sabato 16 gennaio 2016

Alan Rickman

E così se n'è andato anche Severus Piton (Alan Rickman nella vita di tutti i giorni).
Come non ricordarlo (per chi come me ha qualche anno in più) come il cattivo di "Trappola di Cristallo", in "Die Hard - duri a morire", o nelle vesti del feroce sceriffo di Nottingham nel "Robin Hood" di Kevin Costner ?
Ma era soprattutto nel Piton (cattivissimo insegnante alla scuola dei maghetti di Hogwarts) che si era affermato agli occhi del pubblico più giovane e così ci piace ricordarlo. Poche storie, aveva il fisico e la capacità recitativa giusta per il ruolo dell'odiatissimo di turno!
Un grande, anche nel ruolo mai banale del cattivo...
Ciao Alan e grazie.

The hateful eight

Cosa rende vincente un film diretto da Quentin Tarantino, o meglio ne decreta il successo?
Che si tratti di un western (ma lo è veramente?) o di una trama moderna; cosa lo rende immediatamente fonte di curiosità e passaparola?
Proviamo ad indagare quest'ultima opera: "The hateful eight" per trarne qualche utile spunto.
Siamo nel West, ma potremmo essere quasi ovunque, tutto si svolge in una stanza e l'intorno, intonso e reso muto da una tempesta di neve, appare come una barriera che obbliga persone molto diverse tra loro a condividere un piccolo spazio.

Nessuno si fida dell'altro.
I dialoghi sono incredibilmente curati, lenti, pensati ed espressi (pur farciti di parolacce irripetibili) in modo forbito.
La violenza, esplode, ma quando lo fa, è espressa in modo banale. Non è annunciata da squilli di tromba o da annunci, arriva, si propaga, e poi cessa. Come un maroso.
Per Tarantino il mondo (almeno quello cinematografico) si divide in due parti nette e taglienti: i buoni, destinati a soccombere e sparire in un attimo e i cattivi... qui la situazione si fa complicata.
I cattivi, vero cosmo che interessa al regista e di conseguenza a noi, sono tanti e diversi.
Vi sono i cattivi privi di una logica, a loro non interessa il motivo delle loro azioni, è la strada più breve per raggiungere un obbiettivo, poco importa se causa dolore e morte, si fa e basta.
Vi sono i cattivi "saputi", quelli che del loro essere cattivi ne hanno fatto filosofia.
Per loro la violenza è una filosofia di vita. Una logica antiborghese, fatta di scuola di vita, profonda conoscenza dell'animo umano, dolore patito e visto patire, ne hanno forgiato la strada.
Per loro uccidere è semplice, ma solo se vi è una regola, se viene spiegato il motivo. Senza non vi è giustizia (una giustizia al contrario ben inteso).

Prendiamo i cacciatori di taglie di questo film, cosa li rende diversi dalle canaglie che cacciano? Nulla evidentemente. Solo il piccolo discrimine dato dal fatto che, loro eseguono gli ordini della legge (o meglio di una società che accetta il male minore, ovvero la morte del bandito in cambio di denaro).

Grande cura dei dettagli, grande spazio ai dialoghi, profondità e studio dell'animo umano, questi film vanno assolutamente visti, per capire quanto sia possibile indagare l'incubo e la follia dell'essere umano.

mercoledì 13 gennaio 2016

David Bowie

il primo vero problema (e non è da poco) è trovare una immagine che descriva il personaggio Bowie.. impossibile, un tale camaleonte dell'arte e della musica non permette un solo punto di riferimento. Dovremmo riempire il post di una carrellata di fotografie, una per ogni svolta della carriera di un vero grandissimo artista.
Se dovessi fissare un punto di riferimento, lo vedrei nell'interpretazione di Furyo del 1983 nell'inedito ruolo del prigioniero dei giapponesi...
Musica accattivante, ogni volta in grado di stupirti e incuriosirti. Lo ascolti e dici "ma è lui? E' veramente Bowie?" e così è... ogni volta una novità.
Ora l'ultimo episodio. La sua morte. Cosa dire, oltre a ringraziarlo per averci fatto compagnia in tutti questi anni? Grazie David, non sarà semplice dimenticarti... eri unico da vivo, ora diventi eterno.


