venerdì 26 luglio 2013

Maccaia una settimana con Bacci Pagano


Meno impegnato del primo testo, più riflessivo.
Perde l'uso del presente nel racconto ma non perde incisività nel percorso che porta alla immancabile scoperta del colpevole.
Un Bacci più introverso, votato alla riflessione sulla vecchiaia e i guasti della vita.
Non vi è dubbio che le conoscenze psicologiche dell'autore pesino sul racconto e sulle motivazioni che muovono i vari personaggi incontrati nel testo.
Si lascia leggere d'un fiato.
Frasi: "Ciascuno è se stesso. Coi propri dolori. Le proprie speranze. Il proprio inesorabile destino. Saperlo non aiuta a scamparlo. Non aiuta nemmeno a vivere. Perché per vivere bisogna scantonare le cose spiacevoli. Lasciar partire i treni. Convincersi che potremo sempre scendere alla prossima fermata. C'è sempre una fermata successiva finché non si arriva al capolinea".

Allegro ma non troppo...