sabato 15 agosto 2015

Verso il Tamier Pass

Prima delle due gite a lungo pensate e finalmente espresse in queste mie brevi vacanze ossolane.
Domenica pioggia, Lunedì mattino idem, finalmente il martedì preannuncia bel tempo e si può partire. Inforco la motocicletta e via verso la Cascata del Toce. Da lì, mi cambio e si sale verso il Lago Nero e oltre. Obbiettivo il Tamier o Tamia.
 La vista è spettacolare, la giornata bellissima, gente si ma solo al ritorno. Altro risultato raggiunto.
 Cartelli segnavia e tempi di percorrenza.
Oltre una certa quota il terreno di gioco diventa pietraia e neve... difficile muoversi senza prima aver adocchiato una destinazione.
il Lago Nero visto dall'alto... Notevole.

venerdì 14 agosto 2015

Tex - La strada per Serenity

 
Ogni occasione è buona per passare una buona oretta con i miei fumetti preferiti. E il nuovo episodio a colori di Tex è una di queste.
"La strada per Serenity", questo il titolo, propone una storia nel segno del classico West.
Un rapimento feroce, un ricatto, un giudice incorruttibile ma forse ottuso, una banda di rapitori che non sanno chi hanno di fronte: questi gli ingredienti di un ottima storia, ben disegnata e ben colorata.
Il resto lo lasciamo alle parole e alle pallottole di Tex e dei suoi amici.
Un eroe più impulsivo del solito, una storia molto simile ad un evento cinematografico, della cui velocità riprende la dinamica. Un caldo racconto per un caldo agosto.

venerdì 31 luglio 2015

Un pranzo estivo

 
Certe tavole aspettano solo che tu ti sieda.
D'estate, quando il sole a picco non lascia scampo, proviamo a mediare tra il fresco e buio della casa e il simil-ventilato ma luminoso del balcone.
Il risultato spesso non è altezza delle aspettative... Tuttavia, dando un tocco di colore alla tavola, con una tovaglia colorata, pietanze fresche, un pane profumato e cicciottello e tanta fresca acqua, anche l'arsura estiva è momentaneamente sconfitta.
Certe tavole aspettano solo che tu ti sieda.
se c'è aria le zanzare si astengono dall'autoinvitarsi a tavola, le mosche sono tenute a distanza con la paletta :) la grigliata finisce per farsi apprezzare!
il cibo estivo, meno corposo e calorico dell'invernale (di solito) impegna in minor misura stomaco e digestione. C'è più tempo per chiacchierare, per divagare, per lamentarsi del troppo sole, che poi rimpiangeremo ai primi geli (o forse no) aggiungi un anguria, un gelato che accompagna il caffè.. l'indolenza del dopo pranzo che ti invita alla pennichella... ecco, questa è la mia idea del pranzo estivo.



sabato 25 luglio 2015

The last stand - il film

The Last Stand - o l'ultima sfida - è un film tipicamente americano. Ovvero di rappresentazione del modo di vedere e affrontare le cose "all'americana".
Armi di ogni tipo, il male contro il bene, cattivoni immediatamente identificabili, buoni incorruttibili.
Su tutto, sopra ogni, cosa, oltre ogni limite ovviamente c'è lui: Schwarzi.
E quando c'è cotanto attore, è evidente che il ruolo da ritagliare è quella dell'eroe che sa prendersi in giro e al tempo stesso non si risparmia in azione, colpi di scena, combattimenti.
Trama scontata: narcotrafficante sudamericano (la lingua batte dove il dente duole) fugge durante un trasferimento e a bordo di un auto esagerata cerca di attraversare il confine messicano.
Sulla sua strada quasi nessuno, se non un vecchio sceriffo che vuole (vorrebbe) solo stare tranquillo.
Costretto dagli eventi dovrà fare a modo suo. Divertente e pieno di azione, a condizione di non prendere tutto troppo sul serio...

