venerdì 24 luglio 2015

La famiglia Karnowski

Essere i fratelli meno famosi di chi ha vinto il Nobel per la letteratura (Isaac Bashevis Singer) può far correre il rischio del paragone. Eppure, se di paragone dobbiamo parlare, è bene dire che questo bellissimo romanzo nulla ha da temere con i grandi scrittori della Shoah.
La capacità di Singer, sta certamente nell'essere capace, anche nei passaggi più cupi, di trovare lo spazio per la speranza, per le piccole cose che superano le grandi avversità.
Le persone sono protagoniste, le loro difficoltà, il loro carattere, le loro piccole manie ed i difetti, i loro amori e speranze.
Se viene spazzata via una cultura e un popolo, questo avviene al prezzo di svilire anche chi resta. Ben presto se ne accorgono anche i tedeschi, che con favore avevano assistito al sorgere del nazismo.
E il messaggio positivo è che la vita continua, magari riparte da zero, magari è dura, ma si riprende da capo e si superano tutte le cose negative grandi e piccole, rendendoci migliori.
Superbo.
 

Susa