed i passaggi di livello per 4 anni senza possibilità di recupero. Risultato si rende meno, si é demotivati, TUTTI si arrangiano per tirare a campare.
Allora per rimediare all'ulteriore inefficienza si procede con i licenziamenti (perché così si chiamano e non spending review) cosa si ottiene? Tagli indiscriminati basati sul rapporto cittadini dipendenti, ulteriore demotivazione, disoccupati in strada da mantenere (senza averne i soldi).
Il lavoro é troppo caro per via del costo in tasse ed imposte? Si cambia il contratto riducendo tutti a schiavi.
Le pensioni non coprono tutti? Si allunga l'età pensionabile. Così meno posti di lavoro, dipendenti più vecchi e stanchi, giovani a spasso.
Quali alternative? Ripensare completamente la nostra vita, come singoli e come società.
Completamente! Oppure soccombere.

sabato 10 novembre 2012

Tex il Pueblo perduto - fumetti

 
"A disegnare questo settimo Speciale, una delle grandi firme di Tex: Giovanni Ticci.
L'artista senese crea in ogni vignetta una magia con il suo stile capace di afferrare le espressioni dei personaggi, esaltare le emozioni dell'avventura, accendere le atmosfere delle bellissime scenografie naturali in cui questa si svolge.
La storia, cucita su misura per lui da Claudio Nizzi, ha inizio quando gli sgherri del ricco Stanley Jackson rapiscono dalla riserva papago lo stregone Tumako e sua nipote Malapay.
Tex e Carson scoprono che un certo professor Montoya aveva consultato lo sciamano riguardo a una mappa che condurrebbe alle favolose ricchezze di un villaggio perduto.
Lo studioso é stato tradito dal suo assistente Rochas, che ha stretto un patto con Jackson mettendo come guida della spedizione archeologica un uomo del boss.
Ma Pueblo Perdido non porta fortuna ai suoi profanatori, perché una maledizione incombe su quelle vetuste mura.
E, come spesso accade nelle storie di Tex, il prezioso tesoro, che ha causato tante sciagure e tante morti, viene nascosto per sempre alla vista dell'uomo". (tratto dal libro).
 

Disegni di Giovanni Ticci, Testi e sceneggiatura di Claudio Nizzi.
il rapimento di uno stregone da il via all'inseguimento di due delinquenti intenzionati a mettere le mani su un favoloso tesoro. Pueblo Perdito é si colmo d'oro, ma maledetto e porterà sfortuna a tutti i visionari (ed assassini ) cercatori.
Belli sia l'inizio che il finale della storia, la parte centrale é un inseguimento tirato un po troppo. Forse per riempir pagine?
Qui  Leggetelo a sbafo

venerdì 9 novembre 2012

il gatto con gli stivali - il film

Favola dal dolce finale, ove al cattivo di turno viene sempre data una seconda occasione.
L'uovo é fantastico nel ruolo del subdolo traditore e il gatto con gli stivali, doppiato da un fantastico Banderas (non quello odierno della gallina) sprizza sensualità da tutti i pori (ops peli).
Senza perdersi a ripercorrere la trama, segnaliamo il mix di fiabe che porta fagioli magici, guardie spagnole, oche giganti, orchi e furfanti a confrontarsi con il nostro eroe.
Certamente da vedere.