venerdì 24 luglio 2015

La famiglia Karnowski

Bastano a volte poche pagine per accorgersi di avere fra le mani un grande romanzo, e per cogliere quel timbro puro che ne fa un classico.
E' ciò che accade con "La famiglia Karnowski" di Israel J. Singer, maestro dimenticato, rimasto per troppo tempo nel cono d'ombra del più celebre fratello minore Isaac B. Premio Nobel per la letteratura.
La pubblicazione di questo libro , fra i memorabili del secolo scorso, ha quindi il sapore di un evento, e di un risarcimento: finalmente il lettore potrà immergersi nel grandioso affresco familiare in cui si snoda, attraverso tre generazioni e tre paesi - Polonia, Germania e America - la saga dei Karnowsi.
Che comincia con David, il capostipite, il quale all'alba del Novecento lascia lo shtetl polacco in cui è nato ai suoi occhi emblema dell'oscurantismo, per dirigersi alla volta di Berlino, forte del suo tedesco impeccabile e ispirato al principio secondo il quale bisogna "essere ebrei in casa e uomini in strada".
Il figlio Georg, divenuto un apprezzato medico e sposato a una gentile, incarnerà il vertice del percorso di integrazione e ascesa sociale dei Karnowski - percorso che imboccherà però la fatale parabola discendente con il nipote: lacerato dal disprezzo di sé, Jegor, capovolgendo il razzismo nazista in cui è cresciuto, porterà alle estreme conseguenze, in una New York straniante e nemica, la contraddizione che innerva l'intera storia familiare.
Con una sapiente orchestrazione che è insieme un crescendo e un inabissarsi, Singer non solo ci regala pagine di inconsueta bellezza, ma getta anche uno sguardo chiaroveggente sulla situazione degli ebrei nell'Europa dei suoi anni, rivelando quelle virtù profetiche che, quasi loro malgrado, solo i veri scrittori possiedono. (tratto dal libro).
 
 

Essere i fratelli meno famosi di chi ha vinto il Nobel per la letteratura (Isaac Bashevis Singer) può far correre il rischio del paragone. Eppure, se di paragone dobbiamo parlare, è bene dire che questo bellissimo romanzo nulla ha da temere con i grandi scrittori della Shoah.
La capacità di Singer, sta certamente nell'essere capace, anche nei passaggi più cupi, di trovare lo spazio per la speranza, per le piccole cose che superano le grandi avversità.
Le persone sono protagoniste, le loro difficoltà, il loro carattere, le loro piccole manie ed i difetti, i loro amori e speranze.
Se viene spazzata via una cultura e un popolo, questo avviene al prezzo di svilire anche chi resta. Ben presto se ne accorgono anche i tedeschi, che con favore avevano assistito al sorgere del nazismo.
E il messaggio positivo è che la vita continua, magari riparte da zero, magari è dura, ma si riprende da capo e si superano tutte le cose negative grandi e piccole, rendendoci migliori.
Superbo.
 

giovedì 23 luglio 2015

Bortelhorn - quasi

Lo ammetto, la giornata non era delle migliori. le previsioni meteo non facevano ben sperare... ma visto che verso il fine settimana la situazione è destinata a peggiorare ho deciso di correre il rischio.
Ancora una volta, non ho incontrato anima viva, a dimostrazione che oltre una certa quota e oltre a determinati posti (più o meno conosciuti) in montagna non ci va nessuno...
Mancato il Bortelhorn (ma meglio così, non si può arrivare dappertutto e non si deve rischiare mai) mi godo il passo, detto anche Forca del Rebbio, poco sotto i 3.000 metri.
In lontananza una coppia di stambecchi si gode la frescura... Avvistati per oltre mezz'ora non si sono mai mossi... pigri !
Panoramica del passo. A sinistra il versante italiano da dove sono salito, a destra quello svizzero con il lago Bortelsewji, bacino artificiale e la discesa dal Passo del Sempione.
Là in alto la bocchetta appena visitata e nascosto dalle nubi il Bortelhorn... Alla prossima volta.

Quota 1222 - Anne Holt

 

Eravamo oramai abituati ai gialli nordici. Dopo una prima clamorosa scoperta, un generale apprezzamento degli spazi gelidi e isolati, di poliziotti disperati e disperanti, di pazzi criminali capaci di ogni genere di nefandezza, di colpi di scena e di pagine divorate inseguendo le vite di agenti in preda a terribili sensi di colpa, ma al tempo stesso capaci di grande passione investigativa.
Poi ti arriva sta cosa qua. Quello che dovrebbe essere un romanzo.
E dire che gli elementi per darci un buon racconto: l'incidente ferroviario, l'albergo isolato in mezzo alla neve e ad una tempesta, l'assassino imprendibile, la scaltra investigatrice che dalla sua sedia a rotelle vede tutto e tutto capisce.
Invece no! Noia, noia, noia e ancora noia. Una barba pazzesca, deludente, senza costrutto, senza capo né coda, in cui tutto viene buttato lì in qualche maniera, giusto per riempire pagine e pagine inutilmente.
Persino i servizi segreti norvegesi (ma chi? ma quando? ma de ché?) vengono tirati in ballo..
Senta, caro ex ministro Anne Holt, la prossima volta che ambienta un romanzo, lo faccia al parlamento norvegese, ambiente che lei sicuramente ben conosce, e non in culo ai lupi, senza avere in mano uno straccio di trama... Compris?

il Traditore - Film