mercoledì 28 novembre 2012

Savana Padana - il libro


Poco più di centotrenta pagine. Un libretto che scorre via come un "ombra" di vino.
Vita vera, vita dura nel nulla della pianura veneta. Anzi, della Savana Padana, come lo scrittore Matteo Righetto intitola il racconto.
Zingari ladri e omosessuali, Cinesi che delinquono, Mariuoli Veneti che fanno di peggio, Carabinieri Terroni che credono di sapere tutto e arraffano come tutti gli altri, Estetiste Pornodive. C'è di tutto in questo variopinto mondo, ove l'unico obiettivo é sopravvivere facendo soldi in malo modo.
E di tutto succede, compreso il furto nella casa sbagliata della Statua di Sant'Antonio, con una ridda di conseguenze surreali.
Se non fosse un racconto si potrebbe pensare ad un rotocalco di nera in un qualsiasi quotidiano di provincia.
Dopo tanti detective belli e dannati, una storia italiana su cui riflettere. Bello!
 

martedì 27 novembre 2012

UTU - Un solo lungo cliché

"Quando il tenente Osborne viene incaricato, in quanto esperto della questione Maori, di indagare sul misterioso suicidio del collega Fitzgerald, non immagina lontanamente che sta ficcando la testa in un ginepraio dai contorni indefiniti e sanguinari.
Prima di morire, Fitzgerald era sulle tracce di un violento attivista maori, ed è da lì che cominciano le ricerche di Paul Osborne.
Il poliziotto sa bene che la violenza latente nella comunità maori è alimentata dallo status di cittadini di serie B in cui i Pakeha, cioè i bianchi, hanno relegato i maori sin dai tempi della colonizzazione inglese, e le sue indagini lo porteranno a scoprire l'esistenza di un vero e proprio complotto orchestrato dai vertici del potere bianco per impadronirsi di un antico e sacro terreno maori.
UTU è la storia di una vendetta (e UTU significa vendetta) messa in atto da un gruppo di fanatici adepti di un antico culto anticolonialista per punire i bianchi per averli defraudati.
L'avventura che si dipana dal semplice furto di un'antica ascia da guerra, sottratta a un collezionista reazionario si tinge sempre più di rosso man mano che Osborne indaga, finché sul suo cammino costellato di cadaveri si imbatte nell'attività sciamanica di un macabro tatuatore e dei suoi allucinati seguaci.
Con uno stile vibrante e mozzafiato, Ferey ci trascina in un contesto di teste mozzate, armi automatiche, droghe esotiche ed elaborati tatuaggi di guerra che tengono il lettore con il fiato sospeso". (tratto dal libro).
 

Finito di leggere UTU di Caryl Férey - 395 pagine di poliziesco nero come la pece.

Tossico, cattivo, alcolizzato, preda dei suoi deliri. Questo deve essere necessariamente il poliziotto che, protagonista della vicenda, insegue le sue vendette personali.
Violento quanto basta (e ci può stare) ma le lunghissime pagine di rincorsa nei paradisi artificiali derivanti da ogni genere di droga dopo un po rompono la ciolla.
La storia é credibile, e non la anticipo. I personaggi pure, ma non esageriamo. Non esageriamo.
Bella l'ambientazione neozelandese e la descrizione della condizione dei maori.

lunedì 26 novembre 2012

Quando la morte non vale niente

Riporto stralci dell'articolo apparso su La Repubblica.it - completo di video che invito a visionare per assistere alla vicenda. A seguito della morte dei sei braccianti rumeni a Rossano, si é creato un parapiglia da parte dei becchini (così vanno chiamati) per accaparrarsi le salme. Che altro aggiungere? Che la morte non ha alcun valore, solo quello economico dei corpi da tramutare in denaro. Leggetevi i Promessi Sposi e il comportamento dei monatti nella Milano invasa dalla Peste. Non é cambiato nulla.



La scena da sciacalli è stata raccontata in parte da un video pubblicato dal "Quotidiano della Calabria". Protagonisti i titolari e i dipendenti di alcune agenzie di pompe funebri dei paesi vicini, accorsi sul luogo della tragedia una volta allertati dalle forze dell'ordine e dai sanitari. Uno spettacolo sconfortante, scrive sulla testata calabrese il giornalista Valerio Panettieri. "Quelli sono tutti miei - si sente urlare davanti alla carcassa dell'auto - . Sono stato avvisato dall'ospedale, sono arrivato per primo, se qui viene qualcuno che non è di Rossano succede un casino. Questa è roba nostra, non vogliamo gente da Corigliano o da Mirto".


