giovedì 13 giugno 2013

Jordi Anfruns, sociologo sessuale


Si legge d'un fiato, questo libretto della Domenica, che ha accompagnato un edizione di qualche mese or sono legata a "il Sole 24 Ore".
Due brevi storie per un totale di 75 pagine, al cui centro troviamo l'investigatore Pepe Carvalho e la solare Barcellona. Anche se la città sa trasformarsi in luogo di omicidi, tradimenti, odio e imbrogli di ogni tipo.
Anche se scontati nella trama e nel finale (ma con un minimo di suspense) arriviamo al termine del libro certi di aver passato un paio d'ore gradevoli e serbando un piacevole ricordo di questo (dell'innumerevole schiera)  detective, dal grande appetito alla Nero Wolfe, sarcasmo per tutti e grande intuito.

E qui comando io, e questa è casa mia...

Trattati come cretinetti. Privi di qualsiasi possibilità di parlare. Ingessati dallo "Statuto".
Scolaretti della prima ora, i parlamentari del M5S scoprono di essere anche loro "umani".
E come è giusto che sia, si ribellano contro il padre, in un confronto da tragedia greca, accusandolo di aver commesso errori che hanno portato alla recente legnata elettorale.
Non l'avessero mai fatto! Ferito, appunto come un padre quando i figli gli danno del rincoglionito, lui ha attaccato, minacciato, dichiarato di volersene andare (congelando simbolo e nome beninteso) per cercare di dimostrare che governa ancora. Come andrà a finire?
Torno ai precedenti post scritti in questo piccolo spazio ed invito a rileggerli. 
Guardarsi l'ombelico é un bel mestiere, il rischio che uno si accorga che intorno ad esso vi è la pancia, con annessi e connessi. 

mercoledì 12 giugno 2013

Jean Echenoz - Correre



Emil Zàtopeck raccontato non come eroe (e che eroe sportivo fu negli anni 40 e 50 del secolo scorso) ma come un essere che fece della leggerezza, nella quotidianità e nella corsa, un modello di vita.
Leggere questo romanzo per credere. Bellissimo il passaggio di quando Emil visita lo zoo e vedendo le scimmie ne nasce questo spunto "Ma le scimmie sembrano cattive, inacidite, amare, perennemente scocciate di aver mancato giusto per un pelo l'umanità. E' un pensiero che le assilla, è indubbio, un chiodo fisso,. Hanno una gran voglia di fartela pagare."
Per questo e molti altri motivi consiglio la lettura di questo breve ma brillante libro.

 

martedì 11 giugno 2013

Niceville



Se divorate d’un fiato periodi lunghi e articolati, se amate sguazzare nella punteggiatura come fosse una jacuzzi, se bramate descrizioni dei personaggi che non lasciano nulla all’immaginazione, questo libro fa per voi.

Giunti a metà vi renderete però conto che Carsten Stroud sta imbandendo un pranzo troppo ricco per poterlo finire in una sola volta, e vi assalirà il (fondato) sospetto che Niceville sia il primo, fottutissimo capitolo dell’ennesima trilogia.

Premesso che il concetto di “storia a episodi” non dovrebbe esistere né al cinema né tantomeno in letteratura (ma questa è solo la mia opinione), non sopporto l’idea che il mesciato Carsten se ne stia a bordo piscina davanti al pc con tanto di cocktail a partorire il secondo capitolo mentre noi ci chiediamo che minchia abbiamo letto a fare oltre 400 pagine per sentirci dire che “il male è in attesa di scatenarsi su Niceville”, o qualcosa del genere…

… problemi di connessione? Mah.



Questo post è un contributo di Ezia, ospite del mio Blog.

La crisi della Modiano

Parte da lontano la storia della Modiano.
Fondata a Trieste nel 1868 da Saul David Modiano, originario di Salonicco, ha saputo nel tempo rinnovarsi e seguire il mercato e soprattutto farsi apprezzare dai tanti amanti del gioco delle carte.
Gioco interclassista e che ha accompagnato e scandito i momenti di svago di ognuno di noi.
Anche oggi, al tempo dei videogiochi e delle slot, le carte continuano ad essere sinonimo di passione, relax, tempo passato con gli amici al bar o sotto una pergola d'estate o al calduccio durante i mesi invernali.
E' purtroppo di questi mesi, la notizia che, la concorrenza cinese, la crisi dei brand (liquori come Stock) e la minore voglia di spendere, ha portato alla cassa integrazione i 70 operai della storica azienda di Trieste.

Si pensi che, mentre in casa un mazzo di carte può durare un decennio, un locale pubblico (bar, Acli, Arci, circolo anziani o altro) ne consuma uno al mese. Anche se ora le carte sono rivestite in PVC, la passione fa mordicchiare, torcere e soffrire le carte stesse, quasi come immagine dell'animo del singolo giocatore.
Se é vero che chi ama le carte é portato a socializzare, allora forse, manchiamo di voglia di stare insieme, e questo si occorre riaffermare. 
Anche per ricominciare a usare, comprare e giocare a carte. Gioco antico ma sempre bello.
A proposito, mia figlia Bianca (10 anni) mi batte a ruba mazzetto! 

L'importante é crederci


A seguito della feroce sconfitta alle recenti elezioni comunali, dove il M5S è sprofondato in termini numerici, ha visto solo un ballottaggio, sul filo del seconda cifra percentuale dopo la virgola (Ragusa) ed ha conquistato Pomezia e Assemini, il loro mentore ha dichiarato "il cammino del M5S nelle istituzioni é lento ma inesorabile". 
Con questa velocità auguro a lui altri 100 - 150 anni di vita per raggiungere l'obiettivo :)

lunedì 10 giugno 2013

The Aviator & The Hoax


Che legame c'è tra i film "The Aviator" e "The Hoax"?

Nel primo, il miliardario Howard Hughes (ottimamente interpretato da Leonardo Di Caprio) affianca ad un evidente pazzia un altrettanto folle passione per il volo, per gli aerei e per i record da battere.
Nel secondo, lo scrittore Clifford Irving (anche qui magica interpretazione di Richard Gere) alla ricerca del libro di successo, si inventa un contatto con Hughes e scrive la sua biografia.
Perché parlarne insieme quindi?
Nel primo assistiamo alla vita folle ma determinata di un uomo che scriverà la Storia degli States. Nel secondo l'ostinato tentativo di piegare la realtà alle bugie fa apparire in ogni momento del racconto lo spirito dell'eccentrico miliardario, forse meglio che nel primo film.
La capacità di mentire é tale che Huges dovrà uscire allo scoperto con una storica telefonata alla televisione.
Guardateli in sequenza. Vi sembrerà di non aver mai interrotto la narrazione.

Agamben - il libro