sabato 9 gennaio 2016

Creed

Quando arrivi all'ultima inquadratura (con Balboa insieme al giovane Creed che dalla cima della "scala Rocky", cioè la scalinata del Philadelphia Museum of Art, location della celebre sequenza del film "Rocky" composta da 68 gradini con una statua in bronzo ai suoi piedi che immortala il celebre pugile) tutti abbiamo capito che il passaggio di consegne è oramai completato.
Si chiude un ciclo (forse, nel cinema il condizionale è d'obbligo) e se ne apre un altro.
Ottimo film, ben interpretato, pur facendo l'occhiolino al passato, costruisce una trama e una tensione capace di ridare lustro ai film I, II, IV della serie (trascurerei il III e i successivi)..
La storia del giovane Creed piace, la sua voglia di arrivare, la sua forza, la sua rabbia.
E Rocky? Lui fa quello che ha sempre fatto, anzi amplifica la sua forza: Lui fa Rocky, gigioneggia, si prende in giro e al tempo stesso prende il posto degli amici del passato, in questo ruolo di zio, padre mancato, allenatore, amico, debitore verso il vecchio Creed.
Il film finisce per prenderti, per commuoverti, per emozionarti, per donarti oltre due ore di sana passione. Visto in inglese, con uno slang incomprensibile.

giovedì 7 gennaio 2016

Colonia? No, grazie.

Premetto subito, questa volta non sarò né buono, né tollerante. Se questo episodio di Colonia è l'avanguardia di quel che ci dobbiamo attendere a causa dell'immigrazione, io dico no.
Dico no a villani, ignoranti, degradati uomini, che vedono nella donna solo lo sfogo dei propri desideri e porcherie.
Dico no ad una sub-cultura che aggredisce, deruba, picchia o peggio, chi è debole.
Dico no alle squadracce organizzate per rubare, per aggredire, per ferire nel corpo e nell'animo le donne, ma soprattutto il nostro mondo, la nostra società, la nostra cultura.
Abbiamo già i nostri enormi problemi, a far entrare in tante teste di vitello di nostri concittadini, che le donne vanno rispettate sia in casa che fuori ed ora ci si mettono questi selvaggi.
Applichiamo la legge, il codice penale e schiaffiamoli in galera, ai lavori forzati, a spaccare sassi... che si pentano di quanto fatto. E accompagniamo le nostre donne, diamo loro sicurezza e aiuto.
Facciamo capire che non accetteremo MAI questa deriva selvaggia del nostro modo di vivere, a Colonia come in qualsiasi altra parte d'Europa.


Cowboy in rivolta ... Strana America...


Uomini armati occupano un edificio federale in Oregon. E udite udite, non sono terroristi, non sono arabi, non è l'ISIS e nemmeno i messicani senza permesso di soggiorno, meno che mai neri.
No, sono americani, quelli veri, quelli degli States... E' forse per questo che, sino ad oggi, nessuno li ha ancora sloggiati a calci nel culo e nemmeno li ha denunciati.
Avranno pure i loro buoni motivi... magari lo Stato li ha vessati, le tasse troppo alte, un esproprio per far passare una strada... morale, forti anche della libertà, tutta nord americana, di possedere armi di ogni tipo, nessuno ha osato discutere la cosa. Certo li sorvegliano, ci hanno parlato, ma nessuno dice BAU!
Due pesi e due misure? Ma cosa dite mai.... 
Pensate se, quando i leghisti occuparono il campanile di San Marco...
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mercoledì 6 gennaio 2016

il Ponte delle Spie

Un grande, grandissimo Tom Hanks. Un interpretazione toccante. Una bellissima ricostruzione storica di un periodo buio della storia europea ed internazionale.
Questo film uscito alla fine del 2015 ha tutte le carte in regola per diventare un eccezionale opera. Diretto da Steven Spielberg e ambientato in piena Guerra Fredda, vede lo scambio delle spie; il Sovietico Abel (un simpatico e perfettamente a suo agio Mark Rylance) e l'americano Powers (Austin Stowell) sul ponte berlinese di Glienike.
Tutto il film si regge sulla capacità dell'avvocato Donovan (Tom Hanks) di mantenere l'umanità, il rispetto delle regole e del prossimo quali punti cardine dell'azione non solo dei singoli uomini ma anche degli Stati.
Riuscirà nell'intendo di salvare tre vite umane e far dialogare DDR, Unione Sovietica e Stati Uniti.
Bellissimo e commovente.

il Traditore - Film