Dall'altra parte la replica: "No, facciamo uno a testa". Poi gli spintoni e la rissa. Quando lo scontro sembrava essersi placato, mentre si trasportava una delle salme, il titolare di una delle agenzie ha dato nuovamentea in escandescenze. I portantini hanno perso l'equilibrio, facendo cadere a terra dalla barella il corpo che vi era adagiato. A quel punto, gli amici e i parenti delle vittime hanno cominciato ad urlare. "Vergognatevi, questo è il mio sangue, non sono dei cani questi sono esseri umani". La situazione è rimasta tesa fin quando le auto con a bordo i corpi dei sei lavoratori non si sono allontanate, inseguite ancora dalle grida: "Sciacalli, sciacalli!".

sabato 24 novembre 2012

Radiatori per la Norvegia



Senza ombra di dubbio é la miglior parodia che il continente africano potesse mettere in atto.
Raccogliere fondi, con la solita canzoncina farcita di buoni sentimenti, per portare radiatori (o caloriferi a corrente) per gli infreddoliti abitanti della Norvegia.
Se non ci fosse da piangere ci sarebbe senz'altro da ridere. Anzi facciamoci una risata per la coraggiosa iniziativa che vuole ribaltare la sorte e l'abitudine buonista di aiutare l'Africa.
Aiutiamo anche noi i poveri norvegesi :)
ecco il link:  Radiatori per la Norvegia

mercoledì 21 novembre 2012

La banalità dell'eugenetica


Una storia terribile. Tanto più perché banale, reale e subdola.
La fine di centinaia di migliaia di persone colpevoli di essere "meno umane" di qualcun'altro che si erse a giudice della loro vita.
Ho intitolato questo post "La banalità dell'eugenetica" perché ho voluto evidenziare come sia semplice il rendere banale la differenza tra persone, al punto da condividere l'idea di sopprimerle.
Il clima dell'inizio 900 rese possibile alcune atrocità del nazismo. E dopo aver letto questo libro ci rendiamo conto che nulla é stato inventato, tutto era sotto gli occhi di tutti e accettato dalla comunità scientifica.
Gli aspetti economici portati dalla crisi del 1929 e dalla guerra mondiale non fecero che aumentare le pressioni per procedere alla morte di massa dei diversi, dei "minus".


domenica 18 novembre 2012

Addio Patrick

E' il 1985, prima edizione di sport roccia, Bardonecchia.
Io sono lì, insieme a pochi amici e circondato da un mare di gente che, come me, vuole scoprire l'arrampicata sportiva. 
Nasce in quel periodo ALP, la rivista della Montagna, che si fa portavoce del cambiamento e contro i vecchi barbogi dell'andar per monti in un certo modo, ribalta tutto.
Per quello siamo lì, per conoscere, capire, imparare e riportare a casa questa esperienza.
E che esperienza! Ad un certo punto sulla parete, che pure ha visto esibizioni talentuose, sale un UFO!
Questo diranno i giornali di lui, il giorno dopo, quello che tutti gli spettatori lì riuniti diranno e penseranno quel giorno.
Non é umano, non é vero, é fantascienza. Sale sulla parete come se salisse le scale di casa (scusate l'infelice accostamento), danza ad una velocità e con una grazie che appaiono impossibili.
Al termine un lungo applauso determina la sua vittoria morale.
Lì ho conosciuto Patrick Edlinger, che insieme a Berault (l'altro Patrick francese conosciuto a Montecarlo) hanno fatto l'arrampicata francese e mondiale.
Ci lascia a 52 anni, per una caduta in casa. Vittima del destino. Ciao Patrick.

il leopardo - Jo Nesbø

 
"Le prime vittime sono due donne. Ritrovate con ventiquattro ferite identiche in bocca.
Morte soffocate nel loro sangue, dopo un agonia atroce. Omicidi studiati, efferati, che seguono un rituale. La polizia criminale di Oslo sa di avere un solo uomo che può risolvere il caso.
Harry Hole, alcolista, uomo rude e solitario, inviso a molti.
Ma Hole si è rintanato a Hong Kong, tra le fumerie d'oppio per lavare via i ricordi.
Sa fin troppo bene che, per risolvere l'ultimo caso, ha messo in pericolo di vita l'unica donna che ha mai davvero amato. E solo quando lo informano che il padre è moribondo in ospedale, Harry Hole decide di tornare a Oslo.
Tra le vittime non c'è in apparenza alcun legame, ma Hole subito ne trova uno. Tutte quante hanno trascorso una notte in un isolato rifugio di montagna.
E qualcuno, qualcuno capace di odio lucido e selvaggio, adesso sta braccando gli ospiti di quella notta, uno per uno". (tratto dal libro).
 

Ottavo episodio della saga di Harry Hole é anche il libro che gli ha dato maggior successo.
Un super romanzo di oltre 750 pagine, che ci porta in uno Oslo invernale, ove un serial killer uccide senza mai essere colto (anzi persino i suoi omicidi passano inosservati).
Solo Harry Hole, obbligato a tornare da Hong Kong, a causa della malattia del padre capisce subito il legame degli omicidi.
E solo lui saprà intrecciare una sequenza geniale ove chi appare non é tale. Grazie all'aiuto di un altro assassino - l'uomo di neve - capirà come ragiona chi uccide.
Dietro un grande odio si nasconde un grande amore. Cogliendo queste parole arriviamo al termine del libro con in mano il movente e l'omicida. Bellissimo.